La chiesa Sacra Famiglia è un luogo di culto cattolico sito nel territorio del comune italiano di Barletta in provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia. Si tratta di un complesso parrocchiale costruito negli anni novanta in via Canosa, in sostituzione dell'edificio ecclesiastico eretto agli inizi del Novecento nel quartiere Borgovilla-Patalini, precisamente in via Trento. La chiesa originaria è tuttora esistente, benché chiusa al pubblico per le precarie condizioni strutturali.
Storia La sede originaria Dal 1908 al 1971
Le origini della parrocchia della Sacra Famiglia affondano le radici agli inizi del XX secolo, quando l'ampliamento della città oltre i confini urbanistici dettati dai binari ferroviari verso le zone periferiche, facevano percepire l'esigenza di un edificio di culto per il nascente quartiere Borgovilla Tempio. Fu così che vi fu la costruzione di una chiesa di dimensioni ridotte tra i vicoli e le case popolari novecentesche, che aveva come primaria esigenza una presenza fisica costante della chiesa piuttosto che ampie superfici dedicate e spazi aggregativi, fattore questo dovuto anche alle ristrettezze economiche che non permisero ulteriori sforzi di natura edilizia.. Nel 1908 fu costruita una prima chiesetta con relativa canonica, che diverrà poi la sacrestia della costruenda chiesa. Le uniche due parrocchie esistenti fino a quel momento a Barletta erano la Cattedrale Santa Maria Maggiore e la Prepositura Curata di San Giacomo Maggiore: con esse la chiesa della Sacra Famiglia sarà la terza ad essere innalzata al titolo di parrocchia. La vera e propria chiesa sarà eretta solo nel 1917 ma non sarà mai consacrata. Al fine di accrescere l'istruzione primaria nel nascente rione, alla chiesa costruita in via Trento, nel 1930 fu realizzato lIstituto Santa Teresa del Bambino Gesù, sito lungo la via che conduce a Canosa di Puglia e affidato alle suore omonime. Il Concilio Vaticano II indusse, alla fine degli anni sessanta, all'apporto di modifiche che da una parte ponessero in luce la longitudinalità e l'assialità dello spazio, in rispetto ai dettami conciliari, mediante il rifacimento della pavimentazione, dall'altra mettessero in risalto l'altare principale attraverso la sostituzione di quelli laterali con rispettive edicole, che avrebbero custodito due tele riproduttive ritraenti l'una la Madonna di Pompei, l'altra il Cristo di Warner Sallman, quest'ultima riprodotta da un pittore barlettano. Le due opere pittoriche sono state poi traslate nella nuova sede della chiesa; in ultima analisi fu ruotato l'altare, in modo da porre il celebrante volto verso l'assemblea anziché di spalle secondo le prescrizioni del Concilio Vaticano II.
La nuova sede Dal 1971 al 1990 . Nel 1959 Barletta fu colpita dal tragico evento del crollo di un edificio in via Canosa. Il parroco, don Tobia Mascolo, pur pensando alla possibilità di erigere, in modo da ricordare in maniera simbolica le vittime del crollo, proprio in quel luogo una possibile nuova sede della Sacra Famiglia, divenuta ormai di ridotte dimensioni per il sempre più crescente borgo periferico, preferì abbandonare subito l'intento per via delle lunghe procedure burocratiche che ne avrebbero permesso la concessione. Alcuni anni prima, precisamente nel 1951 e nel 1953, erano stati effettuati dei lasciti testamentari a favore dell'Arcidiocesi di Barletta-Nazaret di un terreno proprio nei pressi di via Canosa, in corrispondenza di Villa Placida. Quello stesso anno, il 1959 fu fatta esplicita richiesta alla diocesi per entrare in possesso di quel terreno e fu così che nel 1965 l'Arcivescovo poté concederlo per la costruzione della nuova parrocchia. Dopo le dovute procedure di acquisizione dei fondi circostanti nel 1981 ebbero inizio i lavori di scavo del centro parrocchiale e dell'auditorium seminterrato, attualmente dedicato a Papa Wojtyla, in cui sarebbero state celebrate le prime funzioni liturgiche. I lavori si conclusero nel 1983 con l'inaugurazione della nuova parrocchia e del medesimo auditorium.
La prima pietra della nuova chiesa fu posata il 6 maggio 1984. Nel 1985 vi fu la consegna delle campane con la successiva benedizione solennizzata dall'esecuzione di un concerto di campane eseguito dal pianista e musicologo Francesco Lotoro, organista della medesima parrocchia. Dal 1986 al 1988 fu eseguita la costruzione di un secondo centro parrocchiale, da utilizzare ad uso didattico e liturgico.. Ultimati i lavori, l'8 dicembre 1990, nella solennità dell'Immacolata Concezione, fu celebrata la cerimonia di consacrazione della chiesa. alla presenza dell'Arcivescovo monsignore Giuseppe Carata e del parroco don Donato Lionetti, artefice e principale promotore dell'intera opera architettonica.
Dal 1991 ad oggi Con la consacrazione della nuova chiesa della Sacra Famiglia, si conclude la fase di sdoppiamento temporaneo delle funzioni tra la vecchia e la nuova sede avvenuta fino al 1990. Nel 1993 viene sopraelevato di un livello il centro parrocchiale, approfittando delle consistenti fondazioni e dell'altezza del torrino del vano scala, che permetteva l'aggiunta di un ulteriore piano mantenendo ugualmente un cornicione sporgente.. In quello stesso anno inoltre si pensò di utilizzare lo spazio del cortile, posto tra gli edifici parrocchiali e quelli residenziali esterni al complesso, per progettare e costruire un auditorium ipogeo, consacrato alla memoria dell'Arcivescovo Addazi, che aveva in precedenza reso possibile la costruzione del complesso ecclesiastico, mediante l'autorizzazione a procede con la donazione alla parrocchia di alcuni terreni in possesso della diocesi, donati tempo prima dal canonico Rizzi ivi residente. In quegli anni è stata affissa una lapide commemorativa in una delle due tribune laterali della chiesa che ricorda la dedicazione del tempio e che recita testualmente:.
Nel 2000 è stata edificata una grotta nei pressi dell'ingresso principale della chiesa, dedicata alla Madonna di Lourdes.. Nel 2008 in onore del primo centenario di istituzione della parrocchia è stato pubblicato un libro scritto dal parroco don Donato Lionetti, a memoria degli eventi che hanno riguardato la chiesa della Sacra Famiglia prima e durante gli anni di sacerdozio. Il 6 settembre 2009 dopo 35 anni di sacerdozio, 34 dei quali nella medesima parrocchia, don Donato Lionetti, oltrepassato di due anni il limite massimo di età concesso per il presbiterato per volere dell'Arcivescovo diocesano Giovanni Battista Pichierri, si congeda divenendo monsignore e parroco emerito. Nello stesso giorno con cerimonia solenne viene compiuta la celebrazione eucaristica di immissione canonica del nuovo parroco, don Giuseppe Tupputi, anch'egli come il suo predecessore, nato a Barletta.
La chiesa originaria della Sacra Famiglia, a fronte delle precarie condizioni strutturali, è stata inserita nell'accordo di programma per il contratto di quartiere comunale, che ne prevede la ristrutturazione.
Architettura Il complesso parrocchiale della Sacra Famiglia si estende su una superficie di 4500 m². e comprende la chiesa e la torre campanaria, il centro parrocchiale principale, il centro parrocchiale secondario, propriamente detto centrino, l'auditorium Addazi. Volge il fronte principale sull'asse viario che conduce a Canosa mentre i lati restanti sono adiacenti all'abitato residenziale del borgo, e presentano due ulteriori ingressi secondari posti sul retro del complesso: uno in via De Cesare, con duplice accesso, pedonale alla casa canonica e carrabile all'atrio, l'altro in via Canfora unicamente carrabile. Volendo analizzare morfologicamente e tipologicamente i caratteri del complesso, esso risulta posto in posizione antinodale rispetto al tessuto urbano,. nei confronti del quale instaura un rapporto di stretta correlazione dovuto alla vicinanza, e in alcuni casi all'attiguità, dell'aggregato residenziale. È sperimentata in questo caso la nozione di recinto. rispetto a cui i limiti territoriali dell'impianto parrocchiale sono stabiliti talvolta dal recinto propriamente detto,. talvolta dall'abitato preesistente con il quale stabilisce una relazione diretta. I progettisti dell'opera sono oltre al già citato architetto Franco Martino, gli ingegneri Gabriele Lionetti, Alfonso Laurora e Vincenzo Binetti.
La chiesa Esterno La facciata Il fronte principale della chiesa volge il suo affaccio su via Canosa. Il rapporto tra il complesso parrocchiale e la principale direttrice di traffico della zona, nonché asse dal quale ha inizio la SS 93, è mediato da una quinta muraria che funge da schermo visivo rispetto all'abitato retrostante. Il fronte principale risulta bucato in tre punti per lasciare spazio all'accesso principale arcuato a sud-ovest e ad un accesso carrabile a nord-est, anch'esso superiormente delimitato da un arco a tutto sesto, a fianco del quale si apre un ulteriore ingresso di minori dimensioni per i disabili. La facciata, lunga 45 metri,. verticalmente si distingue in una fascia orizzontale di colore bianco in cemento armato che corre lungo tutta la sua lunghezza, sopra la quale corre un'inferriata ad elementi verticali intervallati da croci greche dello stesso materiale; le due fasce risultano interrotte solo dai tre accessi e da lievi intercapedini posti in prossimità dei pilastri per darne maggiore risalto. Superiormente la facciata, in questo caso di colore bianco, prosegue in maniera continua dal basso verso l'alto dall'estremità occidentale ai due ingressi secondari ad est, interrompendosi solo per lasciare spazio alla torre campanaria. Lungo l'intera facciata, a circa sei metri d'altezza, corre un'iscrizione bronzea incastonata nel fondo bianco della parete che recita "Le armonie delle campane e dell'organo e la voce esultante dei fedeli cantino in questo sacro tempio la nostalgia di Te o Dio." La porzione muraria che prosegue fino all'estremità orientale, seppur sempre in c.l.s. armato e di colore bianco, è di altezza inferiore rispetto a quella adiacente e da essa lievemente staccata. In cima al velario di ampiezza maggiore è incastrato un mosaico circolare con la rappresentazione della Sacra Famiglia, mentre all'estremità superiore della parete di altezza minore è posta una croce metallica con la base semicircolare scavata nel muro.
Il sagrato L'ingresso principale è arcuato e il superamento di due gradini permette di giungere ad un'area triangolare che offre la possibilità di ruotare l'asse principale della chiesa di 45º. In tal modo l'aula liturgica si dispone con uno dei suoi lati parallelamente al velario, dal quale si scosta determinando un'intercapedine nel quale è posta una rampa d'accesso per disabili che collega l'accesso minore con il sagrato e permette il superamento delle barriere architettoniche. Accedendo invece dall'ingresso principale, oltrepassati i primi due gradini ve ne sono altri quattro prima di giungere al sagrato. Questo funge da punto di avvio verso l'uscita per disabili da una parte, il retro del complesso e l'accesso ai centri parrocchiali dall'altra e centralmente verso il triplice portale d'ingresso che dà accesso ad un ambiente che precede la vera e propria aula liturgica, ponendosi in asse con l'altare. L'entrata all'aula assembleare, è dunque mediata da un ambiente ulteriore che funge da nartece.
Interno Il pronao d'ingresso