La pollicoltura (o anche pollicultura) è l'attività consistente nell'allevamento di polli o galline per la produzione di carne, uova o animali vivi (pulcini o riproduttori). Può essere praticata in ambito rurale e familiare oppure su vasta scala, mediante la pratica dell'allevamento intensivo industriale in uso in vari paesi del mondo a partire dal 1923 quando una casalinga americana, Celia Steele, per un caso fortuito cominciò ad allevare 500 pulcini al chiusoJonathan Safran Foer, Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?, pag.116, traduzione di Irene Abigail Piccinini, Guanda, 2010, ISBN 8860881323..

Allevamento di galline ovaiole Esistono vari tipi di allevamento delle galline ovaiole, cioè destinate alla produzione di uova ad uso commerciale: allevamento in gabbie allevamento in gabbie modificate o arricchite Gli altri tipi di allevamento sono chiamati sistemi alternativi: allevamento a terra allevamento all'aperto (free range) allevamento biologico

Allevamento intensivo in gabbia e a terra

Stabulazione

Nell'allevamento in gabbia convenzionale, o in batteria, le galline vengono sistemate in strutture metalliche, dette stie, di 40 cm di altezza e 550 cm2 di superficie piana leggermente inclinata, servite da mangiatoie (10 cm disponibili per capo) e abbeveratoi a rifornimento automatico. Le gabbie sono sovrapposte in 4-5 livelli ed ognuna contiene 5 animali con una densità di popolazione di 22 animali per metro quadrato.

La direttiva CE 99/74 mette di fatto al bando questo sistema di allevamento entro il 2012. Dal 5 ottobre 2003 tutti i nuovi impianti per allevamento in batteria devono allestire gabbie modificate o arricchite con una superficie di 750 cm2, un'altezza di almeno 45 cm, posatoi con almeno 15 cm disponibili per capo, 12 cm di mangiatoia disponibili a pollo, almeno 2 abbeveratoi e un nido per gabbia, una lettiera per razzolare e dispositivi per il taglio delle unghie che non possono usurarsi da sole senza sufficiente razzolamento. Le gabbie devono essere separate da corridoi larghi almeno 90 cm. Viene inoltre vietata ogni tipo di mutilazione ad eccezione del debecaggio nelle gabbie affollate per prevenire il cannibalismo.

Nell'allevamento a terra le galline vivono libere in capannoni a diversi livelli o a piano singolo.

Carattedistiche Il capannone a piano singolo è il sistema più comune, composto da un pavimento grigliato inclinato al di sotto del quale si trova la fossa biologica di raccolta delle deiezioni; la densità è di circa 10 capi per m2. I rifigi si estendono invece in altezza con più piani aperti sovrapposti al di sotto dei quali si trova il pavimento grigliato. La densità può raggiungere i 20 capi per m2.

Dal 1° gennaio 2007,tutti i sistemi alternativi devono applicare i seguenti requisiti:

Mangiatoie lineari (almeno 10 cm di lunghezza per gallina) o mangiatoie circolari (almeno 4 cm di lunghezza per gallina) Abbeveratoi (2,5 cm di lunghezza per gallina) o abbeveratoi circolari (1 cm di lunghezza per gallina). Se vengono utilizzati abbeveratoi a tettarella o a coppetta 1 tettarella o coppetta ogni 10 galline. Almeno un nido ogni 7 galline. Se utilizzati nidi di gruppo, almeno 1 m² di superficie per massimo di 120 galline; Posatoi appropriati, privi di bordi aguzzi, con almeno 15 cm di spazio per gallina. I posatoi non devono sovrastare la lettiera, la distanza orizzontale fra posatoi deve essere minimo 30 cm e quella fra i posatoi e le pareti minimo 20 cm. Almeno 250 cm² di superficie di lettiera per gallina Il pavimento deve sostenere adeguatamente ogni unghia anteriore di ogni zampa Densità massima: 9 galline per m² e (6 per biologico) di zona utilizzabile.

Nei sistemi di allevamento che consentono alle galline di muoversi fra diversi livelli:

Massimo 4 livelli sovrapposti Altezza libera fra i vari livelli minimo 45 cm Le mangiatoie e gli abbeveratoi devono permettere a tutte le galline un accesso uniforme I livelli devono essere installati in modo da impedire alle deiezioni di cadere sui livelli inferiori.

Illuminazione Lo stimolo luminoso viene avviato tra la 17a e la 19a settimana di età. La procedura inizia con un aumento improvviso di 2 ore di esposizione alla luce, per poi incrementare gradualmente di 15-30 minuti ogni settimana fino a raggiungere le 17 ore di luce. Queste 17 ore verranno mantenute fino alla fine del ciclo di deposizione.

L'effetto della luce non dipende solo dalla durata del fotoperiodo, ma anche dalla sua intensità e dal suo colore. L'intensità luminosa può oscillare tra 5 e 10 lux; questa intensità è bassa, ma sufficiente perché la gallina la percepisca. Per quanto riguarda il colore della luce, le galline sono più sensibili alle colorazioni con una lunghezza d'onda compresa tra il rosso e il giallo, mentre sono meno sensibili alla lunghezza d'onda del blu. Allevamento estensivo Nell'allevamento all'aperto (free range) le galline hanno a disposizione un ricovero al riparo dalle intemperie, con mangiatoie ed abbeveratoi, ed uno spazio aperto dove razzolare. Anche in questo caso la densità di popolazione è minore, ma la mortalità è leggermente più alta rispetto all'allevamento in gabbia con una minore produzione di uova.

Caratteristiche Le aperture 35 x 40 cm devono dare accesso diretto allo spazio all’aperto e distribuite su tutta la lunghezza dell’edificio. Per ogni 1000 galline deve essere disponibile un’apertura totale di 2 m.

Gli spazi all’aperto devono essere coperti prevalentemente di vegetazione ed essere provvisti di riparo dalle intemperie e dai predatori e di abbeveratoi appropriati. Le galline devono avere un accesso continuo durante il giorno all’esterno e una densità massima che non può mai superare 2.500 galline per ettaro di terre oppure una gallina per 4 m². In condizioni particolari se disponibili almeno 10 m² per gallina e alle galline sia consentito l’accesso a tutto il recinto durante tutta la vita la densità può arrivare a 2,5 m² per gallina. Gli spazi all’aperto non si devono estendere oltre un raggio di 150 m dall’apertura più vicina dell’edificio o fino a 350 m purché vi sia un numero sufficiente di ripari e di abbeveratoi.

L'allevamento biologico è simile all'allevamento all'aperto, ma segue un proprio disciplinare di produzione che prevede l'utilizzo di razze di galline rustiche (preferibilmente autoctone provenienti esclusivamente da allevamenti biologici). La densità di popolazione non deve essere superiore ai 6 animali per m2 nel ricovero (max 3000 ovaiole/ricovero) e devono avere accesso ad un parchetto esterno (4/m2 per capo) per almeno 1/3 della loro vita. Gli spazi esterni possono prevedere zone d'ombra e macchie di vegetazione per il riparo contro i predatori. L'alimentazione deve essere effettuata con mangimi biologici, in genere cereali.

Riconoscimento

La prima cifra indica la tipologia di allevamento dove l’uovo è stato deposto, nello specifico:

NumeroAllevamento 0 allevamento biologico 1 allevamento all'aperto 2 allevamento a terra 3allevamento in gabbia

Vantaggi rispetto all'allevamento in gabbia maggiore spazio per esprimere le forme comportamentali tipiche (razzolare, stendere e allargare le ali, tolettarsi, girarsi, arruffare le penne, ecc.); ossa più robuste; maggiore facilità di ispezione delle galline; condizioni ambientali con minori livelli di ammoniaca e polveri (per gli allevamenti all'aperto e biologici).

Svantaggi incostante e minore produzione di uova; maggiori infestazioni di malattie parassitarie e coccidiosi, con conseguente ricorso all'utilizzo di farmaci; condizioni ambientali con aumentati livelli di ammoniaca e polveri dovute ad una meno frequente rimozione delle deiezioni (per i capannoni con allevamento a terra); aumento di uova rotte, incrinate, sporche o deposte fuori dal nido.

Allevamento di polli da carne

Allevamento intensivo Nellallevamento intensivo i pulcini di un giorno vengono sessati osservando la lunghezza delle penne remiganti primarie dell'ala rispetto alle piume. Nelle femmine le prime sono più lunghe delle seconde, mentre nei maschi sono lunghe uguali.

Condizioni

I pulcini divisi per sesso vengono quindi accasati in capannoni a ventilazione forzata e illuminazione controllata. A differenza delle ovaiole, i polli da carne sono generalmente ibridi commerciali allevati oltre il 90% a terra, in capannoni con una densità di 30–35 kg per m2, mantenendo i sessi separati. La direttiva europea sul benessere dei broiler stabilisce una densità massima di allevamento pari a 33 kg/m² e fino a 42 kg/m² qualora l’allevatore dimostri di controllare adeguatamente temperatura e gas nocivi all’interno del capannone, mortalità e incidenza di piaghe podali per più cicli di allevamento.

Illuminazione e umidità La luce stimola l'alimentazione per cui l'allevamento in passato era caratterizzato da cicli ripetuti cinque ore di luce e un’ora di buio, ripetuti quattro volte al giorno.Il programma sopra indicato non può più essere utilizzato a partire dall’entrata in vigore della Direttiva 2007/43/CE che stabilisce che gli animali devono ricevere almeno 6 ore di buio, di cui quattro in maniera consecutiva.

L’intensità luminosa deve seguire una curva decrescente: partendo dai 15–25 lux nei primi 7 giorni di allevamento, gradualmente decresce fino a 5–10 lux alla terza settimana, per poi mantenersi costante fino alla fine del ciclo di allevamento.

Un altro aspetto importante da considerare è il tasso di umidità relativa, il cui range ottimale per un broiler è tra il 60% e il 70%, in modo da favorire la crescita e il normale sviluppo del piumaggio.

Ventilazione Il ricambio d’aria permette di allontanare gli eccessi di gas nocivi (biossido e monossido di carbonio, azoto ammoniacale, di vapore acqueo e di calore). Le ventilazioni minima e massima sono calcolate attraverso una formula che tiene conto del peso metabolico (PM) e variano da un minimo di 0,70 a un massimo di 7,20 m3 aria/h/kg PM, in funzione della temperatura dell’aria.

Alimentazione Gli alimenti che vengono utilizzati per formulare i mangimi composti possono essere classificati dal punto di vista nutrizionale in: concentrati energetici, concentrati proteici, integratori minerale e vitaminici, acidi grassi essenziali.

I mangimi possono anche contenere diversi additivi alimentari, coccidiostatici, prebiotici e probiotici, enzimi, antiossidanti, carotenoidi. I carotenoidi possono essere addizionati alle diete per indurre una variazione dell’intensità di colorazione della cute e del grasso sottocutaneo verso il giallo, secondo le preferenze del consumatore e possono provenire da fonti naturali oppure essere di sintesi come il beta-apo-8-carotenale.

Allevamenti alternativi Gli allevamenti alternativi, meno diffusi, sono basati sulle caratteristiche genetiche del pollo impiegato e non sulle modalità di allevamento visti in precedenza per le ovaiole. Essi sono: Controsessi - maschi da razze leggere Colorati - razze miste con peso inferiore a 1 kg Galletti - razze convenzionali macellate a 3 settimane di età (800 g circa) Label - marchio francese di qualità certificata Capponi - polli castrati a 6-7 settimane di età cosicché a maturità raggiungono un peso maggiore rispetto ai capi non castrati Pollanca - galline destinate all'ingrasso prima che abbiano deposto le uova, vengono generalmente sterilizzate mediante l'asportazione dell'ovaia.

Allevamento biologico