Il clan Fabbrocino è un sodalizio criminale di stampo mafioso originario della zona compresa tra i comuni di Ottaviano, San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, che estende il suo potere in una vasta fetta del territorio vesuviano; le attività del clan sono diversificate, infatti negli anni come hanno dimostrato le indagini della DIA, il riciclaggio del denaro frutto di numerose attività illecite è stato reimpiegato in aziende imprenditoriali "pulite"Dove comanda l'Antistato: Paga e non avrai problemi. Il quale ruolo veniva assegnato a Michele La Marca Repubblica. Archivio. 16 maggio 2006.Napoli soffoca . Narcomafie. 2 febbraio 2011 sparse in molte regioni d'Italia;
Storia Si presume che l'8 dicembre del 1978 Mario Fabbrocino, detto 'o gravunaro, abbia contribuito alla nascita della cosiddetta Onorata fratellanza; successivamente si distacca da Michele Zaza (referente di Cosa nostra a Napoli) e coadiuvato dai fratelli Russo di San Paolo Belsito e Fiore D'Avino di Somma Vesuviana, costituisce un clan autonomo che controlla un vasto territorio tra il nolano e il vesuviano, ovvero :San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno. Il boss Mario Fabbrocino mira ad espandersi nel territorio stabiese e fa presente i suoi propositi ai fratelli Russo ed ai fratelli D'Avino, questi ultimi scelgono di non seguire Fabbrocino e si aggregano a Carmine Alfieri, col quale Mario Fabbrocino aveva già sancito un patto di non belligeranza poiché ambedue avevano lo stesso fine: annientare Cutolo. Sia Alfieri che Fabbrocino, per mano della Nuova Camorra Organizzata e per volere di Cutolo, subirono la perdita di un fratello (Salvatore Alfieri, ucciso nel dicembre del 1981, e Francesco Fabbrocino, ucciso nell'ottobre del 1980). Mario Fabbrocino passò i dieci anni successivi la morte del fratello a covare vendetta, che realizzò nei fatti nel 1990, eliminando, a Tradate, con il supporto della 'ndrangheta calabrese (che in quegli anni, in Lombardia, stava impadronendosi del monopolio del traffico e dello spaccio di stupefacenti) Roberto Cutolo, figlio del professore di Ottaviano, che a Tradate era confinato in soggiorno obbligato. Per l'omicidio Cutolo, Fabbrocino ha ricevuto una condanna all'ergastolo.
Modus operandi Voto di scambio La camorra del nolano partecipa alle campagne elettorali per le elezioni comunali e regionali, appoggiando vari candidati; dopodiché il clan esercita il proprio potere e pressione sull'amministrazione comunale per ottenere appalti forniture, permessi edilizi, concessioni in deroga a ogni normativa, assunzioni di personale tecnico e amministrativo senza concorso e altre attività imprenditoriali, mettendo in atto il cosiddetto voto di scambioDroga ed estorsioni, arrestati quindici membri del clan Fabbrocino . Repubblica, Napoli. Dettaglio. 26 maggio 2009.; i voti illegali venivano proprio dalle famiglie degli operai di queste attività i quali erano obbligati a votare secondo le indicazioni dei camorristiCamorra pronta al voto. Corriere della sera. Archivio storico. 29 febbraio 1996..
Estorsione I Fabbrocino imponevano, con il ricatto violento agli imprenditori edili, l'acquisto di calcestruzzo prodotto dalla ditta "La Fortuna" e il pagamento di tangenti estorsive da versare al clanCamorra S.p.a. I carabinieri smantellano organizzazione dei Fabbrocino. Imponevano l'acquisto di calcestruzzo . L'ora vesuviana. Cronaca. 29 novembre 2011.. Giovanni Gugliotta, imprenditore accondiscendente della ditta "Transport", di Savignano sul Panaro, fra il 2004 e 2005, avrebbe sviluppato un complesso sistema di riciclaggio, che avveniva per mezzo di false fatturazioni di falsi trasportiRiciclava i soldi di un clan camorrista . Gazzetta di Modena. Cronaca. 9 marzo 2012..
Secondo i giudici, la morsa dei Fabbrocino sulle vittime delle estorsioni era talmente forte che gli esattori del pizzo affiliati al clan non avevano neanche necessità di avanzare richieste estorsive: le vittime, spontaneamente, consegnavano il denaro agli affiliati. Gli estorsori, inoltre, pretendevano, oltre al denaro, anche altri beni in regalo, come autovetture, vestiti firmati e prodotti alimentari.
Fondazione della Nuova Famiglia Mario Fabbrocino, nato a Ottaviano, (Napoli)Camorra. Torna in carcere il boss Mario Fabbrocino. RAI news 24. Cronaca. 9 luglio 2002., soprannominato "o gravunaro" (il carbonaio), fu uno dei promotori dell'organizzazione "Nuova Famiglia"Camorra, il boss Fabbrocino tradito dai maccheroni al ragù. Repubblica. Cronaca. 15 agosto 2005., la quale fronteggiava la Nuova Camorra Organizzata.
Sicari All'inizio degli anni novanta fu chiesto da parte della 'ndrangheta calabrese al nordMafiopoli l'invasione della 'Ndrangheta a Milano e in Lombardia. Corriere della sera. Cronaca. 2011., l'omicidio di Salvatore Battii Batti, ascesa e crollo di una dinastia criminale. Corriere della sera. Archivio storico. 4 novembre 1993., criminale napoletano, sospettato di passare informazioni alla CriminalpolAutoparco mattatoio dei clan. Corriere della sera. Archivio storico. 18 giugno 1995, rifugiatosi nel napoletano durante la guerra tra i boss mafiosi calabresi del nordMafia in città, patto spezzato. Corriere della sera. Archivio storico. 6 ottobre 1994. e gli stessi Batti, che avevano cercato di regnare al posto di Renato Vallanzasca. I Fabbrocino vollero in cambio dell'omicidio Batti l'uccisione di Roberto Cutolo, figlio di Raffaele Cutolo, che puntualmente avvenne.
Falsari Assolto per il fatto non sussiste Antonio Fabbrocino, nipote del boss Mario, fabbricava finti BOT da smerciare a TangentopoliFabbrica di finti Bot da smerciare a Tangentopoli. Corriere della sera. Archivio storico. 23 ottobre 1993..
Corruzione di giudici e avvocati Mario Fabbrocino nel 1996 cercava di pilotare la causa corrompendo avvocati e procuratori generaliCamorra, cause pilotate. A giudizio avvocati e Pg. Corriere della sera. Archivio storico. 26 maggio 1996.. Arrestati 2 magistrati, Ciro Demma e Antonio Esti, accusati di concorso esterno in associazione mafiosaSciolto l'ufficio legale della camorra. Corriere della sera. Archivio storico. 25 gennaio 1995., dopo le rivelazioni di pentiti Carmine Alfieri, Pasquale Galasso, Domenico Cuomo e Costantino Laiola.
Riciclaggio di rifiuti tossici Antonio Iovino, imprenditore di 48 anni (nel 2012), di San Gennaro Vesuviano, legato al clan camorristico Fabbrocino, specializzatasi in riciclaggio di rifiuti tossiciRifiuti, la camorra dietro la rivolta. Repubblica. Archivio. 28 ottobre 2010., è stato condannato in primo e secondo grado perché ha costruito la bretella di collegamento tra il Vallo di Lauro e l'uscita di Palma Campania dell'autostrada A30, con materiale misto a rifiuti pericolosiSuperstrada costruita con i rifiuti. Repubblica. Archivio. 31 gennaio 2012..
Racket e traffico di sostanze stupefacenti I fratelli Vittorio e Sabato Casillo, Giuseppe Caliendo, detto "Peppe ‘e zuzzelle" (Giuseppe le mozzarelle), sono stati arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti.
Truffa nel settore dell'abbigliamento A San Giuseppe Vesuviano e in altre città campane come Eboli, Avellino e Salerno, Giovanni Bonavita, titolare dei negozi "Les femmes", "Cassandra", Luisa Prisco, titolare del negozio "Ca.Pri" e Katiuscia Casillo, titolare del negozio "Nisa", vendevano abiti confezionati con tessuti rubati, da sarti non retribuiti. Gli indagati si recavano dai grossisti, ordinavano grossi quantitativi di tessuto in rotolo, pagando un acconto o con assegni scoperti; poi facevano confezionare gli abiti da sarte e cucitrici senza retribuire la manodopera e senza pagare tasse. Le indagini sono partite nel 2006, in seguito alle denunce di commercianti finiti nella rete del racket, gestito dai fratelli Casillo e da Giuseppe Caliendo.
Arresto del boss 'o gravunaro e dei suoi affiliati e nuova gestione Il 22 settembre 1987, mentre Mario Fabbrocino era detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, gli furono concessi gli arresti domiciliari in clinica, per curarsi da un gravissimo stato di salute, ma il 14 novembre, circa un mese dopo, si diede alla fuga e rimase latitante per 10 anniLe vicende fondamentali nella storia recente delle organizzazioni camorristiche . Relazione sulla camorra approvata dalla Commissione Parlamentare Antimafia. 21 dicembre 1993..
Berardo Striano, braccio destro di Mario Fabbrocino 'o gravunaro, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, estorsione ed armi, latitante da un anno, fu arrestato all'aeroporto di Colonia, in Germania, il 25 febbraio 1997, mentre stava per prendere il volo per l'ArgentinaCamorra: DIA Napoli cattura latitante in Germania. ADN Kronos. Archivio. 25 febbraio 1997..
Mario Fabbrocino fu arrestato a San Martin, trenta chilometri circa da Buenos Aires, in Argentina, i primi di settembre 1997Arrestato l'ultimo boss della vecchia camorra . Corriere della sera. Cronaca. 4 settembre 1997.. Da quando il boss è diventato irrintracciabile nel 2004 molti dei suoi affiliati hanno cominciato a far perdere le loro tracce. Il 14 agosto 2005 lo storico boss o gravunaro veniva definitivamente incarcerato con l'accusa di duplice omicidio, condanna confermata nel 2006.
L'11 giugno 2008 finirono in carcere Mario FabbrocinoCamorra, manette al boss. In carcere il clan Fabbrocino. Repubblica. Cronaca. 10 giugno 2008., cinquantaduenne di San Gennaro Vesuviano, Michele La Marca, quarantasettenne di Ottaviano, Angelo Borrelli, trentacinquenne di San Gennaro Vesuviano, Michele Bonaiuto, cinquantenne residente a Sirignano (Avellino), Angelo Buono, quarantenne residente a San Valentino Torio (Salerno) e Vincenzo Marano, sessantunenne di San Gennaro Vesuviano.
Dopo l'arresto di '''o gravunaro, il boss del clan è divenuto Mario FabbrocinoArrestati 18 affiliati al clan Fabbrocino. Gestivano racket e droga nel Vesuviano. Corriere della sera. Cronaca. 26 maggio 2009, detto "Maruzzo", cugino, omonimo e cognato del boss storico, avendo "o gravunaro" sposato sua sorella. L'accusa per i sei presunti affiliati al clan Fabbrocino è di estorsione aggravata condotta in maniera associata ai danni di diversi imprenditori del territorio. Gli imprenditori che tentavano di opporsi al pagamento del pizzo venivano condotti da Michele La Marca, detto "o muzzone", poiché egli riusciva a convincerli della bontà dei pagamenti da effettuare. Le tangenti da pagare erano pari al 35-40% del valore dell'appalto e inoltre venivano invitati a versare circa 3000 euro per le famiglie dei detenuti nei periodi di Natale, Pasqua e Ferragosto.
Il clan è retto principalmente da tre famiglie criminali: quella dei Bifulco (che, in particolare, si occupa del riciclaggio, soprattutto al Nord Italia, dei proventi derivanti da attività illecite), quella dei Cesarano, che insieme alla famiglia dei Nunziata, capeggia un gruppo operante su Palma Campania e la famiglia Striano.
Nel corso degli anni, il clan ha sempre assicurato assistenza agli affiliati, detenuti e liberi, e alle famiglie di quest'ultimi, il che ha fatto sì che il clan rimanesse coeso e refrattario rispetto agli attacchi dello Stato. I Fabbrocino, oltre che da profitti provenienti da attività illecite, possono contare anche su profitti generati dalle numerose e remunerative attività imprenditoriali che il clan, in più zone d'Italia, controlla. Ed è proprio grazie al suo importante patrimonio che il clan è riuscito e riesce a mantenere ancora il vincolo dell'omertà fra i suoi associati. Le numerose offensive dello Stato contro il clan, non sono mai state corroborate da collaboratori di giustizia di rilievo.