Nella sua trentennale carriera fu una prolifica attrice soprattutto di teatro, dove fu diretta più volte dal secondo marito Laurence Olivier e in cui interpretò ruoli molto differenti, dalle eroine delle commedie di Noël Coward e George Bernard Shaw, a quelle delle tragedie shakespeariane; lavorò meno per il cinema, recitando solo in una ventina di film tra cui si annoverano titoli celeberrimi, come Via col vento, dove interpretò la parte della protagonista Rossella O'Hara, che immortalò la sua fama.

Vinse due premi Oscar alla miglior attrice: nel 1940 per Via col vento e nel 1952 per Un tram che si chiama desiderio. Si aggiudicò inoltre un premio BAFTA, due New York Film Critics Circle Awards, un Tony Award e una Coppa Volpi a Venezia. Nel 1999 si classificò al sedicesimo posto nella lista delle più grandi star femminili di tutti i tempi dall'American Film Institute.

Convisse per tutta l'età adulta con un disturbo bipolare che ne mise più volte a rischio le relazioni sociali e professionali, e con una tubercolosi mal curata che la portò alla morte all'età di 53 anni.

Biografia Debutto Vivian Mary Hartley, questo è il vero nome dell'attrice, nacque a Darjeeling, nel Bengala, da Ernest Hartley, ufficiale della cavalleria britannica di stanza nell'Impero indiano, e Gertrude Robinson Yackje, che si erano sposati nel 1912 a Kensington (Londra). Quando Vivian aveva quattro anni, il padre fu trasferito a Bangalore, mentre la bambina rimase con la madre a Ootacamund.

Vivian fece la sua prima apparizione su un palcoscenico all'età di tre anni, recitando nel gruppo teatrale amatoriale cui partecipava la madre; la donna infuse nella figlia l'amore per la letteratura, sia narrandole storie della mitologia greca o indiana, sia di autori quali Hans Christian Andersen, Lewis Carroll e Rudyard Kipling. All'età di sei anni fu mandata a studiare nel convento del Sacro Cuore di Roehampton, in Inghilterra, dove divenne amica della futura attrice Maureen O'Sullivan, alla quale espresse per la prima volta il proprio desiderio di svolgere questa professione.

Vivian completò la propria istruzione in Europa, per fare ritorno a Londra nel 1931; lì scoprì che in un cinema del West End veniva proiettato un film dell'amica Maureen O'Sullivan, e comunicò ai genitori il proprio desiderio di diventare anche lei attrice. Entrambi la sostennero, e il padre la aiutò a iscriversi alla Royal Academy of Dramatic Art (R.A.D.A.) a Londra. Poco prima di essere ammessa al R.A.D.A., nell'aprile del 1932, la diciottenne Vivian conobbe l'avvocato Herbert Leigh Holman; dopo un fidanzamento di pochi mesi, i due decisero di sposarsi e Holman, profondamente scettico nei confronti del mondo dello spettacolo, chiese a Vivian di congedarsi dall'Accademia. Il matrimonio ebbe luogo il 20 dicembre 1932 ma, dopo poche settimane, l'ambiziosa Vivian ottenne il permesso di rientrare al R.A.D.A., dove riprese a seguire i corsi di recitazione con grande impegno e disciplina, e iniziò a coltivare la passione – trasmessale dal marito – nei confronti dell'arte e dell'arredamento, interessi per i quali iniziò a dimostrarsi assai abile e competente.

Il 12 ottobre 1933 nacque la loro figlia Suzanne. Malgrado il lieto evento, la vita matrimoniale e la maternità non risultarono congeniali all'irrequieta indole di Vivien e non la distolsero dalle sue ambizioni artistiche e dall'entusiasmo con cui affrontò i saggi all'Accademia e i primi lavori come modella pubblicitaria.

Nell'estate del 1934, Vivian accettò un piccolo ruolo di comparsa nel film Things Are Looking Up e assunse l'agente John Gliddon, che le consigliò di adottare un nome d'arte. Dapprima l'attrice scelse "Vivian Holman", ma Gliddon lo ritenne inadatto e le propose "April Morn"; lei rifiutò e optò per "Vivian Leigh". Gliddon la raccomandò al regista Alexander Korda, che però non la ritenne abbastanza dotata come interprete.

I primi riconoscimenti al talento di Vivian giunsero con l'interpretazione dell'opera teatrale The Mask of Virtue (1935). Dopo l'apparizione di numerosi articoli in cui veniva elogiata la bravura dell'attrice, Alexander Korda si ricredette e stipulò con lei un contratto, su cui il suo nome venne definitivamente corretto in Vivien. Leigh lavorò nello spettacolo teatrale di Korda con successo, finché il regista non decise di trasferirsi in un teatro più grande, per accogliere un maggior numero di spettatori; qui si accorse che la voce di Leigh non era abbastanza forte da essere udibile da tutto il teatro, cosicché lo spettacolo terminò presto le sue rappresentazioni.

Incontro con Laurence Olivier

Colpito dall'interpretazione di Leigh in The Mask of Virtue, Laurence Olivier la incontrò per congratularsi; tra i due nacque un'amicizia che si trasformò in attrazione reciproca due anni dopo, quando interpretarono il ruolo di due amanti nel film Elisabetta d'Inghilterra (1937). Alla fine delle riprese fu chiara la relazione tra i due, nonostante lui fosse sposato con l'attrice Jill Esmond. Leigh e Olivier iniziarono una convivenza, malgrado i rispettivi coniugi rifiutassero entrambi di accordare loro il divorzio.

Leigh nel frattempo interpretò Ofelia nell'Amleto diretto da Olivier all'Old Vic Theatre. L'attore racconterà in seguito un incidente avvenuto a causa di un repentino sbalzo di umore di Vivien mentre si stava tranquillamente preparando ad andare in scena. Senza alcun motivo apparente, ella iniziò a inveire contro di lui, prima di ritornare improvvisamente silenziosa con lo sguardo fisso nel vuoto. La sua interpretazione non risentì dell'avvenimento e, dal giorno seguente, tutto ritornò alla normalità. Olivier dichiarò che fu il primo momento in cui fu testimone dei forti problemi di personalità di Leigh.

L'anno seguente Vivien lavorò con l'amica Maureen O'Sullivan nel film Un americano a Oxford (1938), che le regalò notorietà negli Stati Uniti, ma che le fece guadagnare anche la reputazione di attrice con cui era molto difficile lavorare. Per questa ragione Korda ammonì il suo agente, dichiarando che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato se Leigh non avesse cambiato atteggiamento e posto freno al suo temperamento.

Via col vento

Affascinata dalla lettura di Via col vento, popolare romanzo di Margaret Mitchell, nel febbraio 1938 Vivien chiese al suo agente americano di segnalarla al produttore David O. Selznick, che stava preparando una riduzione cinematografica dell'opera e che aveva organizzato un'imponente campagna pubblicitaria per trovare l'interprete adatta al ruolo della protagonista Rossella O'Hara. Il contatto fu agevole, in quanto l'agente di Leigh era anche il corrispondente londinese dell'agenzia di Myron Selznick, fratello del produttore. Questi assistette alla proiezione delle più recenti pellicole dell'attrice, Elisabetta d'Inghilterra e Un americano a Oxford, e ne rimase colpito al punto da recuperare e visionare tutti i film inglesi in cui lei aveva recitato. Nell'agosto dello stesso anno contattò Alexander Korda, presso cui Leigh era ancora sotto contratto, per scritturarla l'anno seguente.

Nel frattempo Olivier, forte del grande successo ottenuto negli ultimi anni in Inghilterra, e nel tentativo di sfondare anche negli Stati Uniti, partì per Hollywood dopo che il produttore Samuel Goldwyn gli propose il ruolo di Heathcliff in Cime tempestose (1939), riduzione cinematografica dell'omonimo romanzo, per la regia di William Wyler. Vivien Leigh ricevette un'offerta per il ruolo secondario di Isabella, che però lei rifiutò, sperando di ottenere invece il ruolo della protagonista femminile Cathy, già assegnato a Merle Oberon. Il dissenso tra il produttore e il regista fece sì che l'attrice in un primo momento non seguisse Olivier in America.

Leigh si recò poi a Los Angeles in ottobre, in apparenza solo per stare vicino al compagno. Quando Myron Selznick, che era anche agente di Laurence Olivier, la conobbe personalmente, capì che aveva tutte le caratteristiche che il fratello David stava da tempo cercando per la protagonista di Via col vento, con l'unica pecca dell'accento inglese incompatibile con il personaggio di Rossella O'Hara, un'americana del Sud. Egli condusse pertanto Vivien sul set il 10 dicembre 1938, mentre avvenivano le primissime riprese del film, ovvero l'incendio della città di Atlanta, e la presentò a David O'Selznick e al regista George Cukor. Il produttore rimase entusiasta della bellezza di Leigh, del suo temperamento e della vitalità con cui affrontò i provini. L'attrice vinse la concorrenza delle ultime tre candidate che ancora ambivano al ruolo dell'indomita Rossella, ovvero Paulette Goddard, Jean Arthur e Joan Bennett, e dopo pochi giorni ottenne la parte, iniziando a lavorare con impegno e determinazione per modificare il proprio accento inglese.

Le riprese del film furono molto lunghe ed estenuanti, soprattutto dopo che il regista George Cukor venne sostituito con Victor Fleming, con il quale sia Leigh che la partner Olivia de Havilland ebbero frequenti discussioni, al punto che entrambe le attrici si rivolsero più volte di nascosto a Cukor, nei fine settimana o addirittura di notte, per ricevere consigli e suggerimenti sulle loro rispettive interpretazioni. Leigh fece comunque amicizia, oltre che con de Havilland, anche con Leslie Howard e Clark Gable nonostante di quest'ultimo non apprezzasse l'alito (che a detta sua sapeva di fumo) al punto da far tagliare alcune scene in cui avrebbe dovuto baciarlo. In un'intervista, Olivia de Havilland disse che "Ci voleva molto per preparare le telecamere, per avere pronto il set di una scena da girare. Così Vivien trovava un angolo tranquillo, in disparte, e lei e Gable giocavano a un gioco chiamato battaglia navale, e occasionalmente invitavano anche me a unirsi a loro". Gli intensi ritmi di lavorazione, che andavano ad aggiungersi al malcelato disprezzo di Vivien per i set cinematografici, furono causa di forte stress per l'attrice, che fu impegnata nelle riprese del film sette giorni su sette, e spesso fino a notte fonda, il che non le consentiva di vedere Olivier, il quale nel frattempo si era trasferito a New York per recitare a Broadway in una commedia accanto alla star del palcoscenico Katharine Cornell.

Via col vento procurò a Leigh un'immediata notorietà, ma lei replicò a ciò sostenendo che "Io non sono una star del cinema – Io sono un'attrice. Essere una star del cinema – solo una star del cinema – è una vita così finta, vissuta solo per finti valori e per la pubblicità. Le attrici vanno avanti per così tanto tempo e ci sono sempre ruoli meravigliosi da interpretare". Per la sua memorabile e intensa interpretazione, l'attrice vinse l'Oscar alla miglior attrice, una delle dieci statuette ottenute dal film, oltre ad altri riconoscimenti.

Matrimonio e anni quaranta

Nel febbraio 1940 Jill Esmond si arrese e concesse il divorzio a Olivier, e lo stesso fece Holman con Vivien Leigh, conservando però una stretta amicizia con lei, che durerà tutta la vita; sia Esmond che Holman ottennero la custodia dei rispettivi figli, Tarquin Olivier e Suzanne Holman. Il 30 agosto dello stesso anno, Vivien Leigh sposò Laurence Olivier a Santa Barbara, in California, con una cerimonia civile a cui furono presenti solo i due testimoni, l'attrice Katharine Hepburn e lo scrittore e sceneggiatore Garson Kanin.