Il kiai (lingua giapponese: , ; lingua coreana: ) nelle arti marziali giapponesi è l'urlo che accompagna un kata o un kumite, in cui si dirige il ki () dal dan tian per intimorire l'avversario e segnalare l'intenzionalità del colpo.
Il grido viene emesso mediante il diaframma e il muscolo trasverso dell'addome e varia da individuo a individuo. Non è indispensabile per ricevere un punto in un kumite di karate, contrariamente al kendō, nel quale un kiai deciso deve accompagnare il colpo vincente. Come accennato sopra, questo urlo segnala al proprio avversario che il colpo sferrato non è accidentale, bensì volontario. Nei vari stili di budō, inoltre, la sua lunghezza e la sua intensità variano in funzione al colpo: ad esempio, una stoccata sarà accompagnata da un kiai più corto rispetto a un fendente ampio.
Sussiste inoltre una relazione tra il termine "kiai" e il termine "aiki", () che utilizzano gli stessi kanji; il termine "aiki", presente in alcune arti marziali, come l'Aikidō, si riferisce al controllo dell'energia esterna usata contro se stessi, mentre kiai si riferisce alla propria energia interna diretta contro un bersaglio specifico. Nel go, infine, il termine "kiai" descrive uno stile di gioco offensivo, volto a contrastare attivamente l'avversario.
Note
Voci correlate
Karate Kendō Nanbudo
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