Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione sono uno strumento di politica internazionale tributaria necessarie ad evitare il fenomeno per cui lo stesso presupposto sia soggetto due volte a tassazione in due diversi Stati.

Le convenzioni regolano infatti i rapporti tributari tra i soggetti che operano negli stati firmatari della convenzione e che sono collegati quindi agli stessi. Questo strumento ha lo scopo di evitare la tassazione del reddito sia nel paese in cui questo è stato prodotto sia nel paese di residenza del soggetto che lo ha prodotto. Come tutte le convenzioni internazionali, anche quelle contro la doppia imposizione hanno valore superiore alla legge nazionale e, nei casi in cui è previsto, prevalgono su questa, così che il giudice tributario sarà tenuto a disapplicare la normativa interna per applicare quanto previsto dalla convenzione.

Le convenzioni contro le doppie imposizioni sono molto importanti sotto alcuni profili:

L’identificazione della residenza fiscale di persone fisiche ed enti societari; I criteri di territorialità dei redditi di fonte estera percepiti da parte di un soggetto residente in uno dei due stati contraenti; I metodi utilizzati per l’eliminazione della doppia imposizione giuridica/economica (principalmente metodo dell’esenzione o del credito di imposta); La possibilità di instaurare ruling internazionali per la risoluzione di problematiche fiscali specifiche che non trovano immediata soluzione.

Storia delle convenzioni contro la doppia imposizione in Italia Il periodo tra le due guerre mondiali La prima convenzione contro la doppia imposizione della storia italiana è stata sottoscritta il 6 aprile 1922 multilateralmente con gli stati di Austria, Ungheria, Regno di Jugoslavia, Polonia e Romania. Era caratterizzata dal principio secondo il quale la ripartizione del potere di imposizione tra lo stato in cui il reddito veniva prodotto e lo stato in cui risiedeva il beneficiario doveva essere effettuata ponendo una distinzione tra imposte indirette e dirette.

Le imposte indirette erano considerate di competenza dello stato nel quale si trovava il bene tassato, mentre quelle dirette erano tassate nel paese di residenza fiscale del contribuente, ovvero in quello nel quale era prestata l'attività nel caso di redditi da lavoro, introducendo così il concetto di stabile organizzazione.

Al fine di tutelare il contribuente era stabilito che, nel caso di doppia imposizione, questi poteva sporgere reclamo all'autorità fiscale dello stato in cui aveva la cittadinanza. Quando il reclamo veniva accolto, l'amministrazione finanziaria del proprio stato doveva contattare quella in cui il contribuente risiedeva per comporre la controversia.

Sulla base di questa prima convenzione, nel 1925 ne venne stipulata una successiva con la Germania, alla quale seguirono quelle con la Francia del 1930, e con il Belgio del 1931.

Dal secondo dopoguerra Dalla fine della seconda guerra mondiale l'Italia ha preso accordi, frutto di lunghi negoziati, con numerosi stati, tra i quali spicca la convenzione con gli USA del 1955. Il principale artefice dei nuovi accordi si rivelò l'organismo sovrananzionale OECE (poi diventato OCSE), che fissò un modello standardizzato di convenzione fiscale al fine di evitare la doppia imposizione.

Inoltre, con gli stati con cui non si rese possibile il raggiungimento di accordi fiscali completi, l'Italia stipulò diverse intese, sempre in ambito fiscale, nei settore delle navigazioni aerea e marittima, e dal 1989 aprì i negoziati con i paesi dell'ex blocco sovietico e della ex Jugoslavia, concludendo poi convenzioni maggiormente aderenti al modello OCSE rispetto a quelle risalenti a periodi precedenti.

Sono state sottoscritte convenzioni bilaterali con tutti gli stati appartenenti all'Unione europea e al G8, e complessivamente risultano stipulati 102 accordi, dei quali 83 ratificati e 78 in vigore.

Tutte le convenzioni dello stato italiano contro la doppia imposizione Albania Tirana 12.12.1994 L. 21.05.1998, n.175 Algeria Algeri 03.02.1991 L. 14.12.1994, n.711 Argentina Roma 15.11.1979 L. 27.04.1982, n.282 Australia Canberra 14.12.1982 L. 27.05.1985, n.292 Austria Vienna 29.06.1981 L. 18.10.1984, n.762 Bangladesh Roma 20.03.1990 L. 05.07.1995, n.301 Belgio Roma 29.04.1983 L. 03.04.1989, n.148 Brasile Roma 03.10.1978 L. 29.11.1980, n.844 Canada Toronto 17.11.1977 L. 21.12.1978, n.912 Cina Pechino 31.10.1986 L. 31.10.1989, n.376 Cipro Nicosia 24.04.1974 L. 10.07.1982, n.564 Corea del Sud Seul 10.01.1989 L. 10.02.1992, n.199 Costa d'Avorio Abidjan 30.07.1982 L. 27.05.1985, n.293 Danimarca Copenaghen 05.05.1999 L. 11.07.2002, n.745 Ecuador Quito 23.05.1984 L. 31.10.1989, n.377 Egitto Roma 07.05.1979 L. 25.05.1981, n.387 Emirati Arabi Uniti Abu Dhabi 22.01.1995 L.28.08.1997, n.309 Estonia Tallinn 20.03.1997 L.19.10.1999, n.427 Etiopia Roma 08.04.1997 L. 19.08.2003, n.242 Filippine Roma 05.12.1980 L. 28.08.1989, n.312 Finlandia Helsinki 12.06.1981 L. 25.01.1983, n.38 Francia Venezia 05.10.1989 L. 07.01.1992, n.20 Georgia Roma 31.10.2000 L.11.07.2003, n.205 Ghana Accra 19.02.2004 L. 06.02.2006, n.48 Germania Bonn 18.10.1989 L. 24.11.1992, n.459 Giappone Tokyo 20.03.1969 L. 18.12.1972, n.855 Grecia Atene 03.09.1987 L.30.12.1989, n.445 India New Delhi 19.02.1993 L. 14.07.1995, n.319 Indonesia Giacarta 18.02.1990 L. 14.12.1994, n.707 Irlanda Dublino 11.06.1971 L. 09.10.1974, n.583 Israele Roma 08.09.1995 L. 09.10.1997, n.371 Jugoslavia Ex (1) Belgrado 24.02.1982 L. 18.12.1984, n.974 Kazakhistan Roma 22.09.1994 L. 12.03.1996, n.174 Kuwait Roma 17.12.1987 L. 07.01.1992, n.53 Lituania Vilnius 04.04.1996 L.09.02.1999, n.31 Lussemburgo Lussemburgo 03.06.1981 L.14.08.1982, n.747 Macedonia Roma 20.12.1996 L. 19.10.1999, n.482 Malaysia Kuala Lumpur 28.01.1984 L. 14.10.1985, n.607 Malta La Valletta 16.07.1981 L. 02.05.1983, n.304 Marocco Rabat 07.06.1972 L. 05.08.1981, n.504 Mauritius Port Louis 09.03.1990 L. 14.12.1994, n.712 Messico Roma 08.07.1991 L. 14.12.1994, n.710 Mozambico Maputo 14.12.1998 L.23.04.2003, n.110 Norvegia Roma 17.06.1985 L. 02.03.1987, n.108 Nuova Zelanda Roma 06.12.1979 L. 10.07.1982, n.566 Oman Mascate 06.05.1998 L. 11.03.2002, n.50 Paesi Bassi L'Aja 08.05.1990 L. 26.07.1993, n.305 Pakistan Roma 22.06.1984 L. 28.08.1989, n.313 Polonia Roma 21.06.1985 L. 21.02.1989, n.97 Portogallo Roma 14.05.1980 L. 10.07.1982, n.562 Regno Unito Pallanza 21.10.1988 L. 05.11.1990, n.329 Repubblica Ceca Praga 05.05.1981 L. 02.05.1983, n.303 Repubblica Slovacca Praga 05.05.1981 L. 02.05.1983, n.303 Romania Bucarest 14.01.1977 L. 18.10.1978, n.680 Russia Roma 09.04.1996 L. 09.10.1997, n.370 Senegal Roma 20.07.1998 L. 20.12.2000, n.417 Siria Damasco 23.11.2000 L. 28.04.2004, n.130 Singapore Singapore 29.01.1977 L. 26.07.1978, n.575 Spagna Roma 08.09.1977 L. 29.09.1980, n.663 Sri Lanka Colombo 28.03.1984 L. 28.08.1989, n.314 Stati Uniti Roma 25.09.1999 L. 03.03.2009, n. 20 Sudafrica Roma 16.11.1995 L. 15.12.1998, n.473 Svezia Roma 06.03.1980 L. 04.06.1982, n.439 Svizzera Roma 09.03.1976 L. 23.12.1978, n.943 Tanzania Dar Es Salam 07.03.1973 L. 07.10.1981, n.667 Thailandia Bangkok 22.12.1977 L. 02.04.1980, n.202 Trinidad e Tobago Port of Spain 26.03.1971 L. 20.03.1973, n.167 Tunisia Tunisi 16.05.1979 L. 25.05.1981, n.388 Turchia Ankara 27.07.1990 L. 07.06.1993, n.195 Ucraina Kiev 26.02.1997 L. 11.07.2002, n.169 Uganda Kampala 06.10.2000 L. 10.02.2005, n.18 Ungheria Budapest 16.05.1977 L. 23.07.1980, n.509 Unione Sovietica Ex (1) Roma 26.02.1985 L. 19.07.1988, n.311 Uzbekistan Roma 21.11.2000 L.10.01.2004, n.22 Venezuela Roma 05.06.1990 L. 10.02.1992, n.200 Vietnam Hanoi 26.11.1996 L. 15.12.1998, n.474 Zambia Lusaka 27.10.1972 L.27.04.1982, n.286

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