La capoeira (pronuncia portoghese: //) è una lotta brasiliana, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza).
Si tratta di una sintesi di lotta, acrobazie, canti e musica mutuata dal periodo schiavista in piena colonizzazione portoghese: gli schiavi africani, destinati alle piantagioni, si allenavano nei combattimenti utilizzando tecniche di attacco e difesa, calci, prese, schive, dissimulando la lotta con elementi di danza, al fine di non insospettire i colonizzatori.
Nata e diffusa inizialmente a Bahia, si è trasformata poi in una pratica spettacolare: i capoeiristi formano un grande cerchio chiamato roda, il gruppo che suona gli strumenti di percussioni chiamato batteria, incitano cantando i jogadores (lottatori) che a due a due si confrontano con una tecnica unica e affascinante, per molti versi simile a una danza.
Origini della parola Non esiste una teoria che spiega l'origine della parola Capoeira, secondo i vecchi mestres (maestri) la parola ha origine da un uccello che assomiglia a una pernice, un'altra teoria sarebbe la gabbia che era utilizzata per trasportare i gallinacei ai mercati secondo la teoria dello studioso Antenore Nascentes.
Un'altra teoria sarebbe quella difesa da Amadeus Amaral, che diceva che la parola Capoeira deriva dal dialetto Caipira che sarebbe Capuera, il quale era dove un albero nasce nello stesso posto dove c'era stato un albero abbattuto. Questa parola è utilizzata speso tra i capoeiristi oggi, come se fosse una parola nata da un dialetto.
Storia
La storia della capoeira è molto complessa e difficile da tracciare in maniera precisa, soprattutto per la carenza di documenti scritti al riguardo e per la loro distruzione dopo l'abolizione della schiavitù in Brasile; di certo sappiamo che trae le sue origini dalla mescolanza di rituali di lotta e danza di alcune tribù africane già colonie dei portoghesi, catturate e fatte schiave in massa per essere deportate in Brasile.
Il 22 aprile 1500 Pedro Álvares Cabral sbarca in Brasile e, con lui, inizia così la storia del colonialismo portoghese. I colonizzatori per risolvere il problema di manodopera schiava cominciano a catturare africani (più robusti fisicamente degli indios autoctoni, decimati dalle malattie portate dai colonizzatori). Gli schiavi venivano sfruttati nelle piantagioni (canna da zucchero, tabacco, caffè, ecc.) per molte ore al giorno, ritirandosi poi nelle Senzalas (sem = senza, ala = lato di muro), grandi e miseri dormitori sotterranei, bui e senza mura divisorie, vivendo in condizioni pessime. Gli sbarchi di schiavi portati dall'Africa inizia nel 1548, molti di loro arrivavano dal Mozambico, Congo, Angola, Benguela e Cabinda. Con le ingerenze olandesi nelle colonie portoghesi (1624-1654) in Brasile gli schiavi approfittarono degli scontri per darsi alla fuga.
Alcuni si organizzarono in comunità indipendenti, nei villaggi detti quilombos. Questo periodo fu sicuramente un catalizzatore dello sviluppo della capoeira. Uno di questi villaggi, Palmares, all'epoca probabilmente collocato nello Stato nordestino Alagoas, è assurto a simbolo della lotta degli schiavi contro i loro carnefici. Fondato nel 1610, il primo quilombo è Palmares e col passare del tempo è diventato il Comune di Mina dos Palmares, di Pernabuco Sud. Il quilombo di Palmares aveva come capo il Re Ganga Zumba, il quale fu avvelenato nel 1680 dai sostenitori di Zumbri, il quale diventa il nuovo re. Palmares sopravvisse per più di ottant'anni resistendo all'incalzare dei portoghesi; fu distrutto nel 1695 dopo un assedio di 5 anni e 9000 soldati impiegati.
I primi documenti che parlano di capoeira risalgono al 1624, si tratta di diari dei capi di spedizione incaricati di catturare e riportare indietro gli schiavi neri che tentavano di scappare. Questi documenti fanno riferimento ad uno strano modo di combattere, "usando calci e testate come fossero veri animali indomabili".
Con l'arrivo di D. João VI nel 1804, si istituisce il Ministero della Polizia e della Guardia Reale della Polizia, che iniziano a perseguitare i capoeiristi e coloro che venivano presi, hanno ricevuto un trattamento speciale, conosciuto come la Cena dei Gamberetti, dove Il capoeirista veniva catturato e poi legato a un cavallo, che partiva a tutta velocità verso la stazione di polizia, trascinando con sé il capoeirista. Per questo motivo, i capoeiristi decisero di svolgere le loro attività nei pressi della stazione di polizia, per evitare di essere trascinati. Nel 1813 la parola capoeira e stata aggiunta nella seconda edizione del dizionario della lingua portoghese di Moraes.
Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della capoeira a partire dal 1814 venne vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale, principalmente per impedirne l'aggregazione, anche se alcune fonti dicono che questa forma di arte marziale ha continuato ad esistere e svilupparsi considerando il fatto che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni.
Il 1888 fu l'anno di liberazione dalla schiavitù, ma gli schiavi liberati non ebbero modo di integrarsi facilmente nel tessuto socioeconomico. Specie nelle grandi città, molti di loro si diedero al crimine per sopravvivere, facendo spesso ricorso alla capoeira negli scontri con altri delinquenti o con la polizia. La capoeira fu quindi presto associata alla delinquenza di strada, tanto da venire proibita a livello nazionale già dal 1892. La pratica della capoeira rimase clandestina (da questo deriva l'uso per ogni capoeirista di un apelido, un soprannome), spesso violenta e praticata solo nelle strade da individui malfamati, schedati appunto dalla polizia come capoeiristas.
Nel 1910 nella città di Salvador de Bahia, iniziano ad apparire le prime scuole clandestine di capoeira, lo stesso accade in Rio di Janeiro. Con queste scuole, persone di un alto livello sociale come Inezil Penna Marinho, iniziano a frequentare le scuole di capoeira. Tra il 1920 e 1927, grazie il funzionario di polizia, il signor Pedro de Azecedo Gordilho, le persecuzioni nella città di Bahia contro i capoeiristi s'intensificano.
Nel 1930 la politica nazionalistica del presidente/dittatore Getúlio Vargas, in cerca di uno sport da promuovere come sport nazionale, diede l'opportunità a Mestre Bimba di riscattare la fama negativa della capoeira mediante lo stile di "Lotta Regionale di Bahia", da lui ideato. Nel 1932 gli venne permesso di aprire la prima academia nella quale impose anche delle regole di disciplina per ripulire la cattiva immagine che l'opinione pubblica aveva della capoeira. Dopo una pubblica esibizione di Mestre Bimba e dei suoi allievi finalmente lo sport ebbe il suo riscatto, e cominciò la sua lenta ascesa, e cosi nel 1937, mestre Bimba ottiene la sua licenza ufficiale la quale lo autorizza a insegnare, ma nel 1939 lui inizia a fare le lezioni nella sede del Centro per lo Sviluppo di Ufficiali della Riserva di Salvador a Barbalho. La seconda scuola ufficiale di capoeira è stata creata nel 1941 grazie a Vicente Ferreira Pastinha, conosciuto come Mestre Pastinha, la sua scuola aveva come nome Centro Sportivo di Capoeira Angola.
Nel 1953 Mestre Bimba realizza una mostra nel Palazzo del Governo, in Salvador de Bahia, in questa attività erano presenti Juracy Magalhaes, governatore di Bahia e il presidente della Repubblica, il signor Getúlio Vargas, il quale aveva dichiarato che la Capoeira era l'unico sport nazionale del Brasile.
Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano.
Il 26 novembre 2014 la Roda di Capoeira viene proclamata patrimonio immateriale dell'umanità da parte dell'UNESCO.
In Italia, nel 1982 il Grao Mestre Canela (1951-2022) fondò a Viterbo la prima scuola di Capoeira italiana con il nome di Capoeira Mangangà. Da allora, la Capoeira ha visto la nascita di diversi gruppi, molti dei quali, come il primo, ancora attivi su tutto il territorio nazionale.
Capoeiristi storici Besouro Mangangá Zumbi Mestre Pastinha Mestre Bimba Mestre Suassuna Mestre Camisa Tore Esporão Capoeira Mestre Peixinho Grupo Senzala Mestre Ramos Senzala Mestre Tony Vargas Senzala Mestre Amendoim Senzala Mestre Noronha Mestre Cobrinha Verda Mestre João Grande Mestre João Pequeno Mestre Decânio Mestre Tiburcinho Mestre Curió
Sport La capoeira è, nella sua origine, una lotta di liberazione dissimulata nella danza, in un gioco di arguzia. Con ogni probabilità affonda le sue origini nelle tecniche di lotta tribali dell'Africa centro-occidentale, ma si sviluppa in Brasile durante l'epoca coloniale, quando vi vennero deportati gli schiavi africani. La tradizione vuole che gli schiavi di origini africane si esercitassero nella lotta con l'intento di conquistare la libertà; l'apparenza di danza tribale li avrebbe messi al sicuro dalla punizione dei padroni. L'origine del suo nome è incerta in quanto si crede che derivi dal nome del capotribù della fazione di schiavi che riuscì a fuggire liberandosi dalla schiavitù e a formare una comunità che col tempo divenne un villaggio nascosto nelle foreste amazzoniche che secondo fonti storiche incerte prese poi anch'esso lo stesso nome, appunto Capoeira.
La capoeira è divisa in diversi stili: la Capoeira primitiva, la Capoeira Angola, la Capoeira Regional, la Capoeira Estilizada, la Capoeira Contemporanea. Mentre nel resto del Brasile continuarono a praticare la capoeira che conoscevano, a Bahia nacquero due stili: negli anni trenta Mestre Bimba aprì la sua palestra di capoeira come attività culturale (la sua Académia si chiamava "Centro de Cultura Fisica e Regional Baiana"), perciò la sua capoeira fu denominata "Regional" ed ebbe un ruolo centrale nel processo di integrazione di questa disciplina nella società brasiliana, accettando nella sua scuola soltanto lavoratori (poveri, neri) e studenti (nella maggioranza bianchi): tecnicamente, senza snaturare la capoeira adottò alcune tecniche derivate dal "Batuque" e da altre arti marziali per restituire alla capoeira la sua valenza di lotta, persa nel tempo in favore di valori puramente folcloristici, ed introdusse un metodo di insegnamento sistematico con 8 sequenze. Nella sua scuola si enfatizza la verticalità e l'oggettività del jogo, integrando anche l'aspetto musicale con l'introduzione di nuovi toques appositamente creati per ogni situazione.
Era un'epoca di rinnovamento, quindi sulla scia dell'esempio di Mestre Bimba, che aveva evidenziato questa esigenza di organizzazione nella capoeira, altri capoeiristas di Bahia, a un'impostazione più tradizionale, decisero a loro volta di riunirsi fondando lo stile Angola, che fu organizzato e perfezionato da Mestre Pastinha. Questo stile conservava la capoeira praticata all'epoca "pre-Bimba" con i suoi aspetti originali e rituali: i movimenti a seconda del ritmo eseguito al berimbau possono essere veloci, portando il capoeirista ad avere una postura ed un gioco più alto, o più lenti e più vicini al suolo. Il jogo dura più a lungo ed enfatizza il dialogo fra i due corpi, l'estetica e la ritualità dei movimenti, le strategie e le tattiche, la malandragem (cioè l'astuzia, la malizia nel gioco); venne codificata come disciplina sportiva nel "Centro Esportivo de Capoeira Angola" di Pastinha.
Oggi, in realtà, la mescolanza di stili e tecniche non permette una classificazione così netta per molti gruppi di capoeira, tranne che per chi pratica la Capoeira Regional di Mestre Bimba, che ha sue specifiche e rigorose regole.