Biografia Giovanni Battista Quadri nacque da Giuseppe Quadri di Magliaso, ufficiale al servizio dell'Impero, e dalla nobile Marianna Torriani. Dopo aver frequentato il Collegio Elvetico a Milano, studiò giurisprudenza all'Università di Pavia, senza però conseguire la laurea. In seguito divenne avvocato (1797) e notaio (1810) a Lugano. In qualità di membro del partito patriottico e procisalpino, dopo i disordini avvenuti a Lugano il 15 febbraio 1798 difese le figure di spicco davanti al Gran Consiglio elvetico. In seguito fu segretario personale di Peter Ochs e funzionario presso la Prefettura di Lugano. Dopo i disordini antifrancesi dell'aprile 1799 fuggì all'estero e prestò servizio militare dal 1800 al 1802 nell'esercito napoleonico in Italia. In qualità di comandante di battaglione e aiutante del generale francese Antoine de Béthencourt nel Cantone del Vallese e nel Nord Italia, partecipò a due campagne nell'Italia settentrionale e prestò servizio sotto Gioacchino Murat in Toscana, nonché sotto Nicolas Jean-de-Dieu Soult a Napoli.

Dopo il suo ritorno in Ticino, fu uno dei promotori dell'Assemblea di Pian Povrò e fu nominato presidente del governo provvisorio del Cantone di Lugano (1802) e delegato al Consiglio di Parigi (ma non ammesso, poiché non riconosciuto dalle autorità svizzere). Fu poi membro del Gran Consiglio ticinese dal 1803 al 1834 (dal 1830 gli fu arbitrariamente impedito di partecipare alle sedute) e del Consiglio di Stato (1803–1807, 1814–1830, sei volte Landamano reggente), commissario di governo per il distretto di Lugano (1807–1809, dimissioni controverse), giudice di pace e giudice d'appello. Fu più volte presidente del governo e Landamano reggente: nel 1816, 1820, 1822, 1825, 1827, 1828, e per sei volte deputato alla Dieta federale.

Rappresentò spesso il Cantone Ticino presso le corti straniere, in particolare in Piemonte e in Austria, per la stipula di capitolazioni e trattati commerciali. Dal 1815 al 1830 rese grandi servizi al suo cantone, dotandolo di codici di diritto penale, di procedura civile e di procedura penale, riorganizzò i tribunali, uniformò i sistemi di misura e peso e fece costruire diverse nuove strade.

Era il principale esponente del cosiddetto Governo dei dei landammani, caratterizzato dalla supremazia dell'esecutivo sul legislativo. In seguito, il movimento politico liberale portò alla riforma costituzionale del 1830 (La Riforma). Nel 1827 Quadri sfuggì a diversi attentati. Nel 1830 fu accusato di abuso e sottrazione di fondi pubblici, ma tre anni dopo fu assolto. Tornato a Magliaso come semplice privato cittadino, dal 1833 al 1837 diresse la rivista «L’Indipendente».

Note

Bibliografia Bollettino Storico della Svizzera Italiana, (1939), p. 18–20; (1965), p. 147–169; (1966), p. 5–30; (1969), p. 5–18; (1972), p. 193–196; (1979), p. 5–14. Raffaello Ceschi: Il Cantone Ticino nella crisi del 1814. Bellinzona, 1968, p. 58–60. Antonio Gili (Hrsg.): Lugano dopo il 1798. L’ex-baliaggio tra 1798 e 1803. catalogo della mostra, Edizioni Città di Lugano 1999, p. 213–235 (mit Genealogie).

Giuseppe Martinola: La missione di Giovanni Battista Quadri a Parigi. Istituto Editoriale Ticinese, Bellinzona 1954. Manolo Pellegrini: Giovanni Battista Quadri. In: La nascita del cantone Ticino. Armando Dadò Editore, Locarno 2020, ISBN 978-8-8828-1514-1, p. 499, 500. Enrico Talamona: Il Landamano Giovanni Battista Quadri dei Vigotti. Tipografia Sanvito, Lugano 1928.

Voci correlate Vincenzo Dalberti Stefano Franscini

Collegamenti esterni

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