Per questione di Cipro o questione cipriota (in greco το κυπριακό, to kypriakó; in turco Kıbrıs Sorunu) si intende comunemente la situazione di tensione e guerra effettiva venutasi a creare sull'isola di Cipro tra le comunità greco-cipriota (maggioritaria) e quella turco-cipriota (minoritaria) e che si è articolata in varie fasi a partire dal 1963, gli accadimenti del 1974, il progetto di Riunificazione e l'entrata nell'Unione europea.

Allo stato attuale la situazione non è ancora risolta e ha condotto alla spartizione de facto dell'isola in due parti separate da una zona demilitarizzata istituita dall'ONU e comunemente denominata Linea Verde (si estende lungo 180 km, occupa una superficie di circa 350 km²) tra la Repubblica di Cipro a maggioranza greco-cipriota, che comprende circa il 59% della superficie dell'isola, riconosciuta internazionalmente e membro dell'Unione europea, e l'autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), Stato riconosciuto solo dalla Turchia a maggioranza turco-cipriota, che copre circa il 36% della superficie dell'isola. Tranne che su due piccole aree, Akrotiri e Dhekelia (256 km² in tutto), che, al momento dell'indipendenza nel 1960, sono rimaste al Regno Unito come basi militari sovrane.

Tra le forze armate presenti sull'isola di Cipro figurano Grecia, Turchia, Regno Unito e quelle delle Nazioni Unite (UNFICYP).

Storia Origini Intorno al 1600 a.C. Cipro fu influenzata dalla civiltà micenea, proveniente dalla Grecia. Dopo secoli di dominazione egizia, punica e persiana, l'isola fu conquistata da Alessandro Magno e quindi sottoposta all'ellenistica Dinastia Tolemaica d'Egitto dal 318 a.C. al 58 a.C. Fu poi soggetta alla Repubblica romana e all'Impero romano, quindi all'Impero bizantino fino al 1191, salvo un intervallo di dominazione araba musulmana (643-966). Durante il XII secolo, i Cavalieri templari giunsero a possedere tutta l'isola, finché nel 1192 Cipro fu assegnata alla dinastia crociata dei Lusignano, che istituì il Regno di Cipro. Nel febbraio 1489 fu occupata dalla Repubblica di Venezia, e infine tra il settembre 1570 e l'agosto 1571 dall'Impero ottomano, che introdusse la presenza turca sull'isola (i soldati ricevettero la terra a condizione che divenissero residenti stabili).

Nel corso della lotta per l'indipendenza della Grecia, i Greco Ciprioti si mobilitarono per l'unione (enōsis) di Cipro alla loro madrepatria, una mobilitazione rafforzata quando, dopo il Congresso di Berlino, nel 1878 l'isola passò sotto il controllo del Regno Unito, prima come territorio amministrato e nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, come colonia, riconosciuta come tale dalla nuova repubblica turca con il Trattato di Losanna del 1923. Da parte integrante di un impero multinazionale e vicino Cipro si trovò quindi sotto il controllo di una potenza coloniale che usava l'isola quasi esclusivamente per la sua posizione strategica a breve distanza dal Medio Oriente e dal Canale di Suez.

Etnicamente, Cipro presentava una popolazione divisa tra una maggioranza di lingua greca e religione cristiano-ortodossa in larga parte autoctona, e una minoranza di lingua turca e religione musulmana erede delle diverse ondate di dominatori e di convertiti per convenienza a seguito della conquista ottomana del 1571. Le due comunità (note come greco-cipriota e turco-cipriota) erano sparse sul territorio e generalmente i villaggi erano abitati da una o l'altra, con alcuni villaggi misti; nella capitale Nicosia vi erano quartieri "greci" e quartieri "turchi".

La lotta per l'unione alla Grecia fu sospesa durante la seconda guerra mondiale. Nel 1946 il governo britannico annunciò le sue intenzioni di invitare i ciprioti a formare un'Assemblea Consultiva che discutesse una nuova costituzione e in segno di buona volontà consentì il ritorno degli esiliati in seguito ai moti del 1931. Tuttavia, contrariamente alle attese, i greco ciprioti, in particolare la Chiesa ortodossa di Cipro e le gerarchie militari formatesi durante la seconda guerra mondiale, si opposero in quanto lenosis non era in alcun modo citata. La persistente separazione tra le due comunità etnico-religiose fu nei fatti uno strumento degli inglesi per mantenere il controllo indiretto di Cipro.

In aggiunta al rifiuto dell'indipendenza e dell'unione alla Grecia, una delle principali preoccupazioni dei britannici era anche impedire che salisse al potere il partito comunista AKEL, di stretta osservanza stalinista e filo-sovietica (nel dopoguerra in Grecia aveva avuto luogo una guerra civile) e anch'esso unionista.

Indipendenza Quando si avviarono i processi di decolonizzazione, cominciò la richiesta di indipendenza dell'isola.

Nel 1950, Michael Mouskos (Makarios), vescovo di Kition (Larnaca), fu elevato al rango di Arcivescovo Makarios III di Cipro della chiesa greco-ortodossa e nel suo discorso inaugurale proclamò suo obiettivo l'unione con la "madre Grecia". Nel 1950 fu organizzato un referendum sull'enosis con la Grecia, ma non si prevedeva che il risultato sarebbe stato approvato dagli inglesi. Nel luglio 1951 il colonnello George Grivas, nativo dell'isola, visitò Cipro con l'intenzione di preparare la lotta armata. Il conflitto fra Grivas e Makarios non verteva sul fine ma sui metodi (armati o politici) e sulle personali ambizioni di guida del processo.

Nell'agosto 1954, su istruzioni del proprio governo, il rappresentante della Grecia presso le Nazioni Unite richiese formalmente che il tema dell'autodeterminazione del popolo di Cipro fosse incluso nell'agenda della successiva sessione dell'Assemblea generale. La Turchia e il Regno Unito si opposero all'idea dell'unione fra Cipro e la Grecia, quest'ultimo anche minacciando la pena di cinque anni di carcere per i sostenitori dellenosis. In dicembre l'Assemblea Generale dell'ONU decise di "non considerare ulteriormente il problema per il momento, poiché non sembra appropriato adottare una risoluzione sulla questione di Cipro." La reazione a Cipro comportò i peggiori disordini dal 1931.

Nel gennaio 1955, Grivas fondò l'Organizzazione Nazionale dei Combattenti Ciprioti (Ethniki Organosis Kyprion Agoniston – EOKA) che il 1º aprile 1955 avviò una campagna militare-terroristica anti-britannica che fece un centinaio di vittime. L'Arcivescovo Makarios era visto come uno dei principali simpatizzanti della causa degli insorti, se non addirittura il vero capo politico. Per questo motivo gli inglesi nel 1956 lo deportarono alle Seychelles non facendo altro che aumentare il suo status agli occhi della popolazione greco-cipriota.

Gran parte dei membri dell'EOKA e lo stesso Makarios vedevano però l'autodeterminazione e l'indipendenza come un passo intermedio per giungere all'unione (o enōsis) con la Grecia. Quest'aspirazione era malvista dalla comunità turco-cipriota, che preferiva di gran lunga essere forte minoranza in una colonia britannica che piccola minoranza all'interno del più vasto stato greco. In pratica la comunità turco-cipriota fu neutrale nello scontro tra l'EOKA e il governo britannico, ma i greco-ciprioti lasciarono la polizia per non essere attaccati come collaborazionisti e poliziotti turco-ciprioti furono spesso usati in funzione anti-insorti esacerbando le relazioni tra le due comunità. Il governo turco indicò esplicitamente a quello britannico che non desiderava cambiamenti nello status quo di Cipro, e in qual caso la soluzione da adottare sarebbe stata il ritorno dell'isola alla Turchia.

EOKA però, spalleggiata dalla popolazione e conoscitrice del territorio, si rivelò più forte della repressione britannica, e giocò anche un ruolo nel ritardare i preparativi per l'attacco all'Egitto che avrebbe dovuto partire proprio da Cipro in risposta alla nazionalizzazione del Canale di Suez nel 1956. Dopo la crisi di Suez del 1956 il Regno Unito si rassegnò a perdere gran parte della propria influenza nel Medio Oriente, ma non avrebbe mai lasciato le proprie basi militari sull'isola.

Nel 1957 anche il Movimento di Resistenza Turco (Türk Mukavemet Teskilati - TMT) entrò in azione. Contemporaneamente, i turco ciprioti individuarono la risposta politica allenosis nella separazione (taksim) fra le due comunità: il Partito Nazionale Turco, al tempo guidato da Fazıl Küçük, adottò questa posizione.

Ormai sull'orlo della guerra civile, nel dicembre 1958 rappresentanti di Grecia e Turchia, le "madrepatrie" avviarono colloqui diretti sulla questione cipriota, nei quali per la prima volta fu discussa l'idea di una Cipro indipendente (né enosis né taksim). Colloqui successivi con il Regno Unito produssero un accordo di compromesso sull'indipendenza della repubblica di Cipro. Seguì, a Londra, una fase di colloqui che inclusero rappresentanti dei greco-ciprioti (arcivescovo Makarios) e dei turco-ciprioti (Küçük).

L'indipendenza fu alla fine ottenuta con il Trattato di Zurigo del 19 febbraio 1959 e fu effettiva il 15 agosto 1960. In aggiunta al trattato di istituzione, un Trattato di Alleanza e un Trattato di Garanzia incardinavano il futuro della Repubblica a quello delle potenze protettrici Regno Unito, Grecia e Turchia. Senza il loro consenso, non sarebbe stato possibile riformare la Costituzione o cambiare la natura dello stato, e non sarebbe stata possibile la énosis. Nel 1961 la Repubblica di Cipro entrò nel Commonwealth.

Preoccupazione della Turchia era evitare un altro caso come quello dell'isola di Creta, che dopo aver ottenuto l'indipendenza dall'Impero ottomano nel 1898 si unì alla Grecia, mentre per il Regno Unito (spalleggiato dagli Stati Uniti d'America) il punto più importante fu mantenere il controllo sovrano su due vaste basi militari sull'isola, Akrotiri e Dhekelia (256 km² in tutto), rispettivamente vicine a Larnaca e a Limassol, in funzione di controllo sul Vicino Oriente e il confine meridionale dell'Unione Sovietica. In aggiunta, il Monte Olimpo e i principali capi dell'isola furono assegnati ad uso militare di spionaggio e punteggiati di antenne anglo-americane.

La maggior parte dei ciprioti approvò la soluzione trovata, anche se una parte dei militanti dell'EOKA protestò per la rinuncia allenosis e una parte dei militanti della TMT protestò per la rinuncia alla taksim.

I disordini intercomunitari del 1963-1964

Il giovane stato unitario cipriota si trovò ben presto paralizzato dai veti incrociati tra le due comunità: infatti secondo la Costituzione a un presidente greco-cipriota, capo di Stato e di governo, era affiancato un vicepresidente turco-cipriota con diritto di veto. Il Governo era formato da sette ministri greco-ciprioti e tre turco-ciprioti, e il Parlamento monocamerale era diviso tra 35 membri greco-ciprioti e 15 turco-ciprioti, con elezioni separate e necessità di avere la maggioranza su ogni disegno di legge all'interno di entrambi i gruppi.

In pratica un sistema di questo tipo poteva funzionare se si fosse messa in campo un'alleanza di programma tra le due comunità, ma la relazione tra Makarios, eletto presidente, e il vicepresidente Fazıl Küçük non si sviluppò mai. Molti dei ministri scelti da Makarios erano inoltre collegati direttamente o indirettamente a EOKA, tra cui Tassos Papadopoulos, futuro presidente della Repubblica, e Polykarpos Gheorgadis, nominato Ministro dell'Interno dopo essere stato comandante di una pattuglia guerrigliera in montagna. I primi tre anni della Repubblica passarono in una serie di veti incrociati, per cui non fu possibile approvare le leggi attuative per consentire la presenza mista (70% contro 30%) di greco-ciprioti e turco-ciprioti nella pubblica amministrazione, polizia compresa, e neppure leggi fiscali. Data l'impossibilità di costituire l'esercito misto previsto dalla Costituzione, varie milizie etniche prosperarono.