Lanalogia dell'orologiaio, o argomento dell'orologiaio, è un argomento teleologico utilizzato per sostenere l'esistenza di Dio. Sotto forma di un'analogia, l'argomentazione dichiara che l'esistenza di un prodotto implica un progettista. Nel XVII secolo e nel XVIII secolo, l'analogia è stata usata (da Cartesio e Boyle, ad esempio) come mezzo per spiegare la struttura dell'universo e la relazione di Dio con esso. In seguito, l'analogia ha avuto un ruolo fondamentale nella teologia naturale e per l'"argomentazione del disegno" in cui è stata usata per avvalorare argomentazioni a favore dell'esistenza di Dio e del disegno intelligente dell'universo.
La più famosa asserzione dell'argomento teleologico è stata fatta da William Paley nel 1802, usando l'analogia dell'orologiaio, sostenuta in precedenza anche da Voltaire e Cartesio. L'argomento di Paley è stato seriamente messo in dubbio dalla formulazione della teoria della selezione naturale di Charles Darwin, e da come si abbini con la mutazione per migliorare la sopravvivenza di una specie, anche di una nuova. Negli Stati Uniti, a partire dagli anni ottanta, i concetti di evoluzione e selezione naturale (solitamente citati dai critici di questa teoria come "Darwinismo") sono divenuti oggetto di un attacco concentrato da parte dei creazionisti: questo attacco, portato dal movimento sostenitore del disegno intelligente riprese anche le argomentazioni insite nell'analogia dell'orologiaio.
L'analogia dell'orologiaio L'analogia dell'orologiaio consiste nella comparazione di un fenomeno naturale a un orologio. Tipicamente, l'analogia fa da preludio all'argomento teleologico ed è generalmente presentata in questo modo: i complessi meccanismi interni di un orologio necessitano di un "progettista" intelligente; come nel caso di un orologio, la complessità di X (un organo od organismo particolare, la struttura del sistema solare, la vita, l'intero universo) necessita di un "progettista".
In questa presentazione, l'analogia dell'orologio (passo 1) non funge da premessa a un argomento - funge piuttosto da strumento retorico e preambolo. Il suo intento è di stabilire la plausibilità della premessa generale: semplicemente guardando qualcosa, è possibile stabilire se sia il prodotto di un creatore intelligente o meno.
In molte formulazioni dell'argomento, la caratteristica che indica un disegno intelligente è lasciata implicita. In alcune formulazioni, la caratteristica è lordine o la complessità (che è una forma di ordine). In altri casi è lessere stato chiaramente pensato con una funzione.
Gli argomenti che mettono in risalto l'aspetto dello scopo o (come in Voltaire, vedi sotto) spesso si appellano a fenomeni biologici. Sembra naturale dire che lo scopo degli occhi è di consentire a un organismo di raccogliere informazioni riguardo all'ambiente, lo scopo delle gambe è permettere a un organismo di muoversi nell'ambiente, e così via. Perfino per i fenomeni non biologici, spiegazioni scientifiche in termini di scopi erano ben accette nel XIX secolo. I fenomeni naturali erano spiegati con l'essere stati progettati per il beneficio dell'umanità. Si sosteneva, ad esempio, che le montagne più elevate della terra fossero poste nelle zone con un clima più caldo appositamente, così che esse possano condensare la pioggia e fornire brezze fresche dove l'umanità ne ha più bisogno.
Negli argomenti che enfatizzano lordine o la complessità, spesso è presente un secondo argomento, che si presenta come segue:
Il fenomeno X (la struttura del sistema solare, del DNA, ecc.) deve essere il risultato di: casualità, fato, ecc. cause o leggi naturali disegno intelligente
Nel caso di un orologio, per esempio, né la possibilità (1) né la (2) sono plausibili. Come la complessità di un orologio non può provenire da un evento casuale o attraverso un processo naturale, ma deve necessariamente derivare dal progetto di un orologiaio intelligente, similmente (l'argomento continua), la complessità di X non può provenire da un evento casuale o attraverso un processo naturale, ma deve necessariamente derivare dal progetto di un creatore intelligente.
Questo argomento è in sostanza un processo di eliminazione: sono date tre possibili spiegazioni. Escludendo le prime due, (casualità e cause naturali), il progetto intelligente rimane l'unica spiegazione plausibile.
Il tallone d'Achille dell'argomento è che fallisce qualora esistesse una spiegazione plausibile del fenomeno X in termini di processo naturale. E questo lo rende vulnerabile agli avanzamenti della scienza, che ha progressivamente trovato sempre più spiegazioni naturalistiche ai fenomeni naturali e abbandonato progressivamente le spiegazioni teleologiche. La posizione delle montagne, ad esempio, è oggi spiegata con la tettonica a placche, la struttura degli organismi biologici con la selezione naturale, la struttura del sistema solare con l'ipotesi nebulare, e così via.
Storia Cicerone
Cicerone (106 a.C. – 43 a.C.) ha anticipato l'analogia dell'orologiaio nella sua opera De natura deorum, (Sulla natura degli Dei), ii. 34
Cartesio
Una delle prime espressioni dell'idea che i corpi di uomini e animali sono meccanismi simili a quelli di un orologio creati da Dio può essere trovata nell'opera di Cartesio.
Cartesio sviluppò il concetto di Dualismo Cartesiano, che sosteneva che l'essere umano è composto di due sostanze distinte: materia e spirito. Secondo questa teoria, gli uomini hanno corpi materiali e anime immateriali, mentre gli animali hanno solo corpi materiali ma nessuna anima.
Cartesio osservò che la gente spesso riduceva la propria mente a nient'altro che una funzione del proprio corpo. Nella V Parte del suo Discorso sul metodo (1637), Cartesio fa una breve sintesi del suo pensiero riguardo ai vari aspetti del mondo fisico. La discussione include una lunga esposizione della sua teoria sulle cause della circolazione del sangue: egli sostiene che il cuore funzioni come una fornace, che riscalda il sangue e lo obbliga a espandersi nell'apparato circolatorio. Questo movimento del sangue, diceva,
Cartesio aveva una teoria idraulica di come il cervello muoveva il corpo. Egli spiega che il "buon senso" fa muovere un animale o un essere umano "distribuendo gli spiriti animali nei muscoli".
Cartesio asserisce dunque che gli animali selvaggi non abbiano alcuna ragione, e si ferma a considerare un'obiezione: che ci sono alcune cose che gli animali fanno meglio degli uomini.
È da notare che Cartesio scrive prima dell'invenzione degli orologi da taschino, quindi i suoi esempi di meccanismi si riferiscono a orologi che funzionano con ingranaggi a rotelle.
Invenzione dell'orologio da taschino
All'inizio del XVI secolo, lo sviluppo di molle e meccanismi di scappamento permise agli orologiai di ridurre l'orologio in un piccolo dispositivo portatile. Nel 1524, Peter Henlein creò il primo orologio da taschino.
Invenzione del planetario Orrery Ciò che rende l'orologio adatto in un argomento teleologico è che esso è composto di meccanismi, che si muovono interagendo gli uni con gli altri in modo alquanto complesso.
Un planetario Orrery — una macchina che rappresenta il sistema solare e il moto dei pianeti, usando una serie di complessi meccanismi - funziona in modo simile. Come la costruzione di un Orrery richiede chiaramente un'intelligenza e un progetto, così (si può sostenere) anche la costruzione del sistema solare vero e proprio, i cui pianeti sono simili a quelli dell'Orrery e si muovono allo stesso modo, deve aver avuto bisogno di un'intelligenza e di un progetto.
Il primo Orrery moderno è stato costruito intorno al 1704 da George Graham, un orologiaio inglese e membro della Società Reale. Graham diede il primo modello (o il suo progetto) al famoso creatore di strumenti John Rowley di Londra, che ne fece una copia per Charles Boyle, Conte di Orrery, da cui derivò il nome dello strumento.
Robert Boyle Durante il XVII secolo emerse una nuova visione dell'universo e delle leggi naturali. Dio non era più visto come costantemente attivo nel mondo, ma come un essere creatore relativamente distante che aveva creato l'universo, lo aveva messo in movimento e lasciato sotto il controllo delle leggi naturali. Robert Boyle (1627–1691), ad esempio, parlava così dell'universo:
In questa concezione, l'universo manifesta la saggezza e il potere di un Dio che è stato in grado di creare l'universo così abilmente che, una volta messo in moto, procede correttamente senza altro intervento da parte del suo creatore. Si pensò che un universo che avesse richiesto costanti "riparazioni" divine per procedere correttamente, si sarebbe riflesso negativamente sulle abilità del suo creatore, così come un orologio che non funziona molto bene si riflette negativamente sulle abilità dell'orologiaio. Quest'accresciuta attenzione per le leggi della natura è stata una delle ragioni per il crescente scetticismo riguardo alle attestazioni di miracoli (cioè eventi che contraddicono le leggi naturali).
Robert Hooke
Il grande scienziato sperimentale Robert Hooke (1635–1703) si interessò anche di orologi. Formulò la legge di Hooke, inventò lo scappamento ad ancora e (forse) la molla a spirale del bilanciere prima di Christiaan Huygens.
Fu anche un pioniere nello sviluppo e nell'uso del microscopio. Il suo rivoluzionario libro 'Micrographia' presentava disegni di forme di vita come non erano mai state viste prima — attraverso la lente di un potente microscopio.
Come Cartesio, egli comparò gli organismi naturali a oggetti creati dall'uomo, concludendo che gli oggetti non reggevano il confronto con l'"Onnipotenza e le Infinite perfezioni del grande Creatore". Hooke comparò il modo in cui gli orologi erano assemblati con il funzionamento degli organismi che esaminava e vide quest'ultimo come ulteriore prova che la vita era frutto di un disegno divino.
Altri scrittori L'ecclesiastico inglese William Derham (26 novembre 1657 – 5 aprile 1735) pubblicò nel 1696 Orologiaio Artificiale, un argomento teleologico per l'esistenza e gli attributi di Dio. L'analogia dell'orologiaio è anche stata usata da Bernard Nieuwentyt (1730).
Voltaire
Voltaire (1694–1778) trovava l'argomento del disegno intelligente di suo gusto, ma sembrava essere consapevole delle sue limitazioni e lo trattava cautamente. In un famoso distico Voltaire utilizza la metafora dell'orologiaio per esprimere l'idea che un universo complesso e ordinato come il nostro non potrebbe esistere senza una sorta di creatore o forza organizzatrice, un'idea che riflette la corrente deistica del suo pensiero:
Nel suo Trattato di metafisica (1736), Voltaire considera l'analogia dell'orologiaio e conclude che probabilmente indica l'esistenza di un disegnatore intelligente potente, ma non prova che il disegno provenga da Dio.
Laplace L'analogia dell'orologiaio è stata usata a supporto della tesi che la complessità della struttura del sistema solare può essere spiegata solo con un progettista intelligente. Oggi questa spiegazione è stata rimpiazzata dall'ipotesi nebulare.
Secondo la tradizione, Laplace avrebbe spiegato la sua ipotesi della meccanica celeste a Napoleone. Questi, non avendo sentito menzionare Dio nell'ipotesi, gli chiese quale ruolo avesse nel suo sistema. Laplace rispose con una frase rimasta celebre:
William Paley
William Paley (1743–1805) ha usato l'analogia nel suo libro Teologia Naturale, pubblicato nel 1802. In esso, Paley scrive che se viene ritrovato un orologio, è più ragionevole pensare che qualcuno l'abbia dimenticato e che sia stato fatto da un orologiaio, e non da forze naturali.