È stato il vincitore del Festival della Canzone Napoletana nel 1970 con la canzone Me chiamme ammore e del Festival di Sanremo per due volte, nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più; tra i suoi maggiori successi figurano anche Champagne, Roberta, Nun è peccato, St. Tropez Twist, la versione italiana di Let's Twist Again ed E mo' e mo' (te voglio bene).

Biografia

Gli esordi e il Duo Caprese (1943-1957) Nacque in una famiglia di musicisti: il padre Bernardo, proprietario di un negozio di dischi e strumenti musicali a Capri, suonava nel tempo libero in un'orchestra, mentre il nonno faceva parte della banda musicale dell'isola.

Da bambino imparò a suonare il pianoforte da autodidatta, riproducendo a orecchio i ritmi della musica americana che ascoltava: secondo una testimonianza mai confermata, a quattro anni iniziò a esibirsi insieme alla sorella maggiore Margherita per i soldati statunitensi di stanza a Capri durante la seconda guerra mondiale. A sei anni intraprese lo studio del pianoforte con un'insegnante tedesca a Napoli. Nel 1953 iniziò a esibirsi con l'amico Ettore Falconieri nei night club di Capri e della vicina Ischia con la denominazione "Duo Caprese". L'insegnante, venuta a conoscenza dell'attività musicale del giovane Faiella, decise di interrompere le lezioni. A quindici anni esordì come cantante sostituendo un artista che aveva rinunciato all'esibizione a causa di un lutto familiare.

Il 26 agosto 1956 il Duo Caprese partecipò al programma televisivo Primo applauso, condotto da Enzo Tortora, risultando vincitore della puntata.

Peppino di Capri e i suoi Rockers: il rock and roll e i primi successi (1958-1965) Nel 1958 costituì il complesso dei "Capri Boys", con Falconieri alla batteria, Mario Cenci alla chitarra, Pino Amenta al basso e Gabriele Varano al sax. Il gruppo, influenzato dal rock and roll statunitense dell'epoca sia nella scelta del repertorio che nell'immagine scenica, si esibì nei locali di Capri e Ischia, alternando brani del repertorio napoletano e americano a composizioni originali.

Durante una serata al locale «'O rangio fellone» (il granchio fellone) di Ischia, gestito dal cantante e autore Ugo Calise, il gruppo fu notato da un dirigente della casa discografica Carisch, Mario Robbiani, che lo mise sotto contratto. Il nome fu cambiato in "Peppino di Capri e i suoi Rockers" per evitare possibili malumori tra gli abitanti di Ischia, dove il gruppo si esibiva frequentemente.

I primi dischi ottennero successo nonostante la difficile situazione economica della Carisch, che attraversava una fase di crisi. Robbiani decise comunque di puntare sul nuovo complesso, contribuendo alla pubblicazione dei primi cinque 45 giri e del primo album omonimo del gruppo, che comprendeva, tra gli altri brani già usciti come singoli, le canzoni napoletane Mbraccia a me!, Nun è peccato (scritta da Calise) e Malatia, quest'ultima proposta in un arrangiamento in ritmo di rumba. La produzione di questo periodo alternò reinterpretazioni del repertorio partenopeo a brani della musica internazionale, contribuendo alla definizione dello stile che caratterizzò la prima fase della sua carriera.

Nel 1960 raggiunse il primo posto della hit parade italiana con Nessuno al mondo, versione italiana di No Arms Can Ever Hold You, brano romantico reso celebre originariamente nel 1955 dal cantante statunitense Pat Boone. Nello stesso anno pubblicò Nun giurà, composta da Armando Romeo, Luna caprese, reinterpretazione del brano di Augusto Cesareo e Luigi Ricciardi del 1953, che divenne uno dei titoli più rappresentativi del suo repertorio grazie anche agli arrangiamenti moderni dei Rockers, e I te vurria vasà, classico della canzone napoletana composto nel 1899.

Nel 1961 cominciò a partecipare occasionalmente ad alcuni musicarelli dell'epoca, tra cui Maurizio, Peppino e le indossatrici (1961), diretto da Filippo Walter Ratti e interpretato insieme a Maurizio Arena, nel quale eseguì alcuni brani musicali. A dicembre pubblicò la versione italiana di Let's Twist Again, celebre brano di Chubby Checker, contribuendo alla diffusione del twist in Italia e ottenendo uno dei maggiori successi della sua prima fase artistica.

Nel 1962 pubblicò l'inedito St. Tropez Twist, composto con Mario Cenci, uno dei brani più rappresentativi della sua fase legata al twist. La copertina del relativo 45 giri Daniela/St. Tropez Twist raffigurava una giovane Raffaella Carrà, allora agli esordi come ballerina. La sua versione di Speedy Gonzales raggiunse la prima posizione della classifica italiana agli inizi dell'anno successivo.

Nel 1963 vinse il Girone A della seconda edizione del Cantagiro con Non ti credo. Nello stesso anno ottenne un nuovo successo con Roberta, brano dedicato alla moglie Roberta Stoppa e composto con Luis Enriquez Bacalov, Luigi Naddeo e Paolo Lepore, che raggiunse il quinto posto della hit parade italiana e divenne uno dei titoli più noti del suo repertorio.

Nel 1964 partecipò alla prima edizione di Un disco per l'estate con Solo due righe, che ottenne un buon riscontro commerciale entrando nelle classifiche dei singoli più venduti.

Il 24 giugno 1965 Peppino di Capri e i suoi Rockers furono tra gli artisti chiamati ad aprire i due concerti dei Beatles al Velodromo Vigorelli di Milano, nell'ambito dell'unica tournée italiana del gruppo britannico, interpretando anche alcune cover del repertorio beat britannico. I Rockers parteciparono anche alle successive date di Genova e Roma.

La svolta melodica e i New Rockers (1966-1972) Nel 1966 incise Operazione sole, considerato da diverse fonti uno dei primi brani italiani ispirati allo ska, genere nato in Giamaica e diffusosi tra i giovani britannici negli anni sessanta.

A settembre partecipò al Festival di Napoli con Ce vo' tiempo, Quanno duie se vonno bene e Lucia; la sua interpretazione del primo brano fu inclusa nel film Operazione San Gennaro di Dino Risi.

Nel 1967 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con Dedicato all'amore, presentata in abbinamento con Dionne Warwick, ma il brano non fu ammesso alla finale.

Nel 1968 partecipò a Un disco per l'estate con È sera, primo brano scritto da Claudio Mattone, autore con cui collaborò anche negli anni successivi.

Dopo un periodo di crisi caratterizzato dal calo delle vendite discografiche e del riscontro del pubblico dal vivo, la formazione storica dei Rockers si sciolse. Peppino di Capri costituì quindi una nuova formazione, denominata "Peppino di Capri e i New Rockers", ma con un ruolo diverso: non più una band protagonista autonoma, bensì un gruppo di accompagnamento della sua carriera solista. Nel 1969 inaugurò una nuova fase della propria carriera tornando a interpretare la canzone napoletana. Al Festival di Napoli presentò Tu..., primo brano nato dalla collaborazione con il cantautore Mimmo di Francia, che ottenne un notevole successo di pubblico e gli valse l'invito a eseguirlo a Canzonissima.

Nel 1970 vinse l'ultima edizione del Festival di Napoli con Me chiamme ammore, di Mimmo di Francia. Nello stesso anno fondò l'etichetta discografica Splash, con la quale pubblicò l'album Napoli ieri - Napoli oggi,, incentrato sulla rilettura in chiave moderna del repertorio classico napoletano.

Nel 1971 partecipò al Festival di Sanremo con L'ultimo romantico, brano scritto da Pino Donaggio e Vito Pallavicini e interpretato in abbinamento con Donaggio, classificandosi all'11º posto. Nello stesso anno pubblicò Amare di meno, scelta come sigla di chiusura della trasmissione televisiva Rischiatutto per l'edizione 1971-1972.

Nel 1972 partecipò a Un disco per l'estate Un disco per l'estate con Una catena d'oro (primo brano di Depsa) e a Canzonissima con Magari (Depsa/di Francia); inoltre pubblicò due album antologici, Peppino di Capri e i New Rockers, Hits - Vol. I e Hits - Vol. II.

Le vittorie a Sanremo e il successo di "Champagne" (1973-1980)

Nel 1973 vinse il Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più, scritto con Claudio Mattone e Gianni Wright su testo di Franco Califano. Nello stesso anno pubblicò Champagne, brano composto da Mimmo di Francia con testo di Depsa e Iodice, destinato a diventare uno dei titoli più noti del suo repertorio. Nel 1976 vinse nuovamente il Festival di Sanremo con Non lo faccio più, composto da Depsa, Sergio Iodice e dall'esordiente Fabrizio Berlincioni.

Nel 1977 uscì il singolo Incredibile voglia di te, scritto da Depsa, Sergio Iodice e Mimmo di Francia. L'attività discografica proseguì alternando nuove composizioni e reinterpretazioni del proprio repertorio.

La maturità artistica e i riconoscimenti (1981-2000) Negli anni ottanta Peppino di Capri mantenne una presenza costante sulla scena musicale italiana.

Il 4 gennaio 1987 registrò a Londra il suo primo album dal vivo, Peppino di Capri in concerto, realizzato durante un concerto al Royal Albert Hall.

Tra i brani più rappresentativi di questa fase figurano Il sognatore, scritto insieme a Toto Cutugno e Depsa, presentato al Festival di Sanremo 1987 e incluso nell'album omonimo; E mo' e mo.

Verso la fine degli anni ottanta, durante un'esibizione allo Sporting Club di Monte Carlo, la principessa Carolina di Monaco, violando il protocollo, salì sul palco per ballare con lui sulle note di St. Tropez Twist, episodio che ebbe ampia eco sulla stampa dell'epoca.

Fino al 1989 Peppino di Capri depositò le proprie composizioni alla SIAE con il nome anagrafico Giuseppe Faiella.

Nel 1991 rappresentò l'Italia al 36º Eurovision Song Contest, svoltosi a Roma, con il brano in lingua napoletana Comme è ddoce 'o mare. L'esibizione si classificò al settimo posto.

Nel 1995 partecipò al Festival di Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi, con il nome di Trio Melody interpretando Ma che ne sai... (...se non hai fatto il piano-bar). Dopo la manifestazione venne pubblicato l'unico album del trio.

Nel 1996 intraprese una tournée insieme a Fred Bongusto, dalla quale fu tratto l'album dal vivo Due ragazzi così - live '96; nel corso dei concerti i due artisti interpretarono anche brani del reciproco repertorio.

Nel 1999 partecipò al film Terra bruciata di Fabio Segatori, interpretando sé stesso in una scena nella quale esegue al pianoforte Champagne.

La fase finale della carriera (2001-2026) Nel 2001 pubblicò l'album Fase 3, realizzato con la collaborazione di Franco Del Prete, autore dei testi e direttore ritmico del progetto. Il disco segnò una nuova fase della sua produzione, caratterizzata da sonorità più vicine alla contaminazione tra musica napoletana, jazz e rock, e vide anche la partecipazione di James Senese in un brano dell'album.

Nel 2005 partecipò per la quindicesima e ultima volta al Festival di Sanremo con il brano La panchina, risultando tra gli artisti con il maggior numero di presenze nella manifestazione. Nello stesso anno pubblicò l'album Amore.it, il trentacinquesimo della sua discografia.

Il 26 maggio dello stesso anno fu insignito dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, conferita per meriti artistici.

Nel 2006 compose insieme al figlio Edoardo Faiella la colonna sonora della serie televisiva Capri, trasmessa da Rai Uno.

Nel 2008 celebrò i cinquant'anni di carriera artistica con una serie di iniziative commemorative, tra cui la pubblicazione del doppio DVD 50º, contenente registrazioni dal vivo realizzate durante la tournée celebrativa.

Nel 2013, in occasione del quarantesimo anniversario di Champagne, pubblicò una nuova versione del brano accompagnata da un videoclip animato, realizzato con la collaborazione di Mimmo di Francia. Il video, diretto da Fulvio Iannucci, fu presentato al Capri Hollywood International Film Festival.