Castello (Castéddu 'e Súsu in sardo, Castello di Sopra) è il principale dei quattro quartieri storici della città di Cagliari. Sorge in posizione preminente, su un colle calcareo, a circa cento metri sul livello del mare. Popolarmente il quartiere è indicato senza l'articolo.

I Pisani fondarono questo quartiere nel XIII secolo, lo fortificarono, dotandolo di mura, torri e bastioni e vi trasferirono le sedi del potere civile, militare e religioso dalla capitale giudicale di Santa Igia, che avevano precedentemente distrutto, decretando la fine dello stesso giudicato di Càlari. Da allora, sotto ogni dominazione, da quella pisana (1215 - 1326), a quella aragonese-spagnola (1326 - 1708), austriaca (1708 - 1717), ancora spagnola (1717 - 1720) e infine sabauda (1720 - 1861), fino al secondo dopoguerra, il Castello ha ospitato i palazzi del potere e le residenze nobiliari, tanto da identificarsi con la città, che non a caso in sardo si chiama Casteddu. Al quartiere ancora oggi si accede attraverso le antiche porte medievali, aperte nelle mura che ancora cingono gran parte del perimetro del Castello, isolandolo dal resto della città.

Il Castello ospita attualmente importanti istituzioni, quali la Prefettura e l'aula consiliare della Città metropolitana di Cagliari nei locali del palazzo Reale, ubicato nella piazza Palazzo.

La parrocchia del Castello è intitolata a santa Maria e cointitolata a Santa Cecilia e ha la sua sede nella chiesa cattedrale, la chiesa principale dell'arcidiocesi di Cagliari, anch'essa nella piazza Palazzo.

Anche l'Università degli Studi di Cagliari ha in Castello la sua sede principale, nel palazzo settecentesco che ospita gli uffici del Rettorato.

Storia

Fondazione e dominio pisano

1215: Benedetta, giudicessa di Cagliari, in seguito alle invasioni nei suoi territori degli eserciti di Ubaldo e Lamberto Visconti di Eldizio, rispettivamente potestà di Pisa e giudice di Gallura, è costretta a cedere ai Pisani il colle su cui fonderanno il Castellum Castri de Kallari (Castel di Castro), l'odierno Castello, oltre che a sposare Lamberto. 1254: risale a questo anno la prima menzione dell'esistenza della chiesa di santa Maria nel Castel di Castro, colonia pisana fortificata nel Giudicato di Cagliari, non lontana dalla capitale Santa Igia. 1256: il giudice di Cagliari, Chiano, e il comune di Genova stipulano un'alleanza; i Pisani, temendo di perdere la supremazia sul territorio del Giudicato di Cagliari, si decidono ad attaccare Santa Igia, uccidendo Chiano. 1258: Santa Igia cede all'assedio pisano, viene distrutta e abbandonata; finisce la storia del Giudicato di Cagliari, che di fatto diventa dominio di Pisa. Il Castel di Castro diventa la sede del potere pisano a Cagliari, amministrato direttamente da Pisa tramite un Capitano e dotato di un proprio statuto, il Breve Castelli Castri Callari; ai suoi piedi iniziano a svilupparsi nuovi quartieri per i popolani. La chiesa di santa Maria viene elevata al rango di Cattedrale, in seguito alla distruzione della vecchia Cattedrale in Santa Igia.

Regno di Sardegna e Corsica

1297: Papa Bonifacio VIII crea il Regno di Sardegna e Corsica, ponendo così termine, almeno sulla carta, al dominio pisano in Sardegna a favore degli Aragonesi. 1305: giungono a compimento i lavori delle fortificazioni pisane nel Castello; in quest'anno l'architetto Giovanni Capula termina la torre di San Pancrazio, due anni dopo, nel 1307, completa la torre dell'Elefante. 1312: nella Cattedrale di Santa Maria viene collocato il Pergamo di Guglielmo, giunto da Pisa, dove funse da pulpito del Duomo prima della sostituzione con quello opera di Giovanni Pisano.

Dominio aragonese

1326: il Castello, assediato dall'esercito del re d'Aragona che ha già conquistato l'entroterra e controlla il mare, si arrende e i Pisani sono costretti a lasciarlo: diversi di loro si trasferiranno nel quartiere della Marina, in cui ancor oggi esiste via dei Pisani. Intorno a tale anno gli Aragonesi, insediatisi in Castello, edificano nella Cattedrale la Cappella della Sacra Spina, uno dei primi esempi di arte in stile gotico catalano in Sardegna.

1355: Pietro IV d'Aragona convoca il primo parlamento del Regno di Sardegna e Corsica nella capitale, Cagliari. 1409: muore a Cagliari Martino I di Sicilia, a un mese di distanza dalla sconfitta inflitta dal suo esercito al Giudicato di Arborea, nella battaglia di Sanluri. 1418: viene istituita la carica di viceré per il Regno di Sardegna; la sede viceregia è ubicata nel Castello di Cagliari. 1461: dal 7 settembre di quest'anno, viene consentito anche ai Cagliaritani di aprire botteghe e risiedere a Castello. 1469: comincia il processo di unificazione della Spagna sotto un'unica Corona col matrimonio tra Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia, i Re Cattolici. 1492: decreto di espulsione dai possedimenti dei Re Cattolici di musulmani e ebrei che rifiutano la conversione al cattolicesimo; la sinagoga del quartiere ebraico nel Castello di Cagliari viene convertita in chiesa e dedicata alla Santa Croce.

Dominio spagnolo

1516: sale al trono Carlo I, re di Spagna e futuro imperatore Carlo V. 1535: Carlo V visita Cagliari alla vigilia della spedizione a Tunisi contro i corsari barbareschi. 1556: ad opera del canonico della Cattedrale di Cagliari Nicolò Canelles, viene introdotta in Sardegna l'arte della tipografia, in un locale appositamente attrezzato di un palazzo in Castello. 1565: per volontà dell'arcivescovo Antonio Parragues, si inaugura il collegio dei Gesuiti presso la chiesa di Santa Croce in Castello. Si tratta del primo istituto aperto a Cagliari dalla Compagnia di Gesù. 1574: inizia la disputa tra gli arcivescovi di Cagliari e Sassari per il conteso titolo di Primate di Sardegna e Corsica. 1618: per volere dell'arcivescovo di Cagliari Francisco de Esquivel viene scavato sotto il presbiterio della cattedrale di Santa Maria il Santuario dei Martiri, per custodirvi il frutto della ricerca e invenzione dei corpi santi, ovvero una grande quantità di reliquie di martiri o presunti tali, ritrovate in diverse aree della diocesi. La ricerca dei cosiddetti corpi santi, intensificatasi dal 1614, venne incoraggiata dai vescovi di Cagliari e Sassari nei territori delle loro diocesi, per stabilire quale delle due fosse la più prestigiosa, a seconda del numero di corpi santi recuperati. In seguito ai lavori per la costruzione del Santuario, il presbiterio del Duomo viene rialzato di circa un metro e mezzo. 1620: fondazione dell'Università degli Studi di Cagliari ad opera del sovrano Filippo III di Spagna. 1655: la peste si diffonde a Cagliari. Tra le prime vittime c'è l'arcivescovo Bernardo de La Cabra, per il quale, nello stesso anno, viene eretto in Duomo un mausoleo in stile barocco. 1708: in seguito alle vicende della guerra di successione spagnola Cagliari, occupata da un esercito anglo-olandese, passa in mano austriaca. Finisce temporaneamente il periodo della dominazione spagnola in Sardegna. 1717 la spedizione spagnola in Sardegna, caldeggiata dal cardinale Giulio Alberoni, riconquista Cagliari e la Sardegna alla Spagna.

Dominio sabaudo

1720: il trattato dell'Aia impegna Vittorio Amedeo II di Savoia a cedere la Sicilia all'Austria, in cambio della Sardegna. Si insedia a Cagliari il primo viceré sabaudo, il generale Filippo Guglielmo Pallavicino delle Frabose, barone di Saint Rhémy. 1725: ampliamento del collegio gesuitico di Santa Croce, su progetto dell'architetto piemontese Antonio Felice de Vincenti. 1762: l'architetto Saverio Belgrano di Famolasco progetta il complesso dell'Università di Cagliari, comprendente il palazzo dell'Università, il Seminario tridentino e un teatro, da costruirsi sul bastione del Balice in Castello. Di questo progetto, in seguito modificato, si realizzeranno solo i palazzi dell'Università e del Seminario. 1793: una flotta della Francia rivoluzionaria bombarda Cagliari nel tentativo di conquistarla. La spedizione francese ha esito fallimentare ma le bombe provocano danni ad alcuni edifici, tra cui la trecentesca torre dell'Aquila.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il quartiere offre numerosi motivi per una visita, numerose sono infatti le testimonianze storiche e artistiche che vi si trovano.

I monumenti più noti, quelli che costituiscono una tappa quasi obbligata per chi visita la città, sono sicuramente e a ragione la cattedrale, le torri pisane e il bastione di Saint Remy.

Tuttavia i luoghi forse più suggestivi di Castello si trovano percorrendo la strette vie, le scalette, le piazzette che si aprono, come terrazze, su bellissimi panorami e affacciandosi negli scuri androni dei palazzi, un tempo sontuose residenze nobiliari e oggi spesso decadenti e bisognosi di restauri, visitando le altre chiese che, a differenza della Cattedrale, dall'esterno neppure si notano, ma custodiscono al loro interno interessanti opere d'arte.

Architetture religiose

Chiese Nel quartiere si contano attualmente sette chiese: la chiesa cattedrale, edificata dai pisani nel XIII secolo, la chiesa si presenta oggi carica delle testimonianze storico - artistiche che ogni secolo e ogni dominazione hanno voluto lasciarvi.

Testimonianze dello stile gotico catalano sono quattro chiese di Castello, edificate nel XVI secolo: la chiesa della Purissima; la chiesa di Santa Lucia; la chiesa della Madonna della Speranza, cappella gentilizia dei marchesi Aymerich di Laconi; la chiesa di Santa Maria del Monte, in passato oratorio della più antica confraternita di Cagliari, sciolta nel XIX secolo, è oggi sede del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Allo stile barocco fanno invece riferimento: la basilica di Santa Croce, dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; la chiesa di San Giuseppe Calasanzio, anticamente chiesa degli scolopi.

Si conserva ancora la memoria della non più esistente chiesa del monastero di Santa Caterina, distrutto alla fine del XIX secolo per fare posto all'attuale omonima scuola elementare. Sotto l'edificio scolastico si dovrebbe ancora trovare la cripta del monastero, dove le monache usavano seppellire le consorelle defunte. Poco lontano, sotto la pavimentazione della terrazza del bastione di Santa Caterina, in seguito a recenti scavi per lavori di manutenzione, sono stati ritrovati degli ambienti, probabilmente riferibili a un edificio chiesastico risalente al XIII secolo.Fabio Manca. , da L'Unione Sarda, 24 giugno 2007, riportato su paradisola.it

La panoramica sugli edifici religiosi del Castello di Cagliari non può concludersi senza fare riferimento ai due vasti complessi del Collegio Gesuitico, presso la basilica di Santa Croce, edificio settecentesco in parte utilizzato oggi dalla Facoltà di architettura dell'Università di Cagliari e del collegio degli Scolopi, edificio ottocentesco oggi sede del Liceo artistico statale.

Architetture civili Palazzi Il quartiere, essendo stato eletto dalla fondazione a sede ufficiale delle principali autorità e luogo ambito dalle famiglie nobili sarde per edificarvi una loro residenza, offre ancora la possibilità di ammirare gli antichi palazzi in cui si scrissero ampi capitoli della storia di Sardegna.

Palazzo Regio o Viceregio, palazzo del potere per eccellenza, fu sede e dimora del viceré del Regno di Sardegna e, tra il 1799 e il 1814, ospitò la famiglia reale in esilio dal Piemonte, occupato dalle truppe napoleoniche. Palazzo di Città, antica sede municipale di Cagliari dal XIII secolo sino alla fine del XIX. Palazzo Arcivescovile, sede dell'Arcivescovo nonché dello stamento ecclesiastico dell'antico parlamento sardo, ospitò Carlo Felice di Savoia quando la corte si trasferì in Sardegna, mentre i fratelli re Carlo Emanuele IV (finché stette nell'isola) e re Vittorio Emanuele I con le loro famiglie stavano nel Palazzo Regio.