I Giochi della XIX Olimpiade (in spagnolo: Juegos de la XIX Olimpiada, in nāhuatl: Āltepētl Mēxihco 1968), noti anche come Città del Messico '68 o Messico '68 vennero svolti a Città del Messico, in Messico, dal 12 al 27 ottobre 1968. i giochi furono aperti da Gustavo Diaz Ordaz.
Assegnazione Per appoggiare la propria candidatura il Messico presentò, in un libro di 180 pagine in due lingue, non solo la documentazione ufficiale richiesta ma anche un piano di ammortamento delle spese, una raccolta storica del paese, i risultati degli eventi sportivi svolti prima, una descrizione dettagliata delle strutture sportive e le condizioni climatiche di Città del Messico, e una raccolta di pareri e ricerche mediche sui possibili effetti dell'altitudine (2240 m sopra il livello del mare).
Parteciparono 5516 atleti, in rappresentanza di 112 paesi, gareggiando in 18 sport e 172 specialità.
Città del Messico fu scelta come sede nell'assemblea del Comitato Olimpico Internazionale del 1963 svoltasi a Baden-Baden, Germania. Le altre città che si erano candidate a ospitare i giochi erano: Lione, Detroit e Buenos Aires.
+ Risultati per l'assegnazione della XIX Olimpiade Città Nazione 1ª votazione Città del Messico 30 Detroit 14 Lione 12 Buenos Aires 2
Non mancarono però le polemiche, soprattutto da vari quotidiani europei, riguardo possibili problemi dovuti all'elevata altitudine della città:
Questi timori furono ampiamente smentiti durante la 111ª Settimana sportiva internazionale, che fu organizzata proprio a Città del Messico su offerta del Comitato Organizzatore dei Giochi. I risultati dei vari eventi risolsero definitivamente la controversia sull'altitudine e permisero ai singoli comitati nazionali di inviare le proprie squadre.
Sviluppo e preparazione Sedi di gara
Per la prima volta nella costruzione delle piste per le gare fu utilizzato un nuovo materiale sintetico: il tartan. Il tartan ha la particolare caratteristica di non deformarsi e possiede una grande elasticità, che lo rende capace di agire quasi come una molla, restituendo potenza ai piedi degli atleti.
Agustín Melgar Olympic Velodrome - Ciclismo (traccia) Arena México - Boxe Avándaro Golf Club - Equitazione Campo Marte – Equitazione Campo Militar 1 - Pentathlon moderno (equitazione, corsa) Club de Yates de Acapulco - Vela Estadio Azteca - Calcio (finale) Estadio Cuauhtémoc - Calcio (preliminari) Estadio Nou Camp - Calcio (preliminari) Stadio Olimpico Universitario - Atletica (anche 20 km e 50 km a piedi), cerimonie (apertura / chiusura), equitazione (squadra salto a squadre) Fernando Montes de Oca Fencing Hall - Scherma, Pentathlon Moderno (scherma) Alberca Olímpica Francisco Márquez - Immersioni subacquee, pentathlon moderno (nuoto), nuoto, pallanuoto Insurgentes Ice Rings - Lotta Teatro de los Insurgentes - Sollevamento pesi Stadio Jalisco - Calcio preliminari Gimnasio Olimpico Juan de la Barrera - Pallavolo Juan Escutia Sports Palace - Basket, pallavolo Estadio Jesús Martínez "Palillo" - Hockey su prato Auditorio Nacional - Ginnastica Revolution Ice Rink - Pallavolo Ciudad Satélite - Ciclismo Piscina universitaria - Pallanuoto Vicente Suárez Shooting Range - Pentathlon moderno (tiro) Virgilio Uribe Canottaggio e Canoa Corso - Canoa, canottaggio Zócalo - Atletica leggera (partenza maratona)
Controversie
Il massacro pre-olimpico
Il 2 ottobre 1968, dieci giorni prima dell'apertura dei Giochi, nella Piazza delle tre culture a Città del Messico, un gruppo di studenti manifestò pacificamente per protestare contro la grossa spesa sostenuta dal presidente Gustavo Díaz Ordaz per costruire gli impianti per gli imminenti Giochi Olimpici. I soldati, non si sa se per ordine diretto del presidente, iniziarono a sparare ad altezza d'uomo. Fu una strage: non venne mai reso noto il numero dei morti, secondo alcuni forse furono addirittura qualche centinaio.
Alcuni giornalisti erano già presenti sul posto, tra cui l'italiana Oriana Fallaci rimasta ferita e creduta morta, per cui notizie e immagini del massacro non tardarono a fare il giro del mondo e contribuirono all'idea di dover disputare questa edizione dei Giochi in un'altra sede, diversa da Città del Messico. Il presidente del CIO, l'americano conservatore Avery Brundage, si adoperò perché il programma olimpico seguisse il suo corso regolare, come se il fatto non fosse accaduto. Durante la cerimonia di apertura, gli studenti fecero volare un uccello e un aquilone a forma di colomba nera, sopra il palco presidenziale, come una protesta silenziosa per la repressione.
In sintesi fu steso una sorta di “velo pietoso” sulla strage di Tlatelolco, per far sì che i ben più importanti Giochi Olimpici potessero offuscare questo crudele massacro. Da una parte si riuscì nell'impresa, dall'altra però c'è da considerare che i giochi di Città del Messico non furono i primi in cui qualcuno, sfruttando la popolarità delle Olimpiadi, manifesterà per i propri diritti o contro i problemi che avvolgono la società.
C'è da tener conto anche che il 1968, l'anno dei giochi, fu un anno non troppo felice: ci furono la primavera di Praga, gli assassinii di Martin Luther King e Robert Kennedy, la guerra civile e la carestia in Biafra con migliaia di morti per fame, le impiccagioni di neri in Rhodesia e in Sudafrica, il maggio francese e la dilagante rivolta giovanile.
Il saluto di Smith e Carlos
Uno degli eventi per il quale questa Olimpiade è oggi principalmente ricordata è la premiazione dei 200 metri piani, durante la quale il vincitore a tempo di record del mondo Tommie Smith e il suo connazionale John Carlos, terzo classificato, alzarono il pugno chiuso guantato in nero in segno di protesta contro il razzismo e in risalto delle lotte del potere nero. Essi ascoltarono l'inno nazionale americano con il capo chinato, tenendo gli occhi fissi sulle loro medaglie come in segno di protesta.
Un atteggiamento analogo venne adottato dalla ginnasta ceca Věra Čáslavská, che trovandosi sul gradino più alto del podio insieme alla sovietica Larisa Petrik dopo la gara di corpo libero, rifiutò di guardare la bandiera dell'URSS e di ascoltarne l'inno, tenendo il capo chinato in segno di protesta a seguito dell'invasione sovietica della Cecoslovacchia. Questo gesto le costerà un ritiro forzato dalle competizioni e il divieto di viaggiare per 12 anni.
I Giochi Paesi partecipanti
In totale 112 nazioni parteciparono ai Giochi della XIX Olimpiade.
Dopo aver preso parte a tre edizioni dei giochi come squadra unificata, la Germania gareggia in due squadre separate: quella dell'Est e quella dell'Ovest rispettivamente quinta e ottava nel medagliere ufficiale per nazioni. Tuttavia, bandiera e inno sono ancora comuni, e la separazione si completerà quattro anni dopo, curiosamente in terra tedesca, a Monaco di Baviera.
Calendario degli eventi ● Cerimonia d'apertura Competizioni ● Gare a medaglia ● Cerimonia di chiusura
DataOttobre 196812sab13dom14lun15mar16mer17gio18ven19sab20dom21lun22mar23mer24gio25ven26sab27domTot Cerimonia d'apertura● - Atletica leggera ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ●36 Calcio ●1 Canoa/kayak ● ● ● ● ● ● ● 7 Canottaggio ● ● ● ● ● ● ●7 Ciclismo ● ● ● ● ● ● ●7 Equitazione ● ● ● ● ● ●6 Ginnastica ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ●14 Hockey su prato ●1 Lotta ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ●16 Nuoto ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ● ●29 Pallacanestro ●1 Pallanuoto ●1 Pallavolo ● ●2 Pentathlon moderno ● ●2 Pugilato ● ● ● ● ● ●● ● ● ● ●11 Scherma ● ● ● ● ● ● ● ●8 Sollevamento pesi ● ● ● ● ● ● ●7 Tiro ● ● ● ● ● ● ●7 Tuffi ● ● ● ●4 Vela ● ● ● ● ●5 Cerimonia di chiusura ● -
Avvenimenti principali
Grazie ai benefici dell'altitudine (una minore resistenza all'avanzamento offerta dall'aria per quanto riguarda le gare di velocità, a cui si aggiunge anche una minore forza gravitazionale per i salti) caddero in modo clamoroso diversi record mondiali, fra i quali quelli di tutte le specialità maschili nella velocità, negli ostacoli e nei salti in estensione. Di contro, se nello sprint l'aria rarefatta si rivelò essere un vantaggio per gli atleti, nelle gare di resistenza la quantità inferiore di ossigeno nell'aria provocò un'ecatombe prestazionale, con tempi decisamente più lenti rispetto ai primati mondiali dell'epoca; diversi atleti di svariate discipline accusarono svenimenti o crisi respiratorie che ne richiesero il ricovero.
Per la prima volta l'ultimo tedoforo fu una donna, la messicana Enriqueta Basilio.
Risultati Medagliere Nell'ormai tradizionale duello tra le due superpotenze, ebbero la meglio gli Stati Uniti, con 45 medaglie d'oro, 28 d'argento e 34 di bronzo, contro le 29 d'oro, 32 d'argento e 30 di bronzo dell'URSS.
Dopo molte edizioni concluse almeno tra le prime 10 nazioni, l'Italia con solo 3 medaglie d'oro, 4 d'argento e 9 di bronzo scivolò al tredicesimo posto nel medagliere ufficiale per nazioni. Posizione Paese Totale 1 45 28 34 107 2 29 32 30 91 3 11 7 7 25 4 10 10 12 32 5 9 9 7 25 6 7 3 5 15 7 7 2 4 13 8 5 11 10 26 9 5 7 5 17 10 5 5 3 13 11 5 2 11 18 12 4 6 5 15 13 3 4 9 16 14 3 4 2 9 15 3 3 3 9 16 3 3 2 8 17 3 3 1 7 18 2 4 3 9 19 2 1 2 5 20 2 1 1 4 21 2 0 0 2 22 1 4 3 8 23 1 3 1 5 24 1 2 1 4 25 1 1 0 2 1 1 0 2 27 1 0 2 3 28 1 0 1 2 29 1 0 0 1 1 0 0 1 31 0 4 0 4 32 0 2 2 4 33 0 1 4 5 34 0 1 3 4 35 0 1 2 3 36 0 1 1 2 0 1 1 2 0 1 1 2 39 0 1 0 1 0 1 0 1 41 0 0 2 2 42 0 0 1 1 0 0 1 1 0 0 1 1 Totale 174 170 182 526
Protagonisti Tommie Smith, già citato precedentemente per il famoso saluto, è anche il primo atleta al mondo a scendere sotto i 20" nei 200 m. Gli atleti statunitensi Jim Hines e Tommie Smith dominano rispettivamente i 100 e 200 stabilendo due nuovi record mondiali, primati che sarebbero durati rispettivamente 15 e 11 anni. Nel salto in lungo lo statunitense Bob Beamon è autore di un balzo di 8,90 m, migliorando di 55 centimetri il precedente record mondiale. La distanza raggiunta da Beamon è tale che il misuratore ottico, tarato sino a 8,60 m, non riesce a calcolarla. I giudici utilizzano una vecchia cordella metrica d'acciaio. Tale primato sarà battuto solo 23 anni dopo da Mike Powell. Nella staffetta 4×400 metri maschile gli Stati Uniti stabiliscono un siderale 2'56"16, un tempo che avrebbe resistito per ben 24 anni. In questa edizione si ha la prima squalifica per doping della storia olimpica: il pentatleta svedese Hans-Gunnar Liljenwall viene infatti escluso dalla gara a squadre, insieme ai suoi compagni, dopo che, al termine della gara individuale di tiro, gli viene riscontrato un tasso alcolemico sopra al consentito. L'italiano Giuseppe Gentile realizza durante la qualificazione per il salto triplo un nuovo primato mondiale (17,10 m). Durante la finale, tenutasi il giorno dopo, Gentile, pur migliorando ulteriormente il record mondiale con un ragguardevole 17,22, finisce al terzo posto battuto prima dal brasiliano Nélson Prudêncio (17,27 m), e dopo dal sovietico Viktor Saneev che arriva addirittura a 17,39. Saneev conquisterà la medaglia d'oro anche alle Olimpiadi di e . Lo statunitense Dick Fosbury è oro nel salto in alto con un'innovativa tecnica di salto assolutamente inedita: dopo una rincorsa di otto passi, all'ultima battuta Fosbury si lancia volgendo le spalle all'asticella e, con un gran colpo di reni, la supera con il tronco, e solo in seguito con le gambe. Seppure all'inizio ampiamente criticato, lo stile “alla Fosbury” rivoluzionerà nel giro di pochi anni il salto in alto, diventando lo standard mondiale che usano tutti i saltatori ancora oggi. Nel nuoto maschile gli statunitensi conquistano dieci titoli su sedici, ma non riescono a trionfare nei due titoli più prestigiosi: i 100 e 200 stile libero, che sono vinti entrambi dall'australiano Michael Wenden. Il tedesco dell'est Roland Matthes domina i 100 e 200 m dorso. Klaus Dibiasi, tuffatore italiano, vince l'oro dalla piattaforma 10 m e l'argento dal trampolino 3 m.