Lavora presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università Harvard e i suoi studi riguardano la paralisi del sonno, il disturbo ossessivo-compulsivo e le allucinazioni.
Nel 2016 ha presentato la Meditation-Relaxation Therapy (Terapia MR), un intervento psicologico concepito per essere applicato durante l'episodio di paralisi del sonno. Nel 2020 ha guidato lo studio pilota che ne ha verificato gli effetti su pazienti affetti da narcolessia, condotto a Bologna con il gruppo di Giuseppe Plazzi.
Biografia Jalal ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2020 al Trinity College dell'Università di Cambridge, con una tesi sugli interventi sperimentali per il disturbo ossessivo-compulsivo; parte del lavoro dottorale è stata svolta a Harvard. A Cambridge è stato ricercatore al Behavioural and Clinical Neuroscience Institute e ha lavorato con Barbara Sahakian e Trevor Robbins.
All'inizio della carriera ha collaborato con Vilayanur S. Ramachandran, con cui ha firmato diversi lavori sulla percezione del corpo e sulle allucinazioni. Un profilo pubblicato da Business Insider nel 2016 ha descritto quella collaborazione come determinante per le ricerche successive.
Ricerca Paralisi del sonno
Jalal ha condotto ricerche sulla paralisi del sonno in Stati Uniti, Danimarca, Egitto, Italia, Turchia e Polonia, mostrando come le credenze diffuse in ciascun contesto incidano sull'interpretazione del fenomeno e sul disagio che ne deriva. Con Ramachandran ha proposto alcune ipotesi neurofisiologiche sulle allucinazioni di figure estranee che accompagnano l'episodio, chiamando in causa il lobulo parietale superiore destro, la proiezione dell'immagine corporea e i neuroni specchio.
Nel 2016 ha descritto la Terapia MR, che unisce una meditazione a focalizzazione interna e il rilassamento muscolare e si applica durante l'attacco, a differenza degli approcci di psicoterapia cognitivo-comportamentale precedenti, pensati per essere impiegati al di fuori degli episodi. Brian A. Sharpless e Karl Doghramji hanno contestato la rivendicazione di priorità, indicando il protocollo CBT-ISP da loro pubblicato nel 2015; Jalal ha replicato che la nozione di trattamento diretto dipende dalla definizione adottata.
Lo studio pilota del 2020 ha coinvolto dieci pazienti affetti da narcolessia ed è stato condotto con ricercatori dell'Università di Parma, dell'Università di Bologna e dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. Nell'ultimo mese di trattamento i giorni con episodi sono diminuiti del 50% e il numero complessivo di episodi del 54%. La rivista Query, edita dal CICAP, ha attribuito a Jalal l'introduzione della Terapia MR. La stessa rivista ha però rilevato la ridotta numerosità campionaria delle sue ricerche transculturali: lo studio condotto in Italia ha riguardato poco più di sessanta soggetti.
Disturbo ossessivo-compulsivo A partire dal 2015 Jalal ha applicato l'illusione della mano di gomma allo studio dell'immagine corporea nel disturbo ossessivo-compulsivo: contaminando la mano artificiale durante l'illusione, i partecipanti sani riferivano reazioni di disgusto analoghe a quelle osservate nel disturbo. Ricerche successive, svolte con Richard J. McNally e Ramachandran, hanno rilevato una maggiore suscettibilità all'illusione nei pazienti con diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo e hanno portato a proporla come forma indiretta di terapia di esposizione.
In uno studio condotto con Barbara Sahakian, novantatré persone con forti timori di contaminazione sono state divise in tre gruppi e hanno guardato quattro volte al giorno, per una settimana, brevi video di trenta secondi in cui si riprendevano mentre si lavavano le mani, mentre toccavano superfici contaminate oppure mentre compivano movimenti neutri. Nei due gruppi attivi i punteggi alla scala Yale-Brown sono migliorati in media di circa il 21%.
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Voci correlate Paralisi nel sonno Disturbo ossessivo-compulsivo Narcolessia Vilayanur S. Ramachandran
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