Biografia Max Reinhardt nacque il 9 settembre 1873 con il nome di Maximilian Goldmann da una famiglia ebraica dell'alta borghesia austriaca a Baden, cittadina termale a pochi chilometri da Vienna, luogo di soggiorno della famiglia imperiale, dove la famiglia Reinhardt era solita trascorrere l'estate.
Origine ed educazione Max era il primogenito di otto fratelli (cinque maschi, tre femmine). I genitori di Reinhardt erano il commerciante Wilhelm Goldmann, ebreo di origine ungherese, e sua moglie Rosa, nata Wengraf. La prima azienda di Wilhelm Goldmann era fallita quando nacque Max.
Dopo aver frequentato la scuola secondaria e la scuola media, descritto come "ragazzo tranquillo e molto timido", inizialmente praticò un apprendistato in un'industria tessile e successivamente un tirocinio bancario, in vista di una eventuale carriera commerciale come auspicavano i genitori. Solo in un secondo momento i genitori acconsentirono che prendesse lezioni di recitazione da Rudolf Perak al Burgtheater, così il giovane, con il nome d'arte di Max Reinhardt debuttò nell'aprile del 1890 nel teatro privato Fürstlich Sulkowsky nel sobborgo viennese di Matzleinsdorf. Solo nel 1904 il nome dell'intera famiglia fu ufficialmente cambiato da Goldmann a Reinhardt, cognome presumibilmente ispirato dal personaggio principale della novella Immensee di Theodor Storm.
Dopo le sue prime apparizioni, Reinhardt prese lezioni private con Emil Bürde, ex attore della corte di Sassonia e docente di conservatorio, e ricevette il suo primo impegno in un teatro suburbano, il Volkstheater di Rudolfsheim. Qui interpretò il ruolo di Spiegelberg ne I masnadieri di Schiller. Suo compagno di lavoro fu il coetaneo Karl Kraus, con cui sviluppò una rivalità durata molti anni. Nel settembre 1893 ottenne il primo lavoro stabile fuori da Vienna, al teatro comunale di Salisburgo, dove recitò ben 52 ruoli diversi in una sola stagione. Nel 1894 il regista teatrale Otto Brahm, che aveva visto l'attore a Rudolfsheim, gli offrì un lavoro a Berlino.
Gli inizi L'ingaggio al Deutsches Theater, il teatro più progressista della Berlino dell'epoca, fu per lui una grande scuola di formazione, ma i ruoli che ricopriva, anche a volte da protagonista, non lo soddisfacevano pienamente. Dopo alcune stagioni e trasferte con i suoi colleghi a Praga e in altre città, nel 1898 fondò il collettivo artistico Die Brille, assieme all’attore Friedrich Kayssler ed al regista Martin Zickel. L'anno prima aveva conosciuto Else Heims, figlia di un ufficiale, la cui posizione sociale gli avrebbe permesso l'ingresso nella buona borghesia e gli avrebbe aperto le porte dei migliori circoli berlinesi. Con la cantante Auguste Kornfeld ebbe anche una figlia illegittima, Jenny Kornfeld (1899-1972).
La compagnia Die Brille debuttò il 23 gennaio 1901 alla Künstlerhaus di Berlino con la prima di una serie di spettacoli intitolati Schall und Rauch (Suono e fumo). Reinhardt scrisse numerose parodie di opere letterarie e teatrali, come ad esempio quattro versioni del Don Carlos di Schiller, interpretate in altrettanti stili teatrali diversi: classico, naturalista, simbolista e cabaret. Gli spettacoli continuarono sino al 1903, quando Reinhardt decise di dedicarsi alla regia teatrale in quanto, divenuto amico di Otto Brahm, poté affiancarlo nelle sue produzioni.
I teatri di Berlino (1902-1933)
Dal 1902 fino all'inizio del dominio nazista nel 1933, Max Reinhardt lavorò come regista in vari teatri. Fra i primi teatri passati sotto la sua direzione ci fu il Theater am Schiffbauerdamm dove, fra il 1903 e il 1906 furono messi in scena testi come lElettra di Hugo von Hofmannsthal e Salomé di Oscar Wilde.
Nel 1905, tramontato l'astro del naturalismo, Reinhardt subentrò a Brahm nella conduzione del Deutsches Theater e, sotto la sua supervisione nacquero delle produzioni moderne e potenti. A Berlino, con il sostegno economico e amministrativo di suo fratello Edmund (1871-1929), operò una rifondazione del teatro stesso e costruì un vero impero. Reinhardt ebbe sotto la sua conduzione i più importanti attori tedeschi del primo ventennio del Novecento, mise in scena autori non graditi al pubblico borghese tradizionalista come Romain Rolland, August Strindberg e Georg Büchner, ma la sua più grande scommessa fu Arthur Schnitzler, del quale il 13 febbraio 1904 rappresentò il dramma in cinque atti La strada solitaria e il 22 novembre dello stesso anno al Kleines Theater (nuovo nome del Cabaret Schall und Rauch) gli atti unici Der tapfere Cassian (Il valoroso Cassian) e Der grüne Kakadu (Il pappagallo verde), mentre un terzo atto unico, Das Haus Delorme (La famiglia Delorme), non andò in scena per un divieto della censura.
La capacità di innovazione del teatro di lingua tedesca da parte di Reinhardt aprì una nuova dimensione anche attraverso invenzioni di scenografia. Utilizzò sul palco la scenografia girevole che, sebbene già conosciuta in Giappone nel XVII secolo e utilizzata in Europa una prima volta nel 1896, solo con Reinhardt acquistò utilizzo e rilevanza artistiche. Venne proposta nel gennaio 1905 in Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Il successo clamoroso di questo spettacolo shakespeariano spinse Reinhardt a lasciare lo Schall und Rauch e ad aprire una sua scuola di recitazione, la Reinhardts Schauspielschule des Deutschen Theaters.
Fu un coraggioso sperimentatore del teatro suo contemporaneo, nel 1906 mise in scena Spettri di Henrik Ibsen per le cui scenografie usò il famoso pittore norvegese come l'autore del dramma, Edvard Munch, e la messinscena del capolavoro di Frank Wedekind, sempre nel 1906, Lo spirito della terra, dramma d'esordio dell'immorale personaggio di Lulù, nonché un'altrettanto famoso allestimento, nel novembre dello stesso anno, dell'opera Risveglio di primavera dello stesso Wedekind che finalmente passò la censura e, grazie al coraggio di Reinhardt, fu rappresentata dopo più di dieci anni (era del 1891) dalla sua composizione.
Nel 1910 Reinhardt sposò Else Heims (1878-1958), dalla quale ebbe due figli, Wolfgang e Gottfried Reinhardt. Entrambi i figli sono diventati produttori cinematografici a Hollywood.
Nel 1911 ospitò la prima mondiale di Jedermann di Hugo von Hofmannsthal e la prima mondiale de Il cavaliere della rosa musicato da Richard Strauss, alla Semper Opera di Dresda con Ernst von Schuch come direttore d'orchestra. Sempre nel 1911, il 23 dicembre, Reinhardt diresse Das Mirakel di Karl Gustav Vollmöller all'''Olympia Hall di Londra. Con queste produzioni guadagnò l'attenzione internazionale, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Con la produzione del Cavaliere della rosa, Reinhardt divenne anche uno dei primi pionieri del teatro di musica moderna.
Spesso si avvicinò anche ai classici italiani, specialmente settecenteschi. Nel 1911 collaborò con Ferruccio Busoni per una produzione della fiaba teatrale di Carlo Gozzi, Turandot, per la quale Busoni scrisse le musiche di scena e nel 1924 per la riapertura del Theater in der Josefstadt di Vienna fece il primo esperimento di Commedia dell'arte rediviva con il goldoniano Il servitore di due padroni con la partecipazione della famiglia teatrale austriaca più famosa del tempo: i Thimig.
Nell'aprile del 1918 acquistò a Salisburgo il Palazzo Leopoldskron del XVIII secolo, con grandi sale, una scala di rappresentanza, 40 camere ed un grande parco che era in rovina. Reinhardt fece ricostruire il castello e rinnovò la scala, la grande sala e la sala di marmo. Nel parco del castello fu costruito un piccolo teatro da giardino. Nel castello furono rappresentati spettacoli teatrali in cui il pubblico si spostava da una stanza all'altra. Il Palazzo Leopoldskron divenne un importante punto d'incontro per scrittori, registi, compositori e attori.
Dopo che Reinhardt trovò sempre più difficile affermare la sua priorità nei teatri di Berlino nell'immediato primo dopoguerra, Leopold Jessner, il nuovo regista del State Drama Theater di Berlino, iniziò a celebrare i suoi primi successi al Gendarmenmarkt e al monumentale progetto di Reinhardt del Great Drama Theater, Reinhardt decise di abbandonare la gestione dei suoi teatri e di staccarsi da Berlino. Nell'ottobre 1920 annunciò al Deutsches Theater che avrebbe lasciato Berlino, e che la direzione dei suoi teatri sarebbe passata al suo vicino collega Felix Hollaender. Reinhardt si trasferì a Salisburgo, fondando il Festival di Salisburgo insieme allo scrittore Hugo von Hofmannsthal ed altri.
Dopo la fallita rivoluzione spartachista del 1919 che aveva avuto fra i suoi fautori il movimento dadaista berlinese e un autore teatrale come Ernst Toller, Reinhardt, che già aveva fondato fra il 1915 il 1918 il Berliner Volksbühne, ovvero il teatro popolare berlinese, si scontrò con Erwin Piscator per la conduzione di questo teatro, in quanto Piscator, che lo considerava rappresentante del teatro borghese non politicizzato, lo dichiarava inadatto alla conduzione di un teatro d'impronta comunista. Eppure, oltre alle messinscena di Schnitzler e Wedekind, due veri macigni lanciati nello stagno del teatro borghese, Reinhardt aveva dimostrato spesso la sua natura progressista come quando nella rivista Tage Buch aveva firmato l'articolo Rettet Sacco und Vanzetti! (Salvate Sacco e Vanzetti!) sottoscritto anche da Stefan Großmann, Egon E. Kisch, Thomas Mann e Heinrich Mann.
Nel 1917 aveva partecipato alla nascita dell'UFA i grandi studi cinematografici tedeschi che negli anni venti furono gli unici a poter competere con Hollywood, per i quali diresse, nel 1912, il cortometraggio Das Mirakel, uno dei primi film in cui si sperimentò l'uso del sonoro, e nel 1913 Die Insel der Seligen (L'isola dei beati), contrastato dalla censura perché conteneva fra le prime scene di nudo del neonato cinema e addirittura un simulato atto sessuale.
Nel 1919 Reinhardt fondò il Großes Schauspielhaus un teatro con un palco enorme che per la prima volta realizzava il sogno wagneriano del teatro totale che eliminava la separazione fra palcoscenico e pubblico che fu inaugurato con una colossale messinscena dellEdipo re di Sofocle, ma in seguito ospitò anche drammi più moderni come Tamburi nella notte di Bertolt Brecht, ispirato alla rivolta spartachista.
Durante la Repubblica di Weimar il teatro ebbe un'importanza fondamentale nella società della capitale tedesca data anche la concentrazione di personalità geniali, sia attori, che registi, musicisti e pittori come Bertolt Brecht, George Grosz, Erwin Piscator, Richard Strauss, Hugo von Hofmannsthal, Kurt Weill, Alexander Moissi, la famiglia Thimig, Karl Valentin, Karl Kraus ed altre celebrità che si muovevano tra Vienna, Monaco e Berlino.
Nel 1928 un altro teatro berlinese affidò la direzione a Reinhardt, il Theater am Kurfürstendamm, dove si tenne nel 1931 la prima rappresentazione berlinese de lAscesa e caduta della città di Mahagonny di Bertolt Brecht. Nel 1932 Reinhardt lasciò la direzione di questo teatro.
Anche molti stranieri scelsero di lavorare nei teatri tedeschi e furono influenzati dalle scelte sceniche di Reinhardt: Luigi Pirandello, che nel 1924 vide una delle sue maggiori opere, Sei personaggi in cerca d'autore, messa in scena da Reinhardt, nel 1930 dedicò proprio a lui la versione tedesca di Questa sera si recita a soggetto, altro grande esempio della scelta pirandelliana di soggetti ispirati al teatro nel teatro.
Durante la conduzione del Deutsches Theater Reinhardt fondò una specie di scuola-teatro per giovani promesse, il Kammerspiel, dove si formarono attori come Marlene Dietrich, Leopoldine Konstantin e Greta Garbo, registi come Leni Riefenstahl, in seguito portavoce del cinema del regime nazista, ma anche i più importanti registi dell'espressionismo tedesco come Friedrich Wilhelm Murnau, Georg Pabst e Fritz Lang che esportarono la lezione di Reinhardt fino ad Hollywood, oltre che il regista greco Dimitrios Miràt, figlio dell'attore Mitsos Miràt.