Carriera Trofeo Alfasud Gerhard Berger ha avuto la fase iniziale della carriera completamente diversa dai suoi competitor dell'epoca d'oro in F1, scopre la passione per la pista solo a 21 anni in un kartodromo di Riccione, da quel momento è stata però una scalata inarrestabile,dopo aver comprato una Alfasud preparata per correre nelle categorie minori e nel trofeo promozionale è riuscito a mettersi in luce nei campionati di Formula Alfasud,e supportato da Helmut Marko , ha attirato su di se gli occhi dei piu grandi talent scout del settore.
Formula 3 Nel 1983 ha affrontato il campionato europeo di Formula 3 con una vettura Ralt, conquistando sia podi che l'attenzione internazionale.
Ha conquistato vittorie di grande valore in occasioni importanti a Monza e Zeltweg, garantendosi un futuro nel motorsport maggiore e nella Formula 1 grazie anche al supporto della BMW.
Il 20 Novembre è stato fra i partecipanti del Gp di Macao, finale internazionale di F3, sfoderando una grandissima prestazione è giunto terzo al traguardo salendo sul podio con il vincitore Ayrton Senna che in seguito diverrà un suo grandissimo amico e con Roberto Guerrero, nonostante il giro più veloce sia stato di Senna, sugli almanacchi viene memorizzato come realizzato da Berger in quanto vi è stato un problema con i cronometraggi .
Formula 1 ATS e Arrows
Gerhard, con solo una quarantina di gare alle spalle,esordì nei Gran Premi alla fine del 1984 con la ATS motorizzata BMW turbo. A Monza arriva al sesto posto ma non gli viene assegnato il punto in classifica, in quanto il team aveva dichiarato all'inizio della stagione di schierare solamente il compagno di Berger, Winkelhock.
Poco dopo il suo ingresso in Formula Uno, Berger ebbe la fortuna di sopravvivere a un grave incidente stradale. Una settimana dopo la fine della stagione 1984, stava tornando a casa a bordo della sua BMW 323i, percorrendo le colline sopra Salisburgo . Improvvisamente la sua auto fu tamponata da dietro, finendo per ribaltarsi in un burrone. Berger in quel momento non indossava la cintura di sicurezza e fu sbalzato fuori dalla BMW attraverso il lunotto posteriore. Per pura coincidenza, la prima auto giunta sul luogo dell'incidente era occupata da due chirurghi specializzati in lesioni alla schiena. I medici si resero conto della gravità delle sue ferite (una frattura al collo e alcune lesioni alle ossa della schiena) e si assicurarono che non venisse spostato fino all'arrivo di attrezzature speciali. Dopo un intervento chirurgico d'urgenza e un periodo di degenza in ospedale a Innsbruck , si riprese completamente. [ 1 ]
L'anno successivo passò alla Arrows, ma i risultati latitarono fino ai Gran Premi di Sudafrica e Australia, dove in totale ottenne 3 punti.
Benetton 1986
Nel 1986 Berger passa alla Benetton, scuderia che aveva rilevato la Toleman. Dopo alcune buone prestazioni a inizio stagione, tra cui un podio a Imola, la parte centrale della stagione fu caratterizzata da vari ritiri e piazzamenti fuori dalla zona punti. Al Gran Premio d'Austria le Benetton migliorarono i propri risultati. Proprio in occasione di questo appuntamento mondiale Berger era in testa quando una sosta ai box con dei problemi nella ripartenza gli fece perdere svariate posizioni fino a farlo concludere in settima piazza. Tre settimane più tardi, a Monza, Berger si trovava nuovamente a comandare la gara quando fu costretto a rientrare ai box e perse un giro, concludendo quinto. Inoltre, alla vigilia di questo Gran Premio, cominciarono a circolare voci di un suo passaggio in Ferrari per il 1987 e l'annuncio venne ufficializzato a fine mese. Al Gran Premio del Messico, infine, l'austriaco ottenne il suo primo successo in carriera, grazie anche all'efficienza degli pneumatici Pirelli, che gli consentirono di coprire l'intera durata del gran premio senza dover effettuare la sosta ai box, chiuse la stagione settimo con diciassette punti conquistati.
Il primo periodo in Ferrari 1987
La Ferrari vinse quindi la concorrenza delle altre scuderie e affiancò Berger a Michele Alboreto; il rapporto tra i due piloti, inizialmente, non fu buono. Alla prima gara della stagione l'austriaco giunse quarto, risultato che replicò anche a Monaco e a Detroit. A questi piazzamenti seguirono cinque ritiri consecutivi, il più importante dei quali al Gran Premio d'Ungheria, dove Berger si trovava secondo e girava sugli stessi tempi del leader della corsa Nigel Mansell. Qualche settimana dopo, in Portogallo riuscì a conquistare la prima pole position in carriera e stava guidando la corsa quando, a pochi giri dalla fine, andò in testa-coda a causa della pressione messa da Alain Prost e si dovette accontentare del secondo posto. La settimana seguente, durante il Gran Premio di Spagna, fu richiamato dai vertici della scuderia per aver tenuto un comportamento scorretto nei confronti del compagno di squadra. Nelle ultime due gare della stagione, poi, Berger riuscì ad ottenere due vittorie che gli permisero di concludere la stagione al quinto posto con trentasei punti conquistati.
1988
La FIA decise di reintrodurre per il 1989 i motori aspirati e di bandire i motori turbo. La Ferrari decise quindi di concentrarsi sulla stagione successiva, facendo correre per il 1988 la vettura dell'anno precedente con alcune piccole modifiche.. La McLaren, però, schierò in pista un'auto perfetta che le permise di dominare il mondiale piazzando Ayrton Senna primo e Alain Prost secondo, con 15 vittorie su 16 GP. Berger nulla poté contro questi avversari, salvo sperare in una occasione; questa arrivò a Monza, dove le due Ferrari ottennero una doppietta, l'ideale per onorare la scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta poche settimane prima. Alla fine del campionato fu terzo nel mondiale, dietro solo ai piloti Mclaren.
1989
Nel 1989 la Ferrari decise di affiancare a Berger il pilota inglese Nigel Mansell. La nuova vettura presentava alcune innovazioni come il cambio semi automatico e un'aerodinamica avanzata.. La stagione non fu buona: dopo un ritiro alla prima gara, dovuto ad una collisione con Senna, al secondo appuntamento mondiale, disputatosi a Imola l'austriaco fu vittima di un gravissimo incidente. La sua vettura, uscita di pista a circa 280 km/h alla curva del Tamburello per la perdita di un'ala aerodinamica,. prese immediatamente fuoco a causa della fuoriuscita di benzina, con Berger immobile dentro l'abitacolo in fiamme. Grazie all'immediato intervento degli addetti alla sicurezza Berger riuscì a sopravvivere riportando alcune ustioni di secondo grado alle mani e alle braccia e una costola rotta. Dopo aver saltato solo il successivo Gran Premio a Montecarlo, Berger si ripresentò al Gran Premio del Messico, ma il prosieguo della stagione fu caratterizzato da continui ritiri, complici le innumerevoli rotture del cambio semi-automatico. A luglio, intanto, venne ufficializzato il passaggio del pilota alla McLaren nel 1990, con un contratto triennale dal valore superiore ai trenta milioni di dollari. Al Gp di Germania si rende protagonista di una partenza spettacolare, scattando dalla quarta piazzola in griglia esce dalla prima curva in prima posizione, ma la potenza dei motori Honda delle due Mc Laren fa si che al termine del giro sia dietro le vetture biancorosse. Durante la stagione l'austriaco ebbe anche modo di protestare contro la sua scuderia, accusandola di privilegiare il suo compagno di squadra. Solo al Gran Premio d'Italia poi Berger riuscì a realizzare i primi punti con un secondo posto, vincendo poi la successiva gara in Portogallo e concludendo ancora secondo in Spagna. Terminò la stagione con 21 punti, in settima posizione.
McLaren 1990-1991
Gerhard lasciò la Ferrari passando alla McLaren, scambiando il suo sedile con Alain Prost ed affiancando Senna. Col campione brasiliano nacque una grande amicizia, anche al di là delle corse, una sintonia che ricordò molto quella di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve.
Arrivato in Mclaren ha iniziato la sua avventura nella squadra di Woking stampando una pole position nel primo appuntamento stagionale, al gp degli Stati Uniti.
Con la McLaren trascorse tre anni, dal 1990 al 1992, ottenendo 3 vittorie, tra cui una al Gp del Giappone 1991, quando Senna gli regalò la vittoria all'ultima curva come premio per avergli coperto le spalle in tutto il 1991.
1992
Nel 1992 la McLaren, a differenza degli anni precedenti, non disponeva della vettura migliore del circus. Berger iniziò la stagione con un quinto e un quarto posto. Al Gran Premio del Brasile, poi, l'austriaco ebbe problemi fin dalla partenza e fu costretto a ritirarsi al quarto giro per problemi elettrici. Dopo un altro quarto posto in Spagna e due ritiri, di cui uno a Imola, in cui venne pesantemente contestato dai tifosi che lo ritenevano colpevole di aver provocato un incidente con il ferrarista Alesi, riuscì a vincere la prima gara della stagione in Canada. A questa vittoria seguirono alcune gare caratterizzate da ritiri e piazzamenti a punti, tra cui un quarto posto a Monza dopo essere partito dai box per un guasto, fino a quando ottenne un secondo posto in Portogallo. Durante questa gara vi fu un incidente con Patrese, causato da un'avventata manovra dell'austriaco in fase di rientro ai box, che costò a Berger un richiamo verbale da parte della FIA. Dopo aver replicato il risultato anche in Giappone, l'austriaco, anche grazie ad una sosta ai box non impeccabile dei meccanici Benetton, riuscì a conquistare il secondo trionfo stagionale, chiudendo il campionato al quinto posto con quarantanove punti, uno in meno di Senna.
Proprio nell'estate 1992 Berger decise di accettare l'offerta di un contratto da parte della Ferrari. Inizialmente si disse che il contratto prevedeva un costo per la scuderia italiana di 22 miliardi per due anni, cifra in realtà smentita e di molto inferiore.
Il secondo periodo in Ferrari 1993
Berger si trasferì quindi alla Ferrari dove si trovò come compagno di squadra Jean Alesi, con cui avrebbe corso per le successive cinque stagioni. I test invernali sulla F93 A furono deludenti e la vettura, oltre ad evidenziare vari problemi, fece registrare tempi molto più lenti rispetto alla concorrenza. I risultati nelle prime gare, infatti, si rivelarono deludenti con due sesti posti e tre ritiri, dovuti in larga misura all'inaffidabilità delle sospensioni attive montate sulla vettura. Al Gran Premio di Monaco, però, Berger riuscì a realizzare il secondo giro più veloce in assoluto in gara e stava duellando con Hill per la conquista della seconda posizione quando fu costretto al ritiro per una collisione con lo stesso pilota inglese. Al successivo appuntamento mondiale ottenne poi un quarto posto, nonostante avesse avuto problemi con i freni, i quali tendevano spesso a surriscaldarsi. Dopo alcune altre prestazioni deludenti l'austriaco riuscì a salire sul podio al Gran Premio d'Ungheria con un terzo posto, che sarebbe rimasto il suo miglior risultato nel 1993. Concluse la stagione con un quinto posto in Australia, terminando ottavo in classifica piloti con dodici punti conquistati.
1994-1995
L'anno seguente le prestazioni migliorarono e grazie alla vittoria nel GP di Germania 1994, l'unica del suo secondo ciclo ferrarista, interruppe un digiuno di vittorie che durava da quasi quattro anni per la scuderia del Cavallino. Durante il 1994 conquistò 2 pole position, 6 podi e altri 2 piazzamenti in zona punti che gli valsero il 3º posto nella classifica piloti con 41 punti, dietro solo al campione del mondo Michael Schumacher e Damon Hill.
Nella stagione 1995 conquistò una pole position, sempre 6 podi più altri 3 piazzamenti a punti che gli fecero conquistare il 6º posto in classifica piloti con 31 punti.
Fine carriera con Benetton 1996
Per il 1996, insieme al compagno di squadra in Ferrari Jean Alesi, si trasferì alla Benetton, che nel 1994 e 1995 aveva vinto i mondiali (2 piloti con Michael Schumacher ed uno costruttori nel 1995).