Biografia
Gli inizi Figlia d'arte (il padre, Gino Malanima, era un clarinettista)Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; v. Nada, p. 1162-1164, curatori Ernesto Bassignano e Franco Fabbri, Nada Malanima è nata a Gabbro, una frazione di Rosignano Marittimo in provincia di Livorno (Toscana) il 17 novembre 1953. Fu la madre, Viviana Fenzi, a scegliere l'insolito nome quando una donna rom di nome Nada le predisse, leggendole la mano, che avrebbe avuto una figlia, la quale avrebbe viaggiato e avuto successo. Viene scoperta da Roberto Davini, ex cantante divenuto talent-scout dell'RCA Italiana. Dopo un primo 45 giri contenente una cover in italiano di Les bicyclettes de Belsize, a soli quindici anni debutta al Festival di Sanremo 1969 con Ma che freddo fa (in abbinamento con i Rokes), singolo inciso per la RCA Talent che la spinge al primo posto in hit-parade per cinque settimane regalandole un'enorme e improvvisa popolarità in Italia, Spagna, Giappone e altri paesi; viene soprannominata Il pulcino del Gabbro per la sua giovanissima età. Sempre nel 1969 pubblica il suo primo album Nada, prodotto da Franco Migliacci.
Pochi mesi dopo, partecipa a Un disco per l'estate 1969 con la canzone Biancaneve (ma è il retro del singolo Cuore stanco a riscuotere maggior successo). Sempre nel 1969 partecipa a Canzonissima con i brani Che male fa la gelosia, L'anello, Innamorata di te. Nel 1970 canta Pa' diglielo a ma' in abbinamento con Ron al Festival di Sanremo 1970. Partecipa a Canzonissima con Io l'ho fatto per amore che dà il titolo al suo secondo album, Io l'ho fatto per amore.Nel 1971 vince il Festival di Sanremo 1971 con Il cuore è uno zingaro in abbinamento con Nicola Di Bari. Nello stesso anno è a Canzonissima con il brano sanremese e La porti un bacione a Firenze. Nel 1972 si classifica terza a Sanremo con Re di denari, nell'edizione vinta nuovamente da Di Bari con I giorni dell'arcobaleno. In quell'anno è di nuovo a Saint Vincent per Un disco per l'estate dove si classifica decima (ai nastri di partenza i cantanti in gara erano 64) con Una chitarra e un'armonica.
Partecipa per l'ultima volta a Canzonissima nello stesso anno con Re di denari e Una chitarra e un'armonica.
L'incontro con Ciampi e la canzone d'autore Terminato il rapporto musicale con Migliacci, Nada si lega a Gerry Manzoli, il bassista de I Camaleonti, con cui troverà la stabilità affettiva e che sposerà qualche anno dopo, avendone una figlia, Carlotta Manzoli.
Con l'album Ho scoperto che esisto anch'io (1973), la giovane cantante abbandona l'immagine adolescenziale costruita dai suoi discografici e si avvicina alla poetica del suo conterraneo Piero Ciampi. L'album all'epoca non ottenne successo ma verrà rivalutato solo in seguito. Intanto, sempre nel 1973, partecipa nuovamente a Un disco per l'estate con Brividi d'amore, scritta da Ivano Michetti, Flavio Paulin e Giancarlo Sacchi (i primi due sono componenti del noto gruppo I Cugini di Campagna), finalista a Saint Vincent.
Si avvicina inoltre alla nuova canzone d'autore italiana collaborando con alcuni grandi nomi giunti solo qualche anno dopo alla vera notorietà (come ad esempio Antonello Venditti, Riccardo Cocciante e Claudio Baglioni), collaborazioni di cui ben poco è stato poi pubblicato per ragioni discografiche. La svolta prosegue nel 1975 con l'album 1930: Il domatore delle scimmie in cui collabora con la Reale Accademia di Musica.
Tra la fine del 1976 e gli inizi del 1977 Nada prova ad esibirsi in concerto con alcuni amici conosciuti alla RCA Italiana tra cui Piero Ciampi, Paolo Conte e Renzo Zenobi, ma le serate non riscuotono molto successo; viene anche registrata una trasmissione televisiva, che però la Rai non trasmetterà mai. Grazie a quest'incontro, comunque, Nada incide nel suo disco di quell'anno due canzoni di Conte, Avanti bionda e La fisarmonica di Stradella (per quest'ultimo brano il cantautore effettuerà alcune modifiche al testo), una canzone di Ciampi (L'amore è tutto qui) e una di Zenobi (Giornate di tenera attesa).
Il ritorno al pop Con il passaggio dalla RCA alla Polydor, Nada torna al successo attraverso un repertorio più leggero, grazie alla collaborazione di Mauro Lusini. Pubblica svariati 45 giri che ottengono un buon riscontro commerciale: Pasticcio universale (1978) arrangiamenti di Alessandro Centofanti e Walter Martino, Dolce più dolce del 1979 che partecipa al Festivalbar, Rosa che nel 1980 ripartecipa Festivalbar, Dimmi che mi ami, che mi ami, che tu ami, che tu ami solo me che nel 1981 partecipa ancora al Festivalbar e a Un disco per l'estate e che raggiunge la diciottesima posizione dei singoli più venduti, Ti stringerò del 1982, che tocca la sedicesima posizione e dove torna ancora al Festivalbar e Un disco per l'estate, partecipando poi a Vota la voce e Azzurro, inoltre pubblica una raccolta Ti stringerò che contiene brani del repertorio Polydor.
Nel 1983 passa alla EMI ed esce l'album Smalto, trainato dalla celeberrima Amore disperato, che diventa immediatamente uno dei tormentoni dell'anno, e che diventerà successivamente uno dei brani italiani simbolo degli anni ottanta. Sempre nel 1983 la cantante partecipa a varie popolari rassegne tra cui Festivalbar, Vota la voce dove vince come miglior cantante donna dell'anno e Azzurro che vincerà insieme alla collega Alice.
L'anno seguente esce il singolo Balliamo ancora un po' con il quale partecipa nuovamente al Festivalbar e Vota la voce riscuotendo un discreto successo. Negli LP Noi non cresceremo mai (1984) e Baci rossi (1986) l'artista lascia ampio spazio all'elettronica senza ottenere il successo degli anni precedenti.
Verso la canzone d'autore Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 1987 con il brano Bolero, che la vede ultima classificata, segue un silenzio artistico di molti anni interrotto nel 1992 dalla pubblicazione dell'album L'anime nere, in cui Nada firma parte dei testi. Il lavoro non avrà però adeguata promozione a causa di alcuni contrasti con la RCA.
Nel 1994 pubblica una raccolta intitolata Malanima: Successi ed inediti 1969-1994 per celebrare i 25 anni di carriera. Il disco include per la prima volta alcune incisioni degli anni settanta, che attingevano dal repertorio di cantautori agli albori della loro carriera, come Riccardo Cocciante e Claudio Baglioni, del quale è inclusa una versione alternativa, per forma e testo, della celebre Chissà se mi pensi, registrata da Nada nel 1974.
Nel 1997 esce Nada trio, progetto che testimonia la sua svolta verso sonorità acustiche e una nuova ricerca musicale. Il trio è costituito da Nada, Fausto Mesolella (chitarra) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso), entrambi della Piccola Orchestra Avion Travel, coi quali riarrangia alcuni classici del suo repertorio più un brano del gruppo (l'intensa Abbassando), una canzone di Franco Battiato (Venezia-Istanbul, che finirà anche su un tributo al cantautore siciliano) e la tradizionale Maremma. La stessa Ma che freddo fa era già parte del repertorio della Piccola Orchestra.
Il disco viene venduto inizialmente come allegato ad una rivista, poi in seguito viene ristampato dall'etichetta Storie di note, ponendo le basi della sua nuova credibilità artistica.
Nel 1999 presenta al Festival di Sanremo il brano Guardami negli occhi, da lei scritto e composto, ottenendo una certa visibilità e riscuotendo anche l'attenzione di Adriano Celentano che la vuole per il duetto Il figlio del dolore, uscito nel 2000 all'interno del suo disco Esco di rado e parlo ancora meno.
Il brano sanremese è contenuto nell'album Dove sei sei del 1999, dove collabora con Mauro Pagani e che segna una prima evidente svolta verso la canzone d'autore.
Consacrazione come cantautrice
Nel 2001 pubblica L'amore è fortissimo e il corpo no nuovamente per l'etichetta Storie di note, improntato al rock, così come il successivo Tutto l'amore che mi manca, prodotto da John Parish e premiato come miglior album indipendente del 2004, Opera che riceve anche il premio menzione speciale Lunezia. Nei due album Nada è autrice di tutti i brani.
Nel 2003 pubblica per Fazi Editore il suo primo libro, la raccolta di poesie Le mie madri, che si aggiudica il Premio Alghero Donna (sezione poesia) nel 2004. Contenuti e atmosfere del libro rendono l'opera letteraria strettamente legata all'album Tutto l'amore che mi manca.
Nel 2002, Nada partecipa alla realizzazione dell'album Ferré, l'amore e la rivolta, del gruppo Têtes de Bois, interpretando La luna (La lune); l'album, cui collaborano anche altri artisti, come Daniele Silvestri, è dedicato dal gruppo a una rivisitazione di Léo Ferré e riceve la Targa Tenco, sezione Album Interprete nello stesso anno.
Nel 2005 collabora con Massimo Zamboni, prima cantando tre canzoni nel suo disco Sorella sconfitta, poi per una serie di concerti a cui seguirà un album live a due intitolato L'apertura.
Nel 2006 torna con una raccolta intitolata Le mie canzoncine 1999-2006, contenente i brani incisi negli ultimi dischi insieme all'inedita Scalza, singolo dalle sonorità estive.
Nel 2007 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano Luna in piena, sempre da lei scritto, come del resto tutto l'omonimo album, riottenendo una buona visibilità attraverso diversi passaggi radiofonici e trasmissioni televisive. Nella serata delle versioni alternative, si fa accompagnare dalla cantautrice rock Cristina Donà. L'album Luna in piena riceve il Premio MeI come album più votato al Meeting delle etichette indipendenti dello stesso anno.
Nello stesso anno i successi Ma che freddo fa e Amore disperato vengono inseriti nella colonna sonora del film rappresentante l'Italia a Cannes, Mio fratello è figlio unico. Le versioni proposte sono quelle intensamente acustiche tratte dall'album Nada Trio del 1998.
Nel 2008 esce Stazione Birra, il suo primo album dal vivo contenente tutti i suoi più grandi successi e i pezzi più rappresentativi più recenti. Inoltre, sono inclusi due singoli inediti: Stretta e Novembre. Il titolo dell'album deriva dal locale dove viene realizzato il concerto, un disco-pub di Roma. Sempre nel 2008, riceve il premio speciale della giuria, nell'ambito del Premio Ciampi
Nello stesso anno esce, sempre per Fazi Editore, il romanzo autobiografico Il mio cuore umano, che nel 2009 diventa anche uno spettacolo teatrale incentrato sul suo percorso artistico e personale (Musicaromanzo). Dal romanzo viene tratto anche un film TV, per la regia di Costanza Quatriglio, intitolato Il mio cuore umano, andato in onda il 20 agosto 2009 sulla Rai.
Il 21 giugno 2009 prende parte al concerto benefico Amiche per l'Abruzzo, aprendo la diretta radio nazionale. Per l'occasione si è esibita con una band di eccezione, formata da Carmen Consoli al basso, Marina Rei alla batteria e Paola Turci alla chitarra, che l'ha accompagnata nell'esecuzione della sua celebre Ma che freddo fa.
Sempre nel 2009 è la voce degli Zen Circus nella canzone Vuoti a perdere, contenuta nel loro album Andate tutti affanculo.
Nel frattempo continua a portare in giro per l'Italia il suo spettacolo teatrale Musicaromanzo, in cui l'artista racconta sé stessa attraverso monologhi e canzoni, il tutto in un'intima atmosfera onirica. Il 12 aprile 2011 esce il suo nuovo album Vamp, pubblicato dall'etichetta Infecta e distribuito da Edel Music.
Dopo l'uscita dell'album prodotto da Manuele Fusaroli inizia un tour per tutta Italia assieme agli The Zen Circus e Francesco Motta dei Criminal Jokers.
Nell'autunno 2011 riprende a esibirsi dal vivo con il Lunatico Cosmico tour, accompagnata dai Criminal Jokers (Francesco Motta e Francesco Pellegrini) e dal batterista Ugo Nativi.
Nella primavera del 2012 esce presso Bompiani un nuovo romanzo, La grande casa. Nel maggio dello stesso anno si esibisce a Musica da Bere accompagnata dai Criminal Jokers, dove viene premiata con la Targa alla Carriera.