Il suo nome completo era Muḥammad ʿAbd al-Raḥmān ʿAbd al-Raʾūf al-Qudwa al-Ḥusaynī (), ma è noto anche con la kunya Abū ʿAmmār (). Nel 1956, a una conferenza a Praga, Yasser Arafat portò la kefiah, il tradizionale copricapo arabo (a scacchi neri o rossi), facendola diventare un emblema suo e della causa palestinese in generale. Nel 1994 gli venne conferito – unitamente ai leader israeliani Shimon Peres e Yitzhak Rabin – il premio Nobel per la pace per l'opera di diplomazia compiuta al fine di rappacificare le popolazioni dei territori occupati di Cisgiordania e della Striscia di Gaza e garantire al popolo palestinese il riconoscimento del diritto a uno Stato proprio. Dal 1996 sino alla morte, ha ricoperto la carica di presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP). In precedenza era stato capo di al-Fatḥ (impropriamente nota come al-Fatah), confluita successivamente nell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). La discussa figura di Arafat ha finito con il diventare il simbolo stesso della causa palestinese.

Personaggio complesso e controverso, uomo d'azione ma anche prudente diplomatico, Yasser Arafat è stato negli ultimi anni della sua vita spesso accusato – e in special modo dopo il fallimento del summit di Camp David del 2000 con l'allora premier israeliano Ehud Barak, e dopo lo scoppio della Seconda Intifada –, di non volere la pace, di aver sostenuto gli atti di terrorismo contro i civili israeliani e di non aver fatto nulla per contrastarli, non più in grado di porsi come interlocutore serio.Rubin, Barry, "Arafat's Poisoned Legacy" in National Interest, no. 79 (Spring 2005): 53-61. Allo stesso tempo, da parte del mondo arabo, è stato sempre riconosciuto e considerato come figura unica e carismatica, personaggio indispensabile all'interno dell'intricato universo di movimenti politici palestinesi, al fine della conclusione del processo di pace e dell'annosa crisi mediorientale.

Biografia Nascita e infanzia La data e il luogo della sua nascita sono sempre rimasti controversi. Il suo certificato di nascita, depositato all'Università del Cairo, afferma che Yasser Arafat nacque al Cairo, in Egitto, il 24 agosto 1929. Nel tempo vari biografi, tra cui Alan Hart, Andrew Gowers, Said K. Aburish, Christophe Boltanski e Jihan El-Tahri, hanno sostenuto che Arafat sia nato al Cairo, dove il suo certificato di nascita è stato registrato. Secondo Aburish, Arafat non ha alcuna relazione con i notabili al-Ḥusaynī di Gerusalemme (ivi, p. 9): "Il giovane Arafat cerca di avvalorare le sue credenziali palestinesi per sostenere le sue rivendicazioni sulla leadership... e non può ammettere alcun fatto che possa minare la sua pretesa identità palestinese... Arafat intende perpetuare la leggenda della sua nascita a Gerusalemme e del suo collegamento con la famiglia al-Ḥusaynī della città". Ciononostante, lo stesso Arafat e anche altre fonti hanno sostenuto che invece fosse nato a Gerusalemme. Ian Mihai Pacepa, ex agente della Securitate rumena, rivelò che il KGB sovietico fece in modo di distruggere i documenti ufficiali indicanti Il Cairo come luogo di nascita di Arafat, per sostituirli con documenti falsi in cui si sosteneva che Arafat fosse nato a Gerusalemme, in modo da poter sostenere che Arafat fosse palestinese di nascita.

Il padre di Arafat, Abdel Raouf al-Quwda al-Husseini, era palestinese originario della città di Gaza e sua madre, la nonna paterna di Arafat, era egiziana. Abdel Raouf si batté davanti ai tribunali per 25 anni nel tentativo di riottenere i terreni della famiglia in Egitto di cui era erede, ma senza alcun successo. Abdel Raouf lavorò come mercante di tessuti nel quartiere di El-Sakkakini al Cairo. Arafat era il secondo più giovane di sette figli ed era, insieme con il fratello minore Fathi Arafat, l'unico figlio nato al Cairo. Gerusalemme era la città originaria di sua madre, Zahwa Abdul Saud, la quale morì di una malattia renale nel 1933, quando Yasser Arafat aveva appena quattro anni.

La prima visita di Arafat a Gerusalemme avvenne quando suo padre, non riuscendo a sostentare sette bambini da solo, inviò Yasser e suo fratello Fathi dalla famiglia della madre nel quartiere marocchino della Città Vecchia di Gerusalemme. I due hanno vissuto lì assieme allo zio Salim Abul Saud per quattro anni. Nel 1937, il padre li richiamò per poi affidarli alle cure della loro sorella maggiore, Inam. Arafat ebbe una relazione travagliata con suo padre; quando il padre morì nel 1952, Arafat non presenziò al funerale e non visitò nemmeno la sua tomba al suo ritorno a Gaza. La sorella Inam affermò, in un'intervista con il biografo e storico britannico Alan Hart, che Yasser veniva picchiato pesantemente dal padre perché andava nel quartiere ebraico al Cairo e partecipava a cerimonie religiose. Quando Inam al tempo chiese a Yasser perché non la smettesse di andare lì, egli rispose sostenendo di voler studiare la mentalità ebraica.

Educazione Nel 1944 Arafat si iscrisse all'Università del Cairo (al tempo denominata Università del re Faruq I), conseguendo la laurea in ingegneria civile nel 1950. Al 1946 diceva di essere aderente al nazionalismo arabo e iniziò a procurare armi da far entrare di nascosto all'interno dell'allora Palestina mandataria (sotto controllo britannico), per l'uso da parte di irregolari all'interno del Supremo Comitato Arabo e delle milizie dell'Esercito del Sacro Jihad.

Durante la guerra arabo-israeliana del 1948, Arafat lasciò l'università e, assieme ad altri arabi, tentò di entrare in Palestina per unirsi alle forze militari arabe in lotta contro le truppe israeliane (allora denominate Haganah) e contro la creazione dello Stato di Israele. Tuttavia, anziché entrare nei ranghi dei Fedayyin palestinesi, Arafat combatté al fianco della Fratellanza Musulmana, pur non facendone ancora parte. Prese parte ai combattimenti nell'area di Gaza (che fu il principale teatro di scontro con le forze egiziane durante il conflitto). A inizio 1949 la guerra volgeva a favore di Israele, e Arafat ritornò al Cairo per via di carenze di supporto logistico.

Dopo essere tornato all'università, Arafat studiò ingegneria civile e ricoprì l'incarico di presidente del Sindacato Generale degli Studenti Palestinesi (dall'inglese: General Union of Palestinian Students, o GUPS) dal 1952 al 1956. Durante il primo anno del suo incarico, nel 1952 l'Università venne rinominata Università del Cairo in seguito del colpo di Stato condotto dall'organizzazione militare clandestina degli Ufficiali Liberi che depose il re Faruq I. A quel tempo, Arafat aveva già conseguito la laurea in ingegneria civile nel 1950 e perciò venne chiamato a prestare servizio militare per combattere assieme all'esercito egiziano durante la crisi di Suez; tuttavia non prese mai parte attivamente al conflitto. Più tardi nello stesso anno, durante una conferenza a Praga, indossò una kefiah completamente bianca, diversa da quella con un motivo a rete che adottò successivamente in Kuwait, che diverrà poi suo elemento caratterizzante.

Al Cairo sviluppò una stretta relazione con il Ḥājjī Amin al-Husseini, che era stato Gran Mufti di Gerusalemme.

Matrimonio Nel 1990, Arafat sposò Suha Tawil, una palestinese cristiana, quando egli aveva 61 anni e lei 27. Suha Tawil venne presentata ad Arafat dalla madre mentre era in Francia, e dopo questo episodio lei iniziò a lavorare come sua segretaria a Tunisi. Prima del loro matrimonio, Arafat adottò 50 orfani di guerra palestinesi. Durante il matrimonio Suha provò a lasciare Arafat in più occasioni, ma egli glielo proibì. Suha disse di essersi pentita del matrimonio, e che se le fosse stata data nuovamente la possibilità di scelta non lo avrebbe rifatto. A metà del 1995, Suha partorì in un ospedale di Parigi una figlia, che venne chiamata Zahwa dal nome della madre di Arafat.

Nome Il nome completo di Arafat era Mohammed Abdel Rahman Abdel Raouf Arafat al-Qudwa al-Husseini. Mohammed Abdel Rahman era il suo primo nome, Abdel Raouf era il nome del padre e Arafat di suo nonno. Al-Qudwa era il nome della sua tribù e al-Husseini quello del clan a cui gli Al-Qudwa appartenevano. Il clan al-Husseini aveva sede a Gaza e non è correlato al noto clan al-Husayni di Gerusalemme.

Dal momento che Arafat venne cresciuto al Cairo, era comune la tradizione di abbandonare gli appellativi di Mohammed o Ahmad dal proprio nome; noti egiziani come Anwar Sadat e Hosni Mubarak hanno fatto altrettanto. Tuttavia, Arafat tralasciò anche gli appellativi Abdel Rahman e Abdel Raouf. Nel corso dei primi anni 1950, Arafat adottò il nome Yasser, e nei primi anni di guerriglia assunse il nome da battaglia di Abu Ammar. Entrambi i nomi sono legati ad Ammar ibn Yasir. Abbandonò la maggior parte dei nomi ereditati, ma mantenne il nome Arafat per via del suo significato simbolico per l'Islam, dal nome del Monte Arafat.

Nascita di al-Fatah e crisi vicino-orientale Fondazione di al-Fatah A seguito della crisi di Suez nel 1956, il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser accettò di concedere alla Forza di emergenza delle Nazioni Unite (UNEF) di stabilirsi nella penisola del Sinai e nella Striscia di Gaza, provocando l'espulsione di tutti i guerriglieri o le forze fedayyin in quei territori, tra cui lo stesso Arafat. Egli tentò inizialmente di ottenere un visto prima verso il Canada e poi Arabia Saudita, ma la richiesta venne respinta in entrambi i casi. Nel 1957 fece nuovamente richiesta di visto verso il Kuwait (al tempo un protettorato britannico) e gli venne concesso sulla base dei suoi lavori di ingegnere civile. Qui incontrò due amici palestinesi: Salah Khalaf ("Abu Iyad") e Khalil al-Wazir ("Abu Jihad"), entrambi membri ufficiali dei Fratelli Musulmani egiziani. Arafat conobbe Abu Iyad mentre frequentava l'Università del Cairo, mentre conobbe Abu Jihad a Gaza. Entrambi divennero successivamente i bracci destri di Arafat. Abu Iyad viaggiò con Arafat in Kuwait a fine 1960; Abu Jihad, che al contempo lavorava come insegnante, viveva in Kuwait già dal 1959. Dopo essersi stabilizzato in Kuwait, Abu Iyad aiutò Arafat a ottenere un lavoro temporaneo come insegnante scolastico.

Quando Arafat cominciò a sviluppare amicizie con i rifugiati palestinesi (alcuni dei quali li conosceva dai suoi giorni al Cairo), insieme ad altri fondò gradualmente il gruppo che divenne noto come Fatah. La data esatta per l'istituzione di Fatah è sconosciuta. Nel 1959, l'esistenza del gruppo fu attestata nelle pagine di una rivista nazionalista palestinese, Filastununa Nida al-Hayat (in inglese: Our Palestine, The Call of Life), che fu scritta e curata da Abu Jihad. Il nome deriva dall'acronimo inverso FaTaH derivante dal nome arabo Harakat al-Tahrir al-Watani al-Filastini che si traduce in "Il Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese". Fatah è anche una parola utilizzata ai tempi del califfato per riferirsi al concetto di "conquista".

Fatah si dedicò alla liberazione della Palestina attraverso una lotta armata condotta dagli stessi palestinesi. Ciò differiva da altre organizzazioni politiche e di guerriglia palestinesi, la maggior parte delle quali credeva fermamente in una risposta unita del mondo arabo. L'organizzazione di Arafat non ha mai abbracciato le ideologie dei principali governi arabi del tempo, a differenza di altre fazioni palestinesi, che spesso sono diventate satelliti di nazioni come Egitto, Iraq, Arabia Saudita, Siria e altri.