Il capitano Nemo (dal latino "nessuno", un'allusione alla risposta data da Ulisse a Polifemo nellOdisseaforse ispirato anche dal motto scozzese Nemo me impune lacessit e alla parola greca "nemesis", che indicava la punizione divina), il cui vero nome è Principe Dakkar, è un personaggio del romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari (Vingt mille lieues sous les mers, 1870); compare anche ne L'isola misteriosa (L'île mystérieuse, 1874).
Nemo è il capitano e costruttore del Nautilus, un formidabile sottomarino: apparentemente uno scienziato ed esploratore misantropo ed eccentrico, egli è in realtà un vendicatore dei torti subiti da lui stesso e dai popoli oppressi; in particolare, prende di mira le navi militari dell'Impero britannico,Originariamente dell'Impero russo: il nemico di Nemo doveva essere, prima della censura dell'editore, lo zar Alessandro II, responsabile della repressione in Polonia, e non il colonialismo britannico contro gli indipendentisti indiani. spesso affondandole.
Il personaggio
In Ventimila leghe sotto i mari il nome e la nazionalità di Nemo restano oscuri. Viene solo rivelato che ha una volontà di vendetta molto forte verso una nazione imperialista, che ha distrutto la sua patria e la sua famiglia. La bandiera personale di Nemo è una lettera "N" d'oro in campo nero. Nemo è poliglotta e ha inventato anche una lingua artificiale che usa con i suoi compagni, marinai di differente nazionalità, tra cui si sa che vi è con certezza un francese, che muore durante il viaggio a causa di una piovra gigante.Capitolo I polipi In Ventimila leghe sotto i mari Nemo mostra avversione per l'umanità, ma aiuta i tre naufraghi protagonisti, gli insorti greci cretesi contro i turchi e un pescatore indiano di perle, rivelando che egli appartiene al "paese degli oppressi", proprio come quell'indiano. Inoltre appare come un sostenitore dei popoli sfruttati, avversario del colonialismo. Si scopre che Nemo compie assalti di navi da guerra nemiche e le affonda; nel seguito del romanzo si capirà che le navi della nazione odiata dal capitano sono navi inglesi.
Nel seguito del romanzo, L'isola misteriosa, Nemo si presenta infatti come il principe Dakkar, figlio di un rajah indiano e nipote di Tippoo Sahib, con un profondo odio, ereditato dal padre, per la conquista dell'India da parte del Regno Unito. Volendo l'indipendenza e la costruzione di un governo illuminato, partecipò all'ammutinamento dei Sepoy (1857-8), da lui diretto e fomentato, ma perse il regno e la guerra, venendo ferito ripetutamente. L'India fu ridotta sotto un giogo ancora più pesante, e la sua famiglia fu massacrata per rappresaglia mentre lui era assente, provocando in lui un forte desiderio di vendetta: «Misero una taglia sopra la sua testa, e poiché non si trovò nessun traditore disposto a consegnarla, suo padre, sua madre, sua moglie e i suoi figli pagarono per lui con la loro vita, prima che egli si potesse rendere conto dei pericoli a cui li aveva esposti...».
Questo trova parallelo con le parole che Nemo rivolge ad Arronax, intimandogli di non giudicarlo per il modo in cui distrugge le navi nemiche, sul finale di Ventimila leghe: «Guardatevi dal giudicarmi, signore. (...) Sono stato attaccato, la mia risposta sarà terribile! (...) Io sono il diritto, sono la giustizia! Sono l'oppresso. Ecco l'oppressore! Per sua mano ciò che ho amato adorato e venerato: patria, moglie, figli, mio padre, mia madre, tutto ho visto perire. E tutto quel che io odio è là. Tacete!»Capitolo Un ecatombe
Essendo sopravvissuto ma dato per morto dagli inglesi («questi musicisti sono contemporanei di Orfeo poiché le differenze cronologiche si annullano nella memoria dei morti. E io sono morto, signor professore, morto quanto i vostri amici che riposino sei piedi sotto la terra!» afferma Nemo nel primo discorso ad ArronaxVentimila leghe sotto i mari, capitolo VIII, L'uomo delle acque), Dakkar si dedicò quindi alla ricerca scientifica e diventò il capitano Nemo; egli è un ingegnere che ha studiato in Europa e America e sviluppa, utilizzando le proprie ricchezze, un avanzato sottomarino elettrico, il Nautilus. Pur rimanendo indiano nell'anima, ha sviluppato un forte spirito cosmopolita.L'Isola misteriosa, capitolo XVII Con un equipaggio di fedeli marinai naviga per i mari combattendo l'ingiustizia, specialmente la schiavitù e l'imperialismo, e distruggendo le navi della marina britannica, finanziato dall'oro dei galeoni spagnoli affondati nella baia di Vigo.
Questa versione contrasta però con alcuni dati di fatto, in quanto richiesta dall'editore di Verne e non da Verne stesso, in origine. La prima versione presentava infatti una storia differente.
La versione originale Nella versione iniziale di Ventimila leghe sotto i mari Nemo era un nobile polacco desideroso di vendicarsi dell'omicidio della sua famiglia durante la repressione russa della Rivolta di gennaio (l'insurrezione polacca, 1863-1864). L'editore di Verne, Pierre-Jules Hetzel, temette la censura del libro sul mercato russo e di offendere un potente alleato francese, l'Impero russo, e rese oscuri il passato e le motivazioni di Nemo. Dai dati non modificati che Verne ha lasciato, appare visibile, soprattutto nella prima parte del romanzo, che Nemo ha una cultura di tipo europeo, poi giustificato dal fatto che ha studiato in Europa, come molti nobili indiani dell'epoca, dall'età di 10 anni fino ai 30 circa. Inoltre, tra le incongruenze vi sono l'aspetto di Nemo, descritto come un "meridionale", ma come un uomo bianco e non come un indiano di pelle scura (anche se è vero che la classe nobile indiana spesso presenta la pelle chiara, poiché discendente dagli arii, soprattutto nel nord, da dove Nemo afferma di venire).
In alcune lettere, lo scrittore esprime disappunto per le interferenze di Hetzel e descrive l'originale background di Nemo, sotteso nel primo libro e cambiato nel secondo. Nemo è qui un fervente repubblicano, a cui i russi deportano e uccidono i familiari per rappresaglia, generando così il profondo odio visibile nel romanzo; Verne parla in una lettera all'editore di un Nemo «polacco, la cui moglie era morta sotto lo knutespressione metaforica per indicare il giogo russo o la deportazione in Siberia e i figli erano morti in Siberia»"Lettera a Hetzel [8 maggio 1869], in J. Verne, Corrispondenza , Lettera No. 72, p. 104; precisa poi in un'altra lettera quella che era l'idea originale del libro, di Nemo come «un signore polacco, le cui figlie sono state violentate, la moglie uccisa con un'ascia, il padre è morto sotto lo knut, un polacco di cui tutti gli amici erano morti in Siberia e la cui nazionalità sparì dall'Europa sotto la tirannia dei russi».Corrispondenza , No. 79, p. 112
Ventimila leghe sotto i mari
In seguito ad un assalto e di alcuni incidenti di Nemo contro alcune navi, la nave Abraham Lincoln si dedica alla ricerca di un misterioso mostro marino, in realtà il Nautilus. Dopo uno scontro con la fregata, l'urto del sommergibile causa la caduta in mare del professor Arronax, naturalista francese, del suo domestico Conseil e del fiocinere Ned Land. Una volta a bordo si troveranno al cospetto del comandante del "Nautilus". Nemo, dopo alcune esitazioni, decide di ospitarli permanentemente nella sua nave, ma non permette loro che tornino a terra, per paura che rivelino la sua esistenza. Egli rifiuta ogni regola che non sia imposta da lui stesso: «Signor professore, io non sono quello che voi chiamate un uomo civile! Ho rotto con la società intera, per ragioni che io solo ho il diritto di giudicare. Quindi, non ubbidisco alle sue regole; e chiedo che non le invochiate mai davanti a me!»
Così i naufraghi viaggiano lungo il mare facendo molte osservazioni. I tre protagonisti, ad esempio, partecipano ad una battuta di caccia, o meglio, ad un'escursione nelle foreste sottomarine di Crespo, nel Pacifico, indossando speciali scafandri, abbattendo durante l'escursione una lontra con un colpo di uno speciale fucile elettrico, inventato dal Capitano Nemo. Arrivati nell'arcipelago asiatico-oceanico, sfuggono ad una tribù di selvaggi antropofagi. Proseguendo fino ai mari indiani, compiono un'altra escursione sottomarina durante la quale fanno visita ad una perla gigante, custodita in un'ostrica altrettanto grande dal Capitano Nemo; quest'ultimo, aiutato da Ned Land, salva un giovane pescatore indiano di perle da uno squalo, usando un coltello. Il Nautilus supera il Canale di Suez prima della sua apertura ufficiale, attraversando in immersione un tunnel scoperto dal Capitano Nemo, per poi giungere nel Mediterraneo.
A differenza di Aronnax e Conseil, Ned Land non è interessato alle scoperte scientifiche, ma pianifica una fuga notturna durante il tragitto nell'Atlantico. Tuttavia, al momento stabilito, il Capitano Nemo incrocia Aronnax, impedendo l'attuazione della fuga. Insieme escono con gli scafandri per un'escursione. Il Capitano Nemo mostra così al professore i resti sprofondati del continente di Atlantide.
Il Nautilus prosegue il suo viaggio fino ad arrivare al Polo sud, dove per poco non rimane incagliato nel ghiaccio. Mentre fa ritorno a Nord, il sottomarino viene assediato da calamari giganti, sfuggendo dopo un'aspra lotta alle terribili creature, e poi salva delle balene da un attacco di capodogli, usando lo stesso Nautilus come arma.
Il Capitano Nemo appare come un uomo geniale, ma allo stesso tempo oscuro e misterioso. Afferma di aver rinunciato alla società degli uomini e di aver tagliato qualsiasi legame con la terraferma. Lo si vede però aiutare gli autonomisti greci donando loro i tesori da lui trovati sul fondo del mare. Mostra inoltre un odio implacabile nei confronti di una particolare nave, di cui riconosce la "nazione" senza vederne la bandiera, affondandola con violenza per vendicare la sua famiglia, definendosi un oppresso e lasciando tutto il resto al mistero (si tratta di una nave britannica, come si vedrà poi nel seguito; nel manoscritto originale il romanzo doveva mostrare la nave come battente bandiera russa).
Più volte Land tenta invano di organizzare un piano di fuga, anche contro la volontà dello stesso professor Aronnax, restìo a lasciare il Nautilus tante sono le bellezze e le scoperte per i suoi studi sul mondo marino. Dopo qualche mese però la vita dentro al sottomarino diventa monotona: il Capitano Nemo si chiude sempre più in sé stesso e i protagonisti, compreso il professore, non provano più lo stesso entusiasmo iniziale. Ned Land ne approfitta per organizzare un nuovo tentativo di fuga, utilizzando il "canotto" del Nautilus, quando il sottomarino viene improvvisamente risucchiato dal terribile gorgo del Maelstrom, vicino alle coste della Norvegia.
Nemo è assorto in sé stesso dopo aver distrutto una nave nemica, ed è in preda ai rimorsi per la morte di alcuni suoi marinai, oltre che dei nemici stessi (dopo un duro scontro verbale seguito al rimprovero di Aronnax); affranto anche dal dolore del ricordo per la morte della sua famiglia, non si accorge dei fuggiaschi. Scaraventati fuori dalla nave, i tre fuggitivi, a causa della furia del mare, perdono conoscenza e si risvegliano, sani e salvi, nella capanna di un pescatore in una delle isole Lofoten, in attesa di poter fare ritorno in Francia.
La sorte di Nemo rimane oscura e la sua identità affidata ad un manoscritto che egli afferma di voler lasciare alla deriva tra le onde, anche se Aronnax si augura che sia sopravvissuto per dedicarsi all'attività scientifica, abbandonando quella di giustiziere. Egli infatti farà così, combattendo solo per difesa sua e di altri nel successivo capitolo della storia, mostrando anche una volontà di redenzione.
L'isola misteriosa