Specchio di pazienza (Espejo de paciencia) è un poema epico in ottave composto nel 1608 dallo scrivano canario Silvestre de Balboa, residente a Puerto Príncipe a Cuba.
Riscoperto nel 1836 e pubblicato integralmente nel 1927, è considerato dalla maggior parte della storiografia la più antica opera letteraria nota scritta a Cuba, sebbene la sua autenticità sia oggetto di un dibattito critico non del tutto risolto.
Composizione e trama L'opera, modellata sull'epica americana di Alonso de Ercilla (La Araucana), narra un fatto di cronaca del 1604: la cattura del vescovo di Cuba, fray Juan de las Cabezas Altamirano, da parte del corsaro francese Gilberto Girón e la sua successiva liberazione organizzata dagli abitanti di Bayamo guidati dal capitano Gregorio Ramos.
Diviso in due canti in ottave reali, per un totale di circa 1200 versi endecasillabi, il testo descrive nel primo canto il rapimento, il pagamento del riscatto, il rilascio del prelato e la sua accoglienza a terra da parte di divinità mitologiche classiche che gli offrono i frutti della terra tropicale. Il secondo canto è dedicato all'imboscata organizzata contro i pirati, conclusasi con la vittoria degli isolani e la morte di Girón per mano dello schiavo Salvador. Il canto si chiude con la celebrazione della vittoria e con l'inserimento di un mottetto eseguito al ritorno del vescovo nella chiesa di Bayamo, che la critica ritiene possa essere, se risalente al 1604 come dichiara il testo, la composizione poetica più antica scritta a Cuba.
Modelli e rappresentazione sociale Il poema affianca ai moduli classici dell'epica rinascimentale e ad elementi della mitologia greco-romana un immaginario naturalistico marcatamente caraibico: la fauna e la flora tropicali sono descritte con abbondanza di nomi, spesso di origine taina, come guanábana, jíjira, caimito, macagua, jutía, hicotea o guabina.
La critica ha rilevato nell'opera affinità con la Relación acerca de las antigüedades de los indios del frate Ramón Pané, e con il poema Las lágrimas de Angélica di Luis Barahona de Soto, oltre all'influenza dellOrlando furioso di Ariosto. La fusione fra mitologia classica e mitologia taina è stata indicata come uno dei tratti più originali del poema.
Il gruppo dei combattenti guidati da Ramos riflette la composizione della società coloniale dell'epoca, integrando spagnoli, criollos, indigeni e afrodiscendenti. La figura di Salvador, lo schiavo che uccide il corsaro e per il quale l'autore invoca la liberazione, costituisce la prima rappresentazione letteraria di un africano ridotto in schiavitù nella letteratura cubana.
Trasmissione del testo e questione dell'autenticità Il manoscritto originale del poema è andato perduto. Il testo è giunto attraverso la trascrizione eseguita verso il 1760 dal vescovo Pedro Agustín Morell de Santa Cruz nella sua Historia de la Isla y Catedral de Cuba, ritrovata nel 1836 da José Antonio Echeverría e da lui resa nota due anni dopo nell'articolo Historiadores de Cuba, apparso sul giornale El Plantel.L'assenza del testo originale e i legami di Echeverría con il circolo abolizionista di Domingo del Monte, impegnato nella costruzione retrospettiva di una tradizione letteraria nazionale, hanno alimentato dubbi sull'autenticità del poema, in particolare per quanto riguarda i versi dedicati a Salvador. Secondo alcuni critici la richiesta del suo affrancamento rifletterebbe non tanto la sensibilità del primo Seicento quanto le idee riformiste sulla schiavitù diffuse nell'Ottocento nell'ambiente di Domingo del Monte, al punto da far sospettare in quei versi un'interpolazione operata dallo stesso Echeverría al momento della trascrizione.
Un argomento a favore dell'autenticità del testo è stato offerto nel 1971 dallo storico Leví Marrero, che ha rintracciato nell'Archivo General de Indias un primo riscontro documentario indipendente dell'esistenza e dei legami reciproci dei personaggi citati nei versi con il contesto sociale descritto: un elenco coevo di contrabbandieri di Puerto Príncipe, Bayamo, Trinidad e Sancti Spíritus comprendente gli stessi nomi di Balboa, degli autori dei sonetti liminari e di altri personaggi del poema, come il capitano Gregorio Ramos, affiancandovi il relativo perdono reale del 24 agosto 1607.
Fortuna critica Mentre il valore letterario dell'''Espejo de paciencia da parte della critica è stato ritenuto modesto, imputando a Balboa scarsa perizia nei versi e povertà di linguaggio, ne è stata evidenziata l'importanza storica, generalmente ricondotta al suo valore documentario e sociologico, quale testimonianza delle relazioni economiche e sociali di una comunità coloniale di frontiera nei primi anni del Seicento.
Divenuto un classico scolastico e universitario, il poema è stato oggetto di studi, tra gli altri, di José María Chacón y Calvo, Felipe Pichardo Moya, Cintio Vitier, José Lezama Lima e Roberto González Echevarría, e ha ispirato opere di Francisco Calcagno, Lezama Lima, Vitier, Alejo Carpentier, Antonio Benítez Rojo, Leonardo Padura e Alexis Díaz-Pimienta. Nel 2014 ne è stato realizzato un adattamento in forma di balletto, messo in scena dal Ballet de Camagüey.
Edizioni Dopo alcune pubblicazioni parziali ottocentesche il testo integrale del poema, tratto dalla copia di Echeverría, è stato pubblicato per la prima volta nel 1927 nella seconda edizione della Bibliografía cubana de los siglos XVII y XVIII di Carlos M. Trelles, Sono seguite poi le edizioni del 1928, nel primo tomo dellEvolución de la Cultura Cubana di José Manuel Carbonell, e del 1929, all'interno dell'edizione a cura dell'Academia de la Historia de Cuba della Historia de la Isla y Catedral de Cuba di Morell de Santa Cruz.
Il poema è stato pubblicato come volume autonomo per la prima volta nel 1942 nei Cuadernos de Cultura'' del Ministero dell'Istruzione cubano, con uno studio introduttivo di Felipe Pichardo Moya, e in una nuova edizione del 1960, con prologo e note di Cintio Vitier, dell'Universidad Central de las Villas.
Ulteriori edizioni integrali sono uscite a Cuba nel 1962, negli Stati Uniti nel 1970; in Spagna nel 1981, nel 2009, a cura di Graciella Cruz-Taura, e nel 2010, a cura di Raúl Marrero-Fente per l'editore Cátedra.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Poemi epici Categoria:Componimenti poetici in spagnolo Categoria:Opere letterarie di autori cubani