Il tour dei British and Irish Lions 2005 fu il 28º tour ufficiale della formazione interbritannica di rugby a 15 dei British and Irish Lions; si tenne per l'11ª volta in Nuova Zelanda, dal 23 maggio al 9 luglio 2005, e consisté in una serie di 11 incontri, di cui tre test match contro gli All Blacks.

Team manager della squadra l'ex rugbista inglese Bill Beaumont, allenatore e commissario tecnico Clive Woodward, campione del mondo due anni prima con l'.

La squadra La squadra di 44 giocatori fu annunciata l'11 aprile 2005, con 20 giocatori inglesi, 11 irlandesi, 10 gallesi e 3 soli scozzesi. Venne assai criticata la scelta di portare così tanti giocatori inglesi a fronte delle pessime prestazioni del 2004 e del 2005 e del Grande Slam gallese nel 2005. Fu criticata anche la scelta di convocare giocatori inglesi che avevano lasciato l'attività internazionale o avevano poca esperienza.

I giocatori inglesi infortunati Jonny Wilkinson, Phil Vickery e Mike Tindall furono chiamati per verificare le loro condizioni e il solo Wilkinson fu alla fine portato in tour.

Iain Balshaw fu sostituito da Mark Cueto il 17 maggio. Altri giocatori furono chiamati durante il tour per sostituire infortunati e squalificati.

Nella lista che segue i giocatori in corsivo furono rimpazzati dal nome che segue immediatamente.

Avanti Piloni  John Hayes (Munster)  Gethin Jenkins (Cardiff Blues)  Graham Rowntree (Leicester)  Andrew Sheridan (Sale Sharks)  Matt Stevens (Bath)  Julian White (Leicester) Tallonatori  Gordon Bulloch (Glasgow)  Shane Byrne (Leinster)  Steve Thompson (Northampton)  Andy Titterrell (Sale Sharks) Seconde linee  Danny Grewcock (Bath)  Brent Cockbain (Ospreys)  Ben Kay (Leicester)  Donncha O'Callaghan (Munster)  Paul O'Connell (Munster)  Malcolm O'Kelly (Leinster)  Simon Shaw (Wasps) Flanker / Numeri 8  Neil Back (Leicester)  Martin Corry (Leicester)  Lawrence Dallaglio (Wasps)  Simon Easterby (Scarlets)  Richard Hill (Saracens)  Jason White (Sale Sharks)  Lewis Moody (Leicester)  Michael Owen (Newport Dragons)  Simon Taylor (Edimburgo)  Ryan Jones (Ospreys)  Martyn Williams (Cardiff Blues) Mediani Mediani di mischia  Gareth Cooper (Newport Dragons)  Chris Cusiter (The Borders)  Matt Dawson (Wasps)  Dwayne Peel (Scarlets) Mediani di apertura  Charlie Hodgson (Sale Sharks)  Stephen Jones (Clermont)  Ronan O'Gara (Munster)  Jonny Wilkinson (Newcastle) Tre quarti Tre quarti centro  Gordon D'Arcy (Leinster)  Will Greenwood (Harlequins)  Gavin Henson (Ospreys)  Shane Horgan (Leinster)  Brian O'Driscoll (Leinster), capitano  Tom Shanklin (Cardiff Blues)  Ollie Smith (Leicester) Tre quarti ala ed estremi  Iain Balshaw ()  Mark Cueto (Sale Sharks)  Denis Hickie (Leinster)  Josh Lewsey (Wasps)  Geordan Murphy (Leicester)  Jason Robinson (Sale Sharks)  Gareth Thomas (Tolosa)  Shane Williams (Ospreys)

Match preparatorio Per la prima volta nella storia, i Lions disputano un incontro prima della partenza. È l'Argentina ad affrontare la selezione britannica. Il risultato di pareggio non preoccupa più di tanto l'opinione pubblica, che attende una cavalcata vittoriosa per i loro beniamini.. Ad esaltare il ritorno di Jonny Wilkinson, dopo un periodo molto tribolato da infortuni in serie, torna ad un match internazionale dopo 18 mesi dalla finale mondiale. E lo fa da par suo realizzando 20 dei 25 punti dei Lions (una sola meta), che salvano l'onore contro dei Pumas molto caricati.

Il tour Bilancio

Giocate: 11 (3) Vinte: 7 (0) Perse: 4 (3) Punti fatti: 328 (40) Punti subiti: 220 (107)

I primi match

Sin dal primo match si capisce che questo tour sarà un incubo: tenuto a riposo Johnny Wilkinson e schierato Ronan O'Gara, nel primo match contro Bay of Planty, Lawrence Dallaglio si infortuna e per lui il tour è finito dopo soli 22 minuti..

Arriva comunque un successo con cinque mete di Lewsey (2), Cueto, Shanklin, Peel, D'arcy.

Nel secondo match, contro Taranaki, la squadra dei rincalzi travolge i neozelandesi, grazie ad un grande Charlie Hogdson e ad una convincente prestazione di squadra.

Si arriva dunque all'atteso match contro i New Zealand Maori. La squadra è imbottita di ex nazionali quali Carlos Spencer, prossimo a lasciare la Nuova Zelanda per chiudere la carriera in Europa, e di nazionali potenziali come Luke McAlister e Marty Hola. I maori dominano e vincono con un ottimo secondo tempo. La prima sconfitta del tour arriva proprio in questo match, in cui i Lions hanno schierato all'apertura il gallese Stephen Jones.

Il match con Wellington vede l'esordio di giocatori finora esclusi come Neil Back e soprattutto Jonny Wilkinson alle prese con l'ennesimo fastidioso infortunio. Il risultato di 23-6 riporta il sereno in casa britannica grazie anche alle mete di Gethin Jenkins e Gareth Thomas.

Ma in realtà le divisioni interne, i mugugni degli esclusi stanno minando il clima e il management non trova di meglio di lamentarsi del fatto la federazione neozelandese non ha impiegato i giocatori della nazionale nelle selezioni provinciali per preservarli in vista dei test. Una pretesa di comandare in casa d'altri che irrita la stampa neozelandese e britannica. Atteggiamento di spocchia aggravato dall'annullamento di alcune visite di rappresentanza e beneficenza.

Contro Otago viene schierata la squadra di rincalzi (mid-week team) pur trattandosi di un match nel fine settimana e arriva un successo meno tranquillo di quanto dica il punteggio.

L'ultimo match prima del test match è contro Southland e vede la grande prestazione di Gavin Henson. L'avversario è assai modesto e non crea problemi a quella che di fatto è la terza squadra, quanto a livello, secondo i piani di Clive Woodward, che sembra volere confondere le carte volutamente.

I Test e la fine delle illusioni Arriva il primo test contro la Nuova Zelanda, finalmente si fa sul serio. Woodward schiera a Christchurch una squadra basata sulla coppia di mediani gallesi Stephen Jones e Dwayne Peel con Jonny Wilkinson schierato a centro per ridurre i rischi di infortunio. La Nuova Zelanda schiera la miglior squadra possibile con la coppia di mediani Daniel Carter e Justin Marshall.

I Lions vengono travolti sin dall'inizio commettendo molti falli e Paul O'Connell finisce sulla panca dei puniti per 10 minuti. Si va sul 6-0 per gli All Blacks, poi al 24' Ali Williams realizza la prima meta. Il primo tempo si chiude 11-0. Nel secondo gli All Blacks salgono sino 21-0 (meta di Sitiveni Sivivatu). Inutile il calcio di Jonny Wilkinson.

Le critiche piovono sul gioco dei Lions e soprattutto su Clive Woodward. A complicare le cose, l'incidente che mette fuori gioco per tutto il tour Brian O'Driscoll, vittima di un placcaggio "killer" dopo due minuti di gioco ad opera di Keven Mealamu e Tana Umaga.

Segue un facilissimo match contro Manawatu, modesta squadra di terzo livello che subisce 17 mete.

Il secondo test segue l'andamento del primo con gli All blacks che realizzano 4 mete e con un Dan Carter inarrestabile.

Ormai la resa è vicina , solo una grande prestazione dei rincalzi evita la sconfitta contro Auckland.

Il tour si chiude con il terzo test match che ricalca i due precedenti se non per il primo tempo cui i Lions sembrano reggere l'onda d'urto della "marea nera" per cedere nel secondo tempo.

Era dal 1983 che i Lions non perdevano tutti i test in un tour. Il fallimento è evidente e pone fine alla carriera di Clive Woodward che finisce sul banco degli imputati per la sua gestione farraginosa e supponente.

Risultati I test match

Gli altri incontri

Inno Sir Clive Woodward commissionò un inno, "The Power of Four", specifico per questo tour. La musica fu composta da Neil Myers e il brano venne cantato per la prima volta in pubblico dalla cantante d'opera gallese Katherine Jenkins prima del match con l'Argentina. Fu eseguito come "inno nazionale" prima di ogni match.

Note

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