Nell'arco della sua carriera ha spaziato in vari campi dello spettacolo, dalla musica al cinema, dal teatro alla televisione. È considerato uno dei primi esponenti del jazz italiano, che ha proposto con uno stile detto "confidenziale", elegante e raffinato che si ispirava al modello statunitense del crooner alla Frank Sinatra, importando in Italia (dapprima in qualità di pianista jazz, poi come interprete) classici appartenenti al cosiddetto Great American Songbook di autori, come Porter, Gershwin, Rodgers e tanti altri.

Ha partecipato a nove edizioni del Festival di Sanremo, di cui è stato una volta conduttore nell'edizione del 1990, arrivando otto volte in finale ed è l'unico interprete, insieme a Domenico Modugno, Nilla Pizzi e Nicola Di Bari, ad aver vinto due Festival consecutivi con Nel blu dipinto di blu e Piove (in coppia con Domenico Modugno).

Tra i suoi numerosi lavori teatrali, quelli di maggior successo sono Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini esportato in tutto il mondo (otterrà ben 238 repliche nel West End di Londra, nel 1978), che Dorelli interpreterà per le prime tre edizioni (1974, 1977 e 1990), Accendiamo la lampada, in cui incontrò la futura moglie Gloria Guida e Bobby sa tutto, in coppia con Loretta Goggi, vincitore del Biglietto d'oro come spettacolo di maggior successo della stagione teatrale 1994-1995.

Tra gli anni settanta e ottanta ottiene enorme successo anche al cinema con numerose commedie campioni d'incasso, come Mi faccio la barca; Sesso e volentieri; Dio li fa poi li accoppia; Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio e A tu per tu, ma anche in ruoli dai toni più maturi e drammatici, come Pane e cioccolata; Agnese va a morire; Il mostro; Il cappotto di Astrakan; State buoni se potete, nel quale interpreta il ruolo di San Filippo Neri e Ma quando arrivano le ragazze? di Pupi Avati e in alcuni incisivi ruoli per la televisione, come il maestro Perboni nella miniserie Cuore e La coscienza di Zeno, entrambe per Rai Due.

Come conduttore televisivo si ricordano: la controversa edizione di Canzonissima, del 1969, condotta con Raimondo Vianello e le gemelle Kessler, bersagliata dalla stampa per lo spreco di denaro pubblico (avrà il più elevato costo per puntata di tutta la serie); nel 1983 la seconda edizione di Premiatissima, varietà di una televisione privata (Canale 5) che riesce per la prima volta nella storia della TV a sorpassare negli ascolti il programma rivale dell'emittente di stato, ovvero il Fantastico 4 di Rai Uno, condotto quell'anno da Gigi Proietti con Heather Parisi; la conduzione del Festival di Sanremo 1990; l'ultima edizione del varietà del sabato sera Fantastico, insieme a Raffaella Carrà, anch'essa funestata dalle polemiche tra i due conduttori.

Il suo nome è legato anche al personaggio di Dorellik, inventato per la televisione e portato al cinema nel suo primo ruolo da protagonista nel 1967, e al programma radiofonico Gran varietà, di cui ha condotto ventidue edizioni.

Tra le sue canzoni di maggior successo Love in Portofino; Lettera a Pinocchio; L'immensità; Arriva la bomba; Solo più che mai; Per chi, versione italiana di Without you, celebre successo di Harry Nilsson che verrà inciso, trent'anni più tardi, anche da Mariah Carey; Una serata insieme a te, inciso con l'allora moglie Catherine Spaak e Aggiungi un posto a tavola.

Biografia Nato a Milano il 20 febbraio del 1937, trascorre l'infanzia a Meda. Figlio d'arte, nel 1946 va a vivere negli Stati Uniti d'America, dove il padre Aurelio Guidi, tenore con lo pseudonimo di Nino D'Aurelio, si era trasferito. Studia il contrabbasso e il pianoforte alla High School of Music and Art di New York e si fa notare in concorsi televisivi per giovani talenti, dove si esibisce con il nome d'arte di Johnny Dorelli (il cognome D'Aurelio storpiato dagli statunitensi).

Esordisce nel 1951 a 14 anni con il 78 giri Arrotino/Famme durmì, per La voce del padrone. Rientra in Italia nel 1955 e viene messo sotto contratto dalla CGD di Teddy Reno, per la quale incide i primi 78 giri, cover di brani statunitensi.

Cantante confidenziale Dorelli si impose con uno stile elegante e raffinato, lontano dai gorgheggi "all'italiana". Uno stile che si ispirava al modello statunitense del crooner, che in Italia aveva come esempi i cantanti: Natalino Otto, Ernesto Bonino, Teddy Reno, Nicola Arigliano, Emilio Pericoli, Fred Bongusto, Bruno Martino e altri.

Il primo successo, del 1956, fu Calypso melody, inserita nella colonna sonora del film Totò, Peppino e le fanatiche, in cui Dorelli recitava una particina. Altre famose canzoni del periodo furono: Tipitipitipso; Piccolissima serenata; Concerto d'autunno; Non ti vedo e Refrain.

Pianista jazz Reduce dalla gavetta d'oltreoceano, Dorelli inizia come pianista jazz, interpretando classici appartenenti al cosiddetto Great American Songbook e portando autori, come Cole Porter, George Gershwin e Richard Rodgers e tanti altri sulla nostra penisola, tanto che in numerose sue incisioni dell'epoca (tra cui Love Me Or Leave Me, Lover, What Is This Thing Called Love) il crooner di Meda è accreditato sia come pianista che come vocalist. In seguito si dedicherà sporadicamente all'attività di musicista, se non come autore e in alcune trasmissioni televisive dell'epoca (come Johnny 7, Johnny Sera e Senza rete), per poi ritornare in sala d'incisione solamente nel 1988, collaborando con la Doctor Dixie Jazz Band nel brano Jeepers Creepers, inserito nel LP The Band & The Friends. Del periodo è da segnalare il LP Dance With, del 1957, prodotto per il mercato americano e inciso interamente in inglese, nel quale Dorelli interpreta successi del momento (tra cui Calypso Melody, Bernardine e Love Letters In The Sand) in chiave jazz, accompagnato dall'orchestra di Jack Marshall e dai jezzmen di Franco Pisano.

Il Musichiere Nel 1957 fu scelto dalla Rai per prendere parte, insieme a Nuccia Bongiovanni, a Il Musichiere di Mario Riva, ma fu sostituito dopo tre puntate da Paolo Bacilieri.

Il Festival di Sanremo

Johnny Dorelli ha partecipato a nove edizioni del Festival di Sanremo (1958, 1959, 1960, 1962, 1963, 1967, 1968, 1969 e 2007) arrivando otto volte in finale. Dorelli è, insieme a Modugno, Nilla Pizzi e Nicola Di Bari, l'unico ad aver vinto 2 Festival consecutivi. Debutta al Festival di Sanremo nel 1958 in coppia con Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu, che vince inaspettatamente il primo premio. La coppia si ripresenta l'anno successivo con Piove, ottenendo una nuova vittoria. Anche se gran parte del merito artistico e del successo commerciale dei due brani va inevitabilmente a Modugno (che ne è anche autore), Dorelli riesce a non farsi schiacciare dall'esuberanza del cantautore pugliese e a ritagliarsi una sua fetta di estimatori.

Cominciava così ad entrare nel cast fisso di alcune trasmissioni televisive, la prima delle quali è Buone Vacanze, con il Quartetto Cetra e l'orchestra di Gorni Kramer. In onda dal 1959 al 1960, il programma fa conoscere i classici del jazz e i grandi standard statunitensi attraverso le voci di Dorelli e di altri giovani talenti quali Betty Curtis (sua compagna di scuderia discografica), Jula de Palma, Wilma De Angelis e Gino Corcelli.

Per Dorelli sono gli anni di My funny Valentine, Boccuccia di rosa, Julia, Love in Portofino, Meravigliose labbra, Lettera a Pinocchio (quest'ultima tratta dalla prima edizione dello Zecchino d'Oro), tutte canzoni entrate in classifica.

Un grande trampolino di lancio per questi brani è rappresentato dai caroselli che Johnny Dorelli girava per la Galbani con lo slogan «Galbani vuol dire fiducia». Altre incisioni (CGD) da menzionare sono i due LP 30 anni di canzoni d'amore (1964) e Viaggio sentimentale (1965), quest'ultimo sorta di viaggio immaginario con canzoni dedicate a varie città (tra le canzoni: Firenze sogna, Rome by night, Nustalgia de Milan, Lisbona antica, A foggy day (in London town) e Vienna Vienna).

Dal 1963 in poi conduce fortunati spettacoli televisivi (Johnny 7, Johnny Sera) in cui dà prova delle sue doti di attore brillante recitando in numerosi sketch al fianco di attrici famose e creando il personaggio di Dorellik, prendendo spunto dal personaggio dei fumetti Diabolik creato da Angela Giussani nel 1962 a cui faranno riferimento in Arnoldo Mondadori Editore per creare il personaggio di Paperinik, figura caricaturale parzialmente ispirata al fumetto Diabolik, che però si declina in versione positiva (Paperinik combatte il crimine, invece di appartenere ad esso). In questi spettacoli ha l'opportunità di lanciare nuovi motivi, alcuni dei quali verranno usati come sigle, quali Twist così così, Era settembre, L'appuntamento, Probabilmente, Su ragazza hush, Al buio sto sognando e Arriva la bomba. In questi anni si lega all'attrice Lauretta Masiero, dalla quale, nel 1967, ha un figlio: Gianluca Guidi.

Gran Varietà

Il nome di Johnny Dorelli è legato anche allo show radiofonico Gran varietà, in onda sul Secondo Programma (l'attuale Rai Radio 2), tutte le domeniche, scritto da Antonio Amurri, Maurizio Jurgens e Dino Verde, per la regia di Federico Sanguigni. Dorelli lo inaugura nel 1966 come conduttore, e ne presenta ventidue edizioni non consecutive, fino alla conclusione nel 1979.

Nel 1967 presenta al Festival di Sanremo, in coppia con l'autore Don Backy, L'immensità che è ad oggi il suo maggior successo discografico. Dello stesso periodo Solo più che mai e Non è più vivere, versioni italiane di brani di Frank Sinatra (rispettivamente Strangers in the Night e My Way of Life). Torna a Sanremo l'anno dopo, con La farfalla impazzita, scritta da Mogol-Battisti e presentata in coppia con Paul Anka.

Nel 1968 interpreta la parte del conte Danilo nell'adattamento televisivo dell'operetta La vedova allegra, curato da Giuseppe Patroni Griffi e diretto da Antonello Falqui. Protagonista femminile dovrebbe essere Mina, ma le trattative con la cantante non vanno a buon fine, e il personaggio di Anna Glavary viene affidato a Catherine Spaak (che nelle parti cantate viene doppiata da Lucia Mannucci del Quartetto Cetra). Tra Catherine e Johnny nasce un legame sentimentale che durerà parecchi anni e che diventerà anche un legame artistico: risalgono infatti ai primi anni settanta alcuni brani interpretati in duetto da Dorelli e Spaak: Non mi innamoro più, Una serata insieme a te e Proviamo a innamorarci, confluiti in due album collaborativi incisi dalla coppia: Promesse... Promesse ... (1970), colonna sonora dell'omonimo spettacolo teatrale di Garinei e Giovannini (adattato dal musical originale di Neil Simon e ispirato dal film L'appartamento) in cui la coppia recitava insieme e Toi et Moi (1974).

Nel 1969 presenta, insieme a Raimondo Vianello e alle gemelle Kessler, una controversa edizione di Canzonissima, bersagliata dalla stampa per lo spreco di denaro pubblico (ebbe il più elevato costo per puntata di tutta la serie). A risollevare le sorti del programma fu Raimondo Vianello che, partito come ospite, divenne fisso. Inoltre, sempre nello stesso anno interpreta il brano principale del cartoon Un ragazzo di nome Charlie Brown, dal titolo L'inno della gioia.