La Premiata Forneria Marconi, nota anche con l'acronimo PFM, è un gruppo musicale rock progressivo italiano formato a Milano nel 1971.
Tra i gruppi italiani rock progressivo degli anni settanta (Banco del Mutuo Soccorso, Stormy Six, Osanna, Acqua Fragile, The Trip, Goblin, Area, Perigeo, Le Orme, Opus Avantra, New Trolls), la Premiata Forneria Marconi è stata l'unica a ottenere successo fuori dai confini nazionali e in particolare negli Stati Uniti d'America... All'epoca fu tra i pochi complessi italiani a entrare nella classifica degli album nella celebre rivista statunitense Billboard.
È musicalmente imparentata con band come i Genesis, la parte progressive dei Pink Floyd o i primi King Crimson e Gentle Giant. Inoltre ha saputo evolvere il proprio stile anche nei decenni successivi grazie anche alle notevoli doti tecniche dei suoi componenti.
Storia Quelli
La Premiata Forneria Marconi è a tutti gli effetti l'evoluzione musicale e artistica di Quelli, un quintetto che nella seconda metà degli anni sessanta si era fatto conoscere nell'ambiente della discografia italiana per la qualità, la preparazione e la tecnica strumentale dei suoi componenti. Il batterista Franz Di Cioccio, il chitarrista Franco Mussida, il tastierista Flavio Premoli, il bassista Giorgio "Fico" Piazza e il cantante Teo Teocoli (che li abbandona nel 1967), componenti portanti del complesso, erano tra i più richiesti musicisti di sala italiani ed incidevano per Mina, Lucio Battisti, Fabrizio De André e tanti altri.
Furono proprio le loro doti tecniche a permettere ai componenti della band di diventare qualcosa di più di session men di lusso. Alla fine degli anni sessanta il rock si stava evolvendo in nuove forme attingendo da quasi tutti gli altri generi musicali. Il rock progressivo, che stava muovendo i primi significativi passi soprattutto nel Regno Unito, richiedeva grandi doti strumentali e tecniche. Iniziavano a imporsi complessi formati da strumentisti eccellenti, molti dei quali diventeranno i maggiori virtuosi della storia del rock. Il nuovo genere, ricco di accenti classici, folk, jazz, ecc., si dimostrò ideale per i componenti del quintetto Quelli. Era l'idea, caposaldo del progressive, di comunicare principalmente con gli strumenti, proprio perché l'evoluzione della tecnica strumentale rock permetteva di allargare l'orizzonte musicale dallo schema della canzone a quello del movimento, della suite o, addirittura, della sinfonia e dell'opera.
Il nuovo inizio: i Krel La svolta decisiva, nel 1970, fu l'abbandono della forma canzone per passare a composizioni di taglio più elaborato: il quartetto Quelli cambia quindi nome in Krel (dal nome di un pianeta presente nel racconto Il verdetto di Arthur J. Cochran) e incide tre canzoni: due pubblicate su 45 giri (Fin che le braccia diventino ali/E il mondo cade giù, con testi di Vito Pallavicini per entrambi i brani e collaborazione di Umberto Balsamo per le musiche di E il mondo cade giù), e una in una compilation pubblicata dalla Dischi Ricordi e dedicata alle canzoni del Festival di Sanremo di quell'anno (Pa' diglielo a ma' , presentata da Ron in coppia con Nada e arrangiata dai Krel in versione più rock dell'originale).
Il cambio di nome
Risultò fondamentale, per il passaggio da Krel a Premiata Forneria Marconi, l'incontro da parte dei quattro musicisti con il violinista e flautista Mauro Pagani (proveniente dai Dalton), durante le registrazioni del disco La buona novella di Fabrizio De André. Il virtuosismo, la cura dedicata all'arrangiamento e l'improvvisazione erano gli elementi che il complesso, allargato a Pagani, stava apprendendo dai King Crimson, dai Jethro Tull e dagli esponenti del nuovo rock (o musica pop com'era allora chiamata in Italia con un'accezione completamente diversa da quella attuale). Pur continuando a svolgere il ruolo di session men e a partecipare a progetti altrui (Di Cioccio entrò per qualche tempo nella Equipe 84), i Krel si stavano ormai dedicando completamente allo sviluppo del loro nuovo linguaggio musicale. Poiché con la loro casa discografica dell'epoca non trovarono spazio, decisero di seguire Lucio Battisti, Mogol e altri che, abbandonata la Ricordi, avevano fondato una loro etichetta indipendente, la Numero Uno.
Con il passaggio alla nuova etichetta e al nuovo genere si rese necessario cambiare anche nome, e fra le tante proposte la scelta si ridusse a Isotta Fraschini oppure a Forneria Marconi, scegliendo infine il secondo, derivato dal nome di una forneria frequentata da Pagani nella sua città d'origine, Chiari (Brescia), a cui aggiunsero Premiata. Secondo i discografici il nome era troppo lungo, ma all'obiezione il gruppo rispose sostenendo che più un nome era difficile da ricordare, più sarebbe stato difficile dimenticarlo.
Grazie all'impresario Franco Mamone e a Francesco Sanavio, la formazione iniziò una proficua attività come gruppo di supporto nei concerti italiani di vari artisti come i Procol Harum, gli Yes e i Deep Purple. Fu tramite queste esibizioni che la PFM ebbe modo di farsi conoscere dall'allora grande popolo degli appassionati di rock. Nel 1971 parteciparono alla prima edizione del "Festival di avanguardia e nuove tendenze" di Viareggio con la canzone La carrozza di Hans, vincendo l'edizione a pari merito con Mia Martini e gli Osanna.
L'esperienza discografica
Nel 1971 uscì il primo disco della Premiata Forneria Marconi, il singolo La carrozza di Hans/Impressioni di settembre, seguito all'inizio del 1972 dall'album Storia di un Minuto. Il brano Impressioni di settembre (di Mussida e Pagani su testo di Mogol) divenne presto uno dei loro cavalli di battaglia e un classico della musica italiana. Il gruppo decise di incidere il disco in presa diretta in studio, per non perdere l'impatto e l'energia trasmessa dalle loro già celebri esibizioni dal vivo. Tra l'altro, proprio con questo album, per la prima volta in Italia venne utilizzato il sintetizzatore Minimoog, che, a quanto pare, all'epoca non era alla portata nemmeno della Premiata Forneria Marconi, la quale dovette utilizzare in prestito l'unico esemplare in possesso dell'importatore italiano.
Il primo album ebbe un grande successo e fu lodato molto anche dai critici. Alla fine del 1972 uscì il secondo, Per un amico. La musica era più complessa, più elaborata, più vicina al rock progressivo che si suonava nel Regno Unito in quel periodo. Il 20 dicembre di quell'anno, durante un concerto a Roma per la presentazione del nuovo album, la Premiata Forneria Marconi fu ascoltata dal bassista e cantante Greg Lake degli Emerson, Lake & Palmer (anche nelle file dei primi King Crimson), che, entusiasta, li portò a Londra alla sede della Manticore al cospetto del paroliere e ispiratore dei King Crimson e poi produttore dei Roxy Music, Peter Sinfield.
Il successo internazionale
Peter Sinfield decise di scrivere i testi inglesi dei pezzi della Premiata Forneria Marconi e di produrli per il mercato internazionale. Decise anche di ridurre il nome del gruppo in PFM, più facile da pronunciare, per gli anglofoni, del nome originale. Nel gennaio del 1973 Mussida e compagni tornarono a Londra per registrare il loro primo album internazionale al Command Studio, una edizione in lingua inglese del secondo disco Per un amico, intitolata Photos of Ghosts e pubblicata dalla Manticore. Le prime esibizioni inglesi lasciarono la critica locale piuttosto freddina nei confronti del gruppo, considerato "troppo italiano". Invece il singolo tratto dall'album, Celebration (versione inglese di È festa) ebbe un notevole successo radiofonico grazie anche al bellissimo riff di sintetizzatore che divenne il marchio di fabbrica del gruppo. Il 26 agosto la PFM si esibì con grande successo al Reading Festival, il più importante evento rock inglese dell'epoca (lo stesso giorno si esibirono i Genesis e i francesi Magma).
Dopo l'esibizione di Reading, Photos of Ghosts entrò sia nella classifica britannica che in quella statunitense di Billboard. La Premiata Forneria Marconi fu indicata come uno dei gruppi rivelazione dell'anno nei referendum delle più importanti testate musicali britanniche (Melody Maker e NME). L'attività dal vivo internazionale divenne frenetica: il gruppo girò l'Europa con Sinfield e il sassofonista britannico Mel Collins.
Nel 1973 il bassista Giorgio "Fico" Piazza venne sostituito da Patrick Djivas, proveniente dagli Area, che si unì al gruppo poco prima della registrazione del loro terzo album, L'isola di niente, avvenuta nel 1974 a Londra. Anche di questo disco fu realizzata una versione inglese, The World Became the World, che fu lanciata dalla Manticore nel mercato statunitense. Il gruppo partì quindi per il suo primo tour negli Stati Uniti d'America, da cui fu tratto nel 1974 il primo album dal vivo Cook (pubblicato in Italia come Live in USA). Cook entrò nella classifica di Billboard e la tournée da cui il disco è tratto permise al gruppo di suonare per 50 date nel Nord America e di esibirsi anche in concerti trasmessi alla televisione. Dopo quattro mesi di ininterrotta attività negli Stati Uniti al fianco di Peter Frampton (con il quale condividevano il management e che alla fine della serie di concerti registrò il fortunatissimo Frampton Comes Alive), il gruppo fece ritorno in Italia prima di aver completato il necessario percorso per "sfondare" definitivamente oltreoceano.
Nel 1975 entrò in organico il cantante Bernardo Lanzetti proveniente dagli Acqua Fragile. La PFM, in effetti, non aveva un cantante di ruolo. Tutti, più o meno a turno, si dedicavano al canto, ma questo aveva il grande difetto di rendere un po' anonimo il gruppo (a differenza delle grandi band nelle quali era presente un front man, possibilmente dotato di buona voce e di presenza carismatica). Inoltre il nuovo cantante aveva dimestichezza con la lingua inglese avendo studiato negli Stati Uniti. Con Lanzetti il gruppo iniziò a registrare il nuovo disco, il quarto, intitolato Chocolate Kings. Alla fine del tour promozionale del disco, questa volta realizzato solo in versione inglese, la PFM suonò alla Royal Albert Hall di Londra davanti alla Regina Madre. In quel periodo, inoltre, il gruppo ottenne un grande successo, anche commerciale, in Giappone, dove si recò per una fortunata serie di concerti. In seguito la PFM tornò nel Nord America e nel Regno Unito per un nuovo tour. Chocolate Kings, accolto tiepidamente oltreoceano, ebbe invece grande successo nel mercato britannico. Particolarmente infelice fu, da un punto di vista promozionale, la scelta di una immagine della bandiera degli Stati Uniti d'America accartocciata sulla copertina del disco.
Al ritorno in Italia Mauro Pagani, stanco del continuo girovagare e desideroso di iniziare un percorso musicale personale, lasciò il gruppo per intraprendere la carriera solista. Con l'uscita di Pagani termina, di fatto, il periodo di più grande creatività e successo per la PFM. Nel frattempo l'interesse per il genere progressive iniziò a calare velocemente. Quasi tutte le grandi band inglesi e americane iniziarono la parabola discendente da un punto di vista artistico e della popolarità. Anche la PFM risentì del nuovo clima che porterà nel giro di pochi mesi all'affermazione del punk rock e della new wave.
La nuova avventura all'estero