Ragusa (AFI: (), in italiano anche Ragusa di Dalmazia e, all'uso antico, Ragusi, Rausa, Raugia e Ragugia) è una città della Croazia di abitanti, capoluogo della Regione raguseo-narentana e affacciata sul Mare Adriatico, nella Dalmazia meridionale.

La città, che ha lungamente mantenuto la propria indipendenza, vanta un centro storico di particolare importanza storica e culturale, che figura nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO e che le ha valso i soprannomi di «Perla dell'Adriatico» e, nel mondo slavo, di «Atene slava». La città fu fondata originariamente su un'isola rocciosa con il nome di Ragusium nella prima metà del VII secolo da abitanti della vicina città di Epidaurum (l'attuale Ragusa Vecchia, che dista 18 km da Ragusa) in fuga dalle invasioni degli Slavi e degli Avari.

Caduta Costantinopoli nell'assedio del 1203 durante la IV Crociata, la città, salvo brevi interruzioni, passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, fino al 1358, quando ottenne l'indipendenza. Durante il periodo di appartenenza alla Repubblica veneziana, Ragusa ne mutuò l'assetto istituzionale. Dal 1358 divenne la capitale di una repubblica marinara indipendente, la Repubblica di Ragusa, fino all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1808, quando fu annessa prima al Regno d'Italia napoleonico e, in seguito, alle Province Illiriche.

Assegnata definitivamente all'Impero austriaco con il Congresso di Vienna (1815), Ragusa fu integrata nel Regno di Dalmazia, sotto il dominio diretto degli Asburgo. Nel 1919, dopo gli eventi legati alla prima guerra mondiale e la disgregazione dell'Impero austriaco, Ragusa passò al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi diventato Regno di Jugoslavia. In seguito alla dissoluzione della Jugoslavia, e alla successiva guerra d'indipendenza croata, Ragusa entrò a far parte del nuovo Stato indipendente della Croazia.

Toccato l'apice del suo sviluppo economico e sociale tra il XV e il XVI secolo, Ragusa ha notevolmente influenzato lo sviluppo della letteratura croata diventando punto di riferimento di poeti, drammaturghi, pittori, matematici, fisici e di altri studiosi. Grazie alla sua secolare storia, che ha lasciato anche un'importante presenza architettonica e artistica, Ragusa è diventata una delle principali mete turistiche dell'Adriatico.

Geografia fisica Territorio

Ragusa è il capoluogo della Regione raguseo-narentana, nonché la maggiore città della Dalmazia meridionale. Di fronte a Ragusa vi è l'isola di Lacroma, che è disabitata e che è sede di un parco naturalistico.

Il nucleo primigenio che ha dato poi origine a Ragusa, città che si trova lungo il Mare Adriatico meridionale, è sorto su un'isola rocciosa, che è stata poi collegata alla terraferma – dai suoi primi abitanti – mediante l'interramento di un sottile braccio di mare, che corrisponde oggi alla parte pianeggiante della città. La moderna Ragusa risale al XVII secolo, quando venne ricostruita quasi interamente sul medesimo luogo di quella originaria, in seguito a un devastante terremoto che rase al suolo l'abitato.

L'area urbana di Ragusa, che si trova alle pendici meridionali del Monte Sergio, è situata lungo una stretta fascia costiera che ha una lunghezza complessiva di 250 km di lunghezza, visto che si estende dalla penisola di Clesto (in croato Klek) a Sutorina e a Brevilacqua.

Clima

Il clima di Ragusa, a causa della posizione della città e della morfologia del suo territorio, è una fusione tra il clima subtropicale umido e il clima mediterraneo (classificazione dei climi di Köppen). Ciò è confermato dal fatto che a Ragusa c'è un solo mese all'anno (luglio) durante il quale le precipitazioni non superano i 40 mm di pioggia. Il suo clima è quindi caldo e secco d'estate, e mite e umido durante l'inverno. Il mese più freddo dell'anno è gennaio, mentre quello più caldo è agosto.

Generalmente a luglio e ad agosto la temperatura massima raggiunge i 28 °C e di notte scende a 23 °C. In primavera e in autunno la temperatura massima è compresa invece tra i 20 °C e i 28 °C. Gli inverni sono tra i più miti delle città croate, con la temperatura media giornaliera che si attesta, nei mesi più freddi, intorno ai 13 °C.

Il clima di Ragusa consente oltre 250 giorni di sole all'anno, con precipitazioni nevose e basse temperature assai rare. Durante l'anno ci sono in totale 109 giorni di pioggia, mentre in estate solo 14 a testimonianza del suo clima secco durante la stagione più calda dell'anno.

Anche su Ragusa soffia la bora, vento catabatico di provenienza est/nord-est che soffia con particolare intensità specialmente verso l'Alto e Medio Adriatico. In particolare la bora a Ragusa soffia da ottobre ad aprile creando, soprattutto in questa parte dell'anno, le condizioni per improvvisi temporali, tipo di precipitazione che accade comunque tutto l'anno, anche d'estate.

Quelli che seguono sono i dati climatologici salienti della città:

Origini del nome

Nel tempo il nome latino della città, risalente al VII secolo, venne scritto in vari modi, tutti derivanti dalla stessa radice: Lausa, Labusa, Raugia, Rausia, Rachusa e infine Ragusa. Per quanto riguarda l'etimologia del nome Ragusa, un celebre passo di Costantino Porfirogenito spiega che:

Il nome slavo Dubrovnik deriva invece dal termine croato (dialetto štokavo) dubrava, che significa "foresta di querce"durava. Questi alberi ricoprivano un tempo la montagna di San Sergio (in croato Srđ). La denominazione Dubrovnik apparve per la prima volta in un trattato commerciale fra il Banato di Bosnia e la Repubblica di Ragusa del 29 agosto 1189, noto come Carta di Kulin il Bano, dal nome dell'allora signore della Bosnia.

Il nome Ragusa fu quello ufficiale fino agli anni settanta del XIX secolo, utilizzato in modo esclusivo anche dalla grande maggioranza dei testi geografici e storici dell'Europa occidentale e nelle mappe nautiche. A partire da quel periodo, il nome ufficiale diventò bilingue: Ragusa – Dubrovnik. Alla fine della dominazione austroungarica sulla Dalmazia e all'inserimento della città nel nuovo Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (de facto dal 1918, mentre de jure dall'anno successivo) l'unico nome ufficiale divenne quello croato di Dubrovnik, oggi utilizzato in modo quasi esclusivo nella quasi totalità delle lingue.

Durante le guerre jugoslave, Indro Montanelli e Vittorio Feltri, in controtendenza rispetto alla progressiva affermazione di Dubrovnik, scelsero il toponimo storico Ragusa per riferirsi alla città; Montanelli motivò la scelta con le ragioni storiche che fanno di Ragusa una città d'impronta veneta, rivendicando di sostenere la «causa» del nome italiano. Anche altri intellettuali sostennero Ragusa per ragioni storiche: alcuni recisamente, come Federico Zeri; altri, come Claudio Magris, con più tolleranza verso il toponimo slavo.

L'adozione di Dubrovnik in italiano contrasta con il mantenimento dei toponimi italiani delle altre città dell'Istria e della Dalmazia, ed è stata favorita dall'omonimia con Ragusa in Sicilia. Quando si parla dell'antica Repubblica il nome della città resta comunque Ragusa, anche se nella pubblicistica in lingua croata è usato il termine Dubrovačka Republika (Repubblica di Dubrovnik).

Il Ministero degli esteri italiano, nel decreto istitutivo di un consolato onorario nella città dalmata datato 23 luglio 2007, ha usato la doppia denominazione Ragusa/DubrovnikGazzetta n. 188 del 14 agosto 2007, Istituzione del Consolato onorario a Ragusa/Dubrovnik (Croazia)..

Storia

Età antica

La città venne fondata con il nome di Ragusium (in greco Ragousion, ) nella prima metà del VII secolo grazie a un gruppo di abitanti della vicina città di Epidaurum (l'attuale Ragusa Vecchia, in croato: Cavtat, pronuncia Zavtat, che dista 18 km da Ragusa), che erano in fuga dalle invasioni degli Slavi e degli Avari nella penisola balcanica cercando rifugio su un'isola di fronte alla costa, solo successivamente unita alla terraferma, che ha costituito il primo nucleo urbano di Ragusa.

Ragusa ha quindi una genesi di fondazione simile a Venezia: quest'ultima è stata fondata grazie all'insediamento di abitanti provenienti dal Veneto che cercarono rifugio nella Laguna veneta, fino ad allora disabitata, in seguito alle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo, in particolare quella degli Unni (452) e dei Longobardi (568).

Seppur con notevole autonomia, la città fu da quel momento soggetta alla protezione dell'Impero bizantino iniziando a sviluppare un fiorente commercio nell'Adriatico e nel Mar Mediterraneo orientale.

Età medievale

Con la temporanea caduta dell'Impero bizantino durante la quarta crociata (1204), a cui successe l'Impero latino, entità statale sostituita nel 1261 dal neo costituito Impero bizantino, Ragusa passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia e tale rimase, seppur con brevi interruzioni, fino al 1358, quando, con la pace di Zara, Venezia cedette i suoi domini in Dalmazia all'Ungheria.

Dal 1208 al 1358, durante la sottomissione formale alla Repubblica di Venezia, Ragusa pagava un tributo annuale, che erogava sia in termini di denaro sia di imbarcazioni, garantendosi tuttavia un'indipendenza di fatto. In questo periodo Ragusa mutuò dalla Repubblica di Venezia il proprio assetto istituzionale costituendo un consiglio cittadino e un proprio Senato. Se a capo di Venezia c'era il Doge, a Ragusa fu creata la figura del Rettore, che era insediato nell'omonimo palazzo, che esiste ancora oggi trasformato in museo.

Nell'XI secolo Ragusa era già una florida città mercantile, e grazie alla salda alleanza con Ancona, riuscì a resistere allo strapotere economico veneziano nel Mare Adriatico potendo svilupparsi ulteriormente come repubblica marinara autonoma, la Repubblica di Ragusa, che fu ufficialmente proclamata nel 1358.

La cessione formale di Ragusa dalla Repubblica di Venezia all'Ungheria avvenne dopo la sconfitta dei veneziani cui seguì la pace di Zara (1358), che portò alla perdita dei possedimenti veneziani in Dalmazia a favore degli ungheresi. Ragusa si limitò tuttavia a pagare un tributo agli ungheresi, rimanendo autonoma. Il primo Rettore della Repubblica di Ragusa dopo il 1358 fu Nicola De Sorgo.

Età moderna

Ragusa iniziò a prosperare grazie a una spiccata attitudine mercantile e all'abilità dei suoi governanti. Nel giro di pochi decenni la città divenne un primario centro commerciale e culturale giungendo a rivaleggiare con la Repubblica di Venezia. Nel 1416 la Repubblica di Ragusa fu il primo Stato europeo ad abolire la schiavitù e il suo traffico nel territorio di sua pertinenza.

Neppure lo smembramento dell'Ungheria tra l'Impero ottomano e l'Arciducato d'Austria, che fu la conseguenza della disfatta ungherese nella battaglia di Mohács (1526), riuscì a scalfire la prosperità di Ragusa: così come aveva fatto all'epoca con gli ungheresi sperando di ottenere l'indipendenza da Venezia, la città si alleò con l'Impero ottomano. In questo modo preservò ancora una volta, sottomettendosi al pagamento di un tributo, la sua indipendenza lasciando intatta la sua rete commerciale.

La prima fase del declino della città era stato causato dalla scoperta dell'America (1492), che escluse il Mar Mediterraneo dalle principali rotte commerciali. Ma fu solo con l'espansione ottomana del XVI secolo, che iniziò per la città un lento inarrestabile declino, provocato anche dal terremoto che scosse Ragusa nel 1520. Il declino fu poi accelerato da un nuovo terremoto, che avvenne il 6 aprile 1667 e che rase al suolo gran parte della città facendo vittime.