Un rabbino (dall'ebraico biblico , rabī – AFI: –, "mio maestro"), o anche rabbi, nella cultura ebraica è uno studioso e autorevole maestro della Tōrāh e della legge mosaica (Torat Mosheh), considerato la guida spirituale della propria comunità ebraica. Rebbetzin (uso in yiddish comune tra gli aschenaziti; abbreviato in reb) o rabbanit (in ebraico e usato tra gli ebrei sefarditi) è il titolo dato alla consorte dei rabbini ortodossi, haredi o chassidici.
Il rabbino, per svolgere i suoi compiti, deve inoltre aver ricevuto la semikhah (conferimento della carica) ed è autorizzato, secondo la tradizione ebraica, a decidere su necessità comunitarie ed Halakhiche particolari, come quelle legate alle regole alimentari o rituali, e generali, come nel confronto religioso, interreligioso, etico e morale.I rabbini sono noti anche, appunto, come maestri (Rabbanim) o come saggi (Chakhamim). Vedi etimologia.
In molti luoghi oggi e nel corso della storia, i rabbini e gli studiosi della Torah hanno avuto e ancora hanno il potere di censurare le persone che li insultano.
Etimologia e pronuncia La parola originaria rabbi deriva dalla radice semitica (R-B-B) che in aramaico biblico significa "grande" in molti sensi, tra cui "riverito", ma appare principalmente come prefisso nelle forme di status constructus.Heinz-Josef Fabry s.v. "Rab" in Theological dictionary of the Old Testament, Vol.13, pp. 273-5, ed. G. Johannes Botterweck, Helmer Ringgren, Heinz-Josef Fabry 2004, p. 273: "RAB ... è anche ben attestato nel fenicio. Anche lì rab funziona come un titolo; il suo significato specifico può essere determinato solo dalla sua relazione con altri uffici e funzioni. L'aramaico in tutti i suoi dialetti fa uso abbondante di questa radice." La radice è imparentata con l'arabo rabb, che significa "signore" (usato generalmente quando si parla di Dio, ma anche di signori terreni). La parola si può paragonare a quella siriaca , rabi.
Nell'ebraico antico, rabbi era un termine titolare usato quando si parlava ad un superiore, nella seconda persona, simile al vocativo. Quando invece si parlava di un superiore, nella terza persona si poteva dire ha-rav ("il Maestro") o rabbo ("il suo Maestro"). In seguito il termine divenne un titolo formale per i membri del Patriarcato. Il titolo acquisì quindi una forma plurale irregolare: , rabbanim.
Il rabbino non è un'occupazione che si riscontra nella Bibbia ebraica,Poiché è proibito ricevere denaro per insegnare o per decidere su problemi di Halakhah (Legge ebraica), i rabbini nel passato non erano pagati per le loro attività e dovevano mantenersi autonomamente. Oggi sono dei funzionari stipendiati dalla sinagoga, con ampi doveri pastorali e di predicazione. e le antiche generazioni non utilizzavano titoli correlati, come rabban, ribbi o rab per descrivere i saggi babilonesi e i dotti di Israele.Ciò è evidente dal fatto che Hillel, che proveniva da Babilonia, non aveva il titolo di Rabban anteposto al suo nome. I titoli rabban e rabbi vengono menzionati per la prima volta nella Mishnah (circa 200 d.C.). Il termine fu usato inizialmente con Rabban Gamaliel il Vecchio, Rabban Shimon suo figlio e Rabban Jochanan Ben Zakkai, che furono tutti patriarchi o presidenti del Sinedrio.Anche il titolo Ribbi divenne noto tra coloro che ricevevano l'imposizione delle mani in questo periodo, come per esempio Ribbi Zadok, Ribbi Eliezer ben Jacob e altri, e risale al tempo dei discepoli di Rabban Jochanan Ben Zakkai e dopo. Ora l'ordine di questi titoli è il seguente: Ribbi è più importante di Rab; Rabban è più importante di Ribbi; mentre il solo nome è più importante di Rabban. Oltre ai presidenti del Sinedrio, nessuno è chiamato Rabban.
Il titolo "rabbi" appare () nei vangeli di Matteo, Marco e Giovanni nel Nuovo Testamento, in cui viene usato per riferirsi agli "Scribi e Farisei" come anche a Gesù.Vedi per es. , e Catherine Hezser, The social structure of the rabbinic movement in Roman Palestine, 1997, p. 59: "b – Rabbi come titolo onorifico ... Poiché Gesù era chiamato "Rabbi" ma non rientrava nell'immagine tradizionale dei rabbini ebrei post-70 d.C., e dato che i saggi pre-70 non avevano il titolo di "Rabbi" nella Mishnah, la maggioranza degli studiosi presumono che il significato e l'utilizzo del termine "Rabbi" al tempo di Gesù differisca dal significato che ha acquisito dopo la distruzione del Tempio: nel periodo pre-70, "Rabbi" veniva usato come titolo onorifica non ufficiale per qualsiasi persona di grande reputazione; dopo il 70 fu assegnato quasi esclusivamente ad insegnanti della Legge ordinati." Gli ebrei sefarditi e yemeniti pronunciano la parola , ribbī. Altre varianti sono: e, in lingua yiddish, .
La pronuncia in ebraico moderno , rabi, deriva da un'innovazione del XVIII secolo apportata ai Siddur aschenaziti (libri di preghiera), sebbene tale vocalizzazione si riscontri anche in alcune fonti antiche.
Sebbene l'uso di , rabbim ("molti", "la maggioranza, la moltitudine") avvenga per indicare l'assemblea della comunità, nei Manoscritti del Mar Morto non esiste prova che sostenga un'associazione con il titolo successivo di "rabbi/rabbino".Heinz-Josef Fabry s.v. "Rab" in Theological dictionary of the Old Testament Volume 13 – p. 298, G. Johannes Botterweck, Helmer Ringgren, Heinz-Josef Fabry – 2004: "Non c'è testimonianza che supporti un'associazione comunemente citata in discussioni su questo utilizzo del titolo 'Rabbi'... Già proposto da Millar Burrows e ripreso da Jean Carmignac, p. 584."
Storia I governi dei regni di Israele e di Giuda erano basati su un sistema di re ebraici, di profeti, autorità giuridiche del tribunale del Sinedrio e autorità rituali del sacerdozio. I membri del Sinedrio dovevano ricevere la loro ordinazione (semikhah) derivata da una linea ininterrotta di trasmissione che partiva da Mosè, ma invece di essere indicati come "rabbini" erano più frequentemente chiamati giudici (dayanim), simili ai shoftim o "giudici" del Libro dei Giudici.
Ci si aspettava che tutti questi personaggi fossero pieni di saggezza e conoscenza della Tōrāh e dei comandamenti, che li rendevano quindi "rabbini" nel senso moderno della parola. Ciò viene illustrato da un insegnamento vecchio di duemila anni presente nella Mishnah, l‘Etica dei Padri (Pirkei Avot), che parla di Re Davide:
Con la distruzione dei due Templi a Gerusalemme, la fine della monarchia ebraica ed il declino delle due istituzioni dei profeti e dei sacerdoti, il fulcro della leadership accademica e spirituale all'interno del popolo ebraico si spostò verso i saggi della Grande Assemblea (Anshe Knesset HaGedolah). Tale assemblea era composta dai primi gruppi di "rabbini" nel senso più moderno della parola, in gran parte perché avevano cominciato la formulazione ed esegesi di quello che divenne nota come "Legge orale" dell'Ebraismo (Torah SheBe'al Peh). Questa fu poi codificata e riportata nella Mishnah e nel Talmud e successiva tradizione rabbinica, portando a ciò che è noto come Ebraismo rabbinico.
Saggi ebrei
Il titolo "rabbi" veniva portato dai saggi dell'antico Israele, che erano ordinati dal Sinedrio secondo la consuetudine tramandata dagli anziani. Erano chiamati Ribbi e ricevevano l'autorità di giudicare casi penali. Rab è il titolo dei saggi babilonesi che insegnavano nelle accademie talmudiche di Babilonia.
Dopo la soppressione del Patriarcato e del Sinedrio da parte di Teodosio II nel 425, non ci furono più ordinazioni formali in senso stretto. Un dotto ebreo riconosciuto poteva essere chiamato Rab o Hacham, come i saggi babilonesi. La trasmissione della conoscenza da maestro a discepolo rimase di enorme importanza, ma non esisteva nessuna qualifica rabbinica formale in quanto tale.Jewish Encyclopedia,
Medioevo
Maimonide afferma che ogni comunità è obbligata a nominare un predicatore e studioso che ammonisca e guidi la comunità stessa, insegnando la Torah, e l'istituzione sociale, che egli descrive, è il "germe" del moderno rabbinato congregazionale. Nel XV secolo in Europa centrale, crebbe l'usanza di qualificare gli studiosi con un diploma che consentisse loro di essere chiamati Mori (il mio insegnante). In quel periodo il titolo venne contestato come hukkat ha-goy (imitazione dei modi dei Gentili), in quanto si riteneva che assomigliasse al conferimento del dottorato nelle università cristiane. Tuttavia il sistema si diffuse ed è tale diploma che viene indicato come semikhah (ordinazione) al giorno d'oggi.
Secoli XVIII-XIX Nella Germania e Stati Uniti del XIX secolo, i compiti del rabbino divennero sempre più influenzati dai doveri del pastore protestante cristiano, per cui il titolo "rabbino del pulpito". Sermoni, consulenza pastorale, il rappresentare la comunità all'esterno, tutto ciò aumentò di importanza. Ora i rabbini non ortodossi, su base quotidiana, trascorrono più tempo in queste funzioni tradizionalmente non rabbiniche di quanto non facciano nell'insegnare o rispondere a domande sulla legge e filosofia ebraiche. All'interno dell'Ebraismo ortodosso moderno, i rabbini si occupano ancora e principalmente di insegnamento e questioni di Legge ebraica (Halakhah), ma hanno sempre più a che fare con le succitate funzioni pastorali. Il "National Council of Young Israel" dell'Ebraismo ortodosso e il "Rabbinical Council of America" dell'Ebraismo ortodosso moderno hanno istituito programmi supplementari programmi di formazione pastorale per il loro rabbini.Ss.vv. "Rabbi, Rabbinate", articolo sulla Encyclopaedia Judaica, 2ª ed., vol. 17, pp. 11–19, Keter Publishing, 2007.
Tradizionalmente, i rabbini non sono mai stati intermediari tra Dio e gli esseri umani. Tale idea era di norma considerata al di fuori dei confini della teologia ebraica. A differenza delle guide spirituali di molte altre fedi, i rabbini non vengono considerati investiti di poteri o abilità speciali.
Autorità L'accettazione delle credenziali rabbiniche coinvolge sia questioni di praticità sia di principio.
In pratica, le comunità e gli individui in genere tendono a seguire l'autorità del rabbino che hanno scelto come loro leader (chiamato da alcuni con il titolo mara d'atra) su questioni di legge ebraica. Possono inoltre riconoscere che altri rabbini abbiano la stessa autorità altrove, ma per decisioni e pareri per loro importanti si basano sulle decisioni del proprio rabbino.
Lo stesso schema vale all'interno di comunità più ampie, che vanno dalle comunità chassidiche alle organizzazioni rabbiniche o congregazionali: in tale ambito, si riscontra una struttura formale o de facto di autorità rabbinica che è responsabile per i membri della comunità.
Onori Secondo il Talmud, è un comandamento (mitzvah) alzarsi in piedi davanti ad un rabbino o studioso della Torah,Talmud Kiddushin daf 30–40, Bava Metzia 33a, Mishneh Torah del Rambam trattato Hilkhot Talmud Torah 5:7 e anche di fronte alle loro consorti, rivolgendosi loro con rispetto. Anche i Kohanim (sacerdoti) devono onorare i rabbini e gli studiosi della Torah, tuttavia se il sacerdote è più erudito del rabbino, non si deve alzare in piedi.
Formazione e conferimento
Tradizionalmente si ottiene la semikhah dopo aver completato un impegnativo programma di apprendimento dei codici della Halakhah (Legge ebraica) e dei responsa.