Riolo Terme (Riô o Riôl in romagnolo, fino al 1957 Riolo dei Bagni) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

È una nota stazione termale, le cui acque sono utilizzate sin dall’antichità. Sorge nella valle del Senio, alle prime pendici dell'Appennino faentino. Di origine medievale, si sviluppò a partire dal XIV secolo come borgo fortificato. Il centro storico è dominato dalla Rocca Sforzesca, costruita sul finire del XIV secolo come presidio bolognese e ampliata dai Riario-Sforza nel corso del rinascimento.

Il territorio comunale include una parte del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, patrimonio UNESCO componente del sito "Carsismo nelle evaporiti e grotte dell'Appennino settentrionale".

Storia Fondazione Nel XIV secolo il centro principale della media valle del Senio fu il castrum di Laderchio. Da esso dipendevano le torri circostanti: Ossano, Voltrignano, Arbustedo, Chiesanuova e Limisano. Nel 1376 gli abitanti di Laderchio e degli altri centri summenzionati chiesero protezione alla città di Bologna, potenza rivale sia di Imola che di Faenza, promettendole obbedienza.Stefano Saviotti, Relazione storica illustrativa allegata al Piano strutturale comunale associato, Faenza 2009. Scaricabile dal sito web del comune. Il Senato bolognese dispose che gli abitanti dei centri vicini si trasferissero in un nuovo sito: il maggior numero di famiglie che abbandonarono le loro case provennero da Laderchio e da Ossano. Fu avviata la costruzione della rocca su progetto di Masino della Colla. Nello stesso periodo Bologna fondò Castel Bolognese sulla via Emilia.

Il nuovo centro abitato fu costruito in un luogo strategico, difeso naturalmente da scarpate su due lati. Le case furono edificate a ridosso della scarpata affacciata sul fiume Senio e verso il suo affluente rio Vecchio, mentre la rocca fu edificata sul lato opposto, a rinforzo del lato privo di difese naturali. Il primo impianto urbano di Riolo fu quello tipico dei centri di fondazione medioevale, con alcune strade parallele ed una trasversale di collegamento, come nella struttura urbana originaria di Castel Bolognese. Nel 1424 Filippo Maria Visconti conquistò Imola e divenne il nuovo padrone della valle del Senio. Quindici anni dopo, i Visconti cedettero in concessione Imola e Riolo ai Manfredi. I Manfredi effettuarono lavori di miglioramento alla struttura della rocca, comprendenti la costruzione del fossato ed il rinforzo delle mura cittadine. Nel 1478 Girolamo Riario, signore di Imola, conquistò Riolo. Durante la sua signoria, e quella della moglie Caterina Sforza, la rocca di Riolo assunse la sua forma attuale.

Dal XVI al XIX secolo Nel 1506, pochi anni dopo l'effimera signoria di Cesare Borgia sulla Romagna, Riolo entrò a far parte dello Stato Pontificio. Ben presto la rocca perse la sua funzione militare, tanto che verso la fine del secolo i muri portanti manifestarono il pericolo di crollo. I due angoli della cinta verso sud-ovest e nord-ovest franarono tra Sei e Settecento. Le spese di restauro erano valutabili in migliaia di scudi. Il comune, non disponendo di risorse ingenti, chiese aiuto a Imola, che però non rispose. I riolesi fecero il lavoro a spese proprie. Lentamente il paese si risollevò, grazie anche alla scoperta dei bagni termali. La località iniziò ad essere conosciuta per le acque ricche di idrogeno solforato, adatte alla cura di diversi malanni. Nel 1811 i visitatori risultarono essere più di cinquecento e vennero ospitati dai cittadini riolesi che si improvvisarono affittacamere. Nel 1820 si costruì, in legno, la prima struttura per lo sfruttamento termale. Durante il XIX secolo cambiò il volto di Riolo: fu costruita una nuova strada di accesso, più larga e che puntava direttamente verso il centro (la vecchia strada di accesso corrisponde all'odierna via Aldo Moro); il fossato della rocca fu interrato; fu ricavato nuovo spazio per il mercato dall'abbattimento di altre strutture; nel 1857 fu ricostruito il ponte sul Senio; il paese cominciò ad espandersi al di fuori della cinta muraria. Nello stesso periodo lo stabilimento termale ampliò la propria offerta: nel 1865 lungo le sponde del Rio Vecchio erano attive cinque fonti: due di acqua salata, due di acqua solforosa ed una ferruginosa. A metà dell'Ottocento gli utenti delle acque termali erano quattromila all'anno. Lo stabilimento era aperto dal 25 giugno al 17 settembreMattia Randi et alii, Treni di Romagna. In viaggio tra storia e letteratura, Faenza, White Line, 2019, p. 33..

Dall'unità d'Italia al 1945 Nel 1867 il Comune acquistò tutte le sorgenti lungo il rio Vecchio, e due anni dopo decise di riunirle convogliandole in un unico luogo ove fosse possibile costruire uno stabilimento moderno. Nacquero così le Terme di Riolo. Nel nuovo stabilimento vennero condotte tutte le acque termali della zona: solfuree, salsoiodiche, clorurato-sodiche e ferruginose, atte a curare le affezioni dell’apparato respiratorio, i problemi ginecologici e le disfunzioni intestinali. Il progetto fu realizzato dal noto architetto faentino Antonio Zannoni, che nel 1870 realizzò gli edifici termali in solenne stile corinzio, con relativo impianto di raccolta e canalizzazione delle acque. L'inaugurazione delle Terme fu celebrata pubblicamente il 24 luglio 1877. L'acqua di Riolo fu subito considerata fra le migliori e più efficaci, tanto che, oltre che destinata all'uso locale, venne imbottigliata e venduta in varie città italiane. I proventi servirono anche a migliorare le strade che attraversavano Riolo. Fu modificato il tracciato della provinciale. Il nuovo attraversamento del paese avveniva da nord a sud: la strada percorreva un'ampia curva e scendeva fino al ponte sul Senio (l'attuale via don G. Costa).

Nel 1892 si completò il trasferimento del comune all'interno della rocca, che subì diversi rimaneggiamenti per essere adattata a questa nuova funzione. Nel 1898 entrò in funzione l'acquedotto per usi civili. Nel 1900 il cimitero comunale fu trasferito nel sito attuale nei pressi di Cuffiano. All'alba del nuovo secolo le terme erano attrezzate con eleganti edifici per le cure, un vasto parco con la «Villa Margherita» (in onore di Margherita di Savoia), che ospitava il cinema, il teatro e il casinò. Grazie anche allo sviluppo favorito dalle Terme, la popolazione del Comune di Riolo ebbe un notevole incremento: nel 1871 i residenti erano , nel 1881 erano , nel 1901 fecero un balzo a e nel 1911 salirono a . Nel 1914 il paese assunse il nome di Riolo dei Bagni. Il 23 agosto dello stesso anno fu aperta la ferrovia Castel Bolognese - Riolo dei Bagni, la cui stazione d’arrivo si trovava in piazzale MarconiLa ferrovia ebbe purtroppo vita breve, venendo chiusa il 31 dicembre 1933..

Lo sviluppo urbanistico di Riolo si concentrò essenzialmente nell’area a nord del corso, fra il nucleo antico e la strada per Mazzolano (oggi via Gramsci). Nel 1918 fu aperto viale delle Rimembranze. Nel 1921 si raggiunse il picco di popolazione della prima metà del secolo: residenti. Nel 1934 il percorso della strada provinciale fu nuovamente modificato, realizzando il tracciato attuale, affiancato da alberi, che scende da piazza Marconi fino al ponte sul Senio.

Fino al 1944 la seconda guerra mondiale non fu avvertita a Riolo. Invece, nei quattro mesi durante i quali il fronte si arrestò lungo il Senio (per un totale di 127 giorni), Riolo fu soggetta a bombardamenti alleati e a ritorsioni tedesche, che provocarono gravi danni a tutto il centro abitato e la morte di 613 persone fra militari, partigiani e civili (16 caduti). Inoltre abitanti rimasero senza tetto, il 27% degli edifici fu distrutto e il 45% venne gravemente danneggiato. Morirono quasi tutti gli animali presenti nelle campagne (96%) e andò distrutto l'80% delle attrezzature (agricole e industriali). I tedeschi fecero saltare villa Margherita e il ponte sul Senio. Anche lo stabilimento termale subì gravi danni. L'offensiva finale fu lanciata dagli Alleati nell'aprile 1945. Riolo fu liberata l'11 aprile dal Gruppo di Combattimento "Friuli" e dalla Brigata Ebraica, inquadrati nel X Corpo d'Armata britannico. I riolesi deposero i corpi dei sedici concittadini caduti in combattimento nell'oratorio dedicato alla Beata Vergine del Presidio.

Dal dopoguerra ad oggi Dopo la guerra ebbe inizio la ricostruzione. Nei primi anni l'attività edilizia si concentrò nell’area settentrionale del paese: furono tracciate le vie Risorgimento, Friuli (parte orientale) ed Oberdan. Nel 1957 Riolo dei Bagni cambiò nome nel più moderno Riolo Terme. Il 27 novembre 1960 fu aperta al culto la nuova chiesa parrocchiale, ricostruita appena fuori dal centro storico. L’andamento demografico negli anni Cinquanta e Sessanta registrò una lieve flessione, in quanto si passò dai residenti del 1951 ai del 1961 ed infine ai del 1971. Negli anni 1970 l’espansione residenziale interessò maggiormente il settore ad ovest del centro storico. Nello stesso periodo sorse la prima zona produttiva artigianale lungo la strada provinciale (la seconda è stata appaltata nel 2006).

Negli anni 1980 il comune si trasferì in corso Matteotti e ristrutturò la rocca per farne la sede del museo cittadino. Fu ripristinato l'antico fossato e furono effettuati anche consistenti restauri della cinta muraria.

Nel 1998 le Terme di Riolo ottennero la certificazione di Qualità ISO 9002. Il 15 dicembre 2001, a seguito di decreto del Presidente della Repubblica, Riolo Terme ha ottenuto il titolo di Città.

Simboli

Il gonfalone è un drappo troncato di giallo e di rosso.

Onorificenze Riolo Terme è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondialehttp://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliabronzovalormilitare.html: Il Consiglio d'Europa ha decorato Riolo Terme con la «Bandiera d'Onore d'Europa» nel 2018.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa prepositurale di San Giovanni Battista: edificata nel 1959, è stata inaugurata nel 1960. La chiesa precedente fu costruita nel centro storico nel 1429 ed elevata ad arcipretale nel 1485; fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale; Chiesina dei caduti (oratorio dedicato alla "Madonna del Presidio") – La piccola chiesa fu costruita su un incrocio di quattro strade (quadrivio) dove sorgeva un pilastrino con l'immagine di una Madonna col Bambino, in maiolica faentina. Fu dedicata alla Madonna del Presidio, di cui si invocò la protezione a seguito di una grandinata molto estesa che il 2 luglio 1667 distrusse tutto il raccolto del territorio riolese, dando inizio alla tradizione della Festa di maggio. Iniziata la costruzione nel 1679, grazie alla neo costituita Confraternita del Presidio, il 15 ottobre 1689 venne solennemente benedetta, ed al suo interno venne posta la precedente immagine della Madonna, ora chiamata "Madonna del Presidio". Nel 1703 fu costruita la campana (visibile ancora oggi); nel 1835 l'edificio subì un intervento radicale di ristrutturazione ad opera dell'architetto Francesco Bagnaresi. Quasi completamente distrutta, ora si può vedere una ristrutturazione del dopo guerra volta a recuperare l'antica architettura.