Biografia Ugo Boncompagni nacque a Bologna il primo gennaio 1501Famiglia, patrimonio e finanze nobiliari: i Boncompagni (secoli XVI-XVIII), 2003, Luigi Alonzi o il 7 gennaio 1502 da Cristoforo Boncompagni (1470-1547), un ricco mercante, e da Angela Marescalchi (n. 1480), quarto di dieci figli (sette maschi e tre femmine).

Studiò diritto all'Università di Bologna, laureandosi nel 1530 in utroque iure. Nello stesso anno assistette all'Incoronazione di Carlo V a Imperatore del Sacro Romano Impero, di cui si conserva un dettagliato resocontoRoberto Righi (a cura di), Carlo V a Bologna. Cronache e documenti dell'incoronazione (1530), Bologna, Costa Editore, 2000, pp. 106-116. Successivamente iniziò la carriera di docente di diritto, sempre nell'ateneo bolognese. Tra i suoi allievi più illustri ebbe Alessandro Farnese, Ottone di Waldburg, Reginald Pole, Stanislao Osio, Paolo Burali d'Arezzo e Carlo Borromeo.

Nel 1539 rinunciò alla cattedra e, su invito del cardinale Pietro Paolo Parisio, si recò a Roma dove fu nominato giurisperito. Ricevette la tonsura (rito che precede il conferimento degli ordini sacri) il 1º giugno 1539 e fu ordinato sacerdote nel 1542. Papa Paolo III apprezzò la sua preparazione: gli conferì l'incarico di primo giudice della capitale, poi nel 1546 lo inserì nel collegio degli abbreviatori al Concilio di Trento come esperto di diritto canonico.

Nel 1547 morì il padre; Ugo ereditò una parte cospicua dei beni di famiglia poiché il fratello maggiore era deceduto senza eredi: tra essi, anche metà del palazzo di famiglia. Per garantirsi un erede, decise di avere un figlio con una donna nubile, correndo il rischio di far scoppiare uno scandalo e di pregiudicare la propria carriera. Il figlio nacque l'8 maggio 1548 a Bologna e fu chiamato Giacomo. Venne legittimato il 5 luglio 1548.

Papa Paolo IV (1555-1559), oltre ad aggregarlo come datarius alla residenza del cardinal nipote Carlo Carafa, riconoscendone le qualità di giurista, se ne servì per svolgere diverse missioni diplomatiche. Verso la fine del 1561, il Boncompagni fu di nuovo inviato al concilio di Trento. Grazie alla sua comprovata competenza di canonista e al suo eccezionale impegno nel lavoro, rese preziosi servizi per la risoluzione di alcuni problemi nell'ultima sessione conciliare (1562-63).

Al termine del Concilio tornò a Roma, dove nel 1565 e Pio IV lo creò cardinale, con il titolo di cardinale presbitero di San Sisto. Fu poi inviato in Spagna come legato pontificio. Grazie a questo nuovo mandato si fece conoscere e ben volere dal sovrano spagnolo, Filippo II, tanto da conquistarne la fiducia. Fu anche per merito suo se il processo per eresia, avviato contro l'arcivescovo di Toledo Bartolomé Carranza, si concluse senza dissidi con il re.

Ugo Boncompagni partecipò a due conclavi: quello del 1565-66 e quello del 1572, che si concluse con la sua elezione.

Cronologia incarichi 1531-1539: è docente all'Università di Bologna; 23 febbraio 1539: primo incarico nella Curia romana come abbreviatore del parco maggiore 2 marzo 1539: è sollecitatore delle lettere apostoliche; 1º giugno 1539: riceve la tonsura; 15 ottobre 1539: giudice collaterale in Campidoglio (sede del tribunale civile di Roma); 7 gennaio 1545: è referendario al tribunale della Segnatura apostolica; 7 ottobre 1552: è nominato segretario di Giulio III; 1554 o 1555: è legato pontificio in Campagna e Marittima; 1555: Paolo IV lo affianca al cardinal nipote Carlo Carafa, alla Dataria; gennaio 1556: è membro del Collegio incaricato di studiare la riforma della Chiesa; maggio 1556: è legato pontificio in Francia; 1557: è legato a Bruxelles; 1558: è membro della commissione incaricata di valutare gli aventi diritto alla successione dell'imperatore Carlo V d'Asburgo dopo la sua rinuncia al trono (16 gennaio 1556); 20 luglio: è nominato Vescovo di Vieste da papa Paolo IV (vi rimarrà fino all'elezione al soglio pontificio il 13 maggio 1572) 31 luglio: viene ordinato diacono e presbitero dal vescovo Girolamo Maccabei; novembre 1558: è reggente della cancelleria apostolica; gennaio 1559: è membro del nuovo Consiglio di Stato; 12 marzo 1565: è creato cardinale presbitero; 15 marzo 1565 – 13 maggio 1572: riceve il titolo cardinalizio di San Sisto; è prefetto del tribunale della Segnatura apostolica; 1565: è legato pontificio in Spagna; è segretario di papa Pio V.

Il conclave del 1572

Ugo Boncompagni venne eletto romano pontefice dal Sacro Collegio il 13 maggio 1572 nella cappella Vaticana. Fu incoronato il 25 maggio nel Palazzo Vaticano; il neoeletto scelse il nome pontificale di Gregorio in onore di papa Gregorio I. Il conclave del 1572 fu uno dei più brevi della storia, essendo durato meno di due giorni. Nel XVI secolo solamente un altro conclave ebbe pari durata: quello che portò all'elezione di papa Giulio II (31 ottobre – 1º novembre 1503).

Il pontificato Attuazione dei decreti del Concilio Se prima di Gregorio la Riforma cattolica fu condotta sostanzialmente solo in Italia e in Spagna, grazie al suo pontificato si sviluppò con rapidità e organicità in tutti i paesi cattolici.

Nel 1573 il papa istituì la Congregazione dei Greci, ossia dei cattolici di rito bizantino. Per la formazione del clero fece erigere il Collegio Greco (1577). Fondò anche un Collegio inglese e uno maronita (vedi infra). In questi istituti, oltre all'apprendimento della filosofia e della teologia, i futuri candidati al sacerdozio dovevano essere formati alla forte osservanza romana, affinché tornati nello loro madrepatrie, specialmente in quelle in cui era forte la presenza dei protestanti, potessero dare testimonianza di obbedienza e fedeltà alla Chiesa di Roma e irreprensibilità di condotta di fronte alle popolazioni.

Nel 1582 Gregorio XIII promulgò il Corpus Iuris Canonici.

Contrasto al protestantesimo Gregorio XIII intraprese un'energica azione volta a ricondurre all'unità religiosa i popoli cristiani d'Europa.

In particolare, il pontefice si adoperò per le Isole britanniche. Nel XVI secolo gli inglesi avevano iniziato a praticare sistematicamente una sorta di colonialismo in Irlanda, consistente nel concedere a immigrati inglesi territori "liberati" dai proprietari irlandesi. In questo modo i coloni diffondevano l'anglicanesimo nell'isola. Alcuni nobili irlandesi non accettarono questo stato di cose e organizzarono una rivolta (Seconda rivolta dei Desmond); tra essi si distinse il conte James FitzMaurice, cui la Santa Sede fornì aiuti e truppe. Per quasi due anni (1578-1579) i ribelli impegnarono le forze inglesi. Il tentativo fallì e FitzMaurice trovò la morte il 18 agosto 1579.

Il pontefice sostenne moralmente delle cospirazioni per detronizzare Elisabetta I d'Inghilterra. Però non ottenne altro che creare un'atmosfera di sovversione e imminente pericolo tra i protestanti inglesi, che iniziarono a guardare ad ogni cattolico come a un potenziale traditore.

Per riportare alla cattolicità la Svezia Gregorio XIII avviò contatti con il re Giovanni III, che si era sposato con la cattolica Caterina Jagellona. Il pontefice inviò presso la sua corte alcuni gesuiti, tra cui Lauritz Nilsson (Laurentius Norvegus). Essi ottennero dal re un riavvicinamento alla cattolicità che fu sintetizzato in due documenti: Nuovo ordinamento della Chiesa (1575) e Liturgia della Chiesa svedese (1576), il cosiddetto "Libro Rosso"Erwin Iserloh e Hubert Jedin, Storia della Chiesa: Riforma e controriforma: crisi, consolidamento, diffusione missionaria (XVI - XVII sec.), Jaca Book, 1993, pag. 371 – versione digitalizzata.. Lo stesso Giovanni III si convertì in segreto al cattolicesimo (6 maggio 1578); inoltre crebbe l'erede al trono Sigismondo fornendogli un'educazione cattolica.

Europa centrale e settentrionale I maggiori successi nel riportare i popoli dell'Europa centrale e settentrionale nella comunione cattolica si ottennero in Polonia, che tornò ad essere completamente cattolica, in Germania dove, per l'intervento anche dei duchi di Baviera e di insigni principi ecclesiastici tedeschi, l'espansione del protestantesimo fu arrestata, e nei Paesi Bassi spagnoli. Uno dei pilastri dell'azione di Gregorio furono le nunziature, ovvero le rappresentanze diplomatiche permanenti nelle capitali. Al momento della sua ascesa al Soglio, esistevano solo nove nunziature ordinarie, di cui quattro in Italia. Delle altre cinque, tre erano "latine" (situate in Francia, Spagna e Portogallo), una tedesca (presso l'imperatore) e una slava (in Polonia)Giordano Altarozzi, Diplomazia vaticana e relazioni franco-spagnole all'epoca della Notte di San Bartolomeo (1572), academia.edu.. Ad esse furono aggiunte nuove rappresentanze diplomatiche: a Lucerna (per la Svizzera, 1579), a Graz (per l'Austria interna, 1580) e a Colonia (per la Germania settentrionale, 1584). Alla fine del suo pontificato, rispondevano al pontefice ben 13 nunzi nei Paesi europei.

Il tentativo di formare una nuova Lega Santa Obiettivo di Gregorio XIII fu favorire un'alleanza tra Spagna e Francia, i due più grandi Stati cattolici, capace di condurre un'offensiva su tutti i fronti. I nuovi nunzi a Madrid, Nicolò Ormaneto e di Parigi, Anton Maria Salviati, furono incaricati di appianare i contrasti esistenti tra i due monarchi. In Francia, Gregorio XIII sostenne Enrico di Guisa, nobile cattolico, pilastro del cattolicesimo intransigente. Quando nella notte di san Bartolomeo (1572) vennero sterminati migliaia di ugonotti, papa Gregorio XIII ordinò un generale giubileo, assolvendo la Francia cattolica da ogni errore. Nel 1576 Enrico di Guisa divenne capo di una lega volta ad estirpare il protestantesimo dalla Francia. Gregorio salutò con favore la stipula di un trattato tra il Casato dei Guisa e il re di Spagna (Trattato di Joinville, 1584). In quell'anno il protestante Enrico di Navarra (vedi supra), ugonotto, fu designato come successore al trono di Francia, regnante Enrico III (1574-1589) il quale non aveva eredi e aveva perso il fratello più giovane. Contro Enrico di Navarra fu opposta la candidatura del cardinale Carlo di Borbone-Vendôme, ma il re Enrico III lo fece arrestare. Nel 1589 Enrico III fece uccidere Enrico di Guisa; la Lega proclamò nuovo re il cardinale Borbone-Vendôme (ancora in carcere) con il nome di Carlo X, ma poi egli rinunciò spontaneamente al titolo. Enrico di Navarra divenne il nuovo re di Francia.

Come si è visto, il progetto della Santa Sede di creare un'alleanza tra Spagna e Francia non si realizzò: i due Paesi proseguirono le loro politiche nazionali e la religione non fu considerata un fattore discriminante nella scelta dei Paesi con cui avere rapporti amichevoli. A dimostrazione di ciò, nel 1572 divenne di dominio pubblico il fatto che la Francia aveva allacciato rapporti con il Sultano di Istanbul, nemico della fede cristiana: era passato appena un anno dalla Battaglia di Lepanto. Anche la Repubblica di Venezia scese a patti con l'Impero ottomano: nel 1573 fu firmato un accordo di pace, che pose fine alla Lega Santa.

Relazioni con le istituzioni della Chiesa Già i predecessori di Gregorio, Pio IV e Pio V avevano approvato delle misure che accentravano il controllo papale sulle congregazioni della Chiesa. Il pontefice proseguì tale linea di condotta. Un anno prima della sua elezione Pio V aveva creato la Congregazione dell'Indice. Gregorio XIII confermò, con la costituzione apostolica Ut pestiferarum opinionum (13 settembre 1572), quanto creato da Pio V, dando una forma più definita alla congregazione di recente istituzione. Il pontefice ripristinò la «Congregazione tedesca» (aprile 1573), organismo istituito da papa Paolo IV nel 1558 per la restaurazione cattolica in Germania e in Svizzera. Scelse un giorno della settimana in cui ricevere chiunque avesse un problema da sottoporgli.