Come termine, śakti (devanāgarī शक्ति, IAST śakti, «energia», «potenza»Così Georg Feuerstein, The Encyclopedia of Yoga and Tantra, Shambhala, 2001., shakti in traslitterazione anglosassone) indica, nell'Induismo, il potere di una Dea di dare luogo al mondo fenomenico e al piano cosciente della creazioneAlain Daniélou, Miti e dèi dell'India, Op. cit.; p. 293., la Sua capacità creativa immanente; come nome proprio, Śakti indica l'Energia divina femminile personificata, difensiva e aggressiva.

Elementi storici

Quale energia personificata, Śakti già compare nei Veda come compagna di Indra, il Re del cielo. È la dea minore Śacī, che come termine vuol appunto dire "potenza", nota anche come Indrāṇī ("consorte di Indra"). Ma il ruolo di questa dea è minimo, menzionata in tre inni, il 10.86, il 10.159 e il 3.53.6.David Kinsley, Hindu Goddesses Visions of the Divine Feminine in the Hindu Tradition, Delhi, 1998; p. 17.

Nella Śvetāśvatara Upaniṣad (quindi successivamente, nel periodo post-vedico) Śakti è presentata come potere supremoAlain Daniélou, Miti e dèi dell'India, Op. cit.; p. 292.: , rappresentando quindi l'energia del cosmo.

, . . È però ipotizzabile che culti locali, specie nelle caste basse, già esistessero prima o durante l'epoca vedica, che questi culti siano poi cresciuti fino a essere inglobati, parzialmente, nell'ortoprassi hindu.G. Flood, L'induismo, Op. cit.; p. 239 e 264.

La śakti e le dee Nel corso dei secoli la personificazione della śakti ha trovato concretizzazione nel culto di numerose divinità femminili, le Devī (culti e dee che in alcuni aspetti sembrano anche antecedenti al periodo vedico). Tali movimenti devozionali sono, in parte, successivamente confluiti nello Śaktismo, dove la Dea è venerata quale Essere Supremo.

Il culto della Dea non è però esclusivo dei soli movimenti śākta: quasi tutti gli hindu sono devoti a una Dea, soprattutto nei villaggi.G. Flood, L'induismo, Op. cit; p. 238. Lo Śaktismo, sia nelle forme tantriche che non, è attualmente un movimento religioso di vasta diffusione, anche al di fuori del continente asiatico.

La śakti e la donna Nei culti tantrici si ritiene che ogni donna sia pervasa dalla śakti, possegga cioè quell'energia divina che rende possibile le trasformazioni nel cosmo, risultando così più potente dell'uomo. Conseguenza di ciò è che la donna è considerata un "messaggero" del divino, una "via" di accesso all'unione con Dio, o alla beatitudine (ānanda), o comunque a uno stato di coscienza superiore (samādhi): rispetto alla cultura brahmanica, la donna gode qui di uno status superiore. Alcuni riti tantrici prevedono l'unione sessuale (maithuna) fra l'uomo e la donna (simbolica o reale a seconda dei culti), che è quindi intesa come pratica spirituale, replica dell'unione cosmica fra il Dio e la Dea, fra Śiva e Śakti, nelle tradizioni śaiva; o fra Kṛṣṇa e Rādhā in alcune tradizioni vaiṣṇava.G. Flood, L'induismo, Op. cit.; p. 260 e segg.

Note

Bibliografia Gavin Flood, L'induismo, traduzione di Mimma Congedo, Einaudi, 2006. Alain Daniélou, Miti e dèi dell'India, traduzione di Verena Hefti, BUR, 2008.

Voci correlate Chakra Devī Kundalini

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