Biografia
Figlio di Roffredo Caetani, Podestà di Todi il 1274-1275, e di Emilia Patrasso di Guarcino, nipote di Papa Alessandro IV, nipote di Papa Gregorio IX, parente di Papa Innocenzo III. Fu discendente di Papa Gelasio II, un ramo dell'importante famiglia Caetani (o Gaetani), che poté acquisire ulteriori ricchezze e grandi latifondi sfruttando la sua carica pontificia.
Per lungo tempo si è ritenuto che l'anno di nascita di Benedetto Caetani fosse il 1235; in epoca recente è stato peraltro rinvenuto un documento del 1250 nel quale si fa riferimento a un canonico di Anagni di nome Benedetto. Il collegio dei canonici di Anagni comprendeva in quel periodo alcune personalità di alto rango, come Rinaldo da Jenne, il futuro pontefice Alessandro IV.Agostino Paravicini Bagliani, Bonifacio VIII, Torino, Einaudi, 2003 Poiché non sono noti altri omonimi che siano stati canonici ad Anagni nel decennio 1250-1260La notizia è riferita con precisione da Pascal Montaubin, Entre gloire curiale..., 1997, op. cit., p. 346., il riferimento al futuro papa Bonifacio appare inequivocabile. Non sembra peraltro credibile che Caetani fosse già canonico all'età di quindici anni. Ciò ha indotto a retrodatare la nascita di alcuni anni.
Si trova conferma di questa ipotesi in una lettera a firma di papa Niccolò IV, datata 1291, nella quale il pontefice, riferendosi al cardinale Benedetto Caetani, usa il termine ad senium che, a quei tempi, stava a indicare i sessantenni. La combinazione dei due documenti porta a concludere, quindi, che Benedetto sia nato intorno al 1230Il problema dell'anno di nascita di Benedetto Caetani è approfondito da Agostino Paravicini Bagliani, Bonifacio VIII, Torino, Einaudi, 2003, cap. I, pp. 3-4., molto probabilmente ad Anagni. Era figlio di Roffredo Caetani ed Emilia Patrasso di GuarcinoSi veda in proposito anche Eugenio Duprè Thesèider, Bonifacio VIII, in Enciclopedia dei Papi, Treccani on-line, op. cit., legata a sua volta da parentela ai conti di Segni (la stessa famiglia di Alessandro IV). La famiglia Caetani aveva già dato alla Chiesa un papa, Gelasio II, tra il 1118 e il 1119.
Carriera ecclesiastica Nel 1260, con il permesso di papa Alessandro IV, Caetani assunse un canonicato a Todi, dove era vescovo suo zio Pietro Caetani, ed è possibile che nella cittadina umbra abbia iniziato gli studi di diritto, poi approfonditi e completati, con ogni probabilità, presso l'Università di Bologna, con una specializzazione in diritto canonico. La sua successiva carriera ecclesiastica nella Curia romana fu rapida e fortunata e lo portò a prendere parte a missioni diplomatiche molto importanti. Nel 1264 si recò presso la corte di Francia al seguito del cardinale Simon de Brion, futuro Martino IV, con lo scopo di sollecitare l'ascesa al trono napoletano di Carlo I d'Angiò. Dal 1265 al 1268 fu in Inghilterra con il cardinale Ottobono Fieschi, futuro Adriano V.<ref>V. in proposito Eugenio Duprè Thesèider, Bonifacio VIII''', op. cit.</ref>; alla legazione in Inghilterra prese parte anche Tedaldo Visconti, il futuro Gregorio XPer la presenza di Tedaldo Visconti in questa importante ambasceria si veda anche: Ludovico Gatto, in Gregorio X. La missione in Inghilterra fu, secondo molti storici, di grande significato per il futuro di Benedetto Caetani: in quel periodo, infatti, Caetani e i suoi compagni furono imprigionati e rinchiusi nella Torre di Londra e ottennero la libertà solo grazie all'intervento del futuro re Edoardo I, per il quale, da quel momento, Caetani manifesterà aperta simpatia, e da questo potrebbe certo essere derivata ostilità per lo storico avversario di Edoardo, Filippo IV di Francia, detto il Bello.V. E. Duprè Theséider, op. cit. Fu creato cardinale diacono, con titolo di San Nicola in Carcere, nel 1281 da Martino IV, all'età di circa cinquantuno anni.
Nel 1290 ebbe un grande rilievo la legazione svolta in Francia insieme al cardinale Gerardo Bianchi. Inviato da Niccolò IV presso la Chiesa gallica per dirimere un grave e annoso dissidio tra clero secolare e ordini religiosi, Caetani mostrò determinazione, notevole competenza giuridica e beffarda eloquenza, che gli procurarono certamente successo, ma anche molte antipatie tra i francesi.V. E. Duprè Thesèider, Bonifacio VIII, op. cit..
Nel 1291 fu consacrato sacerdote a OrvietoV. A. Paravicini Bagliani, Bonifacio VIII, op. cit., p. 38.. Nello stesso anno cambiò titolo cardinalizio, optando per il titolo presbiterale dei Santi Silvestro e Martino ai Monti. Mantenne peraltro, come già aveva fatto in passato, i canonicati, le prebende e gli altri benefici che aveva man mano acquisito negli anni; riuscì in tal modo ad accumulare un ingentissimo patrimonio che, sommato con i beni già posseduti dai suoi familiari, fece diventare i Caetani una delle più potenti famiglie del suo tempo.Si veda in proposito: Giorgio Falco, Sulla formazione e la costituzione della signoria dei Caetani (1283-1303), "Rivista Storica Italiana", 45, 1928, pp. 225-278.
Partecipazione a conclavi Durante il suo cardinalato Benedetto Caetani partecipò a 4 conclavi: conclave del 1285, che elesse papa Onorio IV conclave del 1287-1288, che elesse papa Niccolò IV conclave del 1292-1294, che elesse papa Celestino V conclave del 1294, dal quale venne eletto egli stesso
La rinuncia di Celestino V
Il cardinale Benedetto Caetani fu certamente tra le figure più vicine a papa Celestino V nel momento in cui quest'ultimo meditava di rinunciare al soglio pontificio. Si favoleggiò, tra l'altro, che Celestino V, subito dopo l'elezione, avesse udito, nel silenzio della propria stanza, la voce di un angelo che, per ordine divino, lo invitava a rigettare la propria nomina pontificiaIndro Montanelli Roberto Gervaso, L'Italia dei secoli d'oro - Il Medio Evo dal 1250 al 1492, in Storia d'Italia, Milano, 1967, Rizzoli Editore - p. 60.Stando a quanto viene riferito, la "voce" udita da papa Celestino V, che sarebbe stata quella dello stesso cardinale Caetani, affermava: «Io sono l'angelo che ti sono mandato a parlare, e comàndoti dalla parte di Dio grazioso che tu immantanente debbi rinunziare al Papato e torna' ad essere romito».; peraltro, occorre dire che Caetani, essendo un profondo conoscitore del diritto canonico, offrì effettivamente la propria assistenza a Celestino V per trovare le necessarie ragioni legali per abbandonare il soglio di Pietro.
Celestino affidò al Caetani e a un altro cardinale, Gerardo Bianchi, anch'egli notoriamente esperto di diritto canonico, il quesito sulla legittimità dell'abdicazione per un papa: ne ebbe risposta positiva, cosicché emise la bolla Constitutionem, con la quale stabiliva che le norme da seguire per l'elezione di un nuovo pontefice, in caso di dimissioni, fossero le medesime indicate dalla Ubi Periculum nel caso di morte del papa, e tre giorni più tardi si dimiseAmbrogio M. Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, p. 155..
Le regole per l'elezione e il ripristino della Ubi Periculum Contrariamente a quanto avvenuto spesso nel passato, il conclave successivo alla rinuncia di Celestino V fu radunato nella città di Napoli nei dieci giorni seguenti l'inizio della Sede vacante ed ebbe una durata molto breve. Tutto ciò fu dovuto alle disposizioni contenute nella costituzione apostolica Ubi Periculum sull'elezione pontificia, promulgata da papa Gregorio X (il piacentino Tedaldo Visconti), nel corso del XIV Concilio ecumenico tenutosi nella città di Lione (Concilio ecumenico lionese II) dal 7 maggio al 17 luglio 1274, sulla scorta dell'esperienza del celebre lunghissimo conclave viterbese che aveva portato proprio all'elezione di Gregorio X e nel corso del quale i cardinali erano stati pesantemente segregati.
La costituzione Ubi Periculum conteneva disposizioni molto precise, rigide e vincolanti per l'elezione papale, al fine di sottrarla ad ogni ingerenza che non fosse strettamente ecclesiastica. Prescriveva, infatti, l'obbligo del conclave per il Sacro Collegio, che avrebbe dovuto tenersi, obbligatoriamente, entro dieci giorni dall'inizio della Sede vacante e nella stessa città ove era scomparso il papa precedente. Passati i dieci giorni previsti, il Sacro collegio doveva essere segregato in conclave sotto la sorveglianza del Podestà, che diveniva il "custode del conclave". Inoltre, se entro tre giorni dall'apertura del conclave stesso il papa non fosse stato ancora eletto, si sarebbero dovute applicare norme gradualmente restrittive sui pasti e sul reddito dei porporati, fino a ridurli a pane e acqua.
Tutte queste disposizioni erano finalizzate non solo ad evitare che l'elezione del papa fosse condizionata dal popolo o dai nobili, ma anche ad impedire che l'elezione stessa si trasformasse in una lunga ed estenuante trattativa basata su operazioni di mercimonio, come frequentemente avveniva in quei tempi. La Ubi Periculum venne peraltro sospesa dopo soli due anni dalla sua promulgazione, nel luglio 1276, da papa Adriano V, su richiesta di diversi cardinali dopo alcune vessazioni patite - a opera di Carlo I d'Angiò - durante il conclave che aveva eletto lo stesso Adriano V, e quindi addirittura abrogata da papa Giovanni XXIL'abrogazione scritta della Ubi Periculum da parte di papa Giovanni XXI avvenne nell'ottobre 1276 con la bolla Licet felicis recordationis; cfr. : José Francisco Meirinhos, Giovanni XXI, papa, in Enc. Treccani, ma fu ripristinata quasi completamente da papa Celestino V, che voleva evitare le lungaggini e i problemi che avevano preceduto la sua elezione. Curiosamente, fu proprio Bonifacio VIII a inserire integralmente il testo della Ubi Periculum nel Liber sextus del Corpus iuris canonici nel 1298Ambrogio M. Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, p. 156..
Composizione del conclave
Al momento del conclave, il Sacro Collegio era composto da 23 cardinali, dei quali solo uno fu assente. Di essi, 13 erano stati nominati da papa Celestino V nel corso dell'unico Concistoro da lui presieduto, il 18 settembre del 1294; uno da papa Urbano IV, due da papa Niccolò III, uno da papa Martino IV, uno da papa Onorio IV e quattro da papa Niccolò IV.
Si trattava di: Hugues Aycelin de Billom, O.P., cardinale vescovo di Ostia e Velletri, Decano del Sacro Collegio; Matteo d'Acquasparta, O.Min., cardinale vescovo di Porto e Santa Rufina, Subdecano del Sacro Collegio; Gerardo Bianchi, cardinale vescovo di Sabina; Giovanni Boccamazza (o Boccamiti), cardinale vescovo di Frascati; Simone di Beaulieu, cardinale vescovo di Palestrina; Bérard de Got, cardinale vescovo di Albano; Benedetto Caetani, cardinale prete titolare dei Santi Silvestro e Martino; primoprete. Pietro Peregrosso (detto Milanese), cardinale prete titolare di San Marco; Tommaso di Ocre, O.Cel., cardinale prete titolare di Santa Cecilia; Jean Le Moine, cardinale prete titolare dei Santi Marcellino e Pietro; Pietro d'Aquila, O.S.B., cardinale prete titolare di Santa Croce in Gerusalemme; Guillaume Ferrier (o de Ferrires), cardinale prete titolare di San Clemente; Nicolas de Nonancour, cardinale prete titolare di San Marcello.Francesco Ronci e Nicolas de Nonancour furono creati cardinali da Papa Celestino V il 18 settembre 1294, il Ronci con il titolo di cardinale presbitero di San Lorenzo in Damaso e il Nonancour con quello di San Marcello, ma alla morte del cardinale Francesco Ronci, il Nonancour optò per il più prestigioso titolo di San Lorenzo in Damaso. La data precisa in cui morì il Ronci non è nota, ma si sa che avvenne dopo il 13 ottobre 1294. Tutto questo accadde mentre era in corso il conclave che elesse al soglio pontificio Papa Bonifacio VIII. ( - ); Robert de Pontigny, O.Cist., cardinale prete, titolare di Santa Pudenziana; Simon d'Armentières, noto anche come Simon de La Charité, O.S.B.Clun., cardinale prete, titolare di Santa Balbina; Giovanni di Castrocoeli, O.S.B., cardinale prete, titolare di San Vitale; Matteo Rubeo Orsini, cardinale diacono di Santa Maria in Portico Octaviae, protodiacono;