La FIAT 3 ½ HP (anche detta FIAT 4 HP, con riferimento al secondo tipo di esemplari, con ruote a razze e radiatore anteriore) fu il primo modello di autovettura costruito dalla neonata Fabbrica Italiana Automobili Torino, negli anni 1899 e 1900.

Contesto e genesi del progetto

Verso la fine del XIX secolo e i primi del Novecento, il fermento automobilistico che andava diffondendosi in Europa, raggiunse anche l'Italia. Infatti, l'ingegnere veronese Enrico Bernardi, nel 1884 ideò un piccolo triciclo a benzina per il figlio, a tutt'oggi considerato come la prima automobile italiana, la cui produzione però venne iniziata dalla Miari & Giusti solo nel 1894.

L'11 luglio 1899, per volontà di una decina di aristocratici piemontesi, che condividevano la passione per l'automobilismo, fu fondata a Torino la FIAT che, alla fine dello stesso anno, iniziò la produzione del modello 3 ½ HP.

Questo primo modello è derivato dalla “Welleyes”, una automobile progettata dal Ing. Aristide Faccioli e costruita dalla Accomandita Ceirano, preacquisita dalla nascente FIAT.

La tecnica

Il motore, collocato posteriormente, è un bicilindrico raffreddato ad acqua attraverso un radiatore a serpentina (sotto al sedile nei primi esemplari, poi spostato in posizione anteriore, davanti all'assale), dalla cilindrata di 657 cm³ per una potenza effettiva di circa 4 ½ HP (la potenza nominale veniva indicata in 3 ½ HP per fini fiscali) a soli 400 giri al minuto e che consente una velocità massima di 35 km/h. Aveva distribuzione a valvole laterali, con quelle di scarico mosse da un asse a camme e quelle di aspirazione automatiche (a depressione) e lubrificazione "a perdere" (cioè con un oliatore che prelevava l'olio da un serbatoio immergendo delle camme, lo distribuiva sui cuscinetti mediante piccoli tubi in rame e da lì era lasciato cadere nella coppa, dalla quale non era recuperato. Tutto il manovellismo era a vista, con la parte inferiore del monoblocco aperta, a forma di conchiglia).

Il cambio è a tre marce senza retromarcia e dotato di dispositivo di ruota libera, la frizione a cono di cuoio e la trasmissione a catena. Doppio sistema di freni, esclusivamente posti al retrotreno: quello a pedale che agisce sui semiassi e quello a mano sulle ruote. Queste ultime sono di diametro diverso tra l'anteriore, più piccolo, e il posteriore; sono inizialmente a raggi tangenti e poi a razze, fabbricate in legno e dotate di pneumatici 580×55 all'anteriore e 670×55 al posteriore.

Pur essendo una quattro posti, del tipo vis-à-vis, è una vettura molto compatta con un passo di 1470 mm e carreggiate uguali di 1200 mm. Il consumo veniva dichiarato in 8 litri di carburante ogni 100 km.

La carrozzeria era costruita da Marcello Alessio, un noto specialista torinese, pioniere delle carrozzerie per automobili.

La produzione

Ai primi otto esemplari costruiti nel 1899, se ne aggiunsero altri 18 nell'anno successivo, per un totale di 26 esemplari. Ne risultano sopravvissuti almeno quattro: uno conservato al Centro Storico Fiat, uno al Museo dell'Automobile di Torino, uno all'Henry Ford Museum di Dearborn negli Stati Uniti d'America e il quarto al National Motor Museum di Beaulieu in Gran Bretagna. Caratteristiche tecniche

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

3/12hp