Biografia
Di origini ungheresi, ha insegnato all'università March-Bloch di Strasburgo dal 1998 al 2005, ed attualmente è professore di estetica all'Università Paris X: Nanterre.
È stato capo-redattore di alcune riviste e collezioni dell'IRCAM dal 1996 al 2001; dal 2002 è consigliere musicologico per i programmi della Cité de la musique.
È stato allievo di Jacques Derrida, del quale ha seguito i seminari presso la Scuola di alti studi in scienze sociali (École des hautes études en sciences sociales - EHESS) di Parigi; le sue opere sull'ascolto, il corpo e la lettura sono influenzate altresì dagli scritti di Jean-Luc Nancy e Philippe Lacoue-Labarthe.Articolo sull'autore da Radio France - France-Culture
In Italia ha acquisito una certa notorietà presso il pubblico "non accademico" con il suo Intercettare — Estetica dello spionaggio (ISBN 978-88-7638-087-7). Il pensiero di Szendy Si è inizialmente dedicato ad una revisione critica dell'ascolto e della sua storia, nella prospettiva di una decostruzione dei modelli romantici o modernisti. Nel caratterizzare l'ascolto come "un furto tollerato", il suo saggio Écoute, une histoire de nos oreilles (2001), ha contemporaneamente suscitato un certo dibattito sulle questioni del copyright e del suo antagonista, la "pirateria".Interview du musicologue Peter Szendy: «Il faut cesser de moraliser l'écoute» da Biblio du Libre Allargando questa riflessione ai rapporti tra ascolto e potere, in Sur écoute. Esthétique de l'espionnage Titolo già ricordato (nella traduzione italiana) in proemio. (2007) propone un'archeologia della sorveglianza acustica, attraverso una lettura dei testi di Bentham, Freud, Deleuze e Kafka, oltre all'analisi di diverse sequenze di Hitchcock, Lang, Coppola e De Palma.
Con Membres fantômes. Des corps musiciens (2002), Peter Szendy ridefinisce la nozione di "corpo" nelle due accezioni, di anatomia e di logica,Ovvero: insieme ordinato di enti con caratteristiche omogenee. per costruire una "organologia generale" fondata sull'effictio (un'antica figura retorica che egli reinterpreta per descrivere gli organi come se fossero effettivamente creati dalla fantasia). Oltre a numerosi articoli dedicati ad artisti e musicisti contemporanei (ricorderemo almeno Georges Aperghis e Brice Pauset, con i quali Szendy ha pure collaborato in qualità di librettista, György Kurtág, Christian Marclay) ha tra l'altro composto un saggio dedicato al romanzo Moby Dick (Les Prophéties du texte-Léviathan. Lire selon Melville, 2004), in cui prefigura una teoria della lettura come profezia, prodromica ad un'analisi dei rapporti tra lettura e politica.
Note
Bibliografia Libri Musica practica. Arrangements et phonographies de Monteverdi à James Brown, L'Harmattan, coll. «Esthétiques», 1997. Écoute, une histoire de nos oreilles, preceduto da Ascoltando di Jean-Luc Nancy, Éditions de Minuit, 2001. (Traduzione spagnola di José María Pinto: Escucha. Una historia del oido melomano, Paidos, 2003. Traduzione inglese di Charlotte Mandell: Listen, A History of Our Ears, Fordham University Press, 2008.) Membres fantômes. Des corps musiciens, Éditions de Minuit, 2002. Les prophéties du texte-Léviathan. Lire selon Melville, Éditions de Minuit, 2004. Wonderland. La musique, recto-verso (con Georges Aperghis), Bayard, 2004. Béla Bartók, Écrits, traduzione francese e prefazione di Peter Szendy, Éditions Contrechamps, 2006. Sur écoute. Esthétique de l'espionnage, Éditions de Minuit, 2007. (Traduzione italiana di Salvatore Patriarca: Intercettare. Estetica dello spionaggio, Isbn, 2008.) Tubes. La philosophie dans le juke-box, Éditions de Minuit, 2008. (Edizione italiana: Tormentoni! La filosofia nel juke-box, tradotto da Laura Odello, Isbn Edizioni, 2009, ISBN 88-7638-135-X, 9788876381355)
Articoli «Notre époque de plagiats (D'un reste d'Adorno)», in Critique, n° 663-664, agosto-settembre 2002. «L'image du pouvoir et le pouvoir de la lecture (le Léviathan, en somme)», in Geste, n° 4, 2007. «Antriloquies. Voix déviées dans la caverne» (con Laura Odello), in Les espaces de la voix, Revue des sciences humaines, n° 288, 2007. «Kant chez les extraterrestres. La philosofiction du sujet assiégé», in Vertigo. Esthétique et histoire du cinéma, n° 32, 2007. Recensioni Anne Bourse, «Lectures de Melville: de l'archive à l'appareillage», Critique, n° 696, 2005. Julia Peslier, «Lire sur écoute», Acta Fabula, vol. 9 n° 2, 2008, http://www.fabula.org/revue/document3888.php
Voci correlate Sorvegliare e punire
Collegamenti esterni
Extraits et revues de presse sur le site des Éditions de Minuit: http://www.leseditionsdeminuit.eu/f/index.php?sp=livAut&auteur_id=1655 Plusieurs articles en ligne sur le site de la revue Vacarme: http://www.vacarme.eu.org/auteur156.html «Musique et politique: le sang de la coupure et la promesse de la percée», dans Tympanum, n° 4, special issue: Khoraographies for Jacques Derrida, juin 2000, https://web.archive.org/web/20080510154845/http://www.usc.edu/dept/comp-lit/tympanum/4/szendy.html Un entretien en ligne sur le site du Centre de recherches sur les arts et le langage (CRAL), à l'École des hautes études en sciences sociales (EHESS): «Effictions. Pour un autre discours de la méthode», https://web.archive.org/web/20071020122650/http://musique.ehess.fr/document.php?id=65
Categoria:Studenti dell'Università di Parigi-Sorbona