è un asteroide near-Earth del diametro di 50 metri scoperto dall'astronomo italiano Andrea Boattini il 20 novembre 2007.
Posizione e possibilità di impatto con Marte L'oggetto ha destato notevole interesse nella comunità scientifica perché da una prima analisi della sua orbita, il 21 dicembre 2007, fu calcolata una probabilità di 1 su 75 che colpisse Marte il 30 gennaio 2008.
Il 28 dicembre 2007, ricercatori della NASA del programma di ricerca di Near-Earth Object del Jet Propulsion Laboratory, annunciarono di aver trovato una precedente immagine dell'asteroide datata 8 novembre 2007. Il ricalcolo dell'orbita condusse ad innalzare la probabilità di impatto a 1 su 25, accrescendo l'interesse generale sull'evento. I nuovi dati permisero inoltre una riduzione della regione di incertezza nella posizione dell'asteroide da 1 milione di km a circa . La traiettoria che presentava il migliore accordo con i dati sperimentali indicava che l'asteroide sarebbe passato a da Marte e a soli dalla luna Deimos. L'osservazione precedente alla scoperta è stata individuata da Andy Puckett nell'archivio del Sloan Digital Sky Survey II presso l'Apache Point Observatory.
Il 2 gennaio 2008, ricercatori della NASA abbassarono la probabilità di impatto a 1 su 28 dopo le nuove osservazioni eseguite da Bill Ryan utilizzando il telescopio di 2,4 metri di diametro del Magdalena Ridge Observatory, in Nuovo Messico. La regione di incertezza, ridotta a , ancora intersecava Marte, sebbene la traiettoria maggiormente probabile si fosse allontanata dal pianeta.
L'8 gennaio 2008, ricercatori della NASA portarono la probabilità di impatto a 1 su 40 in base a dati presenti nell'archivio dello Sloan Digital Sky Survey e a nuove osservazioni con il telescopio di 3,5 metri di diametro dell'Osservatorio di Calar Alto, in Spagna. La regione di incertezza fu ridotta di un fattore 3.
In seguito a ulteriori osservazioni, il 9 gennaio 2008, la NASA escluse la possibilità di una collisione tra il pianeta e l'asteroide dando una probabilità di impatto di 1 su 10000 (0.01%). La traiettoria che presentava il migliore accordo con i dati prevedeva che l'asteroide passasse a circa dal centro del pianeta (circa 7 raggi marziani dalla superficie). Le analisi indicano che non c'è alcuna possibilità che l'asteroide possa impattare Marte o la Terra nel prossimo secolo.
L'interesse manifestato dall'evento è indicato anche dal fatto che le agenzie spaziali che hanno orbiter intorno a Marte hanno valutato l'opportunità di interrompere la normale attività scientifica per tentare di fotografare l'impatto e/o l'asteroide. Sarebbe stata infatti la prima occasione per studiare l'impatto di un asteroide su un pianeta roccioso. Se l'asteroide avesse colliso con il pianeta rosso, avrebbe avuto una velocità di circa e si stima che l'esplosione avrebbe avuto un'energia pari a 3 megatoni. Si stima che l'asteroide, avendo subito minimi danni nell'attraversare la rarefatta atmosfera di Marte, sarebbe arrivato praticamente intatto al suolo e avrebbe prodotto un cratere di approssimativamente di diametro, dimensione paragonabile a quella del Meteor Crater in Arizona.
Incontri ravvicinati Ora che l'orbita dell'asteroide è nota con una buona precisione, è possibile fare alcune osservazioni. Nel luglio del 2003, l'asteroide è passato a 0,012 AU, circa , da Marte (Soln.date: 2008-Jan-09) ed il 1º novembre 2007, diciannove giorni prima che fosse scoperto, è transitato entro 7,5 milioni di chilometri () dalla Terra.
Supponendo che abbia oltrepassato Marte intatto, la bassa inclinazione rispetto al piano dell'eclittica (di soli 2,3°) e l'alta eccentricità (0,6) potrebbero portarlo ad avvicinarsi nuovamente a Marte o alla Terra nei prossimi anni o decenni.
Note
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