Clockers è un film del 1995 diretto da Spike Lee e prodotto da Martin Scorsese, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Richard Price.

Il film affronta e critica temi come la violenza, l'uso delle armi, la droga, l'AIDS, il genere musicale del gangsta rap e l'impatto dei mass media sulle persone. «È rivolto agli abitanti del ghetto di New York. Ho voluto tirar fuori le loro contraddizioni per far capire che nascere neri e poveri non significa necessariamente nascere gangster, spacciatori, drogati, ballerini o rapper, ma che si può perfino studiare, avere un lavoro, metter su famiglia», asserì il regista.Spike Lee, Kaleem Aftab, Questa è la mia storia e non ne cambio una virgola. Milano, Kowalski editore, 2005.

Nel film Spike Lee fa sfoggio del suo virtuosismo, con una regia sofisticata e sperimentale.Fernanda Moneta. Spike Lee. Milano, Il Castoro Cinema, 1998. Ad esempio la scena dell'omicidio di Errol da parte di Tyrone è anticipata da un videogame a tre dimensioni. O le sequenze dell'interrogatorio di Tyrone, con Klein che si inserisce nei ricordi di Tyrone e lo guida, come se fosse il regista di un film.

Fu presentato in concorso alla 52ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama Una serie di fotografie di ragazzi e ragazze morti ammazzati apre il film.

Ronald Dunham, detto Strike, è un giovane clocker, ossia uno spacciatore di crack, a disposizione 24 ore su 24. Strike ha due grandi passioni: bere latte al cacao preconfezionato, nonostante l'ulcera che gli corrode lo stomaco, e collezionare trenini elettrici. Strike lavora per conto di Rodney Little, un losco figuro che gestisce un'attività commerciale che fa da copertura al suo traffico di droga. Il rapporto tra Strike e Rodney è come quello fra un padre e un figlio. Dal negozio di Rodney transitano anche due poliziotti bianchi: l'italoamericano Larry Mazilli e Rocco Klein, ebreo. Il fratello maggiore di Strike è Victor, che è tutto l'opposto del fratello: svolge infatti due lavori onesti, per mantenere la famiglia.

Strike inizia a essere seguito da Tyrone, un bambino dodicenne che lo imita, vestendosi e radendosi i capelli come lui. In un primo momento Strike tenta di allontanarlo, ma poi lo prende sotto la sua ala, trattandolo come un fratellino minore. Gli insegna la vita di strada e lo porta a casa sua. In un suo momento di distrazione, Tyrone gli ruba la sua pistola. Un giorno Rodney propone a Strike una promozione: deve uccidere Darryl Adams, dipendente di un fast food che fa la cresta sui guadagni di Rodney. Strike accetta, dopo che Rodney gli promette il posto di Darryl. La sera Strike si reca al fast food e attende nervosamente che Darryl esca dal negozio. Non appena questi esce, un colpo di pistola lo colpisce in pieno. Il corpo viene ritrovato crivellato di colpi, e Klein inizia le indagini.

Klein è sicuro che a uccidere Darryl sia stato Strike, ma tra la sorpresa generale è Victor ad accusarsi del delitto dichiarando la legittima difesa. Confessa e viene arrestato. Ma Klein non gli crede, ed è convinto che Victor si autoaccusi per coprire il fratello sentendosi meno accusabile grazie alla sua fedina penale pulita, e per questo il detective fa pressione su Strike, che però non cede. Klein è innervosito da Strike e cerca una vendetta, sfrutta l'occasione dell'arresto di Rodney, il capo degli spacciatori, inventandosi la collaborazione di Strike, e ringraziandolo pubblicamente per il lavoro di informatore con una stretta di mano davanti alla gang e riferendo pure a Rodney. Gli amici reagiscono insultandolo e picchiandolo. Strike sembra essere ormai a un passo dalla fine, perseguitato dalla polizia, dalla gang, ma soprattutto da Rodney.

Rodney ora crede che Strike stia collaborando con la polizia, così incarica Errol Barnes, un tossicodipendente sieropositivo da molto tempo al suo servizio come killer, di ucciderlo. La conversazione è ascoltata di nascosto da Tyrone, che per proteggere Strike prende la pistola che ha tenuto nascosta fino a quel momento e davanti a tutti spara a Errol, uccidendolo. Impietrito per la paura, Tyrone non fugge. Arriva Klein, che resosi conto della situazione non se la sente di rovinare per sempre la vita a un bambino e a sua madre, accorsa sul luogo del delitto disperata. Klein nasconde così i fatti e fornisce una versione diversa nel rapporto.

Intanto Victor ha confessato alla madre di aver ucciso veramente lui Darryl, perché aveva avuto un diverbio con lui, la madre irrompe in commissariato proprio mentre i poliziotti sottoponevano Strike a un pesante interrogatorio, e testimonia. Anche Klein, finalmente, crede alla sua versione, e anche Victor viene scagionato grazie alla legittima difesa.

Strike è quindi definitivamente innocente e, convintosi che a New York non può avere nessun futuro, lascia il quartiere e la città, prendendo un treno.

Produzione Clockers segnò l'incontro, dal punto di vista artistico, tra Spike Lee e Martin Scorsese (i due registi si erano infatti già incontrati nel 1986, a New York, durante una proiezione di Fuori orario di Scorsese); il film, in origine, doveva essere diretto proprio da Scorsese, ma questi in quel momento era impegnato con le riprese di Casinò. Scorsese aveva infatti comprato i diritti del romanzo di Richard Price per trarne un film interpretato da Robert De Niro ed aveva lavorato alla sceneggiatura assieme all'autore per circa un anno, prima d'accantonarlo per dedicarsi appunto al concomitante Casinò. Quindi contattò Lee e gli propose la regia, il quale accettò, e di conseguenza Scorsese si ritagliò il ruolo di produttore.

Una delle condizioni poste dal regista afroamericano alla Universal Pictures, che aveva acquistato poi da Scorsese i diritti del libro, fu di disporre della piena libertà di riadattare la storia. Lee, infatti, non era rimasto granché colpito dalla sceneggiatura di Scorsese e Price, che avevano fatto del personaggio di Klein il protagonista ed il perno di tutta la storia, mentre aveva trovato molto più interessante la figura del giovane spacciatore Strike, il cui punto di vista, intrecciato più o meno equamente a quello di Klein, muoveva la polifonica narrazione del libro. Per questo motivo, il regista afroamericano si volse a riscrivere il copione concentrandosi maggiormente su questo personaggio: «Dissi a Martin: 'Mi interessa fare il film, ma vorrei raccontarlo dal punto di vista di Strike», dichiarò Lee.

Sceneggiatura Lee iniziò quindi a rivedere l'intera sceneggiatura. Nel romanzo, il detective Rocco Klein era in piena crisi esistenziale a causa dei suoi problemi coniugali e lavorativi, questi ultimi dovuti al fatto di risultare ancora, tra gli elementi più anziani del corpo di polizia, un detective con mansioni sul campo e perciò d'essere visto soprattutto dai colleghi più giovani come un mezzo fallito. L'unico elemento che lo faceva rinfrancare era un attore che lo seguiva come modello a cui ispirarsi per un film hollywoodiano che doveva interpretare. Nulla di tutto ciò fu incluso da Lee nel suo film, che di fatto preferì imperniarlo sulla storia di Strike, del quale ampliò enormemente l'importanza nell'intreccio a scapito di Klein. Inoltre, fu aggiunta la passione di Strike per i treni.

Una volta che ne ebbe terminata la nuova stesura, Lee la fece esaminare a Price che però rimase alquanto scontento delle sue modifiche. Lee allora gli rispose che se non fosse passata la sua versione del copione, la produzione si sarebbe potuta benissimo cercare un altro regista. Alla fine, Price accettò le modifiche e approvò la nuova sceneggiatura.

Uno dei temi, assente nel romanzo, che Lee volle affrontare con forza nel film era l'influenza a suo dire nociva - soprattutto per la comunità afroamericana - del genere musicale del gangsta rap, all'epoca praticamente all'apice della sua diffusione e seguitissimo soprattutto dai giovani. «Volevo parlare della violenza. Volevo contestare la glorificazione della violenza che esiste ancora oggi nell'hip hop e che pervade l'intera scena gangsta. Volevo mostrare ciò che realmente avviene quando una persona viene colpita da un proiettile o ferita da una coltellata. A questo fine abbiamo inserito nei titoli di testa una serie di fotografie di cronaca nera, scattate sui luoghi dei delitti di giovani afroamericani assassinati da altri afroamericani. Non abbiamo usato le foto originali, le loro immagini sono state messe in scena da attori, perché ci sembrava irrispettoso nei confronti delle loro famiglie», dichiarò il regista.

Cast Preso in mano il progetto, Lee aveva subito pensato all'amico John Turturro per il ruolo di Rocco Klein, mentre Michael Imperioli doveva interpretare il ruolo del suo collega Larry Mazilli. Turturro aveva già lavorato con il regista in vari film, da Fa' la cosa giusta a Jungle Fever, la Universal però non gradì la scelta, poiché Turturro fino ad allora non aveva mai sostenuto un ruolo di primo piano in una grande produzione e, ritenendola perciò una scelta parecchio azzardata, vi pose il proprio veto. Il regista chiese quindi consiglio a Scorsese, che gli suggerì il nome di uno dei suoi attori feticcio: Harvey Keitel, reduce proprio in quel periodo da una candidatura all'Oscar per la sua interpretazione in Lezioni di piano di Jane Campion. La Universal approvò la decisione, motivo per cui Turturro venne riassegnato al ruolo di Mazilli e ad Imperioli venne invece dato quello secondario del detective Jo-Jo. Turturro non gradì molto quella decisione: «Il film sarebbe stato molto più bello se io avessi interpretato Rocco e Imperioli avesse avuto il mio ruolo», asserì l'attore.

Per il ruolo del protagonista, il giovane Strike, la responsabile del casting Robi Reed organizzò delle audizioni aperte per cercare attori afroamericani tra i diciassette e i ventitré anni. Il giorno dell'audizione si presentarono molti ragazzi, tra i quali vi era un esordiente Mekhi Phifer. Dopo quattro settimane, Phifer fu richiamato ed effettuò un provino con tutti i membri principali del cast. Lee, palesando la sua antipatia per l'opera di Price, raccomandò al ragazzo di non leggere il romanzo, bensì direttamente la sua sceneggiatura.

Spike Lee appare in un cameo, subito dopo l'omicidio, nei panni di un curioso a cui Klein dice: «da te mi aspetto solo cose intelligenti», quindi in un'altra scena, in cui beve la stessa bevanda di Strike.

Riprese Il budget del film ammontava a 24 milioni di dollari.

Poco prima delle riprese del film, il montatore di fiducia di Lee, Barry Alexander Brown, gli comunicò l'intenzione di abbandonare il montaggio per iniziare una carriera da regista. Lee così si rivolse a Sam Pollard, che in precedenza gli aveva montato Mo' Better Blues e Jungle Fever, ma anche questi inizialmente si rifiutò, asserendo di voler anch'egli lasciare il montaggio e dedicarsi alla produzione; alla fine il regista riuscì a convincerlo ad accettare, in cambio della promessa di farlo figurare come produttore per il documentario che aveva in mente di girare sulla strage avvenuta nel 1963 in Alabama, dove a causa di una bomba in una chiesa battista morirono quattro bambine afroamericane. Tale progetto si concretizzerà due anni dopo, col titolo di 4 Little Girls.