Il parco dell'Orecchiella è un'area di 5218 ettari situata in alta Garfagnana, in provincia di Lucca, sulla punta nord-occidentale della Toscana (tra i comuni di Piazza al Serchio, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano, Villa Collemandina e Castiglione di Garfagnana).
Dal punto di vista formale non si tratta di un vero parco poiché è sorto senza una legge istitutiva tuttavia, fin dagli albori del "parco", le persone che hanno frequentato quest'area di alto valore naturalistico e paesaggistico l'hanno chiamata parco dell'Orecchiella. Questa anomala nascita è anche da ricercarsi nel fatto che al tempo della creazione del parco (primi anni 60' del 900') si riteneva che un parco nato per Decreto Legge, per una volontà esterna, sarebbe stato mal accettato o non accettato dalla popolazione locale che spesso vedeva nella realizzazione di questo tipo di Enti un ostacolo per le attività economiche...
Ad ogni modo, negli anni successivi alla nascita, oltre alla creazione di un centro visitatori e di altre strutture ricettive, furono istituite tre Riserve Naturali Statali (Pania di Corfino, Lamarossa, Orecchiella) per tutelare maggiormente il territorio, oggi queste riserve ricadono all'interno del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e sono gestite dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Lucca.
Storia Conclusa la prima guerra mondiale, le condizioni socio-economiche dell'alto Appennino Lucchese erano critiche. La crisi dell'agricoltura, in particolare nelle zone più marginali, fu un fattore fondamentale che portò ad un impoverimento generale con due conseguenze rilevanti: un profondo spopolamento e il degrado del territorio. In quel periodo infatti il territorio subì un abuso delle risorse naturali. In particolare i ripetuti e troppo abbondanti tagli alla vegetazione e gli eccessivi pascoli animali portarono al degradamento del terreno, quindi a continui smottamenti e frane. Per questo motivo, nel 1927, il Distretto Forestale di Lucca presentò un progetto per la ricostruzione e la difesa del suolo.
Nel 1936 iniziarono i primi rimboschimenti che a partire dagli anni cinquanta interessarono tutto il territorio. Da quel momento l'attività del Corpo forestale dello Stato è stata continua sino al 2016, anno in cui è stato abolito ed assorbito all'interno dei Carabinieri Forestali. I punti di base di questa ricostruzione furono in particolare il risanamento del dissesto idro-geologico, il miglioramento delle attività agricole e dell'allevamento, il ripopolamento della fauna, il controllo dell'ambiente e lo sviluppo turistico. L'attuazione di questi punti fondamentali ha permesso la rinascita di questi luoghi in passato deturpati dall'uomo.
Il parco naturale dell'Orecchiella nacque nel 1960 senza una vera e propria legge istitutiva. Fu creato dall'Amministrazione forestale dello Stato, poi affiancata dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Lucca e dall'allora Comunità montana della Garfagnana, appositamente per preservare questi territori e per favorire lo sviluppo economico dell'area per contrastare lo spopolamento della montagna, inoltre fu progettato fin da principio in modo tale che il suo sviluppo non interferisse con i residenti presenti nella zona. I confini del parco evitano quindi numerosi nuclei abitati che attualmente lo circondano. Uniche eccezioni sono, ormai quasi disabitati, i piccoli villaggi di pastori di: Campaiana, Salera, Capanne di Vibbiana e Capanne di Caprignana.
L'istituzione di tre riserve naturali, Pania di Corfino (istituita nel 1971), Lamarossa (istituita nel 1977) e Orecchiella (istituita nel 1980), ha contribuito al progetto di salvaguardia del territorio.
Territorio Esteso su 52 km² di superficie, i confini del parco seguono il crinale appenninico dal Monte Castellino (1948m) fino al Monte Le Forbici (1815m) passando per il Monte Prado (2054m), il Monte Vecchio (1986m) ed il Monte Cella (1944m). A nord-ovest, dal Monte Castellino i confini scendono all'Alpe di Sargiana e da qui alla confluenza del Fiume a Corte con il Serchio di Soraggio seguendolo fino alla base del Monte La Ripa (1310m). A sud-est, dal Monte Le Forbici i confini scendono a Foce di Terrarossa e da qui fino al ponte Vergai (650m) per poi risalire sopra il paese di Corfino passando per Pruno, Capanne di Vibbiana e Capanne di Caprignana e, da qui, continuare a salire verso il Monte Frignone e La Ripa per chiudersi nuovamente con il Serchio di Soraggio.
La superficie del parco risulta coperta per circa il 72% del territorio da boschi, per l'11% da brughiere e praterie di crinale, un 8% è rappresentato dalle praterie al di sotto del limite vegetazionale degli alberi e un 5% e 4% sono rispettivamente rappresentati da coltivi e da incolti sterili.
Il territorio è caratterizzato da rocce che appartengono alla Falda Toscana la quale costituisce il sistema geologico delle Alpi Apuane e dell'Appennino. Le rocce presenti nella zona si sono formate milioni di anni fa in un ambiente di mare che inizialmente era poco profondo ma che con il passare del tempo si è notevolmente modificato fino a richiudersi. A causa dei cambiamenti di questo mare si sono accumulate rocce diverse che hanno dato origine a queste montagne. Questo processo è iniziato nel Triassico (248-213 milioni di anni fa).
Nell'area della riserva affiorano prevalentemente due tipi di roccia. La prima è la scaglia rossa la cui formazione è data da argilliti rosse, verdi e grigie con intercalazioni di calcareniti con abbondanti Nummuliti. La seconda invece è l'arenaria macigno che caratterizza anche il crinale dell'Appennino e si tratta di una roccia di colore grigio scuro formatasi in un mare profondo.
I rilievi carbonatici della Pania di Corfino () e della Ripa costituiscono una delle zone carsiche minori della Toscana ( contro i circa delle Alpi Apuane e i dell'intera regione), tuttavia la loro esplorazione ha permesso di rilevare la presenza di oltre 100 cavità carsiche che in alcuni casi superano il chilometro di sviluppo spaziale. Al loro interno sono stati ritrovati resti faunistici, frammenti ceramici e di industria litica che vanno dall'Eoneolitico all'Età del Bronzo, del Ferro e arrivano all'epoca romana e barbarica...
A 1200 metri di altezza, situato sulla parte meridionale del Monte Orecchiella (e all'interno dell'omonima riserva), è presente il centro visitatori del parco la cui area comprende due laghetti artificiali, alcune strutture museali e recinti dove è possibile osservare caprioli, mufloni ed orsi.
Centro Visitatori e Riserva naturale Orecchiella
Il Centro Visitatori del Parco, che si trova all'interno della Riserva Naturale Statale Orecchiella, a partire dal 2019 è gestito in convenzione con il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano ed opera anche come infopoint per conto di quest'ultimo. Scopo della convenzione attuata tra Carabinieri Forestali e Parco Nazionale è anche il rilancio turistico della zona, promuovere atteggiamenti eco-sostenibili e attività di educazione ambientale nonché il miglioramento delle infrastrutture esistenti.https://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2019/07/28/news/c-e-l-accordo-per-la-gestione-della-riserva-dell-orecchiella-1.37233940].
Al centro visitatori (che non rimane aperto in maniera continuativa per tutto l'anno) oltre alla biglietteria e alle strutture di ristorazione, sono presenti due piccole strutture museali dedicate una ai rapaci (La Casa dei Rapaci) e l'altra ai mammiferi della zona (Il museo Naturalistico), in quest'ultima struttura si possono osservare dei diorama con scene di vita degli animali presenti attualmente o storicamente (lupi, orsi, cervi, caprioli, volpi etc). Esternamente ai musei ma sempre all'interno dell'area recintata del centro visitatori è presente un recinto con dei mufloni e un'ampia zona prativa con due laghetti e alcuni tavolini e panchine per pic-nic.
All'interno del Centro visitatori non è ammesso l'accesso ai cani in nessun caso. Esternamente, seguendo la breve rete sentieristica dotata di indicazioni, è possibile raggiungere il recinto con gli orsi e quello con i caprioli, un museo dedicato alla storia del territorio e "I colori della biodiversità": un piccolo giardino precedentemente conosciuto con il nome di "giardino di montagna" che offre nel periodo estivo belle e variopinte fioriture di specie perlopiù esotiche, non autoctone, quindi fuori contesto in questo territorio montano. Questo giardino che ha finalità estetiche, non è assimilabile come struttura ad un Orto Botanico e non è da confondersi con il vicino Giardino Botanico "Maria Ansaldi" Pania di Corfino.
Riserva naturale Pania di Corfino
La riserva prende il nome dal rilievo Pania di Corfino: un Massiccio montuoso calcareo di 1603 m. La Riserva, che occupa il versante sud-est del rilievo e interessa un'area di 135 ettari, ha una forma grossomodo di una mezzaluna che occupa l'area tra l'alveo del torrente Corfino, Cima la Foce e La Bandita, le quote vanno da circa 700m fino a 1350m circa.
Al suo interno è attraversata dal sentiero CAI n° 56 che collega l'antico borgo di Corfino all'alpeggio di Campaiana.
La posizione geografica della Pania di Corfino, rivolta da un versante verso la Valle del Serchio e dall'altro verso gli Appennini, ha fatto sì che si sviluppasse una flora molto diversificata, in parte tipica degli ambienti di alta quota e in parte di tipo mediterraneo. Questo spiega anche il perché della presenza di faggi, piante legate ad un clima di tipo atlantico, e anche dei lecci, piante che sono tipiche della vegetazione mediterranea. Tra le altre specie che si possono trovare sulle praterie abbiamo la peonia, la genziana primaticcia, lo zafferano bastardo, i gigli di San Giovanni ed altre ancora. Tra le specie che crescono tra le rocce vanno citate le endemiche vedovella delle Apuane (Globularia incanescens Viv.) e ramno delle Apuane [Atadinus glaucophyllus (Sommier) Hauenschild]. Tra le specie animali è sicuramente da citare l'aquila reale che all'interno della riserva ha il suo sito di nidificazione.
Riserva naturale Lamarossa La Riserva Naturale Statale Lamarossa interessa una superficie di 167 ettari lungo i rilievi dell'Appennino lucchese con boschi a dominanza di faggio e piccole torbiere, le quote vanno circa da 1200m a 1400m.
La peculiarità della riserva è costituita dalla presenza di numerose sorgenti tra cui quella di Lamarossa, dai cui la riserva prende il nome, e una zona umida di notevole interesse naturalistico con specie relitte glaciali ed interessanti dal punto di vista fitogeografico. La sorgente e la torbiera sono ubicate sul margine della riserva stessa, in questi ambienti umidi si ritrovano l'endemica pinguicola di Cristina (Pinguicula christinae Peruzzi & Gestri), la viola palustre, la genziana porporina (Gentiana purpurea L.), la genzianella stellata, i pennacchi e lo sfagno. Quest'ultimo si ritrova qui con varie specie: Sphagnum magellanicum Sphagnum subsecundum Sphagnum palustre Sphagnum nemoreum Sphagnum subnitens
All'interno della riserva troviamo anche altre specie erbacee oltre alle succitate, ad esempio le specie nemorali a fioritura precoce tipiche della faggeta tra le quali: l'anemone dei boschi, la scilla, la sassifraga a foglie rotonde (Saxifraga rotundifolia L.), e l'acetosella dei boschi.
La riserva è attraversata dal sentiero CAI n° 66 che collega il Centro Visitatori alla Sella di Lamarossa, qui il sentiero si ricongiunge con iln°64 che prosegue verso il Monte Bocca di Scala e il Monte Vecchio.
Flora
Nell'area protetta del parco vivono numerose specie vegetali. Le faggete dell'Orecchiella occupano una fascia compresa tra i 1200 metri di altitudine e il limite superiore della vegetazione della zona(1600 - 1700 metri). Il tipo di bosco più diffuso fino a 800 - 1000 metri è il castagneto, si possono trovare anche boschi di cerro e incontrare specie come il nocciolo, l'orniello, il maggiociondolo, il carpino bianco, l'acero montano, la betulla, il sorbo montano e il leccio.