In politica interna prese decisioni autocratiche su amministrazione locale, ordine pubblico e istruzione, che in gran parte annullarono i tentativi di riforme progressiste del padre Alessandro II. L'assassinio del padre lo indusse, infatti, a condurre una dura politica reazionaria.

In politica estera si distinse per un marcato nazionalismo che lo portò ad un conflitto politico con l'Austria (crisi bulgara) e ad un allontanamento anche dalla Germania. Nel 1885 rischiò inoltre una guerra con la Gran Bretagna per una disputa territoriale in Asia centrale.

Per motivi economici e strategici si avvicinò sempre più alla Francia con la quale, nel 1894, la Russia concluse un accordo difensivo (alleanza franco-russa). Tale accordo fu la base della coalizione che nella prima guerra mondiale portò il nome di Triplice intesa.

La famiglia e la gioventù

Alessandro nacque nel 1845, terzogenito di Aleksandr Nikolaevič Romanov, che diventerà Zar (Alessandro II) nel 1855, e da Maria Aleksandrovna, da nubile principessa d'Assia. La nonna paterna di Alessandro, Carlotta di Prussia, era sorella del re di Prussia (e futuro imperatore di Germania) Guglielmo I, che era quindi prozio di Alessandro.

La prima figlia dei genitori di Alessandro III, Aleksandra, morì bambina, e il secondogenito, Nikolaj, l'erede al trono di Russia, morì anch'egli prematuramente nel 1865. Alessandro a vent'anni divenne così il nuovo erede dei Romanov.

Fino a quel momento aveva ricevuto un'istruzione solamente occasionale. Gli furono impartite lezioni di storia da Sergej Michajlovič Solov'ëv e di diritto da Konstantin Petrovič Pobedonoscev che rafforzarono il suo spirito patriottico e il suo conservatorismo, ma limitarono la sua conoscenza della vita reale e del pensiero russo. Interrotti presto gli studi regolari, sebbene avviato verso l'amministrazione superiore, la sua partecipazione a questa attività non fu sistematica né di pregio. Alessandro più che per la vita intellettuale si rivelò portato per l'attività fisica e preferiva il convivio alle discussioni riguardanti gli affari dello StatoRogger, La Russia pre-rivoluzionaria, Bologna, 1992, p. 35..

Il matrimonio e l'ascesa al trono

Il 9 novembre 1866Le date seguono il nostro calendario gregoriano e non quello giuliano in vigore durante l'Impero russo. Rispetto al primo calendario, il secondo retrocedeva le date di 12 giorni. sposò Dagmar di Danimarca, la fidanzata di suo fratello maggiore Nikolaj che era morto un anno prima. Dagmar era sorella di Alessandra di Danimarca che tre anni prima aveva sposato l'erede al trono di Gran Bretagna Edoardo. Quest'ultimo e Alessandro erano quindi cognati.

La consorte di Alessandro, il padre di costei Cristiano IX e l'ambiente di corte di Copenaghen erano ostili a Berlino. Non molto tempo era infatti trascorso dalla seconda guerra dello Schleswig nella quale la Danimarca era stata sconfitta dalla Prussia. Tale ambiente influenzò il giovane Alessandro contribuendo a formare le sue idee in politica estera, sostanzialmente anti-prussiane. Così che quando l'erede al trono tedesco Federico di Hohenzollern visitò San Pietroburgo alla fine del 1871, Alessandro si rifiutò di riceverloSaunders, La Russia nell'età della reazione e delle riforme, Bologna, 1997, p. 467.Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol IV, p. 301..

Alessandro era di idee nazionaliste e anche per questo si allontanò dalla politica filo-germanica del padre. Rispetto a lui era meno propenso a seguire l'Europa e già all'inizio della seconda metà degli anni '70 ostentava modi e sentimenti prettamente russiBülow, Memorie, Milano 1931, Vol IV, p. 368.. Sebbene non si fosse distinto per abilità militare nella guerra russo turca del 1877-1878, come gli altri Romanov, nutriva un forte interesse per le questioni militari, specialmente per le uniformi, che adattò ad una più confacente immagine nazionale. Il 13 marzo 1881, improvvisamente, lo zar Alessandro II morì in un attentato e il figlio Aleksandr Aleksandrovič salì al trono con il nome di Alessandro III.

Politica interna

Fortemente colpito dall'assassinio del padre, il nuovo monarca si dimostrò deciso a reprimere i movimenti rivoluzionari per salvaguardare il regime zarista. Tali intenzioni furono esplicitate in un manifesto dell'11 maggio 1881 in cui Alessandro proclamò la sua fede nella salvaguardia della «forza e verità dell'autocrazia». Il documento portò alle dimissioni dei funzionari più riformisti: lasciarono i loro incarichi il ministro dell'Interno Michail Tarielovič Loris-Melikov (in procinto di attuare alcune moderate riforme), lo zio di Alessandro III Konstantin e il ministro delle Finanze Aleksandr Ageevič Abaza (1821-1895)Saunders, La Russia nell'età della reazione e delle riforme, Bologna, 1997, pp. 523-524.Riasanovsky, Storia della Russia, Milano, 2008, pp. 392-393..

I "Regolamenti temporanei" Ci vollero però diversi mesi prima che il governo imboccasse la strada della reazione. Fra i promotori del nuovo corso si distinsero l'ex tutore di Alessandro Pobedonoscev, Dmitrij Andreevič Tolstoj (1823-1889), dal 1882 ministro dell'Interno, e Ivan Davydovič Deljanov (1818-1898), dallo stesso anno titolare del ministero della Pubblica istruzione. Nella tarda estate del 1881 furono emanati i "Regolamenti temporanei" intesi a garantire la sicurezza dello Stato. Essi prendevano di mira soprattutto l'organizzazione terroristica Narodnaja volja, che aveva ordito l'assassinio di Alessandro II, ma venne perseguito chiunque costituisse una potenziale minaccia per l'ordine pubblico. Della validità di tre anni, i "Regolamenti temporanei" vennero rinnovati e il governo di Alessandro III si affidò ad essi per tutto il resto della propria esistenzaRiasanovsky, Storia della Russia, Milano, 2008, p. 393..

Nonostante ciò Alessandro III non subì quell'offensiva di attentati che contrassegnò la vita del padre. Uno dei pochi episodi rivoluzionari del suo regno fu l'attentato ordito contro di lui per il 1º marzo 1887 da un gruppo di studenti di San Pietroburgo che si consideravano gli eredi del movimento rivoluzionario Zemlja i Volja. La polizia zarista arrestò i cospiratori prima che potessero realizzare il piano. Cinque di loro furono impiccati. Fra questi figurava Aleksandr Il'ič Ul'janov, fratello maggiore di Vladimir Il'ič che in futuro prenderà lo pseudonimo di LeninWilliam Henry Chamberlin, Storia della rivoluzione russa, Einaudi, Milano, 1966, pp. 36-37..

L'istruzione Sotto il regno di Alessandro III furono varate controriforme volte ad annullare i vasti cambiamenti promossi da Alessandro II e a sostenere il carattere centralizzato, burocratico e classista del sistema russo. Il regolamento universitario del 1884, emanato in sostituzione di quello più liberale del 1863, abolì l'autonomia universitaria vietando agli studenti la possibilità di fondare organizzazioni o rappresentanze collettive. Fu anche ridotto drasticamente l'accesso alle donne all'istruzione superiore. Le scuole ecclesiastiche furono invece oggetto di speciali attenzioni: dal 1884 Alessandro III e Pobedonoscev affidarono quanto più possibile l'istruzione primaria alla Chiesa, e il numero di scuole parrocchiali aumentò dalle del 1882 alle del 1894Riasanovsky, Storia della Russia, Milano, 2008, pp. 394, 437..

I ceti sociali e la russificazione

Alessandro III e i suoi funzionari sfruttarono ogni occasione per sostenere la nobiltà e accentuarne la posizione di predominio. Nel 1885 venne fondata la Banca agricola statale della nobiltà. Contestualmente vennero imposte nuove restrizioni ai contadini che nel 1889 videro sostituiti i loro rappresentanti a capo dei zemstvo provinciali con funzionari del ministero dell'InternoRiasanovsky, Storia della Russia, Milano, 2008, p. 394.. Un'ulteriore controriforma si attuò sulle amministrazioni cittadine. Nel 1892 vennero infatti aumentati in misura cospicua i limiti di proprietà che consentivano il diritto di voto. Conseguentemente a San Pietroburgo gli elettori scesero da a e a Mosca da a Riasanovsky, Storia della Russia, Milano, 2008, p. 395..

Inoltre Alessandro III fu il primo zar a dimostrarsi apertamente nazionalista. Sotto il suo regno furono aumentate le misure repressive nei confronti delle confessioni non ortodosse e fu incrementata la politica di russificazione, non solo nei confronti dei polacchi ribelli, ma anche dei georgiani degli armeni e, seppure in maniera graduale, dei finlandesiRiasanovsky, Storia della Russia, Milano, 2008, pp. 395-396..

Politica estera Il contesto della politica internazionale di quel periodo vedeva la Germania e l'Austria già unite nella duplice alleanza, la Francia avversaria della Germania dopo la sconfitta subita nella guerra franco-prussiana, la Russia vicina alle potenze conservatrici della Duplice, e la Gran Bretagna autonoma con il suo impero.

Già il 16 marzo 1881 (tre giorni dopo l'ascesa al trono di Alessandro) la Russia, in un dispaccio alle potenze, rassicurò che il nuovo zar avrebbe concentrato la propria attenzione sullo sviluppo interno del Paese, che la sua politica estera sarebbe stata improntata alla pace e che «la Russia si sarebbe occupata soprattutto di se stessa. Solo il dovere di difendere il proprio onore e la propria sicurezza possono distoglierla dalle proprie occupazioni interne»Rogger, La Russia pre-rivoluzionaria, Bologna, 1992, p. 275.. Nonostante queste premesse la politica estera di Alessandro III fu molto attiva e determinò scelte decisive per gli equilibri europei. Per tutto il corso del suo regno lo Zar fu coadiuvato dal cauto e filogermanico ministro degli Esteri Nikolaj Karlovič Girs, con il quale si trovò spesso in contrasto.

L'alleanza dei tre imperatori (1881)

Nell'ottica di un iniziale bisogno di quiete per il suo Paese, il 18 giugno 1881, dopo vari indugi, Alessandro firmò l'alleanza dei tre imperatori. L'accordo difensivo, le cui trattative erano iniziate nell'ultimo periodo di vita del padre, fu stipulato con Francesco Giuseppe d'Austria e Guglielmo I di Germania. Sebbene nazionalista e panslavista, lo Zar decise di firmare l'alleanza mettendo da parte la sua diffidenza per la Germania.

Il "Grande gioco" in Asia centrale (1881-1891)

Fuori dal contesto europeo, una delle questioni che Alessandro III ereditò dai suoi predecessori fu quella dell'Asia centrale, dove, nonostante la resistenza della diplomazia britannica, l'esercito di Alessandro II era riuscito a conquistare vasti territori. Gli inglesi, che temevano un'espansione russa verso l'India britannica, avevano soprannominato questo conflitto politico “The Great Game” (il “Grande gioco”).

A tale proposito, fra le prime questioni che Alessandro III dovette affrontare ci fu quella di Merv che, a differenza delle altre città del Turkmenistan, non era ancora caduta in mani russe. Per non rischiare una guerra con la Gran Bretagna, la Russia adottò una strategia che non prevedeva l'uso delle armi. La stessa, fastosa, cerimonia di incoronazione di Alessandro III fu utilizzata per condizionare i capi turkmeni. Essi tornarono infatti a Merv persuasi che opporsi alla Russia sarebbe stata una follia e nel febbraio 1884 la città si arrese senza colpo ferireHopkirk, Il Grande gioco, Milano, 2004, pp. 454-460..

Sull'orlo della guerra con la Gran Bretagna