Loratorio di San Maurizio sorge su un piccolo promontorio del territorio di Lugano, al confine con Savosa (frazione Rovello). È documentato per la prima volta nel 1203 ed è tra gli edifici sacri più antichi conservati nell'area del Sottoceneri.Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza-Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, p. 269.
Storia La menzione del 1203 attesta l'esistenza di un primitivo edificio romanico, probabilmente legato alla viabilità storica fra Lugano e il crinale di Savosa.AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 294, 317–318. Tra tardo Quattrocento e prima metà del XVI secolo l'aula fu rinnovata e decorata con cicli di affreschi; ulteriori interventi interessarono coperture e arredi nella seconda metà del XVII secolo, quando l'oratorio assunse l'assetto barocco oggi percepibile negli apparati interni.Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, 1980, p. 269.
Nel XX secolo si sono susseguiti interventi conservativi mirati alla stabilizzazione della muratura, al risanamento delle coperture e al restauro dei dipinti murali; campagne di pulitura e consolidamento sono documentate in ambito comunale e cantonale a più riprese dopo il 1970.AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, 2007, p. 318.
Architettura L'edificio mantiene l'impianto romanico originario: pianta leggermente trapezoidale, aula unica e abside semicircolare sporgente. Le murature sono in pietrame locale intonacato; il paramento esterno conserva tracce di aperture storiche. La copertura dell'aula è impostata su capriate lignee a vista; la zona presbiteriale è voltata e raccordata da semplici cornici d'imposta. Il piccolo sagrato si affaccia sul pendio che degrada verso Lugano.
Interno e opere L'aula presenta una volta a crociera costolonata nella zona presbiteriale, mentre il resto dello spazio è coperto da capriate. Sulle pareti si conservano affreschi di epoche diverse — dal tardo XV secolo alla seconda metà del XVI secolo — con soggetti mariani, apostolici e agiografici riferibili alla devozione locale. Una parte del ciclo è attribuita alla bottega luganese di Cristoforo da Seregno.SIKART, voce: Cristoforo da Seregno. Restano inoltre lacerti decorativi con motivi a candelabre e finte membrature architettoniche, tipici dell'aggiornamento rinascimentale diffuso in area insubre.AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, 2007, pp. 317–318.
Conservazione Gli affreschi sono stati oggetto di saggi di pulitura e consolidamento nel secondo Novecento; gli interventi hanno privilegiato criteri di minima invasività e leggibilità delle stratigrafie pittoriche. Il bene è schedato nell'ambito della tutela comunale e cantonale dei beni culturali.
Note
Bibliografia Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 269. AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 294, 317, 318.
Maurizio Categoria:Chiese romaniche della Svizzera Categoria:Oratori del Canton Ticino Maurizio