Maddalena (Madænn-a in genovese, pronuncia ) è un quartiere del centro storico di Genova. Era anticamente uno dei sestieri in cui era suddivisa la città di Genova e confinava a levante con quello del Molo, a ponente con quello di Prè e a nord con quello di San Vincenzo.

Compreso in seguito nella ex-circoscrizione Prè-Molo-Maddalena, che riuniva in un'unica entità amministrativa i tre quartieri più antichi del centro storico, Maddalena è una unità urbanistica del Municipio I Centro-Est.

Situato a ridosso dell'area portuale più antica ha costituito per secoli il centro del potere economico cittadino, prima che l'espansione a levante della città attuata nel corso dell'Ottocento spostasse il cuore delle attività commerciali verso piazza De Ferrari e via XX Settembre, nel quartiere di Portoria.

Descrizione

Toponimo Il quartiere prende il nome dall'antichissima chiesa di S. Maria Maddalena, posto lungo l'omonima via che attraversa il quartiere.

Territorio L' "unità urbanistica" della Maddalena occupa l'area centrale del Municipio I Centro Est, compresa tra piazza Banchi, antico centro cittadino, e via Lomellini. Il cuore del quartiere è la zona di via della Maddalena e via San Luca, caratterizzata da stretti vicoli, a monte della quale corre via Garibaldi, la cinquecentesca "strada Nuova", fiancheggiata dai sontuosi palazzi delle élite aristocratiche dell'antica Repubblica di Genova; ancora più a monte il quartiere comprende il parco della Villetta Dinegro, sorto sui resti di un bastione delle mura cinquecentesche.

Da un punto di vista strettamente geografico il quartiere occupa la parte più a valle del bacino del rio Sant'Anna ed è delimitato a ponente dal rio Fossatello e a levante dal corso dello stesso rio Sant'Anna, che scorrono interamente coperti sotto le strade del quartiere.

Maddalena confina a nord-ovest con Prè, a nord e nord-est con Castelletto, a sud con Portoria e Molo, a ovest con l'area portuale.

Più in dettaglio il limite tra Pré e Maddalena segue l'asse di via al Ponte Calvi e via Lomellini, proseguendo in largo della Zecca e salita S. Nicolosio. Il muraglione di sostegno della spianata di Castelletto e l'asse di salita delle Battistine dividono la Maddalena dal quartiere di Castelletto, inglobando la Villetta Dinegro; da piazzale Mazzini un breve tratto di salita S. Caterina divide Maddalena e Portoria, mentre da piazza Caricamento l'asse del percorso viario formato da via al Ponte Reale, piazza Banchi, via Orefici, via Soziglia, via Luccoli, piazza Fontane Marose e dal tratto inferiore di salita S. Caterina divide il quartiere della Maddalena da quello del Molo.Confini del sestiere sono indicati nel volume e corrispondono a quelli dell'attuale unità urbanistica

Demografia La popolazione dell'"unità urbanistica" della Maddalena al 31 dicembre 2022 risultava di abitanti.

L'andamento demografico storico evidenzia che, a fronte di una popolazione sostanzialmente stabile per quasi un secolo (da abitanti nel 1861 a 11.629 nel 1951), nella seconda metà del Novecento si assiste al dimezzamento degli abitanti, fenomeno che ha interessato tutti i tre “sestieri” del centro storico (Prè, Molo e Maddalena). L'esodo tocca le punte massime negli anni sessanta, proprio nel momento di maggiore espansione demografica della città nel suo complesso. A partire dai primi anni duemila si assiste ad una ripresa, legata soprattutto all'insediamento di immigrati stranieri. Proprio questa forte presenza straniera (complessivamente i tre quartieri del centro storico hanno con il 21,3% la maggior percentuale di residenti nati all'estero tra tutti i quartieri genovesi) determina alcune anomalie rispetto alla media generale del comune, quali un'elevata presenza di maschi (110,5 ogni 100 femmine, a fronte di una media comunale di 88,6), un'età media più bassa e un'elevata percentuale di famiglie composte da una sola persona.Comune di Genova - Ufficio Statistica, Atlante demografico della città, luglio 2008.

Storia Le origini I primi insediamenti nella zona della Maddalena risalgono al X secolo, quando all'esterno della città racchiusa entro le mura, la cosiddetta "civitas", risorta dopo le distruzioni causate dall'incursione saracena del 936, si svilupparono piccoli nuclei abitati accanto a chiese e monasteri. Intorno all'abbazia di San Siro, primitiva cattedrale di Genova e poi sede di una fiorente comunità monastica, costruita sulle fondamenta dell'antichissima basilica dei Santi Apostoli, sorsero le modeste case degli scalpellini e dei carpentieri. Un altro borgo crebbe accanto al monastero di Santa Maria delle Vigne ed un altro ancora nella zona di Soziglia.La mia terra, Il Secolo XIX, Genova, 1982

Questi primi nuclei suburbani, sorti lungo la principale via di comunicazione che andava direttamente da ponente a levante transitando all'esterno delle mura, e che nel loro insieme formavano il cosiddetto "burgus", vennero progressivamente inglobati nell'area urbana. L'abitato andò quindi ad espandersi fuori dalle mura carolinge nella zona attraversata dal rio Sant'Anna, fino ad allora a destinazione agricola, come ricordano i toponimi "Luccoli" (da "lucus", bosco) e "Vigne".

Quest'area rimase fino all'XI secolo una distesa di piccole case a uno o due piani, che fiancheggiavano i percorsi principali di uscita dalla città. La costruzione delle mura dette "del Barbarossa" (1155-1160) incluse l'intera zona nella cerchia cittadinaTouring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, 2009, portando il limite di ponente dell'area urbana alla porta di Santa Fede o Sottana, conosciuta come "Porta dei Vacca". All'interno delle nuove mura rimanevano ancora ampie zone lasciate inizialmente ad orti e giardini, che avrebbero costituito nei secoli successivi lo sfogo per l'ulteriore espansione urbana.

Nella formazione del nuovo tessuto urbano un ruolo decisivo ebbero le consorterie legate alle famiglie nobili che andavano imponendosi nel quadro politico cittadino, spesso in lotta fra loro, la cui rivalità portava a frequenti spargimenti di sangue, nonostante i tentativi delle autorità comunali di limitare questi scontri cruenti.

La Genova medievale venne quindi a strutturarsi come un insieme di tante cittadelle private, chiamate curiæ, la cui struttura edilizia tipica era costituita dal palazzo, affacciato su una piccola piazza circondata da portici in cui si svolgevano le attività mercantili e protetta da una torre alla cui base erano logge aperte di rappresentanza. Attorno alla piazza sorgevano le abitazioni dei membri della consorteria. I nuclei familiari più importanti disponevano anche di una chiesa gentilizia, come gli Spinola in San Luca e i Calvi-Pallavicini in San Pancrazio. Le famiglie avevano il diritto di nominare i parroci di queste chiese e di celebrarvi battesimi, matrimoni e funerali. Gli insediamenti delle famiglie che detenevano il potere economico e politico si svilupparono lungo le vie principali, finendo per relegare i ceti popolari nelle strade marginali, in edifici che venivano continuamente sopraelevati al crescere della popolazione.

Alle aggregazioni legate alle famiglie nobiliari, a partire dal Duecento si sovrapposero quelle legate alle arti e ai mestieri che diedero un significativo impulso allo sviluppo urbano del XIII e XIV secolo. Il ricordo di queste aggregazioni è tuttora presente nella toponomastica del centro storico, dove accanto alle vie e alle piazze con i nomi delle famiglie nobiliari (Calvi, De Franchi, Pinelli, Senarega, Spinola) si aprono i vicoli in cui artigiani e commercianti avevano le loro botteghe, con annessa abitazione al piano superiore (via degli Orefici, piazza di Pellicceria, via dei Macelli di Soziglia, vico dei Droghieri).

La costruzione della "Strada Nuova" La prima rivoluzione urbanistica del quartiere avvenne nel Cinquecento quando nella zona a monte del quartiere fu realizzato un insediamento residenziale che con i suoi sontuosi palazzi celebrava la potenza dell'oligarchia cittadina. Lungo la "Strada Nuova" (successivamente divenuta via Garibaldi, aperta a ridosso delle mura, ai piedi del colle di Castelletto, dove prima sorgevano case popolari e il postribolo pubblico, costruirono i loro palazzi sei delle famiglie nobili più in vista di quell'epoca (Doria, Grimaldi, Lomellini, Lercari, Pallavicini e Spinola).F. Caraceni Poleggi, Genova - Guida Sagep, 1984.

La nuova strada, pur essendo per l'epoca molto larga e rettilinea, non era pensata come parte di un moderno asse di collegamento tra levante e ponente, ruolo che acquisì molto più tardi, nell'Ottocento, quando furono raccordate tra loro le strade dei vari quartieri residenziali elitari sorti a monte del centro storico.

L'Ottocento Un'altra svolta, connessa allo sviluppo della viabilità urbana legata al porto, fu la creazione, nell'Ottocento, della piazza Caricamento, terminale della carrabile litoranea voluta dal re Carlo Alberto e a lui intitolata (successivamente divenuta via Gramsci). La piazza, che occupava lo spazio antistante la palazzata di Sottoripa, anticamente affacciata direttamente sui moli, era utilizzata per la movimentazione delle merci da e per il porto. Nelle "strade nuove" e nelle vie limitrofe nell'Ottocento accanto all'antica aristocrazia si insediarono le élite della nuova borghesia commerciale e finanziaria, come nota il Casalis nel suo "Dizionario degli stati di S.M. il Re di Sardegna" (È questa la parte più splendida della città, abitata da gran numero di patrizi e di ricchi banchieri e negozianti.Goffredo Casalis, "Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna", 1841)

Il Novecento Nei primi decenni del Novecento con l'apertura delle gallerie intitolate a Giuseppe Garibaldi ed alla Regina Elena (successivamente intitolata a Nino Bixio) fu realizzato il collegamento tra largo Zecca e piazza Corvetto, consentendo un rapido attraversamento a monte del quartiere.

Durante la seconda guerra mondiale molti edifici furono gravemente danneggiati dai bombardamenti.

Come in gran parte del centro storico nel secondo dopoguerra si insediarono tra i vicoli del quartiere elementi malavitosi, la cui presenza ha determinato lo spopolamento e l'impoverimento della zona più popolare, proprio negli anni del boom economico, in cui la popolazione della città nel suo complesso aveva raggiunto il suo massimo storico. Da uno studio condotto dalla Fondazione Rocco Chinnici, in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e il Comune di Genova, è emersa la percezione di insicurezza e degrado da parte degli abitanti del quartiere, costretti a convivere con varie forme di criminalità. La situazione è peggiorata negli ultimi anni del Novecento, quando alla piccola malavita sono subentrati esponenti della criminalità organizzata che hanno trasformato i vicoli del quartiere nel principale centro della prostituzione a Genova.Articolo sulla criminatità nel centro storico sul sito dell'emittente televisiva locale Telenord

Sul piano della viabilità, l'intervento più importante nel dopoguerra è stato la realizzazione della Sopraelevata (1963), che correndo al margine dell'area portuale collega il casello autostradale di Genova Ovest a piazza Caricamento e alla Foce. Pur non avendo svincoli nel quartiereUno svincolo, utilizzabile solo in uscita e solo per chi proviene da Sampierdarena si trova nella vicina piazza Cavour, nell'adiacente quartiere del Molo. l'apertura di questa arteria ha comunque decongestionato il traffico in transito in piazza Caricamento.

Il quartiere nel ventunesimo secolo