Libero è un quotidiano italiano fondato nel 2000 da Vittorio Feltri e Massimo Massano con sede a Milano, e una diffusione media di 18.400 copie a marzo 2024.
Collocato tra i principali quotidiani italiani politicamente vicini all'area di centro-destra, è di proprietà dell'imprenditore della sanità, immobiliarista e politico Antonio Angelucci, che controlla la società Editoriale Libero attraverso la Fondazione San Raffaele e Finanziaria Tosinvest.
Storia Il primo numero del quotidiano esce in edicola il 18 luglio 2000, sotto la direzione di Vittorio Feltri e Franco Garnero. La testata è stata disegnata dal grafico Franco Bevilacqua e il nuovo quotidiano appartiene all'area del centro-destra. Come ha scritto Oscar Giannino (2007):
L'organico è costituito da venti giornalisti professionisti e altrettanti praticanti. Tra i professionisti, Renato Farina (vicedirettore) e Luigi Santambrogio costituiscono, insieme con il direttore, lo “stato maggiore” del quotidiano. Gianluca Marchi è il caporedattore centrale; Mattias Mainiero guida la redazione romana (incarico assolto nei primi anni). Nel 2001 giunge in redazione, proveniente dal settimanale Panorama, Alessandro Sallusti, il quale salirà tutti i gradini della gerarchia fino a diventare direttore responsabile.
In occasione dei fatti del G8 di Genova Libero tocca la vetta delle 70.000 copie venduteVittorio Feltri, Libero è vivo e rompe ancora le scatole in «Libero», 18 luglio 2018, pag. 19..
A marzo 2005 Libero lancia una raccolta di firme affinché il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nominasse Oriana Fallaci senatrice a vitaLa grande giornalista toscana pubblicò degli articoli su «Libero» tra il 2003 e il 2006. Vittorio Feltri, "Vi racconto la mia amica e i suoi ultimi giorni con me" , Libero, 16 Settembre 2019., raggiungendo la quota di 75.000 firmeI documenti di Panorama n. 19, ma che non avvenne.
Nel 2006 Libero ha sostenuto il movimento dei Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova, minoranza radicale passata al centro-destra, di cui Feltri è uno dei firmatari del loro manifesto. Nello stesso anno il quotidiano pubblica un "falso" dossier di Renato Farina, preparato dal Sismi, secondo cui Romano Prodi avrebbe autorizzato, come Presidente della Commissione Europea, le '"consegne extralegali" della CIA in Europa, come nel caso Abu Omar. Per tale dossier Farina viene condannato a sei mesi di reclusione per favoreggiamento. Durante la campagna elettorale del 2006 Libero raggiunge le 100.000 copie di vendita media mensile, grazie anche all'annuncio del Corriere della Sera, primo quotidiano italiano, di schierarsi a favore di una delle due coalizioni in campo, L'UlivoStefano Lorenzetto, Il Vittorioso, Marsilio, 2010. Pag. 182...
Dal 1º gennaio 2007 al 15 luglio 2008 Alessandro Sallusti assume la carica di direttore responsabile, con Vittorio Feltri direttore editoriale. Le pagine di economia diventano un dorso allegato al giornale, con una propria testata, Libero mercato, ed un proprio direttore, Oscar Giannino. Il progetto termina nel febbraio 2009, quando si interrompe la collaborazione di Giannino al quotidiano. Nel febbraio 2007 sono stati arrestati alcuni membri di una cellula delle Brigate Rosse con l'accusa di aver progettato un attentato terroristico alla sede di Libero. Secondo tale accusa, dopo ripetuti appostamenti i neo-brigatisti Ghirardi e Latino intendevano compiere un attentato incendiario per il giorno di Pasqua con «benzina ed acido da versare dentro».
Nell'agosto 2009 Vittorio Feltri, direttore editoriale del quotidiano ininterrottamente dalla sua fondazione (dal 15 luglio 2008 anche direttore responsabile) ed Alessandro Sallusti lasciano per andare al Giornale, quotidiano concorrente. Viene nominato direttore Maurizio Belpietro, proveniente da Panorama. Dal novembre del 2009 il quotidiano è consultabile online nella versione uguale al formato cartaceo. Dal 26 ottobre 2015 il quotidiano esce anche il lunedì, passando da sei a sette uscite settimanali. Tra il 21 dicembre 2010 e il 3 giugno 2011 Feltri è di nuovo direttore editoriale del quotidiano, lasciando poi la direzione a Belpietro.
La direzione di Belpietro è caratterizzata da un forte calo delle copie vendute, che calano di più del 70% nel periodo tra il 2011 ed il 2016, fino a toccare il minimo storico nel 2017. Nel maggio 2016 l'editore Angelucci rimuove Belpietro dalla carica di direttore, richiamando al suo posto Feltri, affiancato da Pietro Senaldi, rispettivamente come direttore editoriale e direttore responsabile. In seguito a ciò, Belpietro lascia Libero insieme ad alcuni giornalisti della redazione e fonda il quotidiano La Verità.
Nel 2018, dopo diversi anni di perdite, si assiste ad una crescita delle copie vendute. Il 6 novembre 2019, in un'intervista al quotidiano Italia Oggi, il direttore editoriale Vittorio Feltri annuncia la chiusura in utile del bilancio 2019. Nel maggio 2021 Alessandro Sallusti torna a Libero, subentrando nel ruolo di direttore responsabile a Senaldi, che rimane condirettore.
Maurizio Costanzo ha tenuto una rubrica di critica televisiva sul quotidiano. Il suo ultimo pezzo è stato pubblicato il 21 febbraio 2023, tre giorni prima della sua morte.
Il 7 settembre 2023 il direttore editoriale Feltri cede il ruolo a Daniele Capezzone, mentre il direttore responsabile Sallusti torna a dirigere Il Giornale, dove era già stato per 11 anni, e viene sostituito da Mario Sechi, già capo dell'ufficio stampa della Presidenza del Consiglio. Il 29 maggio 2026 Sallusti torna a dirigere il quotidiano, chiamato nuovamente dall'editore.
Direttori
Franco Garnero (direttore responsabile) & Vittorio Feltri (direttore editoriale) (18 luglio 2000 - 1º gennaio 2007) Alessandro Sallusti (direttore responsabile) & Vittorio Feltri (direttore editoriale) (1º gennaio 2007 - 15 luglio 2008) Vittorio Feltri (15 luglio 2008 - 1º agosto 2009) Gianluigi Paragone (ad interim, 1º agosto 2009 - 13 agosto 2009) Maurizio Belpietro (direttore responsabile) & Vittorio Feltri (direttore editoriale) (13 agosto 2009 - 3 giugno 2011) Maurizio Belpietro (3 giugno 2011 - 18 maggio 2016) Pietro Senaldi (direttore responsabile) & Vittorio Feltri (direttore editoriale) (19 maggio 2016 - 16 maggio 2021) Alessandro Sallusti, 2ª volta (direttore responsabile) & Vittorio Feltri (direttore editoriale) & Pietro Senaldi (condirettore responsabile) (17 maggio 2021 - 6 settembre 2023) Mario Sechi (direttore responsabile) & Daniele Capezzone (direttore editoriale) & Pietro Senaldi (condirettore responsabile) (7 settembre 2023 - 28 maggio 2026) Alessandro Sallusti, 3ª volta (29 maggio 2026 - in carica)
Struttura, allegati e inserti Il giornale è composto dalle seguenti sezioni: Primo Piano, Italia, Esteri, Economia, Salute, Spettacolo, Sport e "Le Lettere", rubrica curata da Fausto Carioti. Il quotidiano presenta una foliatura media di 32 pagine, ad eccezione del lunedì, quando esce in 24 pagine. Nella provincia di Milano, gli viene allegato Libero Milano, inserto locale di 8 pagine.
Tra maggio 2007 e febbraio 2009 Libero è uscito con un doppio dorso. L'edizione principale era accompagnata, in abbinamento obbligatorio, da LiberoMercato, inserto economico-finanziario. In seguito l'inserto è stato riassorbito all'interno del quotidiano.
Nel marzo 2011 Libero ha distribuito gratuitamente, in 30 fascicoli allegati, i cosiddetti «Diari di Mussolini». L'iniziativa fu presa 4 anni dopo la presunta scoperta dei diari da parte di Marcello Dell'Utri, che raccontò di averli ricevuti dai figli di un partigiano deceduto del quale si rifiutò di rivelare il nomeI diari erano già stati ritenuti falsi nel 1980 da una perizia commissionata dal quotidiani londinese Times, nei primi anni 90 dalla casa d'aste Sotheby's, nel 1992 da una perizia commissionata dalla Feltrinelli e nel 2004 dagli storici Emilio_Gentile e Roberto_Travaglini..
Dall'8 gennaio 2012 al 15 maggio 2016, per un totale di 216 numeri, Libero ha ospitato ogni domenica un inserto satirico denominato LiberoVeleno, fondato e diretto da Francesco Borgonovo e Alessio Di Mauro. A LiberoVeleno hanno collaborato fra gli altri Giuseppe Pollicelli, Walter Leoni, Maurizio Milani, Ottavio Cappellani, Gemma Gaetani e Stefano Pisani.
Variazioni dell'assetto proprietario All'atto della fondazione (luglio 2000) Massimo Massano, editore del settimanale «Il Borghese», detiene il 65% e Vittorio Feltri detiene il 35% delle azioni. Pochi mesi dopo Feltri cede il 18,6% all'imprenditore riminese Stefano Patacconi. Successivamente Massimo Massano cede a Patacconi le proprie quote e quest'ultimo diventa l'azionista di riferimento con l'83,6% del capitaleMario Guarino, Mercanti di parole. Storie e nomi del giornalismo asservito al potere, Edizioni Dedalo, 2012, pag. 185. Patacconi muore il 3 ottobre 2001.; A fine 2001 muore Stefano Patacconi. Libero è rilevato dal gruppo Tosinvest di Antonio Angelucci, attivo nel settore della sanità e dell'immobiliare. Con l'aiuto della banca romana Capitalia, gli Angelucci investono 30 milioni nel quotidiano, trasformandolo da giornale regionale a giornale nazionale.Marco Cobianchi, Niente fidi per "L'Unità" alla famiglia Angelucci, «Panorama», 27/11/2007 Nel 2007 l'Editoriale Libero S.r.l., società editrice del quotidiano, viene ceduta alla Fondazione San Raffaele, controllata dalla famiglia Angelucci. A fine 2010 Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro (direttore responsabile) diventano azionisti del quotidiano. I due giornalisti acquistano il 10% ciascuno della società editrice. Nonostante posseggano una quota di minoranza, ottengono la gestione del giornale. Grazie a una serie di patti parasociali, Feltri e Belpietro detengono anche la maggioranza nel consiglio di amministrazione.
Finanziamenti pubblici Nel 2003 Libero ha chiesto ai proprietari del bollettino Opinioni Nuove di prendere in affitto la testata. Il quotidiano è diventato ufficialmente il supplemento dell'organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano. In questo modo ha potuto beneficiare di 5.371.000 euro come finanziamento pubblico agli organi di partito, secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416..
Il d.P.R. 7 novembre 2001, n. 460 ha favorito la trasformazione in cooperative per tutte le imprese che intendono chiedere finanziamenti pubblici. Nel 2004 Libero ha acquistato la testata Opinioni Nuove e si è poi trasformato in cooperativa di giornalisti. Nei sette anni che intercorrono dal 2003 al 2009, Libero ha beneficiato di contributi pubblici per 40 milioni di euroAldo Forbice, Giancarlo Mazzuca, I Faraoni. Come le mille caste del potere pubblico stanno dissanguando l'Italia. Piemme, 2009, pag. 262.. Nel 2006 il quotidiano ha chiuso il bilancio con profitti per .
Nel febbraio 2011, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) con la delibera 63/11/CONS, ha sanzionato il senatore Antonio Angelucci per omessa comunicazione di controllo per i giornali «Opinioni Nuove Libero Quotidiano» («Libero») e «Il Nuovo Riformista». La Commissione Consultiva sull'editoria presso la Presidenza del Consiglio, preso atto della sanzione comminata dall'Agcom, ha stabilito che i due quotidiani dovranno restituire i circa 43 milioni di euro di contributi percepiti negli anni 2006-2010.
Controversie
Titoli Libero è spesso oggetto di controversie per i suoi titoli irriverenti, forti o di dubbia veridicità. All'accusa di essere l'espressione di sentimenti anti-sinistra (soprattutto contro il PD, al governo nella XVII legislatura), il fondatore Vittorio Feltri ha risposto con queste parole: «Noi non insultiamo nessuno, noi registriamo la realtà. La raccontiamo per quello che è, punto e chiuso».