Figlio di Yazdgard II (regnante dal 438 al 457), contestò il governo di suo fratello maggiore e re legittimo Ormisda III (r. 457-459), assicurandosi alla fine il trono dopo due anni di lotta. Il suo dominio fu segnato da guerre e carestie; agli albori del suo regno, represse con successo una ribellione esplosa in Albania caucasica a ovest e sottomise le tribù dei Kidariti a est, espandendo brevemente il dominio sasanide nel Tokaristan, dove la zecca di Balkh coniò delle monete d'oro con la sua effigie. Nel medesimo frangente, nell'odierno Iran si verificò una carestia che perdurò per sette anni e che causò gravi disagi alla popolazione. In campo bellico, gli scontri principali riguardarono gli antichi sudditi dei Kidariti, gli Eftaliti, che forse lo avevano in passato aiutato a insediarsi sul trono. Sconfitto e catturato due volte dagli Eftaliti, perse tutti i territori recentemente acquisiti.
Nel 482 si verificarono delle insurrezioni nelle province occidentali dell'Armenia e Iberia, amministrate rispettivamente da Vahan Mamikonian e Vakhtang I. Prima che Peroz potesse sedare i disordini locali, fu sconfitto e ucciso nel terzo conflitto che combatté contro gli Eftaliti nel 484, i quali si impadronirono delle principali città sasanidi localizzate nelle regioni orientali del Khorasan e di Nishapur, ovvero Herat e Marw. Approfittando dell'indebolita autorità sasanide a est, gli Unni Nezak si insediarono stabilmente nella regione dello Zabulistan. Peroz fu l'ultimo shahanshah (re dei re) a coniare monete auree che riportavano l'effigie di un sovrano sasanide nella regione indiana del Sindh, circostanza la quale implica che la regione finì perduta intorno allo stesso periodo. Sebbene fosse un devoto zoroastriano, Peroz sostenne la nuova setta cristiana del nestorianesimo e, poco prima della sua morte, essa fu dichiarata dottrina ufficiale della Chiesa d'Oriente.
Le guerre di Peroz contro gli Eftaliti sono state ritenute «futili» sia dalla storiografia dell'epoca che da quella moderna. La sua sconfitta e la sua morte condussero a un periodo di tumulti dal punto di vista politico, sociale e religioso. Fu proprio durante le fasi finali del suo mandato che l'impero toccò il punto di declino massimo mai vissuto dalla sua fondazione. Lo shahanshah appariva infatti ridotto alla mercé degli Eftaliti e risultava costretto a rendergli omaggio, mentre la nobiltà e il clero esercitarono una grande influenza e autorità nella politica statale, con il risultato che vari sovrani salirono al potere proprio per loro volontà. Gli aristocratici più potenti, in particolare Sukhra e Sapore Mihran, elessero il fratello di Peroz, Balash, come nuovo re dei re. L'ordine tornò a regnare per la prima volta sotto il figlio di Peroz Kavad I (r. 488-496; 498/499-531), che riformò l'impero e sconfisse gli Eftaliti, riprendendo possesso di Khorasan. Nel 560 Peroz venne vendicato da suo nipote Cosroe I (r. 531-579), che in collaborazione con il khaganato turco causò il declino definitivo degli Eftaliti.
Nome "Peroz" è un nome medio persiano che significa "vittorioso".. È attestato in partico come Pērōž, mentre la sua versione in persiano moderno è Pīrūz (la versione arabizzata è Fīrūz).. Peroz è traslitterato in greco nella versione Perozes (Περόζης), latinizzata nella stessa maniera e poi italianizzata in Peroze.. La traslitterazione in georgiano del nome, Pˊerozh/Pˊeroz, è giunta in due versioni, una legata all'iranico medio (partico/persiano medio) e l'altra al persiano moderno. La traslitterazione in armeno, Peroz (Պերոզ), si rifà esattamente all'ortografia della versione originale in medio persiano.. Il nome Peroz era già stato utilizzato dai membri della famiglia sasanide nel III secolo, in particolare dal sovrano indo-sasanide Peroz I Kushanshah.
Biografia Primi anni e ascesa al potere
Stando a quanto riferito dalle fonti, quando il padre di Peroz Yazdgard II (r. 438-457) morì nel 457, non designò alcun successore, avendo affidato a giudizio dello storico medievale al-Tha'alibi tale complirò all'aristocrazia e ai marzban (una sorta di marchesi).. Una simile indecisione nella successione scatenò una guerra civile tra Ormisda III, figlio maggiore di Yazdgard II che si dichiarò re nella città di Rey, nell'Iran settentrionale, e Peroz, il quale fuggì nella parte nord-orientale dell'impero e iniziò a radunare un esercito allo scopo di assicurarsi il trono per se stesso... La madre dei fratelli, la regina Denag, esercitò il ruolo di reggente dell'impero ad interim dalla sua capitale, Ctesifonte. Secondo testi orientali, Peroz appariva più degno di aspirare al trono rispetto a Ormisda, definito quasi come un usurpatore.. Soltanto una fonte anonima nota come Codex Sprenger 30 descrive Ormisda come il «più coraggioso e il più valido», mentre descrive Peroz come «il più dotto in ambito religioso».
Entrambi i fratelli provarono a ottenere il sostegno delle potenze della vicina regione orientale della Battriana (anche detta Tokaristan) nel corso della loro lotta. La regione finì allora controllata dai Kidariti, insieme ad alcuni dei loro vassalli locali, inclusi gli Eftaliti.. Secondo tre lettere contemporanee redatte in battriano (la lingua del Tokaristan), il sovrano locale della città di Rob (tra Kabul e Balkh) Kirdir-Warahran, ricevette i titoli onorifici di "glorioso grazie a Ormisda" e "fedele a Peroz", un dualismo che dimostrerebbe il suo cambio di fedeltà tra i due fratelli.. A giudizio degli storici armeni dell'epoca Eliseo e Lazzaro di Parp, Peroz era sostenuto in particolare dal casato di Mehrān, una delle sette grandi discendenze dell'Iran, mentre fonti persiane di epoca successiva riferiscono invece che Peroz cercò asilo dagli Eftaliti e chiese il loro supporto..
Questa ricostruita, tuttavia, è stata definita «inverosimile» e «piuttosto fantasiosa» dagli storici attuali. Gli studiosi moderni Parvaneh Pourshariati, Shapur Shahbazi e Michael Bonner ritengono più verosimile la versione armena, in quanto quest'ultima lascia intendere come il resoconto persiano conservi un velo di autenticità, in quanto è plausibile che Peroz chiese l'aiuto della corte eftalita chiedendo ai mehranidi di fare da intermediari. Eliseo e Lazzaro forniscono due versioni leggermente divergenti sulla lotta di Peroz contro Ormisda. Il primo afferma che Peroz venne assistito dal suo tutore mehranide Raham Mihran, che nel 459 catturò e giustiziò Ormisda, incoronando infine Peroz come shahanshah. Lo stesso resoconto è fornito da Ghazar, con l'eccezione che il membro del casato di Mēhran viene chiamato Ashtad Mihran ed era piuttosto il padre adottivo di Peroz.Secondo alcune fonti, Ormisda III fu graziato e risparmiato da suo fratello; questa è molto probabilmente una leggenda ed è contraddetta da altri scritti: .
Regno Rivolta nell'Albania caucasica e carestia Mentre era in corso la lotta dinastica, il re arsacide dell'Albania caucasica, Vache II (r. 440-462), approfittò della situazione tumultuosa e dichiarò la propria indipendenza.. Egli permise agli Unni di entrare nella città di Derbent e, forte del loro sostegno, aggredì l'esercito persiano. Peroz rispose consentendo agli Unni di passare attraverso il passo di Darial, con il risultato che successivamente imperversarono nell'Albania.. I due re negoziarono dunque un accordo; Vache II avrebbe restituito sua madre (la sorella di Peroz) e sua figlia a Peroz, ricevendo in cambio le 1.000 famiglie che rientravano nelle disposizioni testamentarie redatte dal padre. Vache II abdicò nel 462, lasciando l'Albania priva di un sovrano fino al 485, quando Vacagan III (r. 485-510) fu insediato sul trono da Peroz fratello e successore Balash (r. 484-488).. Peroz liberò anche alcuni degli aristocratici armeni prima imprigionati da suo padre all'indomani della rivolta locale scoppiata nel 451.. L'anno precedente (461), il territorio dell'odierno Iran soffrì di una grave siccità, che generò una carestia su larga scala protrattasi fino al 467...
Rapporti con l'impero bizantino
All'inizio del regno di Peroz, le tensioni tra la Persia e l'impero bizantino iniziarono a crescere. A metà degli anni 460, i romei scoprirono che il loro generale Ardaburio tesseva segretamente dei contatti con la corte di Cresifonte e che aveva esortato Peroz ad attaccare i bizantini, con la promessa di supporto militare e presumibilmente anche di informazioni preziose per la campagna. Le lettere di Ardaburio furono tuttavia intercettate e consegnate all'imperatore bizantino Leone I (r. 457-474), che lo fece rimuovere dall'incarico e lo convocò nella capitale, Costantinopoli.. Il destino di Ardaburio resta avvolto nel mistero.. Leone rispose al piano dei persiani rafforzando le roccaforti ai confini con l'impero sasanide, inclusa la fortificazione di Callinicum, in Siria..
Sin dalla pace di Acilisene del 387, entrambi gli imperi si accordarono per cooperare nella difesa del Caucaso contro gli attacchi nomadi delle steppe settentrionali.. I persiani assunsero il ruolo principale in questo compito, mentre i bizantini contribuirono versando all'incirca 230 kg d'oro a intervalli irregolari.. Costantinopoli vedeva in questo pagamento un contributo necessario a preservare la difesa reciproca, ma i persiani finirono per considerarlo un tributo da versare in maniera obbligatoria alle casse di Ctesifonte.. Sin dalla fondazione dell'impero sasanide, i suoi governanti avevano dimostrato la propria sovranità e il proprio potere esigendo i tributi, in particolare dai bizantini.. A titolo di rappresaglia per il complotto compiuto da Ardaburio, Leone non contribuì più economicamente alla difesa del Caucaso e i ripetuti negoziati che ne seguirono si conclusero con un nulla di fatto. I romei chiesero inoltre la restituzione di Nisibi, passata in mano alla controparte ai sensi di un trattato stipulato nel 363.. Le tensioni continuarono ad aumentare fino all'ascesa dell'imperatore bizantino Zenone (r. 474-491) nel 474, che tornò a versare il tributo alla Persia e riscattò anche Peroz dalla prigionia degli Eftaliti.. Malgrado ciò, scoppiò quasi una guerra quasi all'inizio del 480, quando alcuni Tayy clienti dei sasanidi scatenarono delle incursioni nel territorio bizantino a causa della siccità durata due anni. Il generale persiano Qardag Nakoragan, che era di stanza alla frontiera, riuscì a sedare l’aggressività dei predoni Tayy e assicurò la pace con Costantinopoli...
Guerra con i Kidariti
Sin dai tempi di Sapore II (r. 309-379), la Persia dovette fare i conti con invasori nomadi nell'est noti come "Unni iranici" e composto da tribù eftalite, kidarite, chionite e alcione.. Queste presero possesso del Tokaristan e del Gandhara a scapito di Sapore II e dei suoi vassalli indo-sasanidi, e infine Kabul mentre comandava Sapore III (r. 383-388)... Le ricerche archeologiche, numismatiche e sfragistiche dimostrano che gli Unni governavano un regno in maniera centralizzata quanto i sasanidi. Essi adottarono rapidamente il simbolismo e le formule dei titoli imperiali persiani, come dimostrano per esempio le monete realizzate in stile simile.. Lo storico moderno Richard Payne afferma: «Ben differenti dai distruttivi xyonan dei resoconti persiani o dei barbari predoni narrati dagli storici romani, i regni unni dell'Asia centrale post-persiani erano formati da città, un sistema fiscale e capaci di produrre una cultura propria, un'identità difficile da cancellare dai re dei re».. La perdita del contingente di cavalleria armeno dopo la rivolta scoppiata nel 451 indebolì gli sforzi sasanidi finalizzati a tenere sotto controllo i loro nemici orientali...I soldati armeni servirono di nuovo i sasanidi nel VI e VII secolo: .