La concattedrale di Santa Caterina d'Alessandria nota anche come Santa Maria degli Angeli è il duomo di Bertinoro. Fino al 1986 aveva il titolo di cattedrale, divenendo poi concattedrale quando le diocesi di Forlì e quella di Bertinoro sono state accorpate.

Storia

Il primo luogo di culto dedicato a santa Caterina d'Alessandria consisteva in un piccolo oratorio, di cui esistono notizie già nel 1342. Questo oratorio viene elevato a dignità di cattedrale quando, a metà Trecento, la sede vescovile di Forlimpopoli viene trasferita a Bertinoro, in seguito alla distruzione voluta dal cardinale Albornoz della stessa Forlimpopoli. Alla dedicazione a santa Caterina era associata quella a san Laurenzio. Il 19 dicembre 1365 il vescovo Roberto di Bretteville tiene nella chiesa la prima ordinazione.

Il 6 settembre 1489 il vescovo Giuliano Maffei richiede al vescovo di Sarsina, Antonio Monaldi, di riconsacrare la chiesa. Gli altari sono dedicati a Santa Caterina (il maggiore), alla Santissima Trinità, a Sant’Onofrio e San Giovanni Battista.

Nel 1580 il vescovo Giovanni Andrea Caligari fa demolire il vecchio oratorio, ritenuto troppo piccolo, e commissiona i lavori per una nuova cattedrale in stile bramantesco, i cui lavori si protraggono fino al 1601. Nel 1604 è ultimato il campanile.

La posizione del complesso risulta poco funzionale, perché è direttamente adiacente al palazzo Comunale, tanto che la facciata non è visibile dalla piazza e l'ingresso si colloca alla fine del portico del palazzo. Questo avviene perché la chiesa sorge sul luogo dove si trovava in origine l'oratorio precedente, che però era più piccolo e dunque non addossato al palazzo: c'era infatti il progetto di demolire il palazzo a causa delle precaria stabilità e dunque lasciare ben visibile la nuova cattedrale con le sue imponenti dimensioni. Si decide però alla fine di conservare il palazzo e di ristrutturarlo, rendendolo così più solido, mantenendo in questo modo la posizione poco comune della chiesa.

Nel 1619 la chiesa viene nuovamente consacrata e arricchita di preziosi arredi.

Nel 1870 si rende necessario demolire la cuspide del campanile, resa instabile da vari terremoti, e la cella campanaria viene chiusa con una struttura a spioventi. Nel 1890 viene restaurato l'intero complesso e vengono aggiunte decorazioni parietali, mentre nel 1902 viene rifatta la copertura del campanile.

I danni della Seconda guerra mondiale, non troppo estesi, vengono sanati nel 1947, mentre altri interventi di restauro risalgono al 1993, al 2014 e al 2017.

Descrizione

Esterno

La chiesa è realizzata in laterizio a vista. La facciata, invisibile dalla piazza, ma visibile parzialmente salendo una scalinata posta a sinistra, è a salienti. Nella parte inferiore, sotto il portico, il muro è stato intonacato. I portali sono tre con ante in legno e cornici in pietra. Per accedere è necessario salire una gradinata. Il prospetto laterale si presenta su un alto gradino ed è decorato da lesene doriche.

Interno

L'interno è diviso in tre navate da grandi pilastri e presenta nel fondo un transetto. La centrale è alta 14 metri e lunga 32. Il presbiterio ha abside semicircolare con presbiterio sopraelevato. Al suo interno è presente un coro ligneo e una tela con le Nozze mistiche di Santa Caterina di Giuseppe Marchetti (1765) al centro e ai lati La resurrezione di san Lazzaro (destra) e la Probatica piscina (sinistra), lavori settecenteschi di ignoti.

Il transetto ha nel soffitto decorazioni di Lucio Rossi del 1891 che rappresentano gli Evangelisti, mentre il braccio sinistro contiene un crocifisso ligneo cinquecentesco. Secondo la leggenda l'artefice di quest'opera fu un pellegrino che, rifugiatosi in un monastero, dopo tre giorni di ritiro fece trovare alla sua partenza un crocifisso ricavato da un albero di fico del giardino dell'edificio.Il braccio destro contiene invece l'altare dell'Immacolata Concezione.

Lateralmente si trovano gli altari di cui nella terza cappella di sinistra si trova La Madonna col Bambino e gli apostoli Pietro e Paolo dipinto da Francesco Longhi (1601).

Il pavimento risale ai restauri ottocenteschi. In controfacciata si trova un organo settecentesco proveniente dal Duomo di Senigallia.

Sotto la chiesa si trova una cripta, a cui si accede dall'esterno.

Note

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