Il campionato mondiale di Formula 1 1978 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, il 29º ad assegnare il campionato piloti e il 21º ad assegnare il campionato costruttori. È iniziato il 15 gennaio e terminato l'8 ottobre, dopo 16 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente.

Il titolo piloti è andato per la prima volta allo statunitense Mario Andretti, mentre il titolo costruttori per la settima volta alla britannica : per la scuderia di Colin Chapman fu l'ultima volta in cui vinse entrambi i titoli, mentre il pilota italoamericano conquistò il suo unico mondiale in carriera.

La pre-stagione Il calendario Nell'agosto del 1977 venne resa nota una prima bozza di calendario per la stagione 1978. Il calendario era sostanzialmente identico a quello del 1977, con la gara del Giappone spostata al 16 aprile. L'unica incertezza, inizialmente riguardava la trasferta nordamericana a conclusione del campionato, con la possibilità che tale gara venisse disputata in Canada oppure negli Stati Uniti, pur essendo confermata la gara a Long Beach a marzo.

Successivamente saltò il Gran Premio del Giappone previsto per il 16 aprile, per cui il numero di gare si ridusse a 16. L'unico cambiamento nel calendario, rispetto al 1977, fu l'anticipazione delle gare della Spagna e del Belgio prima di quella di Monaco. Il Gran Premio del Canada venne anticipato a domenica 8 ottobre, dalla precedente data di lunedì 9 ottobre, inizialmente scelta in quanto in Canada si festeggiava il Giorno del ringraziamento.

Gara Nome ufficiale del gran premio Circuito Sede Data OraDiretta TVLocaleUTCITA 1 Gran Premio de la República Argentina Autódromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 15 gennaio15:0018:0019:00Rete 2 2 Grande Prêmio do Brasil Circuito di Jacarepaguá Rio de Janeiro 29 gennaio12:0015:0016:00 3 The Citizen and Asseng Grand Prix of South Africa Circuito di Kyalami Midrand 4 marzo14:1512:1513:15Rete 1 4 United States Grand Prix WestIl Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach. Circuito di Long Beach Long Beach 2 aprile13:0020:0021:00 5 Grand Prix Automobile de Monaco Circuito di Monte Carlo Monaco 7 maggio15:3014:3015:30Rete 2 / Telemontecarlo 6 Grote Prijs van België Circuito Terlaemen di Zolder Heusden-Zolder 21 maggio15:0014:0015:00Rete 2 7 Gran Premio de España Circuito permanente del Jarama San Sebastián de los Reyes 4 giugno16:0014:0016:00 8 Sveriges Grand Prix Circuito di Anderstorp Anderstorp 17 giugno15:1513:1515:15Rete 1 9 Grand Prix de France Circuito Paul Ricard Le Castellet 2 luglio14:1512:1514:15Rete 2 10 John Player British Grand Prix Circuito di Brands Hatch West Kingsdown 16 luglio15:0013:0015:00 11 Großer Preis von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 30 luglio14:0012:0014:00 12 Großer Preis von Österreich ÖsterreichringSpielberg bei Knittelfeld 13 agosto 14:0012:0014:00 13 Grote Prijs van Nederland Zandvoort Park Zandvoort 27 agosto 15:0013:0015:00 14 Gran Premio d'Italia Autodromo nazionale di Monza Monza 10 settembre15:30Il Gran Premio d'Italia venne interrotto, dopo la partenza, per incidente. La nuova partenza venne fissata prima per le 17:15, poi per le 17:30. A seguito di un altro incidente nel giro di formazione la partenza venne posticipata alle 18:15.13:3015:30 15 Toyota Grand Prix of the United StatesIl gran premio corso a Watkins Glen venne definito anche Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est, per distinguerlo da quello corso a Long Beach. Watkins Glen International Watkins Glen 1 ottobre14:3519:3519:35Non trasmesso 16 Grand Prix du Canada Circuit de l'île Notre-Dame Montréal 8 ottobre14:1519:1520:15

Accordi e fornitori La Scuderia Ferrari abbandonò la Goodyear quale fornitrice degli pneumatici, per passare alla francese Michelin, che aveva esordito in F1 nel , e che già riforniva la Renault. Il cambiamento interessò solo la massima formula e non la Formula 2, dove le vetture motorizzate dal Cavallino continuarono a essere rifornite dalla casa statunitense. La Ferrari era già cliente della Michelin per le vetture granturismo. Tutte le altre scuderie che presero parte al mondiale utilizzarono invece ancora pneumatici della Goodyear. Vennero prospettati anche i ritorni della Firestone con la Lotus, e quello della Pirelli con un'eventuale vettura Alfa Romeo. In entrambi i casi le situazioni non si verificarono. Vi furono delle polemiche nel corso della stagione per il trattamento che la Goodyear riservava alla scuderie meno competitive. La casa statunitense si giustificò affermando che il passaggio della Ferrari alla Michelin aveva elevato il livello tecnico delle coperture, tanto che la casa avrebbe voluto limitare la fornitura a soli tre o quattro team. Per evitare però che un gran numero di costruttori si trovassero senza pneumatici la Goodyear aveva proseguito comunque a fornire tutti, ma aveva deciso anche di concentrarsi maggiormente su dieci piloti (Mario Andretti, Patrick Depailler, Emerson Fittipaldi, James Hunt, Niki Lauda, Ronnie Peterson, Jody Scheckter e John Watson), fornendo loro tutte le mescole possibili. La casa si impegnava inoltre a fornire tutte le mescole ai due piloti, che in ciascun gran premio, avessero fatto segnare i tempi migliori nella prima giornata di prove. Dal Gran Premio di Francia la Goodyear modificò la sua politica di allocazione delle gomme e decise di fornire a tutti i piloti le mescole migliori.

A livello motoristico non vi furono novità: tutte le scuderie rimasero con gli stessi propulsori della stagione precedente, così come tutte le neoentranti optarono per il Ford Cosworth DFV. Durante il fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna 1977 la Wolf aveva annunciato la volontà di costruire un motore in proprio, vista la non fiducia nei motori forniti dalla Cosworth. Il motore sarebbe stato turbo, come quello introdotto dalla Renault. Questa iniziativa non ebbe però seguito. Arturo Merzario affermò di sperare, per la sua vettura, di ottenere un propulsore dall'Alfa Romeo, che già riforniva la Brabham. Non ottenne però nessuna fornitura dalla casa milanese.

La Brabham abbandonò lo storico sponsor Martini (col quale collaborava dal 1975) e passò alla Parmalat, che s'impegnò a sostenere il team, che modificò il nome in Parmalat Racing, per le stagioni 1978 e 1979. La Williams ottenne invece la sponsorizzazione della Saudia, la compagnia aerea di bandiera dell'Arabia Saudita, mentre l'ATS quello della Sony. Nel GP degli Usa Est e nel Gp del Canada la McLaren ebbe come sponsor principale, in luogo della Marlboro, la Löwenbräu, azienda tedesca produttrice di birra.

Scuderie e piloti Scuderie

Molte scuderie private si trasformarono in costruttori diretti, al fine di far parte della Formula One Constructors Association e poter quindi partecipare almeno alle qualificazioni di ogni gran premio. Fu il caso della Theodore Racing (si avvalse della collaborazione della Ralt), che l'anno prima utilizzò un'Ensign, del Team Merzario (che impiegava nel 1977 una March), e della tedesca ATS, che rilevò il materiale della uscente March, dopo aver fatto correre nel 1977 una Penske. Anche la Frank Williams tornò a costruire in proprio il telaio, dopo che la Frank Williams Racing Cars era stata ceduta a Walter Wolf nel 1976. Héctor Rebaque, invece, fondò una sua scuderia, che impiegò una Lotus 78. La Liggett Group/B&S Fabrications continuò a far correre nella stagione delle McLaren private.

Con la Merzario l'Italia schierava un secondo costruttore, dopo la Scuderia Ferrari, per la prima volta dai tempi della Iso-Williams nel , mentre la Theodore fu l'unico costruttore di Hong Kong nella storia della F1. La Germania con l'ATS tornava ad avere un proprio costruttore dal , ai tempi dell'Eifelland.

Oltre alla March, non partecipò più, in via definitiva, la BRM e mancò all'appello, rispetto alle stagioni 1976 e 1977, anche la nipponica Kojima, anche se venne annunciato un accordo affinché i suoi telai potessero essere utilizzati dalla Kauhsen, scuderia tedesca. La partecipazione, che avrebbe dovuto iniziare dal GP del Belgio, poi non si concretizzò per una diatriba fra la scuderia tedesca e lo sponsor Toshiba.

La Scuderia Ferrari indicò come nuovo direttore sportivo Marco Piccinini, aiutato da Tommaso Domaini.

Dal Gran Premio di Brasile prese parte al mondiale l'Arrows. La scuderia era nata nel novembre del 1977, da una scissione del gruppo dirigente della Shadow. Il nome della scuderia era formato dalla iniziali dei cognomi dei suoi fondatori: Franco Ambrosio, Alan Rees, Jackie Oliver, Dave Wass e Tony Southgate. La sede del team venne posta a Milton Keynes. Ambrosio, nel corso del campionato 1977, aveva espresso la volontà trasformare la Shadow in una scuderia italiana con sede a Torino, e la stessa Arrows era stata inizialmente presentata come Ambrosio Racing Team.

Agli inizi di marzo la Shadow accusò l'Arrows di spionaggio industriale e, in pratica, di aver copiato la Shadow DN9 per la creazione dell'Arrows FA1. Secondo il patron della Shadow, Don Nichols, il progettista dell'Arrows, Tony Southgate, proveniente anch'egli dalla Shadow, avrebbe portato con sé non solo dei disegni della vettura in corso di progettazione, ma anche del materiale tecnico.

Il 31 luglio l'Alta Corte di Giustizia di Londra dette ragione alla Shadow nella causa per spionaggio industriale che coinvolgeva l'Arrows. Per il giudice, l'Arrows, per non perdere i privilegi derivanti dal fare parte della Formula One Constructors Association presentò nel Gran Premio del Brasile 1978 una monoposto basata su 179 piani dei 422 totali necessari per progettare una vettura di F1. In base alla sentenza l'Arrows dovette distruggere tutte quelle parti considerate copiate e la Shadow ottenne la possibilità di ispezionare la successiva vettura che l'Arrows avesse intenzione di far partecipare al campionato. La Shadow chiese inoltre un risarcimento per la violazione del copyright di 60 milioni di dollari e altri 420 milioni per i danni subiti. La Shadow chiese anche che le venissero assegnati tutti i punti mondiali ottenuti dall'Arrows con la vettura incriminata.

Nel Gran Premio del Sudafrica esordì la Martini, costruttore francese che aveva una grossa esperienza nelle serie minori: nel 1975 e 1977 suoi telai avevano vinto la Formula 2 europea. Sempre in Sudafrica si rivide un'altra casa francese, la Renault. La Martini saltò il GP di Long Beach e quello di Monaco per meglio preparare la vettura. A Long Beach si rivide lInterscope Racing, già presente nelle gare nordamericane del 1977, con una Shadow DN9. Nel 1977 aveva utilizzato una Penske. La Martini saltò poi i gran premi di Spagna e Svezia, e abbandonò definitivamente il mondiale prima del Gran Premio di Monza. Anche lInterscope Racing, che aveva fatto un saltuario ritorno nel mondiale nel Gran Premio d'Olanda, abbandonò il campionato.

Dal Gran Premio del Jarama la Hesketh abbandonò definitivamente il mondiale, dopo 52 gran premi iridati, una vittoria titolata (il Gran Premio d'Olanda 1975 con James Hunt) e una in una gara fuori campionato, un giro veloce, sette podi e il quarto posto nella Coppa Costruttori nel .

Prima del GP di Svezia la Theodore Racing abbandonò, almeno temporaneamente il mondiale, vista la scarsa competitività della propria monoposto. Si prospettò l'ipotesi che la scuderia di Hong Kong potesse proseguire il suo impegno acquistando un'Arrows, oppure ripiegando sull'utilizzo di una McLaren M23. Nel Gran Premio di Gran Bretagna si videro per l'unica volta nella stagione del mondiale la Melchester Racing, che utilizzava una McLaren M23, e la Mario Deliotti Racing, con una Ensign N175. La gara venne saltata dalla Martini.