La Contrada Capitana dell'Onda è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena. Rione esistente almeno dalla fine del Quattrocento, presenta quale stemma un delfino coronato alla reale natante nel mare, al centro di una bandiera dai colori bianco e celeste.
Il suo territorio è situato nella parte meridionale del centro storico senese, all'interno del Terzo di Città. Prende parte al Palio di Siena, ove ha raccolto 41,5 vittorie ufficiali (47,5 per la contrada), l'ultima il 4 luglio 2024. L'Onda riconosce quale contrada avversaria la Torre,Quella fra Onda e Torre è la sola rivalità unilaterale: l'Onda, infatti, non viene riconosciuta ufficialmente come avversaria dalla Torre. Cfr: mentre le sue alleate sono il Nicchio, la Tartuca e il Valdimontone.
Territorio Le strade all'epoca del Bando Il Bando di Violante di Baviera del 1730, che ancora oggi determina la suddivisione territoriale delle contrade senesi, delimita in tal modo il territorio dell'Onda:
"Onda. n. 6. - Dall'arco di San Giuseppe per tutta la strada di San Salvatore colla metà del Mercato vecchio da detta parte entri in piazza presso il palazzo dell'Eccelsa Signorìa e quello comprenda fin dove abita il signor Capitano di Giustizia, salga nel Casato, prenda a man sinistra tutte le case fino alla Costa larga e da quella in su cammini per ambe le parti, comprendendo tutti i vicoli che sono verso San Salvatore, passi la svolta del Casato e prendendo le case a man sinistra passi pell'arco di Sant'Agostino, tenendo per quella parte fino a San Giuseppe, ed appartenga ad essa la strada di Fontanella fino a Porta Tufi."Per il testo integrale, si consulti
Il letterato e commediografo senese Girolamo Gigli così descrive, nel suo Diario Sanese, pubblicato postumo nel 1723, il territorio dell'Onda:.
Il territorio ai nostri giorni
Via di Malborghetto è l'antico nome dell'odierna via Giovanni Duprè, così rinominata nel 1871 in omaggio all'omonimo scultore, ivi nato.. Il toponimo "Malborghetto" tuttora identifica colloquialmente la contrada. e deriva dal remoto aspetto del rione, un tempo fra i più pittoreschi, ma anche poveri e malfamati di Siena... Fino alla prima metà del Novecento la maggioranza della popolazione, quella di umile estrazione sociale, risiedeva in via Duprè e nelle traverse con via del Casato di Sotto; su quest'ultima, invece, si affacciavano i palazzi più eleganti, abitati da nobili e borghesi..
Il Palazzo dell'Eccelsa Signorìa è il Palazzo Pubblico, oggi sede comunale, di cui ricade nell'Onda la porzione adiacente a via Duprè, già residenza del Capitano del Popolo. LOsteria della Lupa era un'antica osteria situata all'inizio di via Duprè. Traeva il nome da una lupa dorata realizzata nel 1429 da Giovanni di Turino e posta sulla colonna portastendardo del Palazzo Pubblico. al fine di renderne riconoscibile l'ingresso ai forestieri..
LArco di San Giuseppe, accanto all'omonima chiesa, è quanto resta della Porta di San Salvadore, creata con l'ampliamento delle mura di Siena nel XIII secolo e così chiamata poiché presidiata dall'omonima compagnia militare. Con l'ulteriore allargamento della cinta nel 1290 e la creazione di Porta Tufi nel 1326, fu ribattezzato "Arco di Sant'Agata". Nel 1522, con la costruzione della Chiesa di San Giuseppe, assunse l'odierna intitolazione..
LArco di Sant'Agostino si erge laddove via di San Pietro sbocca su via di Sant'Agata. Fu porta cittadina fino al 1325, quando venne aperta via dei Tufi. La Fonte Serena fiancheggia la scalinata tra via del Casato di Sotto e il vicolo della Fonte. Risalente al 1539, fu edificata a seguito di una petizione presentata dagli abitanti del luogo al governo della Repubblica di Siena nel 1532.. La strada di Fontanella riceve il nome dall'omonima fonte, attestata sin dal 1263.. Già nota come Fonte di Sant'Agostino o degli Eremiti, è situata ai piedi del colle di Sant'Agostino..
Il territorio della contrada, ricompreso nel Terzo di Città, è oggi costituito dalle seguenti vie e piazze:
piazza del Campo (dal civico 2 al 10) via Casato di Sopra via Casato di Sotto (solo i dispari dal civico 1 al 59) via Giovanni Duprè via di Fontanella via della Fonte vicolo della Fonte via delle Lombarde piazza del Mercato (dal civico 1 al 20) via del Mercato vicolo delle Pietre via di Porta Giustizia (solo i pari dal civico 2 al 6) vicolo del Sambuco via di San Pietro (solo i dispari dal civico 45 al 57) di San Salvatore di Sant'Agata (solo i pari dal civico 2 al 6, poi tutti) via della Stufa vicolo degli Ugurgieri
La stalla di contrada si trova in via delle Lombarde, 29.
Il territorio ondaiolo confina con quello di altre quattro contrade:
a sud-ovest con la Tartuca, da cui è separata da via di San Pietro e via di Sant'Agata. Il territorio dell'Onda comprende l'intera via di Fontanella fino al suo sbocco su via Pier Andrea Mattioli, invece inclusa per ambo i lati in territorio tartuchino;. a nord-ovest con l'Aquila, da cui è separata dal Casato di Sotto. Nella seconda metà del XVII secolo, a seguito della temporanea scomparsa di detta contrada, l'Onda ne assorbì parte del territorio. Nel 1730 il Bando di Violante assegnò all’Aquila, nel frattempo riammessa al Palio, il lato del Casato di Sotto con i numeri civici pari; rimasero all’Onda l'altro lato del Casato di Sotto e l’intero Casato di Sopra (già territorio dell’omonima compagnia militare confluita nell’Aquila); a nord-est con la Torre, con cui si divide Piazza del Mercato. La linea di demarcazione tra i due rioni decorre dal retro del Palazzo Pubblico e intermezza la costruzione nota come "Tartarugone", inaugurata nel 1886 per ospitare i venditori che qui si recavano per il mercato cittadino;. a sud-est con il Valdimontone, con cui confina per gran parte lungo via di Porta Giustizia, che divide fra le due contrade l'Orto de' Pecci..
Per motivi storici, l'Onda ricomprende nel proprio territorio anche il borgo maremmano di Talamone, antico porto della Repubblica di Siena, presidiato dalle compagnie militari di San Salvadore e del Casato di Sotto. Lo statuto della contrada considera gli abitanti di Talamone, che siano anche protettori, appartenenti al popolo dell'Onda e titolari dei relativi diritti e doveri. L'Onda è gemellata con Talamone dal 1962.
Luoghi di contrada
Oratorio L'oratorio di contrada è la Chiesa di San Giuseppe, eretta dall'Arte dei Legnaioli tra il 1522 e il 1653.. Soppressa l'Arte nel 1777, la chiesa venne concessa per alcuni anni alla confraternita dei Cento Fratelli della Congregazione della Buona Morte, finché nel 1787 fu assegnata all'Onda con un rescritto del granduca Pietro Leopoldo.. Gli ondaioli vi tennero la prima adunanza il 17 giugno dello stesso anno.
Fontanina battesimale La fontanina battesimale, realizzata nel 1972 dallo scultore Algero Rosi, raffigura un delfino ed è impreziosita di stemmi di Vittorio Conti e bronzi di Alfonso Buoninsegni.... È situata di fronte all'oratorio, all'inizio di via di Fontanella. Presso la fontanina avviene il battesimo contradaiolo, che l'Onda officia annualmente in occasione della festa titolare, la quarta domenica di giugno.
Chiesino (vecchio oratorio) Fino al 1787 funse da oratorio il cosiddetto Chiesino, un piccolo luogo di culto realizzato nel 1589 con la chiusura del portico di accesso della preesistente Chiesa di San Salvadore (anteriore al 1230), lungo via Duprè.. Dedicato alla Visitazione della Beata Vergine Maria a Elisabetta, l'edificio ospitò per due secoli al piano superiore la sede della contrada.. Quest'ultima, dopo un importante intervento di recupero, oggi vi officia funzioni religiose, oltre a farne uso come laboratorio e deposito.
Sede museale La sede museale si articola in due distinti ambienti comunicanti tra loro. Il primo, in via Giovanni Duprè, è il mOND, il nuovo museo contradaiolo inaugurato nel 2016 presso i locali dell'ex asilo Policarpo Bandini.. Qui sono custoditi cimeli tra cui vessilli, zucchini, documenti, masgalani, oggetti sacri, "cavallini" dei Palii vinti nei secoli passati e altre testimonianze della storia della contrada. Dal piano inferiore del mOND si raggiunge l'originario nucleo museale, la cripta della Chiesa di San Giuseppe, che ospita la sala delle vittorie, ove sono esposti i drappelloni vinti, nonché una gipsoteca con opere di Giovanni Duprè e della figlia Amalia. Nel salone centrale, adornato dalle bandiere e dalle monture utilizzate nel corteo storico del Palio, si riuniscono l'assemblea e gli altri organi della contrada.
Società di contrada La società dell'Onda, intitolata a Giovanni Duprè, si trova in vicolo di San Salvadore. Ne fu antesignana la "Stella", società di mutuo soccorso fondata il 20 novembre 1873 con finalità educative e assistenziali per la popolazione povera del rione e del resto della città... Malgrado il rapido successo, la Stella finì per entrare in conflitto proprio con la contrada, che iniziò a percepirla come d'intralcio alle proprie attività. Nell'Onda nacquero altri sodalizi più protesi alla realtà paliesca,. che il 6 novembre 1890 confluirono nella Società di Mutuo Soccorso Giovanni Duprè. Pur mantenendo la vocazione solidaristica della Stella, nel frattempo disciolta, la Duprè si occupava anche di attività prettamente contradaiole, quali feste e convivi. Nel 1937, a causa della penetrazione dell'OND fascista nel tessuto sociale,.. la società fu rinominata Dopolavoro Giovanni Duprè. Dal 1944, dopo la liberazione di Siena, ha l'attuale nome.
Casa del cavallo La stalla ove viene accudito il barbero ricevuto in sorte per il Palio si trova in via delle Lombarde.
Araldica L'Onda ha per stemma un delfino coronato alla reale, natante nel mare. L'animale, raffigurato in versione araldica con scaglie, barbigli, pinne spinose e una coda a tre punte,. fu adottato come insegna dell'assemblea della contrada il 15 settembre 1560,. pur non divenendone lo stemma ufficiale almeno fino alla prima metà dell'Ottocento. L'onorificenza della corona fu poi concessa da re Umberto I di Savoia nel 1889.
Evoluzione storica Lo stemma dell'Onda coincideva in origine con l'insegna a liste ondulate bianche e nere della Compagnia di San Salvadore.. Una prima eccezione fu documentata in occasione della Caccia dei tori del 15 agosto 1506, quando il rione si presentò sotto una bandiera bianca e nera recante la citata lupa dorata di Giovanni da Turino...
Nel 1694 fu attestato un vessillo bianco con un delfino,. ma è ipotizzabile che al tempo l'Onda avesse già utilizzato anche un'insegna bianca e azzurra: è in tale versione, infatti, che nel 1699 il relativo stemma fu riprodotto, insieme a quelli degli altri rioni, da Giuseppe Nicola Nasini sulla volta dell'Antiporto di Camollia,. dopo che nel 1682 se ne conclusero i lavori di rifacimento con il contributo di tutte le contrade...
L'Onda, comunque, tornò in breve ai tradizionali bianco e nero, documentati al Palio del 2 luglio 1701.. Nel 1713, dopo un fatto di sangue con la Torre e allo scopo di evitare confusione con i colori della Lupa e della balzana senese, avvenne la sostituzione del nero con il turchino, tuttavia nelle sole bandiere,. per il resto mantenendo lo stemma a onde bianche e nere, privo di qualsiasi simbolo zoomorfo..
Nel 1717 Giuseppe Maria Torrenti, membro dell'Accademia dei Rozzi, illustrando nel suo Veridico ragguaglio gli stemmi delle contrade in occasione dell’ingresso a Siena di Violante Beatrice di Baviera, ritrasse per l'Onda ancora l'antica arme a onde bianche e nere, pur annotando come il rione facesse ormai uso di bandiere bianche e turchine... Nel 1739 l'emblema fu alfine adeguato ai colori della bandiera, finché nel 1786 il turchino fu sostituito dall'attuale celeste mare.