Biografia Al fonte battesimale gli venne imposto il nome Marco Antonio che cambierà in Marco Girolamo nel 1510 quando prese i voti definitivi. I suoi genitori si chiamavano Guglielmo Vida e Leona Oscasale, appartenenti entrambi a famiglie patrizie di Cremona, sebbene di modeste condizioni economiche. Ricevette un'ottima educazione, alla scuola del famoso umanista cremonese Nicolò Lucari. Dietro consiglio del maestro fu mandato, per proseguire gli studi, a Mantova, dove era fiorente la scuola fondata nel 1425 da Vittorino da Feltre. A Mantova frequentò le lezioni dell'umanista Francesco Vigilio (1446-1534), il quale insegnava latino con una particolare predilezione per Virgilio. Sempre a Mantova, Vida entrò nell'ordine dei Canonici regolari.
Nel 1505 tornò a Cremona, dove si dedicò agli studi di teologia e filosofia e, con l'aiuto del vescovo di Cremona Ascanio Maria Sforza, ottenne alcune prepositure che gli permisero di dedicarsi anche alla poesia in lingua latina. Risalgono a questo periodo, fra l'altro, le redazioni di due poemetti didascalici in lingua latina, ciascuno in due libri: sul gioco degli scacchi, Scacchia ludus, e sul baco da seta, De bombyce. Di Scacchia ludus si contano 62 edizioni in latino e almeno 73 traduzioni in varie lingue. Vida fu inoltre il primo ad aver cantato, in un carme in latino, la disfida di Barletta.
Attorno al 1510 si recò nella Roma di Giulio II, per proseguire gli studi. Grazie alla protezione del cardinale Oliviero Carafa poté avere i primi contatti con numerosi intellettuali e artisti, i quali si riunivano in cenacoli, e si fece apprezzare come poeta. Per suggerimento di Leone X verso il 1518 iniziò un poema in esametri latini sulla vita di Cristo, Christias, primo esempio di poema epico religioso. Il poema venne portato a termine attorno al 1530, con dedica a Clemente VII, e pubblicato nel 1535. Christias, poema in cui è evidente il modello virgiliano, costituì, con il De partu Virginis di Jacopo Sannazaro, il modello di poema religioso controriformistico. La vita di Gesù, dalla nascita alla Crocifissione, è cantata in sei libri in uno stile che esercitò una notevole influenza anche su Torquato Tasso. L'opera di Vida che fu letta e studiata più a lungo, è la Poetica, un trattato in esametri composto fra il 1517 e il 1520 in cui si suggeriscono norme e precetti per la composizione poetica fondati sul principio dell'imitazione dei modelli classici latini di Orazio, Cicerone e QuintilianoMarci Hieronymi Vidae cremonensis Poeticorum libri tres.
Il 7 febbraio 1533 Marco Girolamo ricevette la nomina a vescovo di Alba. Si recò ad Alba soltanto nel 1535; ma da allora si dedicò interamente alla propria missione pastorale. Partecipò al Concilio di Trento, dove si recò nel 1545 ospite del cardinale Cristoforo Madruzzo. Negli ultimi anni della vita fu solerte collaboratore di Carlo Borromeo. Frutto della sua esperienza pastorale sono le Synodales constitutionesAlba Diocesi, M. Hieronymi Vidae Albae episc. et comitis Constitutiones synodales eidem ciuitati ac dioecesi praescriptae , Cremonae : apud Vincentium Conctum, 1562,Alba Diocesi, Synodales constitutiones sanctae Albensis ecclesiae. Anni 1645 , Taurini : ex typographia Francisci Ferrufini, 1646, testimonianza peraltro del suo buon senso. Nel 1548 difese, davanti al senato di Milano, Cremona in una controversia con Pavia riguardo al diritto di precedenza nelle cerimonie di corte; la difesa scritta costituisce le Cremonensium Orationes III di chiara influenza ciceroniana.
Opere
Note
Bibliografia
Ettore Bonora, Dalla critica umanistica all'aristotelismo. Le poetiche del Vida e del Daniello. Storia della letteratura italiana, Vol.IV, Milano, Garzanti, 1988. Marcus Hieronymus Vida, Poeticorum libri tres, ed. Agnieszka Paulina Lew, serie XV, vol. 99, Klassische Sprachen und Literaturen, Peter Lang Verlag, Frankfurt am Main, 2011. ISBN 9783631580820.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Testo latino di Scacchia ludus da The Latin Library
Vida Vida