Palazzo Giunti è un palazzo nobiliare di Crotone situato in discesa Fosso, nel centro storico cittadino. L'edificio attuale fu costruito nel 1853-1854 per Ignazio Giunti di Strongoli, nell'area precedentemente occupata da diversi fabbricati, tra i quali il palazzo Orsini del XVIII secolo, a ridosso dell'antico bastione Petro Nigro; censito dall'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione come bene architettonico di proprietà privata, presenta caratteri riconducibili all'eclettismo.
Storia L'area sulla quale sorge il palazzo è documentata almeno dalla prima metà del XVI secolo, quando nei pressi dello spontone Petro Nigro, realizzato nell'ambito del potenziamento delle fortificazioni cittadine avviato nel 1541, erano presenti cavità utilizzate come deposito di materiali per il cantiere; nello stesso settore, nel 1627, è attestata una casa palaziata appartenente ai Tiriolo, comprendente ambienti superiori e inferiori e una grotta, mentre nel corso del XVII secolo le cavità della zona divennero note come grotte dell'arcidiacono Vezza.
All'inizio del XVIII secolo il decano Giovanni Battista Sisca acquistò le case dei Tiriolo, facendole demolire e ricostruire secondo una nuova pianta di palazzo e aggregandovi altri fabbricati e porzioni di suolo, dopo aver già ottenuto nel 1704 dall'Università di Crotone il permesso di ampliare la costruzione; alla sua morte il palazzo passò alla nipote Isabella Sisca, che nel 1743 lo donò a Giuseppe Antonio Giunti. Nelle immediate vicinanze sorgeva il palazzo dei Cirrelli, portato in dote da Anna Maria Cirrelli in occasione del matrimonio con Giuseppe Nicola Orsini, la cui famiglia, a partire dal 1756, ampliò progressivamente le proprie proprietà mediante l'acquisto di edifici confinanti, compreso il precedente palazzo dei Giunti, formando un complesso più esteso che nel 1762 risultava rinnovato secondo l'uso dell'epoca.
Alla fine del XVIII secolo il complesso apparteneva agli eredi Orsini e, attraverso successivi passaggi ereditari, giunse a Salvatore Orsini; nel 1850 Ignazio Giunti di Strongoli acquistò il palazzo Orsini e alcune case vicine con l'intento di costruirvi una nuova residenza e, il 10 ottobre 1853, il Comune di Cotrone gli concesse una porzione di suolo pubblico appartenente al vicolo interposto fra gli immobili acquistati, consentendo l'avvio della costruzione del nuovo palazzo. L'edificio attuale è datato al 1853-1854.
Durante lo scavo delle fondazioni furono intercettati ambienti voltati interrati e una scalinata in pietra diretta verso il mare, successivamente messi in relazione con le cavità documentate presso Petro Nigro nel XVI secolo; i sotterranei pertinenti al palazzo del XIX secolo, pur insistendo sulla medesima area, furono invece costruiti ex novo e destinati in parte a stalla e magazzino.
Dopo l'Unità d'Italia il bastione Petro Nigro, presso il quale era sorto il palazzo, fu demolito nell'ambito della trasformazione della fascia costiera e della nuova sistemazione viaria; nel 1878, durante la realizzazione della strada Regina Margherita, il Comune trattò con i Giunti per la cessione di alcune stalle necessarie al prolungamento della strada dal bastione Giunti verso il porto. Il palazzo rimase alla famiglia per tutta la seconda metà del XIX secolo e all'inizio del XX secolo era abitato dal barone Leopoldo Giunti.
Tra il 1902 e il 1903 il palazzo ospitò una mostra personale del pittore crotonese Gaele Covelli, organizzata dal marchese Filippo Eugenio Albani durante uno dei soggiorni dell'artista in Calabria; successivamente una parte dell'edificio fu acquistata dalla famiglia Trocino, che effettuò alcune trasformazioni degli ambienti interni.
Architettura
Il palazzo presenta una pianta rettangolare articolata attorno a una corte interna e si sviluppa su quattro livelli, costituiti da piano seminterrato, piano terra, piano nobile e secondo piano; la struttura portante è in muratura continua, mentre il piano seminterrato è caratterizzato da ambienti voltati, l'androne al piano terra presenta una volta a botte a sesto ribassato e il corpo scala è coperto da volte a crociera, vela e a botte.
Lo scalone principale, collocato in posizione centrale, è formato da cinque rampe, con pavimentazioni in basalto negli ambienti inferiori e nell'androne e in marmo nel corpo scala ai livelli superiori; la corte presenta inoltre un ballatoio a tre arcate sostenuto da pilastri disposti in doppio ordine.
I prospetti sono caratterizzati dalla presenza di bugnato liscio e da cornici e lesene in pietra calcarea, queste ultime con motivi riconducibili all'ordine corinzio; il prospetto principale è realizzato in calcare siracusano e presenta al centro un portale marmoreo decorato con rilievi a motivi vegetali, mentre nell'androne è presente un soffitto a lacunari.
Sopra il portale è collocato lo stemma marmoreo della famiglia Giunti, costituito da uno scudo sannitico con blasone troncato da un filetto in fascia e sormontato da una corona gemmata a dodici fioroni, dei quali sette visibili; nel 2018 i prospetti, il corpo scala e il piano seminterrato risultavano in buono stato di conservazione, con quest'ultimo adibito a galleria e i piani superiori ancora destinati ad abitazione.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Palazzi di Crotone Categoria:Architetture eclettiche della Calabria