L'ex-Seminario maggiore di Como è un edificio neoclassico progettato nel 1808 da Simone Cantoni, che sorge a Como, di fronte al tratto di mura cittadine compreso tra la Torre di San Vitale e Porta Torre. Al suo interno ospita la chiesa dedicata alla Santissima Trinità...

Storia In origine l'edificio ospitava un convento che attorno all'anno Mille risultava estendersi fino a una piccola cappella risalente all'840, chiesetta conosciuta come Santa Maria del Gerbo.

Dal 1267 il convento fu gestito da una comunità di Umiliati che dal 1239 aveva in gestione l'attiguo Ospedale di San Vitale (risalente agli anni 1218-1221) con l'omonima chiesa (ante 1218). Intitolato all'Ascensione, nel XV secolo il convento fu assegnato ad alcune monache agostiniane. Un'importante ristrutturazione si registrò a seguito del Concilio di Trento: fu il vescovo Feliciano Ninguarda, nel 1592, a ordinare un ampliamento del monastero, che venne ingrandito fino ad occupare gli spazi fino ad allora occupati dalla chiesa di Santa Maria del Gerbo. Quest'ultima venne abbattuta e ricostruita laddove ancora oggi si trova la cappella dell'edificio. L'intervento comportò anche una netta separazione tra le aree più interne (di pertinenza delle suore) e quelle più esterne della chiesa (destinate al resto dei fedeli), in accordo con le disposizioni post-tridentine. Tra i secoli XVII e XVIII, la chiesa del convento è attestata sia come Chiesa dell'Ascensione che come Santa Maria di Nazareth.

Il monastero non sopravvisse alle secolarizzazioni avviate nel 1784 da Giuseppe II d'Asburgo-Lorena e riprese da Napoleone Bonaparte nel 1797, anno in cui il complesso venne requisito.

Agli inizi del XIX secolo l'ex-monastero fu rilevato dal vescovo di Como Carlo Rovelli, che nel 1811 commissionò a Simone Cantoni una ristrutturazione del complesso.. Gli interventi del Cantoni, commissionati al fine di riconvertire la struttura in seminario teologico, comportarono la demolizione della parte più interna della chiesa conventuale, mentre la parte rimanente dell'edificio sacro venne ridedicata alla Santissima Trinità. Ben prima degli interventi del Cantoni, la facciata della chiesa era ornata da una Resurrezione affrescata da Giovanni Paolo Ghianda. Dalla parte con affaccio sulle mura venne realizzato un appartamento, utilizzato peraltro dal vescovo Pietro Carsana come dimora per ben cinque anni, nell'attesa di ricevere dal Regno d'Italia l'exequatur necessario alla presa di posseso della diocesi comense. Ulteriori interventi si registrarono nel secondo dopoguerra, quando i portici affacciati sui cortili interni vennero chiusi da vetrate.

Con lo spostamento del seminario maggiore sul colle tra Albate e Muggiò, il complesso venne adibito a Centro Socio Pastorale Cardinal Ferrari, dove fino al 2022 operò la maggior parte degli Uffici pastorali diocesani.

Descrizione

Esterni Esternamente, l'edificio si presenta con una struttura simmetrica, con un corpo centrale a fungere da collegamento tra due corpi dotati di frontone e decorati da lesene.

Chiesa della Santissima Trinità Internamente spicca la chiesa della Santissima Trinità, che si suppone costruita a partire da un analogo edificio religioso risalente al IX secolo.

La chiesa è dotata di una volta che conserva l'affresco di un'Ascensione, opera attribuita a Giovanni Domenico Caresana. ed eseguita nel 1611. Questo affresco è circondato da analoghe pitture di epoca più recente, raffiguranti una serie di santi e sante appartenuti all'ordine di Sant'Agostino. Tutta la volta venne stata restaurata nel 1986.

La finta abside in fondo alla chiesa ospita una pala d'altare raffigurante la Santissima Trinità. Il dipinto, realizzato tra il 1608 e il 1610 da Pier Francesco Mazzucchelli, fu traslato dal soppresso monastero agostiniano femminile della Santissima Trinità, riconvertito in caserma dopo esser stato fondato da Maddalena Albricci nell'area che, entro le mura di Como, è compresa tra le attuali vie Volta, Parini e Giovio.

Dal 1933, l'altare conserva le reliquie di Piero Fedele Pagano.

Tra il 1999 e il 2000, la chiesa fu oggetto di importanti restauri.

Note

Bibliografia

Categoria:Palazzi di Como Categoria:Architetture neoclassiche di Como Como