Oppido Mamertina (Oppitu, Ofidus in dialetto greco-calabro) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria. È sede della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.

La città fu fondata sull'antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini, spostatosi dalla vicina Mella (III-I sec. a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamerto. Nel 1056 fu conquistata da Ruggero il Normanno e divenne ducato durante la dominazione angioina, fu a lungo contesa tra angioini e aragonesi.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Oppido si estende dalle vette dell'Aspromonte, scendendo lungo la dorsale pre-aspromontana si insinua nel cuore della Piana di Gioia Tauro e, caratterizzato da formazioni geologiche di varia natura, presenta, quindi, una fauna e una flora particolarmente diversificata.

Flora Nella fascia del territorio che si estende al centro della Piana dominano le coltivazioni dell'ulivo. Le distese degli alberi di ulivo secolari, che grazie al clima propizio raggiungono altezza e proporzioni ragguardevoli, unitamente agli agrumeti sono la prevalente caratteristica paesaggistica nonché una delle principali risorse economiche.

Le zone collinari presentano una spiccata eterogeneità. Ai boschi di ulivo si uniscono i numerosi boschi di castagno, di noce e le pinete che progressivamente si estendono fino alle zone più alte e la macchia mediterranea, tra i crinali impervi, cresce rigogliosa. Sotto i mille metri è il leccio a farla da padrone unitamente ai boschi di quercia. In montagna, poi, le vette sono coperte dai faggi, dal pino laricio e dall'abete bianco.

Fauna

Oltre alle numerose specie migratrici, nel territorio di Oppido è stanziale la tipica diversificazione faunistica del versante tirrenico dell'Aspromonte.

Clima Il comune rientra in zona climatica C ex DPR n.412 del 26 agosto 1993, con 1258 gradi giorno.

Idrografia I corsi d'acqua principali sono il torrente Boscaino, il torrente Marro, il torrente Tricuccio e il torrente Duverso. Il maggiore in termini di portata d'acqua è il torrente Petrace (anticamente denominato Metauros, in greco: Μεταυρος), ove confluiscono gli altri, che delimita il confine comunale a ovest.

Storia

La città medievale fu fondata, probabilmente nel IX secolo, sull'antica Oppidum a sua volta fondata su un antico insediamento costruito dal popolo dei Mamertini spostatosi dalla vicina Mella (III-I secolo a.C.) dove aveva trovato rifugio unendosi alla popolazione italica del posto e dando alla luce la mitica Mamertion (in latino: Mamertium)Filippo Cluverio, Italia antiqua auctoris methodo, verbis, et tabulis geographicis retentis contracta opera, Leyden, 1624, lib. IV, cap.15..

Origini Il territorio di Oppido ha una stratificazione storico-archeologica di notevole rilievo. In località Torre Cillea e Torre Inferrata sono documentate presenze comprese tra i secoli VII e III secolo a.C. ricollegabili ad area di abitato e di necropoli. Sono stati portati alla luce i resti di un nucleo di genti indigene ellenizzate prima e successivamente di una comunità brettia. In contrada Mella, nei pressi della città medievale di Oppido, è stato rinvenuto un insediamento risalente al III - I secolo a.C. e reperti riferibili all'età neolitica e all'età del ferro. Nel cuore dell'Aspromonte, in località Palazzo, è stata costruita nel IV secolo a.C. all'estremità di un lungo serro che domina l'intero territorio di Oppido, una struttura fortificata che, protetta da un avancorpo, accoglieva una guarnigione in pianta stabile. La città medievale è munita di castello e di grandi mura difensive ancora oggi in gran parte visibili, di un'importante cattedrale, è ricca di palazzi, chiese, conventi, nel Seminario si insegnavano lettere, filosofia, dogmatica, teologia morale, sacra scrittura, canto gregoriano, storia sacra e profana, geografia, oratoria, poetica, estetica, storia della filosofiaRaffaele Aversa, Gregorio Aracri da Stalettì, Cosenza 1969, p. 28..

Mamertion

Nella nota contrada Mella,Maurizio Paoletti, Località Mella, in Archeologia ad Oppido Mamertina. Immagini e ipotesi. Oppido M. 1999, p. 13. poco distante da Oppido, insiste un vasto e complesso sito archeologico. Giacciono, ancora in gran parte sepolti nonostante la massiccia campagna di scavi, i resti della mitica Mamerto, citata negli scritti di StraboneStrabone, Rerum geographicarum: "Super has urbes(riferendosi alle montagne soprastanti Reggio e Locri) Bretii mediterraneam occupant, ubi Mamertium situm est, et Sylva picis ferax, quam Brettianam vocant...".. La sua origine è legata alle vicende dei Mamertini (cultori del dio Marte), popolo di mercenari provenienti per lo più dalla Campania. Arrivati in Sicilia, partendo dalla Sila Tauricana (entroterra sopra Reggio e Locri) dove si erano stanziati abbandonando il Sannio per scongiurare una pestilenza, furono assoldati dal tiranno di Siracusa Agatocle. Alla sua morte si spinsero verso nord fino a Messina conquistandola. Dopo l'avvio della Prima guerra punica, del quale furono i principali responsabili, schiacciati dalla potenza di Roma e Cartagine, lasciarono l'isola e ritornarono in questo lembo di Calabria dove trovarono stabile rifugio in un abitato italico fondando così Mamerto. Questo termine però nel tempo si perse a causa della mescolanza con la cultura e il lessico dei popoli locali, e visto che l'insediamento dei mamertini avvenne nella Sila Tauricana da qui il nome Tauriana (la città del monte Taurus). Il legame tra le città di Tauriana e di Mamertion è insito inequivocabilmente nelle fonti (Alfio di Messana, Strabone, Catone, Stefano Bizantino), le due città sono sorte con ogni evidenza nello stesso territorio, sono cioè la stessa cosa. Significativi sono i numerosi ritrovamenti di mattonacci e di tegole recanti la scritta TAYRIANYM e dei bolli statali contraddistinti dall'etnico TAYPIANOYM comprovanti una piena autonomia politica. Ben presto la città diventa un importante centro economico e commerciale assumendo un ruolo preminente nello sfruttamento e nella gestione del potenziale economico dell'alto bacino del Metauros, usufruendo anche di uno sbocco commerciale sul Tirreno tramite l'emporio portuale di Taurianum alla foce del fiumeUniversità degli Studi di Siena, di Elena Insolera..

Il Parco archeologico di Mella è quindi un sito di grande interesseLiliana Costamagna, Paolo Visonà, Oppido Mamertina, ricerche archeologiche nel territorio e in contrada Mella, Roma 1999, Gangemi Editore.. Numerosi sono stati i ritrovamenti sia in termini di rilievi urbanistici (strade lastricate larghe più di 7 metri, lungo le quali si allineano grandi edifici civili in un contesto culturale pienamente urbanizzato), sia numismatici: numerosissime monete appartenenti alle zecche o autorità di Roma, Metaponto, Bretii, Valentia, Locri Epizefiri, Rhegion, Cartaginesi in Italia, Catana, Siracusa e Mamertini. Queste ultime, in ragione del 28,35% del totale, in una concentrazione così elevata che non trova riscontro altrove nell'Italia meridionale. Sono stati ritrovati anche statuette in bronzo, mattonacci, tegole, testine di terra cotta, macine, collane in metallo, ceramiche, utensili vari, anfore da trasporto, lucerne, unguentari ecc. Queste aree archeologiche sono state "visitate" da antichi e moderni tombaroli, ma ancora solo una minima parte del vasto sito è stata portata alla luce. Il proseguimento degli scavi iniziati negli anni ottanta porterà (come sta già portando) a una ridefinizione della storia della Piana di Gioia Tauro e di una parte importante della storia dell'Italia Meridionale, colmando finalmente le lacune dei testi antichi giunti fino ai nostri giorni.

Repubblica Mamertina L'antica città di Mamerto fu una delle più famigerate repubbliche confederate al popolo romano. L'etimologia del suo nome "Mamertion" deriva dalla voce osca Mamers, che significa Marte Dio della guerra. Il valore militare dei Mamertini è ricordato nella letteratura antica, allorquando, come scrive Plutarco, si opposero alla marcia su Roma di Pirro schierando diecimila soldati e dimostrando abile strategia militare. Infatti, seppure sconfitti, riuscirono a scomporre l'esercito nemico molto più numeroso, disorientandolo e confondendolo, uccisero due elefanti e lo stesso re dell'Epiro rimase ferito gravemente sul campo di battaglia.

Oppidum

Posta a brevissima distanza dal Parco Archeologico di Mella la città medievale giace all'ombra dei taciti ulivi, in una cornice di rara bellezza. Il sito, per la sua estensione e densità di resti, è particolarmente affascinante e interessante. La città era protetta da possenti mura e vi si accedeva grazie alle due porte poste agli estremi del lungo asse principale (ben visibili, tanto le mura quanto le porte) sul quale si affacciano gli edifici più importanti i cui resti sono ancora visibili. La città ospitava il Seminario e l'imponente Cattedrale con l'Episcopio (della Cattedrale persistono oltre le vestigia perimetrali, la scalinata esterna e interna e il campanile). Dallo stradone principale si diramavano tortuosamente le vie e viuzze che danno forma al caratteristico contesto urbano. Ospitava anche, oltre a numerose chiese, il Convento dei Frati Paolotti e il Convento dei Frati Francescani Osservanti e fuori le mura il Convento dei Frati Cappuccini e due carceri, uno ecclesiastico e l'altro civile nel Castello Angioino-Aragonese che, accanto alla porta nord, si innalza poderoso ancora ben conservato.

La città fu distrutta dal terremoto del 5 febbraio 1783. Visitandola nella seconda metà dell'800 Alexandre Dumas scrisse: «La città di Oppido ebbe la sorte di tutte le belle donne: oggetto di desiderio nella loro giovinezza, di disgusto nella loro decrepitezza, d'orrore dopo la loro morte»Alexandre Dumas, Viaggio in Calabria , Rubbettino editore (Traduzione: Antonio Coltellaro), pag. 147..

Oppido dopo il terremoto del 1783 L'abitato si trova alle falde dell'Aspromonte sul versante nord-occidentale. Ricostruito, su progetto degli ingegneri napoletani Antonio Winspeare e Francesco La VegaRocco Liberti, Tra il Rosso e il Riganati , sul sito dell'Università della Calabria, dopo il terremoto del 1783, presenta un moderno impianto a scacchiera con ampie vie rettilinee e ortogonali e grandi piazze. Conserva numerosi palazzi nobiliari del XIII e XIX secolo con artistici portali in granito, tra questi, Palazzo MiglioriniProvincia di Reggio Calabria, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Allegato II, pag. 29. in stile neoclassico napoletano e Palazzo Zerbi in stile tardo barocco. Caratteristiche e pittoresche sono le tortuose vie del centro storico dei quartieri Tresilico e Zurgonadio.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Oppido Mamertina sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 7 aprile 2003.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Cattedrale di Santa Maria Assunta Chiesa dell'Oratorio (o dell'Annunziata) Chiesa di San Giuseppe Chiesa Abbazia Chiesa Maria SS. Addolorata o del Calvario Santuario Maria Santissima delle Grazie Chiesa di San Leone Magno Chiesa della Divina Pastora Chiesa di San Nicola Chiesa di Castellace di sopra Chiesa dell'Assunta Chiesa di Afanto (Località Zervò) Chiesa di Quarantano Cappella Caia-Musicò Cappella del Seminario Vescovile Episcopio Seminario vescovile di Oppido Mamertina Convento dei Domenicani (ruderi Messignadi) Calvarietto Maria Santissima Annunziata (Oppido Vecchia) Convento dei Frati Francescani o Paolotti o Minori o Osservanti e dei Frati Zoccolanti (ruderi Oppido Vecchia).

Cattedrale