thumb|upright=1.3|Illustrazione del Mahābhārata in un manoscritto databile, probabilmente, al XVIII secolo.
Il termine itihāsa (sostantivo maschile sanscrito; devanāgarī; इतिहास; lett. "così dunque fu"Proviene dal tradizionale incipit.) si riferisce in modo collettivo alle scritture epiche induiste che valgono, nella cultura hindū, in qualità di storie-modello per la propria esistenzaAlberto Pelissero, Le letterature classiche dell'India. Brescia, Morcelliana, 2007, p.67. La lettura, o ascolto, degli itihāsa è tradizionalmente consentita a tutti i componenti della società hindū, compresi gli śūdra e le donne. Per questa ragione gli Itihāsa, che fanno parte della raccolta SmṛtiCfr. la classificazione dello Arthaśāstra., sono indicati anche come il "quinto" Veda"Alberto Pelissero, Letterature classiche dell'India. Brescia, Morcelliana, 2007, p. 96. già a partire dalla Chāndogya UpaniṣadCfr. anche IV,7,2; VII,1,2 e VII,7,1:
Dal punto di vista tradizionale, la letteratura degli Itihāsa-Purāṇa è una letteratura "scritta" a differenza di quella vedica che è una cultura, ancora, "orale" e che va appresa quindi solo mnemonicamente, essendo fondata soprattutto sulla sonorità. Essendo la scrittura una pratica che non dà in alcun modo accesso al "sapere" essa è affidata a persone di rango "inferiore"Cfr. Stefano Piano, in Giuliano Boccali, Stefano Piano, Saverio Sani. Le letterature dell'India. Torino, Utet, 2000, p. 231..
Inoltre, va tenuto presente che gli appartenenti alle famiglie relative alle prime tre caste (gli dvija, i "nati due volte", ovvero i componenti delle prime tre caste hindū: brāhmaṇa, kṣatriya e vaiśya), sono appena l'8,5% dell'intera società hindū e che da questa percentuale vanno sottratte le donne ciò dà la cifra dell'importanza religiosa per gli hindū della letteratura scritta degli Itihāsa-PurāṇaCfr. nota 175 in Giuliano Boccali, Stefano Piano, Saverio Sani. Le letterature dell'India. Torino, Utet, 2000, p. 219..
Strettamente collegati quindi ad altri testi, detti Purāṇa, gli Itihāsa corrispondono a due opere: Il Rāmāyaṇa ("Il cammino di Rāmā") attribuito tradizionalmente a Vālmīki; Il Mahābhārata ( "La grande [storia] dei Bhārata") attribuito tradizionalmente a Vyāsa (il "Compilatore", appellativo di Kṛṣṇa Dvaipāyana).
Note
Voci correlate Rāmāyaṇa Mahābhārata Purāṇa
Categoria:Testi sacri dell'induismo Categoria:Epica Categoria:Letteratura indiana