I Sioux (rara la forma italianizzata siù; pronuncia francese e italiana , pronuncia inglese ), altrimenti noti con l'endonimo Očhéthi Šakówiŋ, sono un gruppo etnico nordamericano.
Origine del nome Il termine è l'abbreviazione dell'espressione Nadovessioux, termine francese originato dalla deformazione di Nādowessi (piccoli serpenti), ovvero l'appellativo con il quale questo gruppo veniva spregiativamente indicato dalla tribù degli Ojibwa, chiamati impropriamente dai bianchi Chippewa.
Il termine indicava le popolazioni che vivevano nelle grandi pianure centrali degli Stati Uniti e del Canada meridionale, dal fiume Platte al monte Heart e dalle foreste del Minnesota fino al Missouri e alle montagne note come Bighorn.
L'equivoco nacque allorché alcuni esploratori francesi chiesero a un appartenente ai Chippewa, tradizionali avversari dei Sioux, il nome della vasta stirpe che popolava quelle terre. La logica risposta fu: "meno che vipera" (rispetto alla "vipera intera" rappresentata ai loro occhi dagli Irochesi). La parte finale dell'espressione Nadowe-is-iw - singolare di Nadowe-is-iweg - che significava appunto "meno che vipera", servì per sempre a identificare il vasto insieme di tribù dakota e lakota (varianti dello stesso termine che significa invece grosso modo "amico", "alleato"Per un resoconto dell'erronea, secolare, attribuzione della denominazione di "nakota" alle due tribù sioux degli Yankton e degli Yanktonai, si veda la voce Nakota) accomunate da una medesima lingua e da identiche tradizioni culturali.
L'Alleanza Sioux
L'Alleanza Sioux era originariamente costituita da sette distinte entità (thuŋwaŋ o tȟuŋwaŋn o, nella forma europeizzata tonwan) - formanti un'assemblea che in antico era chiamata "Sette Fuochi del Consiglio" (Očhéthi Šakówiŋ) - denominate: MdewákhathuŋwaŋNel linguaggio dakota contemporaneo, a partire dai primi decenni del Novecento, il gruppo consonantico -md- è stato sostituito dal gruppo -bd-, per cui oggi il nume del tonwan è Bdewákhathuŋwaŋ (Ullrich, pag. 6). (Mdewakanton, "Villaggio del Lago dello Spirito"Ullrich, pag. 2., il gruppo originario di tutta la nazione sioux) Waȟpékhute (Wahpekute, "Arcieri delle foglie") Sisíthuŋwaŋ (Sisseton, probabilmente "Villaggio dei territori di pesca") Waȟpéthuŋwaŋ (Wahpeton, "Villaggio delle foglie") Iháŋktȟuŋwaŋ (Yankton, Villaggio alla fine, o in fondo) Iháŋktȟuŋwaŋna (Yanktonai, "Piccolo villaggio alla fine, o in fondo") ThítȟuŋwaŋLa denominazione di "Thítȟuŋwaŋ" è ormai diventata arcaica ed è stata sostituita, nella lingua di oggi, dal puro e semplice "Lakȟóta" (Ullrich, pag. 1) (Teton, probabilmente "Che si accampano, o vagano, nella prateria")
Le prime quattro tribù, che costituivano la sezione orientale della nazione sioux, si qualificavano come "Isáŋyathi" o "Isáŋathi" (termini poi resi dagli europei come Santee) e possono essere definiti come "dakota orientali" (attualmente parlano il dialetto cosiddetto "santee-sisseton"). Yankton e Yanktonai costituivano i gruppi centrali e, per oltre centocinquanta anni, sono stati loro erroneamente attribuiti il dialetto e il nome di nakota: in effetti si sono sempre riferiti a sé stessi come dakota (qualificandosi, all'interno dei dakota, come "Wičhíyena"Wičhíyela secondo i Teton (cfr. Ullrich, ad nomen).) e possono quindi essere definiti "dakota occidentali" (attualmente parlano il dialetto cosiddetto yankton-yanktonai). I Teton, che in epoca storica si erano trasferiti, sotto la pressione dei Chippewa (armati dai francesi), dalle grandi foreste alle grandi praterie, costituivano la porzione più occidentale della grande alleanza Sioux e parlavano il dialetto lakota.
I Teton avrebbero poi incarnato, nell'immaginario del mondo occidentale, l'immagine tipica dell'"indiano americano", pur essendo stati protagonisti di una civiltà di necessità, basata sul cavallo e sulla caccia al bisonte che durò in effetti soltanto pochi decenni. Una volta separati, di fatto (ma sempre conservando la memoria dell'origine comune), dai gruppi più orientali, i Teton ricrearono al loro interno la originaria suddivisione nei Sette Fuochi del Consiglio, articolandosi nei seguenti sottogruppi (oyate): Oglala (Coloro-che-si-disperdono) Sichangu (o Cosce Bruciate ovvero Brulé) Minneconjou (più precisamente Mnikan'oju o Mnikowoju, ossia [Seminatori d'un] campo vicino al fiume) Hunkpapa (Che-si-accampano-all'ingresso) Sihasapa (o Piedi Neri, da non confondere tuttavia con l'omonimo gruppo algonchino - cfr. Nitsitapi) Oohenonpa (o Due Marmitte) Itazipcho (o Sans Arcs, da itazipa, "arco" e "čo", abbreviazione di čodan, "senza").
Anche gli Yanktonai si suddividevano in due "oyate": gli Yanktonai superiori e gli HunkpatinaDa non confondere con l'omonimo thiyóšpaye (clan) degli Oglala (in lakota "Hunkpatila") al quale apparteneva il celeberrimo capo Cavallo Pazzo. ("Si accampano all'estremità") o Yanktonai inferiori.
Gli Assiniboin facevano originariamente parte dei Sioux (in particolare, secondo la leggenda, degli Hunkpatina), ma poi, probabilmente nel XVII secolo, si distaccarono dalla loro gente d'origine per spostarsi verso le regioni canadesi di Manitoba e del Saskatchewan, mantenendo il loro idioma di origine sioux (nakota), ma entrando in uno stato di guerra permanente con tutto il resto della vecchia confederazione sioux, che infatti li definiva Hohe (ribelli), nome del quale essi andavano del resto fieri.
La collocazione della Nazione Sono pervenute pochissime informazioni sui Sioux nei tempi precedenti all'arrivo degli europei nel continente americano. Secondo alcuni studi, alla fine del Cinquecento queste popolazioni dovevano essere stanziate in un'area corrispondente circa all'attuale Stato della Carolina del Nord e un centinaio di anni dopo, probabilmente a causa della costante minaccia rappresentata dalla vicina e potente Lega degli Irochesi, essi sembra abbiano dovuto risalire il corso del fiume Missouri, fino a stabilirsi nelle foreste a ovest dei Grandi Laghi, dove sarebbero rimasti almeno per tutto il Seicento.
A causa della crescente pressione dei loro nemici Ojibway o Chippewa, i Sioux (con l'eccezione del sottogruppo Santee, rimasto nelle foreste del Minnesota orientale fino al 1862) si spostarono nelle praterie, nel corso di un lungo processo che li portò a dedicarsi a una vita nomade sulle piste del bisonte, entrando così a far parte del numero di tribù che dettero vita alla breve ma intensissima Cultura della Prateria. Il processo di spostamento nelle praterie venne accelerato dalla comparsa del cavallo che, estintosi nel continente nordamericano durante il Pleistocene, vi fece ritorno con i conquistadores spagnoli.
L'attività economica e l'alimentazione In origine probabilmente i Sioux erano agricoltori seminomadi ma ben presto si trasformarono in cacciatori nomadi, spesso al seguito delle mandrie di bisonti. Da questo animale si ricavavano carne e pelli.
Accanto alla caccia, l'attività principale degli uomini era la guerra. I Sioux sono passati alla storia per la loro grande resistenza all'invasione degli "uomini bianchi". Per i Sioux, la guerra era per molti versi un gioco basato sul valore e sul coraggio: in certi casi essi si limitavano a toccare l'avversario per simboleggiarne l'uccisione, lasciandolo non di rado in vita; il prestigio infatti si conquistava con le gesta di puro valore e ogni "colpo" ne era la dimostrazione, reso esplicito da una penna d'aquila fra i capelli.
La vita sociale e la cultura materiale
Le donne si occupavano dei bambini, dell'orto e soprattutto della casa e l'etica sessuale era molto rigida ed era biasimata ogni forma di violazione dei relativi codici comportamentali, anche se ampiamente praticata era la fuga prematrimoniale allorché un matrimonio era avversato dalle famiglie degli interessati.
L'abitazione dei Sioux, il tipi, è una tenda conica di 4/5 metri di diametro coperta di pelli di bisonte. Da 10 a 20 pertiche di legno erano alzate sul terreno in un circolo, legate insieme all'estremità superiore e coperte da pelli di bisonte cucite insieme; in alto rimanevano due aperture mobili per far uscire all'occorrenza il fumo. Un foro ovale in basso, posizionato ad est, consentiva l'accesso; l'interno aveva il focolare nel centro e tutto intorno sedili e letti di pelliccia. Sempre all'interno un controtelo fungeva da isolante per l'umidità, per il freddo e il caldo. Il posto riservato al capofamiglia era di fronte all'entrata, quindi ad ovest, la zona più protetta dalle correnti d'aria. A sud stava la donna; qui teneva tutti gli oggetti che le servivano per i lavori domestici, ed anche tutti i letti della famiglia. A nord si trovavano varie suppellettili e i giacigli degli ospiti.
Il tipi era fabbricato dalla donna, portava spesso decorazioni esterne e, perfezionato nei secoli, era molto leggero e semplice da montare e smontare. Anche il tipi, come il guerriero a cavallo che caccia i bisonti, fa parte dell'immaginario creato nel mondo occidentale riguardante gli "indiani d'America".
La spiritualità
Grande importanza veniva attribuita dai Sioux alla figura del cerchio: la disposizione del villaggio era circolare, gli anziani sedevano in cerchio durante le cerimonie, il cielo e la terra erano considerati circolari.
La loro spiritualità si basa sull'idea di wakan, espressione della forza soprannaturale che permea l'universo, le persone e le cose, di cui il dio Wakan Tanka era la massima incarnazione (Wakan Tanka era, è, e sempre sarà - affermano i Sioux - Egli è il Grande Mistero. È uno e molti. È il Signore di tutte le cose, il Grande Spirito, il Creatore. Colui che dirige e regge l'universo.Enzo Braschi, Il popolo del Grande Spirito, Milano, Mursia, 1986, p. 50. Altra espressione per indicare Wakan Tanka è Ateyabi, ossia "Dio Padre".
Sue emanazioni sono i quattro Spiriti superiori: Skan, il Cielo, protettore della potenza creatrice, giudice degli uomini e degli stessi Spiriti, una cui figlia era Anog Itè; Wi, il Sole, protettore del coraggio, della generosità e della lealtà; Maka, la Terra, protettrice della vita, e Inyan, la pietra, protettrice dell'autorità e del genio artistico. Tutte queste ipostasi di Wakan Tanka sono responsabili dell'equilibrio dell'universo.
Vengono poi gli Spiriti Associati, complementari degli Spiriti Superiori: a Skan era infatti associato Tate, il Vento; a Wi era associata Hanwiyanpa, la Luna; Wohpe era collegata a Maka e rappresentava la figlia del Sole e della Luna, protettrice dell'amore e della pace e infine a Inyan era associato Wakinyan, il Tuono che segnala la potenza della natura.
Infine gli Spiriti Imparentati: lo Spirito del Bisonte, lo Spirito dell'Orso i Quattro Venti e il Turbine.
La vita Spirituale delle comunità non prevede sacerdoti o persone che si elevino rispetto agli altri, perché viene ritenuto dannoso dare in mano ad un solo uomo un potere così grande. Piuttosto all'interno della comunità vi sono figure che possono ritenersi "speciali", ovvero persone dotate di "poteri spirituali", doni ricevuti attraverso visioni e sogni dal Grande Spirito come l'interpretazione dei sogni. La Spiritualità nativa non è da considerarsi una religione, ma un modo per essere in relazione con l'Universo, "mitakuye oyasin" tutto è connesso, tutto è collegato. Non esistono gerarchie. La Spiritualità è basata su un profondo rapporto di rispetto e armonia con gli elementi, tutti in relazione tra loro.
La sacra Pipa La Pipa è l'oggetto più sacro per le nazioni delle grandi pianure ed è anche diffusa in altre aree culturali. Essa è principalmente uno strumento di preghiera, detta in lingua lakota chanupa. Secondo la tradizione la Pipa era stata donata agli uomini da Whopi, la Donna Bisonte Bianco.