Biografia Gli inizi Figlio di Egidio Soru, applicato di segreteriaCome da lui stesso dichiarato a Daria Bignardi nell'intervista realizzata durante il programma Le invasioni barbariche nella scuola del paese, e di Gigetta Spada, proprietaria di un piccolo negozio di alimentari, Renato Soru nasce e trascorre la prima parte della sua vita a Sanluri. Diplomatosi al liceo classico con 48/60, si iscrive nel 1976 al corso di laurea in Discipline economiche sociali (DES) presso la Facoltà di Economia dell'Università Bocconi di Milano. Lascia l'università nel 1981, appena prima della tesi, per avviare un'attività imprenditoriale nel settore della grande distribuzione. Ritornerà all'università 18 anni dopo, discutendo la tesi e laureandosi nel 1999, all'età di 42 anni.

Nel 1986, avendo ormai avviato un'attività imprenditoriale in Sardegna, torna a lavorare a Milano. Dopo un breve periodo in A. Lazender, una società attiva nel campo dell'innovazione finanziaria, viene assunto da Tancredi Bianchi e partecipa nel 1987 alla fondazione della CBI Merchant, una merchant bank costituita dalle banche private italiane, a seguito della liberalizzazione anche in Italia dell'attività di banca di investimento. Nel 1992, dopo un'attività tra Londra e Milano, nell'area del trading di cambi e titoli di stato, torna in Sardegna.

Inizia la sua carriera di imprenditore già durante l’università, trasformando e ampliando l’attività di famiglia, aprendo nel 1978 un primo supermercato e subito dopo un secondo.

Nel 1992, lasciato il lavoro in CBI Merchant di cui occupava la posizione di vice direttore generale, torna in Sardegna e sposta la sua attività imprenditoriale verso la grande distribuzione, con la costruzione di due importanti centri commerciali ad Oristano e ad Olbia, quest'ultimo progettato da Aldo Rossi. Contestualmente, a seguito della Rivoluzione di velluto, attratto dalle opportunità speculative dei mercati della nuova Europa, inizia un'attività nel campo immobiliare a Praga, con l'idea di ripetere l'esperienza dei centri commerciali.

Internet in Repubblica Ceca Nel 1994 fonda in Repubblica Ceca, con l'imprenditore cagliaritano Nicola Grauso, il primo internet service provider del Paese, Czech On Line. Il provider da Praga si estende con una propria rete in tutto il paese, anche grazie alla posa della prima rete in fibra ottica nelle rotaie delle ferrovie ceche. Nel 1998 Czech On Line viene venduta a un fondo di private equity finanziario e in seguito a Telekom Austria.

La fondazione di Tiscali

Nel 1997 Soru torna in Italia, dove, grazie anche ai proventi della cessione di Czech On Line, nel gennaio del 1998 fonda Tiscali, azienda che prende il nome dall'omonimo sito archeologico.

Nata a Cagliari come realtà locale a seguito della liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni in Italia, Tiscali ottiene subito la seconda licenza nazionale ed espande rapidamente la propria attività su tutto il territorio nazionale. Nel marzo del 1999 lancia il primo servizio di accesso gratuito a Internet in Italia.

Tiscali cresce fino a diventare un provider informatico tra i più importanti al mondo, imponendosi come alternativa a basso costo alla telefonia tradizionale ed entrando in Borsa nel 1999.Chief of Italian Telecom Tiscali, Soru, Knows What He's Doing - WSJ 2000 In pochi mesi capitalizza a Piazza Affari miliardi di lire; Soru, che ne controlla il 70%, diventa uno dei pochi italiani ad essere inserito nella classifica di Forbes.

Grazie alla quotazione in Borsa, Tiscali raccoglie le risorse finanziarie per supportare il progetto di espansione che la porta a divenire un player pan-europeo. I primi anni 2000 vedono infatti Tiscali impegnata in una serie di importanti acquisizioni di internet service provider in Europa. L’obiettivo della società era quello di offrire servizi internet a livello internazionale e far concorrenza ai grossi player d’Oltreoceano e agli ex-monopolisti della telefonia. Nel 2004 la società raggiunge il traguardo di 1,3 milioni di utenti ADSL. Il 2004 segna anche un cambio di strategia dell’azienda, che opta per la rifocalizzazione delle proprie attività sul territorio nazionale e nel Regno Unito, dismettendo man mano le attività negli altri Paesi europei. Nello stesso anno Soru lascia gli incarichi in Tiscali per dedicarsi alla politica; avrebbe poi ripreso nel 2009 la guida della società, terminato l'incarico politico.

L'entrata in politica: elezioni regionali 2004 Nel 2003, dopo anni di contatti informali con i Democratici di Sinistra, entra in politica, creando un proprio movimento denominato Progetto Sardegna, che si colloca su posizioni di sinistra moderata, proponendo un programma di valorizzazione dell'economia sarda. Si candida quindi alla presidenza della Regione Sardegna per lo schieramento di centrosinistra, sostenuto da Ds, Margherita, Udeur, Sdi, Prc, Pdci, Verdi, Idv e Progetto Sardegna. Alle elezioni del 2004 viene eletto presidente con il 50,13% delle preferenze ( voti), battendo il diretto concorrente Mauro Pili, esponente di Forza Italia alla guida dello schieramento di centrodestra, che ottiene il 40,53% ( voti).Risultati elezioni regionali 2004 - Regione Sardegna Risultati elezioni riassuntivo definitivo

Lascia quindi il controllo della Tiscali, pur continuando a mantenere il 27,5% del capitale della società (in seguito gradualmente sceso fino al 18%), ed attirandosi per questo accuse di conflitto di interessi. Anche per evitare tale problema, il 7 marzo 2007 viene approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna la Legge Regionale Statutaria, ossia una legge particolarmente rinforzata e di attuazione dello Statuto regionale, che solo dopo varie vicende venne promulgata il 10 luglio 2008, come LRS n. 1 (pubblicata sul BURAS n. 23 del 18 luglio 2008).

L'acquisto dellUnità Le polemiche sul suo presunto conflitto di interessi si intensificano quando il 20 maggio 2008 Soru acquista l'Unità, lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci, evitando in tal modo l'ingresso nel quotidiano della famiglia Angelucci (proprietaria di Libero e Il Riformista). Il cambio di proprietà raccoglie l'approvazione del consiglio di redazione dellUnità, in passato sfavorevole all'ingresso della famiglia Angelucci. Con l'ingresso di Soru nel giornale, viene incaricata alla direzione del giornale, al posto di Antonio Padellaro, Concita De Gregorio, all'epoca giornalista di la Repubblica.

Il Comitato di Redazione, il 9 maggio 2009, ha così commentato: Successivamente, il 27 maggio:

Le dimissioni da presidente della Giunta regionale Renato Soru presenta le dimissioni da presidente della giunta regionale il 25 novembre 2008, a seguito della mancata approvazione integrale della legge urbanistica regionale.

Si ricandida per la coalizione di centrosinistra in occasione delle elezioni regionali anticipate del 2009, svolte il 15 ed il 16 febbraio, nelle quali viene sconfitto, con un distacco di nove punti percentuali, dal candidato del Popolo della Libertà Ugo Cappellacci; distacco inferiore rispetto ai 18 punti percentuali registrato nel voto di coalizione.

Nel maggio 2009 Soru torna nel consiglio di amministrazione di Tiscali.

Elezioni europee 2014 Nel maggio 2014 si candida alle Elezioni europee con il PD nella circoscrizione Italia insulare e viene eletto con preferenze superando la capolista Caterina Chinnici, eletta con voti. Il 26 ottobre 2014 diviene segretario del Partito Democratico in Sardegna.

Il 5 maggio 2016, dopo la condanna di primo grado a tre anni per evasione fiscale dal giudice monocratico del tribunale di Cagliari, si dimette da segretario regionale del PD e si sospende dal gruppo dei socialisti e democratici del Parlamento Europeo passando ai non iscritti. Una volta assolto al processo riprende a svolgere il suo incarico di parlamentare europeo, ma non quello di segretario regionale del Partito Democratico.

Non si ricandida alle europee del 2019 e torna amministratore delegato di Tiscali.

La ricandidatura a presidente In vista delle elezioni regionali del 25 febbraio 2024, Soru si ricandida alla presidenza della regione Sardegna con Progetto Sardegna venendo appoggiato anche dalle liste +Europa - Azione - Unione Popolare Cristiana, Rifondazione Comunista, Liberu e Vota Sardigna (lista composta dai movimenti ProgReS, iRS e Sardegna chiama Sardegna), sfidando il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, candidato del centrodestra, e Alessandra Todde, del Movimento 5 Stelle, appoggiata tra gli altri anche dal Partito Democratico. Appoggiano Soru anche Liberali Democratici Europei, Italia Viva, Base Popolare e diversi fuoriusciti del PD come Romina Mura con Alleanza Sarda e Democratica nella sua lista Progetto Sardegna. Il 25 febbraio Soru si piazza terzo dietro a Todde e Truzzu con l'8,65% e non elegge alcun consigliere regionale, non avendo superato la soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni; il suo movimento Progetto Sardegna raccoglie invece il 3,47% risultando essere la prima lista della sua coalizione.

Carriera politica Piano Paesaggistico Regionale La Giunta regionale ha disposto con la delibera nº 36/7 del 05/09/2006 l'adozione del Piano paesaggistico regionale (PPR), approvato in seguito dal Consiglio regionale. Esso è in sostanza un piano regolatore che impone precisi vincoli allo sviluppo edilizio dell'Isola, finalizzato a tutelarne la bellezza paesaggistica e l'equilibrio ambientale. Il PPR fu preceduto da un temporaneo provvedimento amministrativo denominato "legge salvacoste" che non consentiva di costruire in una fascia di 2 km dalla costa, con l'eccezione dei centri urbani situati in prossimità della costa, e delle isole minori già urbanizzate. Il vincolo è stato poi modificato e parte da un minimo di 300 metri dal mare, ad un massimo di 5 km per le zone di particolare interesse naturalistico.

Nonostante sia stato ferocemente criticato all'interno dell'Isola, soprattutto da parte delle lobby dell'edilizia e dai principali media regionali (la testata giornalistica regionale L'Unione Sarda e l'emittente privata locale Videolina, possedute da uno dei più importanti imprenditori edili della Sardegna, Sergio Zuncheddu), il PPR è stato preso come modello da alcuni Stati del mediterraneo che puntano maggiormente sul turismo come veicolo di sviluppo economico (Croazia e Spagna), salvo poi costruire da un capanno per gli attrezzi una villa sulla spiaggia di Cuccureddu. Operazione Sardegna-Croazia .

Soru inoltre è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa" proprio in merito al suo impegno e al suo ruolo nella difesa dell'ambiente delle zone costiere.

Legge statutaria Il 7 marzo 2007 il Consiglio regionale della Sardegna, , ha approvato la Legge Regionale Statutaria, LRS, 10 luglio 2008, n. 1, quale legge rinforzata di attuazione dello Statuto regionale. Il Consiglio approvò la predetta legge regionale a maggioranza assoluta ma inferiore ai due terzi dei componenti, così come previsto dall'art. 15, comma 2, dello Statuto speciale della Sardegna. Successivamente, il 13 giugno 2007, da parte di 19 componenti del Consiglio regionale, in massima parte dell'opposizione di centro destra, venne formulata la richiesta di indizione del referendum popolare previsto dallo stesso art. 15, comma 4, dello Statuto. A seguito della dichiarazione da parte dell'Ufficio regionale per il referendum, in data 2 luglio 2007, la legittimità della richiesta di referendum popolare, il 1º agosto 2007 con decreto del presidente della Regione sarda n. 69 venne indetto il referendum per il giorno 21 ottobre 2007. Nel frattempo venne impugnata con ordinanza della Corte d'appello di Cagliari l'art. 15, comma 1, della legge regionale 28 ottobre 2002, n. 21, sui referendum, e il 20 maggio 2008 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 164, dichiarò inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate.