Sotto il nome di Floro (in latino Florus) ci sono giunti diversi testi della letteratura latina imperiale.

Gli studiosi oggi ritengono che i diversi Florus possano identificarsi nella medesima persona.Edw. S. Forster tra i tanti.

Le opere Vergilius orator an poeta A Publio Annio Floro (Publius Annius Florus) è attribuito un dialogo, di cui resta solo una parte dell'introduzione, concepita secondo lo stile dei dialoghi ciceroniani, in cui si ambienta la scenaRecentemente si è voluta suggerire una proposta di identificazione del contesto sacrale in cui è ambientato il dialogo con il tempio di Augusto sulla collina retrostante la città di Tarraco, in base ai cenni presenti al principio del dialogo e ad alcuni dati di ordine letterario e archeologico: S. Rocchi, Floro, Vergilius orator an poeta: un’ipotesi archeologica sull’ambientazione del dialogo presso il tempio di Augusto a Tarraco (con nuove note filologiche al testo), in Revisa d'Arqueologia de Ponent, n. 24 (2014). e si introducono gli interlocutori; più nello specifico, la cornice è ambientata in un giardino che circonda un tempio vicino al porto di Tarragona, dove avviene l’incontro tra l'autore, poeta latino di origine africana, e uno straniero di passaggio, a cui egli inizia a raccontare vicende della sua vita. Nelle ultime frasi l'autore difende, contro la svalutazione dell'interlocutore, il proprio mestiere di maestro di scuola impegnato a insegnare la morale e la letteratura ai giovinetti attraverso la lettura di carmina.R. Tabacco, Introduzione a Vergilius orator an poeta, su DigilibLT.

«La datazione dell’opera all’inizio del II secolo si ricava dalla menzione dei Giochi capitolini di Domiziano, a cui l’autore avrebbe partecipato anni prima, quand’era ancora giovanissimo (tibi puero), e di un trionfo sulla Dacia, che potrebbe essere identificato con quello celebrato da Traiano».Ibidem.

L'argomento, consueto nelle scuole di retorica, se assegnare un autore al proprio genere o ad un altro, prelude alla valutazione di Virgilio come maestro di ogni sapere che si svilupperà nel tardo antico e avrà la sua massima espressione in Macrobio.

Poesie Di Floro poeta ci sono rimasti, nell'Anthologia Latina, alcuni epigrammi14 in tutto nell'edizione di E. Castorina, I poetae novelli, Firenze, Sansoni, 1949, pp. 40-45. in trimetri trocaici e alcuni versi scherzosi indirizzati ad Adriano, con relativa ironica risposta dell'imperatore, riportati nella Historia Augusta:

Cui l'imperatore rispose:

I componimenti risultano, in genere, senza particolari pregi poetici, concentrandosi su temi abbastanza consueti, come la celebrazione delle roseI frr. X-XIII Di Giovine sono variazioni sul tema. e della giovinezza.

Alcuni studiosi, in base alla consonanza tematica, hanno voluto attribuire a Floro poeta anche il Pervigilium Veneris, anche se questa ipotesi è oggi minoritaria.

Epistolario Rimangono due frammenti delle lettere ad Adriano riportati da Carisio. Nel primo Floro confessa ad Adriano: «io mi diletto di poesia»; nell’altro lo intrattiene su cose storiche: «quasi preda tolta agli Arabi o ai Sarmati»Carisio, pp. 66, 10 e 177, 13 Barwick..

Epitoma de Tito Livio

A Lucio Anneo Floro (Lucius Annaeus Florus)Ma l'autore è indicato anche come Giulio Floro (Iulius Florus). è attribuita un'opera storico-retorica in due libri sulla storia romana, con il riassunto di settecento anni di guerre romane, da Romolo ad Augusto. Il titolo più completo disponibile nei manoscritti è Epitomae de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC libri duo ("Due libri di epitome da Tito Livio di settecento anni di tutte le guerre"), peraltro probabilmente non autenticoF. R. D. Goodyear, Storia e biografia, in Letteratura Latina Cambridge, vol. 2, Da Ovidio all'epilogo, Milano, Mondadori, 2007, pp. 401-402. bensì aggiunto successivamente e impropriamente: infatti l'autore, se certamente attinge soprattutto a Livio, se ne differenzia nello spirito e nell'impostazione (fino a contraddirlo) e utilizza ampiamente anche altre fonti, quali Sallustio, Cesare e Seneca il Vecchio, registrando inoltre avvenimenti successivi alla trattazione liviana.

Floro divide la storia romana in quattro età, come quelle della vita umana, secondo un criterio che era stato adottato già da Seneca il Vecchio nelle sue Historiae: il periodo monarchico (infanzia), l'età repubblicana fino alla conquista di tutta la penisola italica (adolescenza), le conquiste della tarda repubblica e la pacificazione sotto Augusto (maturità), l'età imperiale fino ad Adriano (vecchiaia), sebbene con Traiano al'Impero romano sia stata restituita una nuova giovinezza:Floro, Epitoma, praefatio, 4-8.

L'opera è, come si nota anche solo dal brano riportato, un panegirico, pieno di retorica e di enfasi, del valore militare di tutto il popolo romano, di cui esalta le gesta dalle origini e che risale, come impostazione, alla dottrina stoica dei cicli e della palingenesi.Cfr. C. Facchini Tosi, Il proemio di Floro: la struttura concettuale e formale, Bologna, Patron, 1990. Se ne ricava, comunque, che l'opera risulta di scarso valore storico, dominata com'è da intenti retorici e moralistici, connessi con profondi motivi di propaganda imperiale del periodo in cui scrive: Floro, più che raccontare, elogia, come evidente dal fatto, ad esempio, che egli presenta l'epoca delle guerre puniche come un'epoca aurea ed incorrotta, lamentando l'eccesso di lusso e ricchezza del suo tempo.

Il testo risulta diviso in due libri, a loro volta divisi in capitoli.«Altro punto di discussione è quello che riguarda i titoli dei capitoli. Vi furono essi posti dallo stesso Floro? Forse essi sono semplicemente dovuti all'opera di un amanuense o di uno studioso che li scrisse in margine, donde poi furono riportati nel testo. Forse servirono come suddivisione di studio per i giovani»: J. Giacone Deangeli, Introduzione a Floro, Epitome e frammenti, Torino, UTET, 1969, p. 308.

Il I libro contiene le guerre esterne dall'età monarchica al primo triumvirato: I tempi dei sette re, a cominciare da Romolo; Ricapitolazione dei sette re;Floro ricapitola qui la "prima età" della storia romana. Cambiamento di costituzione; Guerra contro gli Etruschi e il re Porsenna; Guerra contro i Latini; Guerra con gli Etruschi, i Falisci, i Veienti, i Fidenati;In particolare guerre tra Roma e Veio fino all'assedio decennale e conquista di Veio (396 a.C.) La guerra gallica;Battaglia del fiume Allia e sacco di Roma da parte dei Senoni di Brenno, vendicato da Marco Furio Camillo conquistatore di Veio (ca. 390 a.C.). Guerre galliche;Vedi guerre romano-celtiche. Guerra latina; Guerra contro i Sabini;Sottomissione della Sabina da parte di Manio Curio Dentato. Guerra contro i Sanniti; Guerra etrusca, sannitica e gallica;Vedi battaglia di Sentino. Guerra tarentina;Vedi guerre pirriche. Guerra picena;Vedi guerra picentina. Guerra salentina;Conquista di Brundisium da parte di Marco Atilio Regolo. Guerra contro i Volsiniesi;Sottomissione di Volsinii (264 a.C.). Le sedizioni;Con questo capitolo Floro conclude la descrizione delle guerre esterne in quella da lui definita "seconda età" della storia romana e si concentra sulle discordie interne del medesimo periodo (soprattutto conflitto degli ordini e secessio plebis). Prima guerra punica; Guerra contro i Liguri; Guerra gallica;Guerra di Gaio Flaminio Nepote e Marco Claudio Marcello contro gli Insubri della Gallia Cisalpina. Guerra contro gli Illiri; Seconda guerra punica; Prima guerra macedonica; Guerra di Siria contro il re Antioco; Guerra etolica; Guerra d'Istria; Guerra contro i Gallogreci; Seconda guerra macedonica; Seconda guerra illirica; Terza guerra macedonica; Terza guerra punica; Guerra acaica; Imprese di Spagna; Guerra di Numanzia; Guerra asiatica;Rivolta di Aristonico, sua sconfitta e annessione dell'ex Regno di Pergamo come provincia d'Asia. Guerra giugurtina; Guerra contro gli Allobrogi; Guerra cimbrica, teutonica, tigurina;Vedi guerre cimbriche. Guerra tracica; Guerra mitridatica; Guerra contro i pirati; Guerra di Creta;Conquista di Creta (dopo il primo tentativo di Marco Antonio Cretico, completata da Quinto Cecilio Metello Cretico) e sua annessione come provincia. Guerra contro le Baleari; Spedizione contro Cipro; Guerra gallica; Guerra partica; Ricapitolazione.Il termine Anacephalaeosis, un calco dal greco, indica appunto una ricapitolazione.

Come anticipato nella ricapitolazione alla fine del I libro, il II libro contiene i conflitti del tramonto della Repubblica: sia le guerre civili sia le guerre esterne, in particolare la politica estera di Augusto, la cui consacrazione conclude il racconto. Le leggi graccane; Sedizione di Tiberio Gracco; Sedizione di Caio Gracco; Sedizione di Apuleio; Sedizione di Druso; Guerra sociale; Guerra servile; Guerra contro Spartaco; Guerra civile di Mario; Guerra contro Sertorio; Guerra civile sotto Lepido; Guerra contro Catilina; Guerra civile tra Cesare e Pompeo; Vicende sotto Cesare Augusto; Guerra di Modena; Guerra di Perugia. Triumvirato; Guerra contro Cassio e Bruto; Guerra con Sesto Pompeo; Guerra partica di Ventidio; Guerra partica di Antonio; Guerra con Antonio e Cleopatra; Guerra contro i Norici; Guerra illirica; Guerra di Pannonia;Repressione della rivolta dalmato-pannonica del 6-9. Guerra dalmatica; Guerra contro i Mési;Campagne di Marco Licinio Crasso in area danubiana. Guerra tracica;Campagne di Lucio Calpurnio Pisone in area danubiana. Guerra dacica;Campagne di Gneo Cornelio Lentulo l'Augure contro Daci (o i loro predecessori Geti) e Sarmati (o il loro sottogruppo Iazigi) in area danubiana. Guerra sarmatica; Guerra germanica; Guerra contro i Getuli;Parte delle campagne augustee lungo il fronte africano ed arabico. Guerra armenica;Parte della politica orientale augustea. Guerra cantabrica e asturica; La pace con i Parti e la consacrazione di Augusto.

Lo stile particolarmente colorito della sua opera è stato interpretato da alcuni critici quasi un'anticipazione dei caratteri di ciò che sarà la letteratura africana, pagana e soprattutto cristiana, dei secoli successivi.F. R. D. Goodyear, Storia e biografia, in Letteratura Latina Cambridge, vol. 2, Da Ovidio all'epilogo, Milano, Mondadori, 2007, pp. 401-403.

Tentativo di biografia Se le opere sin qui elencate possono riferirsi tutte al medesimo Floro, come pare probabile, è possibile tracciare un tentativo di biografia.

Floro visse all'incirca tra il 70/75 e il 145;Epitoma, praefatio, 8 e I 5, 5-8. di origine africana, partecipò a Roma a una gara di poesia, nella quale non fu premiato, probabilmente per la gelosia di Domiziano. Sdegnato, Floro avrebbe allora lasciato la capitale e viaggiato a lungo nel Mediterraneo, fermandosi in Spagna, a Tarragona, dove insegnò retorica.Occasionali elogi della Spagna nell'opera storiografica, come, ad esempio, in I 22, 38, dimostrano il buon rapporto con questa provincia. Anche il Vergilius è ambientato in Betica, come si desume dalle prime righe del cap. 1.

Rientrato a Roma all'epoca di Adriano, di cui divenne amico,Elio Sparziano, Adriano, 16, 3. si dedicò alla storia ed alla poesia, anticipando il gusto della scuola di coloro che saranno definiti poetae novelli.

In base all'evidenza interna, dovrebbe essere vissuto quantomeno fino al 140.Letteratura Latina Cambridge, vol. 2, Da Ovidio all'epilogo, Milano, Mondadori, 2007, p. 712

Edizioni

(Con: Velleio Patercolo, Le storie, a cura di Leopoldo Agnes).

Note

Bibliografia P. Zancan, Floro e Livio, Padova, Antenore, 1942. C. V. Di Giovine, Carmina Flori, Bologna, Patron, 1988. C. Facchini Tosi, Il proemio di Floro: la struttura concettuale e formale, Bologna, Patron, 1990. S. Rocchi, Floro, Vergilius orator an poeta: un’ipotesi archeologica sull’ambientazione del dialogo presso il tempio di Augusto a Tarraco (con nuove note filologiche al testo), in "Revisa d'Arqueologia de Ponent", n. 24 (2014).